Acronimo NASpI: cosa significa e come funziona?

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Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

La NASpI è l’indennità INPS per chi perde il lavoro in modo involontario. Serve disoccupazione, 13 settimane di contributi in 4 anni e domanda entro 68 giorni. Possibile anticipo in unica soluzione per attività autonoma/Partita IVA.

  • Requisiti 2026: disoccupazione involontaria, almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni, domanda telematica con DID al Centro per l’Impiego entro 68 giorni.
  • Importo: calcolo sulla retribuzione media, massimale annuale INPS, decalage del 3% dal 6° mese (dall’8° per over 55).
  • Anticipo NASpI: unica soluzione per lavoro autonomo/impresa/Partita IVA; obbligo di non lavorare come dipendente nel periodo corrispondente o si restituisce tutto.

Che cos’è la NASpI e a chi spetta

La NASpI è la Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego. È un’indennità mensile pagata dall’INPS a chi perde il lavoro in modo non volontario. La regola nasce dal Decreto legislativo 22/2015, disponibile su Normattiva.

Puoi avere la NASpI se sei un lavoratore dipendente, inclusi apprendisti, soci lavoratori di cooperative con rapporto subordinato, artisti subordinati, dipendenti a tempo determinato delle Pubbliche Amministrazioni. Restano esclusi i lavoratori agricoli a tempo determinato (per loro c’è la disoccupazione agricola) e, in via generale, i dipendenti pubblici a tempo indeterminato.

Conta la causa di cessazione. Hai diritto in caso di licenziamento (individuale o collettivo), scadenza naturale del termine, risoluzione consensuale in sede protetta ex art. 7 della Legge 604/1966, dimissioni per giusta causa, dimissioni nel periodo tutelato di maternità. Non hai diritto se ti dimetti senza giusta causa.

Requisiti aggiornati al 2026 e obblighi iniziali

I requisiti sono due. Primo: stato di disoccupazione involontaria e DID, cioè la Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro presso il Centro per l’Impiego, con successiva sottoscrizione del Patto di Servizio Personalizzato. Queste regole di “condizionalità” derivano dal D.Lgs. 150/2015, fonte: Ministero del Lavoro e Normattiva.

Secondo: requisito contributivo. Servono almeno 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione nei 4 anni precedenti l’inizio della disoccupazione. Dal 2022 non serve più il vecchio requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo negli ultimi 12 mesi. Questa semplificazione arriva dalla Legge 234/2021 (Bilancio 2022), fonte: Normattiva.

La domanda si presenta solo online all’INPS. Il termine è 68 giorni dalla fine del rapporto. Se invii entro 8 giorni, l’indennità decorre dall’ottavo giorno; se oltre, decorre dal giorno di invio. L’INPS ha riepilogato questi aspetti nella Circolare n. 94/2015 e nelle successive istruzioni annuali.

Calcolo, durata, decorrenza e massimali

L’importo si calcola sulla retribuzione media imponibile degli ultimi 4 anni. L’INPS ogni anno fissa una soglia di riferimento e un massimale: oltre la soglia, una quota dell’eccedenza entra nel calcolo. I valori 2026 sono comunicati dall’INPS nelle consuete circolari di inizio anno.

Dal primo giorno del sesto mese, la NASpI si riduce del 3% al mese. Per chi ha più di 55 anni, la riduzione parte dall’ottavo mese. La modifica è stata introdotta dalla Legge 234/2021, che ha spostato in avanti l’inizio del decalage.

La durata dipende dai contributi: è pari alla metà delle settimane di contribuzione accreditate negli ultimi 4 anni, al netto di quelle già usate per precedenti NASpI. Non esiste un numero fisso di mesi per tutti. Se hai più contributi, hai più mesi, sempre con il tetto dei 4 anni di riferimento.

Durante la NASpI maturi contribuzione figurativa, cioè contributi “fittizi” a carico dello Stato utili per la pensione. L’INPS chiarisce ogni anno come si conteggiano, e possono essere soggetti a massimali.

