Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Lo scorporo della fattura dell’avvocato consiste nel ricavare compenso, contributo integrativo del 4%, imponibile e IVA (e ritenuta, se c’è) partendo dal totale. La formula cambia tra regime ordinario e forfettario.
- Nel regime ordinario: imponibile IVA = totale / (1 + aliquota IVA); compenso = imponibile / 1,04; rivalsa 4% = imponibile − compenso.
- Con ritenuta d’acconto: ritenuta = compenso × 20%; netto a pagare = totale lordo − ritenuta.
- Nel forfettario: nessuna IVA né ritenuta; totale = compenso × 1,04; bollo da 2 euro se la fattura supera 77,47 euro.
Cos’è lo scorporo della fattura dell’avvocato
Scorporare significa partire dal totale fattura per ricavare i singoli pezzi. Parliamo di compenso, contributo integrativo del 4%, imponibile IVA, IVA, ritenuta d’acconto, bollo e rimborsi spese.
Perché serve? Per controllare che la fattura sia corretta. Per capire il netto che incasserai. Per calcolare correttamente IVA e imposte.
L’ordine delle voci non è casuale. La rivalsa del 4% si somma al compenso. L’IVA si calcola sul totale imponibile, che include anche la rivalsa. La ritenuta, quando c’è, si calcola solo sul compenso.
Le voci tipiche di una parcella forense
Compenso: è il corrispettivo per la prestazione professionale. È la base economica della parcella.
Contributo integrativo 4%: è la “rivalsa” previdenziale della Cassa Forense. Si aggiunge al compenso e lo segue ai fini IVA.
IVA: per gli avvocati è l’aliquota ordinaria 22%, salvo eccezioni particolari non usuali nella professione forense. Si applica su compenso + 4%.
Ritenuta d’acconto: 20% di norma. Si applica quando il cliente è sostituto d’imposta (impresa, professionista, PA). Non si applica al cliente privato e non si applica nel forfettario.
Imposta di bollo: 2 euro se la fattura è senza IVA e supera 77,47 euro (ad esempio nel forfettario). Con IVA, il bollo non si applica.
Spese: distingui rimborsi imponibili e anticipazioni in nome e per conto del cliente (art. 15 DPR 633/1972). Le anticipazioni escluse non entrano in base IVA né nella ritenuta.
Normativa di riferimento (testuale)
IVA e base imponibile: DPR 633/1972, art. 13 e art. 15. L’articolo 13 include nella base anche gli oneri accessori come il contributo integrativo delle Casse.
Ritenuta d’acconto: DPR 600/1973, art. 25. La ritenuta si calcola sui compensi di lavoro autonomo al netto delle spese escluse. La prassi dell’Agenzia delle Entrate conferma che la base non comprende il contributo integrativo delle Casse professionali.
Contributo integrativo Avvocati: Legge 20 settembre 1980 n. 576 e Regolamento della Cassa Forense. La rivalsa del 4% è dovuta e si espone in fattura.
Imposta di bollo: DPR 642/1972, Tariffa, art. 13, con prassi aggiornate dell’Agenzia delle Entrate sulla gestione del bollo sulle e-fatture.
Regime forfettario: Legge 190/2014 e successive modifiche; prassi dell’Agenzia delle Entrate su esonero da IVA e ritenuta, con deduzione dei contributi previdenziali obbligatori.
La formula generale di scorporo
Per chiarezza useremo simboli semplici. T = totale fattura lordo (prima di eventuale ritenuta). i = aliquota IVA (per l’avvocato di norma 0,22). r = rivalsa Cassa Forense (0,04). C = compenso. R = rivalsa 4%. B = imponibile IVA (C + R). V = IVA. RA = ritenuta d’acconto.
Regime ordinario, senza ritenuta:
1) B = T / (1 + i)
2) C = B / (1 + r)
3) R = B − C (equivale a C × r con arrotondamenti)
4) V = T − B (equivale a B × i)
Regime ordinario, con ritenuta:
Si calcolano prima B, C, R e V come sopra. Poi:
5) RA = C × 20% (salvo aliquota diversa per casi particolari)
6) Netto a pagare = T − RA
Regime forfettario (senza IVA, senza ritenuta):
1) T = C × (1 + r) quindi C = T / (1 + r)
2) R = T − C
3) Se T > 77,47 euro, aggiungi bollo di 2 euro. Il bollo non è base previdenziale né componente imponibile ai fini IVA.
Esempio numerico 1: privato (nessuna ritenuta), totale 1.000 euro
Dati: i = 22%, r = 4%, T = 1.000,00.
1) B = 1.000,00 / 1,22 = 819,67
2) C = 819,67 / 1,04 = 788,14
3) R = 819,67 − 788,14 = 31,53
4) V = 1.000,00 − 819,67 = 180,33
Controllo: 788,14 + 31,53 + 180,33 = 1.000,00.
Esempio numerico 2: impresa (con ritenuta), totale 1.000 euro
Calcoli iniziali identici all’Esempio 1. Quindi C = 788,14, R = 31,53, V = 180,33, T = 1.000,00.
Ritenuta: RA = 788,14 × 20% = 157,63.
Netto a pagare: 1.000,00 − 157,63 = 842,37. Il cliente versa 842,37 a te e 157,63 al Fisco.
Esempio numerico 3: forfettario, totale 1.000 euro
Dati: niente IVA, niente ritenuta, r = 4%, T = 1.000,00.
1) C = 1.000,00 / 1,04 = 961,54
2) R = 1.000,00 − 961,54 = 38,46
Bollo: se la fattura supera 77,47 euro, aggiungi 2,00. Totale da incassare 1.002,00 (se il bollo è a carico del cliente).
Arrotondamenti e ordine di calcolo
Arrotonda sempre a due decimali, per singola voce. Evita differenze di centesimi con questo ordine: imponibile B, compenso C, rivalsa R, IVA V.
Se ottieni uno scostamento di 1 centesimo, sistema la rivalsa 4% (voce più piccola) per chiudere il totale.
Calcolare C dal totale e non dalla rivalsa riduce gli errori. Evita di sommare percentuali “a mente”. Usa sempre le formule.
Casi particolari e errori comuni
Spese anticipate e rimborsi
Le anticipazioni in nome e per conto del cliente, documentate, sono escluse da IVA e da ritenuta (art. 15 DPR 633/1972). Non rientrano nello scorporo.
I rimborsi spese imponibili (ad esempio trasferte con fattura intestata a te) seguono il trattamento del compenso. Entrano nel calcolo della base IVA e, se il cliente è sostituto, possono entrare nella base di ritenuta salvo diversa prassi documentata.
Errore tipico: applicare la ritenuta anche sulla rivalsa 4%. È sbagliato. La ritenuta si calcola sul solo compenso.
Clienti esteri e operazioni fuori campo IVA italiana
B2B UE o extra-UE: regola generale ex art. 7-ter DPR 633/1972. La prestazione legale resa a soggetto passivo estero, in via ordinaria, è fuori campo IVA italiana con inversione contabile nel Paese del cliente.
In questo caso la tua fattura non ha IVA italiana. La rivalsa del 4% resta dovuta come voce previdenziale. Non applichi ritenuta italiana perché il cliente estero non è sostituto d’imposta in Italia.
Scorporo: T = C × 1,04. Se hai indicato il “netto a pagare” senza bollo, aggiungi il bollo solo se previsto dalla norma interna e secondo le regole dell’e-fattura.
Acconti, saldi e note di variazione
Se hai incassato un acconto con IVA, lo scorporo si fa sul totale dell’acconto a sé stante. Al saldo si scorpora la parte residua.
Per storni o rettifiche usa la nota di credito elettronica. Lo scorporo si applica anche alla nota, con le stesse percentuali ma segni opposti.
Conserva sempre i criteri di arrotondamento usati in origine per coerenza contabile.
Regola decisionale rapida
Se… allora… in 4 mosse
1) Se il cliente è un privato italiano, allora non c’è ritenuta: scorpora prima l’imponibile IVA, poi il compenso, poi calcola la rivalsa 4% e l’IVA.
2) Se il cliente è un’impresa/professionista/PA italiana, allora c’è ritenuta: scorpora come sopra e poi calcola la ritenuta al 20% sul solo compenso; il netto a pagare è totale meno ritenuta.
3) Se sei in forfettario, allora non c’è IVA né ritenuta: scorpora il compenso dividendo il totale per 1,04; verifica il bollo da 2 euro oltre 77,47 euro.
4) Se il cliente è estero soggetto passivo, allora niente IVA italiana e niente ritenuta italiana: scorpora come nel forfettario per le percentuali previdenziali, ma verifica la dicitura di non imponibilità.
Fonti da consultare (testuali)
Normattiva per: DPR 633/1972 artt. 13 e 15; DPR 600/1973 art. 25; DPR 642/1972 Tariffa; Legge 576/1980 (Cassa Forense). Agenzia delle Entrate per circolari su ritenute, bollo e regime forfettario.
| Scenario | Voci da scorporare | Formula sintetica dal totale | Adempimenti e tempistiche |
|---|---|---|---|
| Privato italiano (regime ordinario) | Compenso, rivalsa 4%, imponibile IVA, IVA 22% | B = T / 1,22; C = B / 1,04; R = B − C; V = T − B | IVA da liquidare mensile/trimestrale; nessuna ritenuta; rivalsa confluisce nel reddito e nei contributi Cassa |
| Azienda/professionista/PA italiana (regime ordinario, con ritenuta) | Compenso, rivalsa 4%, imponibile IVA, IVA 22%, ritenuta 20%, netto a pagare | Stesse formule; poi RA = C × 0,20; Netto = T − RA | Il cliente versa la ritenuta entro il 16 del mese successivo; tu ricevi CU a fine anno; IVA come ordinario |
| Regime forfettario (cliente italiano) | Compenso, rivalsa 4%, bollo (se dovuto) | C = T / 1,04; R = T − C; IVA assente; ritenuta assente | Bollo 2 euro se T > 77,47; imposta sostitutiva sul reddito forfettario; contributi previdenziali deducibili |
| Cliente estero soggetto passivo (UE/extra-UE) | Compenso, rivalsa 4%; nessuna IVA italiana; nessuna ritenuta italiana | T = C × 1,04; C = T / 1,04; indicazioni in fattura ex art. 7-ter | Verifica inversione contabile nel Paese del cliente; Cassa Forense su quanto incassato; niente ritenuta italiana |
FAQ
Come scorporo correttamente se il cliente mi comunica solo il “netto a pagare”?