Compatibilità con nuovi lavori e obblighi di comunicazione

Se trovi un lavoro subordinato a tempo determinato fino a 6 mesi, la NASpI si sospende per la durata del contratto e riprende dopo. Se il contratto dura oltre 6 mesi, la NASpI decade. Queste regole discendono dal D.Lgs. 22/2015 e dalla prassi INPS.

Se accetti un lavoro part-time con reddito basso, la NASpI può essere ridotta, non sospesa. Devi però comunicare all’INPS, di solito entro 30 giorni, il reddito annuo presunto e i dati del datore. In caso di mancata comunicazione, rischi la decadenza.

Per il lavoro autonomo durante NASpI senza anticipo, la regola è simile: puoi svolgerlo, ma devi comunicare all’INPS il reddito annuo presunto entro 30 giorni. L’indennità viene ridotta in base al reddito dichiarato. Se non comunichi, l’INPS può chiedere la restituzione.

Anticipo NASpI in unica soluzione per Partita IVA o impresa

L’anticipo NASpI è la somma unica pari al residuo che avresti percepito mensilmente. Serve per avviare o sviluppare un’attività autonoma o imprenditoriale, o per entrare come socio lavoratore in cooperativa. La base normativa è l’articolo sull’anticipazione del D.Lgs. 22/2015, con istruzioni operative INPS (Circolare n. 174/2017 e messaggistica successiva).

Quando puoi chiederlo? Due casi. Uno: apri la Partita IVA o inizi l’attività dopo la disoccupazione. Due: avevi già un’attività autonoma al momento della cessazione del rapporto. In entrambi i casi devi presentare l’istanza di anticipo in tempi stretti, in genere entro 30 giorni dall’avvio dell’attività o dalla domanda NASpI se l’attività era preesistente. L’INPS chiede anche una descrizione del progetto e l’indicazione del quadro fiscale (per esempio, regime forfettario, cioè il regime semplificato con imposta sostitutiva).

Attenzione al vincolo principale: dopo l’anticipo, non puoi accettare un lavoro dipendente per tutto il periodo che sarebbe stato coperto dalla NASpI mensile residua. Se lo fai, devi restituire l’intera somma anticipata. Inoltre, con l’anticipo non maturi più contribuzione figurativa, perché non ricevi mensilità.

Se scegli l’attività autonoma senza anticipo, puoi mantenere la NASpI con riduzione proporzionale e con l’obbligo di comunicare il reddito presunto. Questa strada è utile se prevedi un avvio lento e vuoi tenere un paracadute mensile.

Come presentare la domanda: passaggi pratici e tempistiche

Fase 1: verifica requisiti e documenti

Controlla la causa di cessazione e i contributi degli ultimi 4 anni. Recupera buste paga, CU, ultimo contratto e lettera di licenziamento o scadenza. Prepara lo SPID e i dati bancari per il pagamento.

Fase 2: DID e Centro per l’Impiego

Compila la DID e prenota l’appuntamento per il Patto di Servizio. Il D.Lgs. 150/2015 rende obbligatorio questo passaggio. Senza DID e patto rischi sospensione o decadenza dal beneficio.

Fase 3: domanda telematica all’INPS

Invia la domanda entro 68 giorni. Se punti alla decorrenza dall’ottavo giorno, invia entro 8 giorni dalla cessazione. Compila con attenzione le sezioni su redditi presunti se pensi di lavorare durante la NASpI.

Fase 4: anticipo (se lo scegli)

Presenta l’istanza di anticipazione entro 30 giorni dall’avvio o dalla domanda NASpI se l’attività era già attiva. Descrivi l’attività, indica il codice ATECO e allega eventuali atti costitutivi o preventivi di spesa.

Fase 5: obblighi successivi

Comunica ogni variazione di lavoro o reddito entro 30 giorni. Partecipa alle misure del Centro per l’Impiego. Conserva fatture, ricevute e contratti: l’INPS può chiedere verifiche, specie dopo l’anticipo.

Regola decisionale rapida

Se vuoi stabilità mensile e prevedi redditi bassi all’inizio, mantieni la NASpI mensile e comunica il reddito dell’attività: avrai una riduzione, non la perdita totale.