Il “netto a pagare” è il totale meno la ritenuta, quando la ritenuta c’è. Se il cliente è sostituto d’imposta, il netto a pagare N è N = T − RA. Devi risalire prima al totale lordo T. Procedi così: ipotizza il compenso come incognita C. Costruisci T = (C + C × 4%) × (1 + 22%). Poi RA = C × 20%. Quindi N = T − RA. Risolvi per C con un semplice passaggio: N = C × [ (1,04 × 1,22) − 0,20 ]. Il fattore tra parentesi è 1,2688. Quindi C = N / 1,2688. Da C ricavi tutto: rivalsa = C × 4%; imponibile = C × 1,04; IVA = imponibile × 22%; totale = imponibile + IVA; ritenuta = C × 20%; controllo finale: netto = totale − ritenuta. Arrotonda a due decimali alla fine di ogni voce. Se il cliente è un privato (niente ritenuta), il netto coincide col totale: scorpora come nel caso base, dividendo per 1,22 e poi per 1,04.
La ritenuta si calcola anche sulla rivalsa del 4% o sulle spese rimborsate?
No. La ritenuta d’acconto ex art. 25 DPR 600/1973 si calcola sul solo compenso professionale, al netto delle spese escluse. La rivalsa del 4% verso la Cassa Forense non entra nella base della ritenuta. Le anticipazioni in nome e per conto del cliente, correttamente documentate, sono escluse dalla base IVA e non concorrono alla ritenuta (art. 15 DPR 633/1972). I rimborsi spese imponibili, invece, seguono le regole del compenso e rientrano nel calcolo dell’IVA; per la ritenuta, segui le istruzioni della tua prassi contabile, considerando la tracciabilità e la natura della spesa. In dubbio, separa le spese escluse e indicale con riferimento normativo per evitare contestazioni.
Come gestisco bollo, arrotondamenti e controllo finale in fattura elettronica?
Con IVA in fattura, il bollo non si applica. Senza IVA (forfettario, operazioni fuori campo o esenti), applichi il bollo da 2 euro se il corrispettivo supera 77,47 euro. Nell’e-fattura, indica il bollo virtuale e il sistema dell’Agenzia delle Entrate calcola il totale dei bolli dovuti. Il pagamento del bollo avviene periodicamente secondo le scadenze stabilite dall’Agenzia. Per gli arrotondamenti, usa due decimali per ogni voce. Se si crea uno scarto di 1 centesimo, correggi la rivalsa 4% o la voce “arrotondamento” prevista in molti gestionali, mantenendo coerente il totale. Verifica sempre che imponibile + IVA − ritenuta = netto a pagare e che compenso × 4% = rivalsa (compatibilmente con gli arrotondamenti).
Nel forfettario come incide la rivalsa del 4% sul reddito e sui contributi?
Nel regime forfettario non applichi IVA né ritenuta. La rivalsa del 4% della Cassa Forense si espone in fattura e si incassa dal cliente. Ai fini reddituali, i compensi percepiti includono anche le maggiorazioni in fattura come la rivalsa; il reddito si determina applicando il coefficiente di redditività previsto dal forfettario ai compensi incassati. I contributi previdenziali obbligatori versati alla Cassa sono deducibili dal reddito forfettario. In pratica, scorpori dal totale: C = T / 1,04, calcoli il dovuto previdenziale complessivo a fine periodo ed eserciti la deduzione dei contributi nei limiti e con le modalità previste dalla normativa. Per i riferimenti, consulta su Normattiva la Legge 190/2014 e le successive modifiche e le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.
Come scorporo se in fattura ho anche un anticipo o una nota di credito pregressa?
Tratta ogni movimento con la sua base imponibile. Per un acconto incassato con IVA, scorpora separatamente: imponibile acconto = acconto / 1,22; da lì estrai compenso e rivalsa come da formula. Al saldo, applica lo stesso schema alla quota residua. Se emetti una nota di credito, replica lo scorporo con importi negativi: imponibile nota = totale nota / 1,22; compenso nota = imponibile nota / 1,04; rivalsa e IVA negative. Al termine, somma algebricamente fattura e nota per verificare i totali. Indica sempre riferimenti a numeri e date dei documenti per una riconciliazione immediata in contabilità e per rispettare i requisiti del DPR 633/1972.