Se hai subito clienti, costi iniziali elevati o devi investire, l’anticipo NASpI ti dà liquidità subito. Valuta però il vincolo: niente lavoro dipendente nel periodo coperto, altrimenti dovrai restituire tutto.

Se pensi di trovare un lavoro a termine entro 6 mesi, evita l’anticipo: con il contratto breve la NASpI si sospende e poi riparte.

Se hai più di 55 anni, considera che il decalage parte dall’ottavo mese. Questo allunga l’importo pieno: può convenire la mensilità più a lungo.

Se non sei sicuro dei flussi di cassa, usa un budget a 12 mesi: confronta anticipo oggi con mensilità al netto della riduzione attesa. Scegli l’opzione che ti fa arrivare sereno al break-even.

Riferimenti normativi e prassi

D.Lgs. 22/2015: istituzione NASpI, requisiti, calcolo, durata, anticipo. Testo su Normattiva.

D.Lgs. 150/2015: politiche attive, DID, patto di servizio e condizionalità. Testo su Normattiva e portale del Ministero del Lavoro.

Legge 234/2021 (Bilancio 2022): elimina il requisito delle 30 giornate e sposta il decalage al 6° mese (8° per over 55). Testo su Normattiva.

Circolari INPS: n. 94/2015 (prime istruzioni NASpI), n. 174/2017 (anticipazione), messaggi successivi su termini e modulistica, e circolare annuale su soglie e massimali.

Scenario Chi può usarlo Requisiti tecnici Cosa comunicare all’INPS Tempistiche e decorrenza
Licenziamento o scadenza contratto Dipendenti privati, apprendisti, PA a tempo determinato, soci di cooperative subordinati DID + 13 settimane contributi in 4 anni Domanda NASpI completa di dati contratto e IBAN Entro 68 giorni; decorre dall’8° giorno se invii entro 8 giorni
Dimissioni per giusta causa Chi si dimette per mancato pagamento, mobbing, trasferimento illegittimo, ecc. Prova della giusta causa; requisiti contributivi invariati Documentazione della giusta causa e domanda NASpI Stesse scadenze della NASpI ordinaria
Risoluzione consensuale ex art. 7 L. 604/1966 Rapporti cessati in sede protetta (ispettorato) per rifiuto trasferimento o conciliazione Verbale di conciliazione; requisiti contributivi Verbale e domanda NASpI Entro 68 giorni; decorrenza come ordinario
Lavoro subordinato fino a 6 mesi durante NASpI Beneficiari NASpI che ricevono un contratto breve Durata massima 6 mesi Comunicazione rapporto entro 30 giorni Sospensione per il periodo; ripresa a fine contratto
Lavoro autonomo senza anticipo Professionisti, freelance, collaboratori con Partita IVA Compatibilità con riduzione su reddito presunto Reddito annuo presunto entro 30 giorni NASpI ridotta e continuativa finché rispetti gli obblighi
Anticipo NASpI in unica soluzione Avvio nuova attività, sviluppo attività già attiva, ingresso in cooperativa Istanza motivata; niente lavoro dipendente nel periodo coperto Modulo anticipo, progetto, dati attività e codice ATECO In genere entro 30 giorni dall’avvio o dalla domanda; pagamento in unica soluzione
Superamento requisiti o pensione sopravvenuta Chi raggiunge pensione o perde lo stato di disoccupazione Verifica requisiti INPS e stato attivo al CPI Comunicazione evento e cessazione NASpI Decadenza dal mese successivo all’evento

FAQ

Devo ancora rispettare il requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo negli ultimi 12 mesi?

No. Dal 1° gennaio 2022 la Legge 234/2021 ha eliminato il requisito delle 30 giornate. Oggi servono due cose: lo stato di disoccupazione con DID e il requisito contributivo, cioè almeno 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione negli ultimi 4 anni. Resta invariato il termine di 68 giorni per presentare la domanda. Questa semplificazione aiuta i contratti discontinui, come somministrati e a termine, che spesso non raggiungevano il vecchio requisito.

Come si calcola l’importo mensile della NASpI e quando parte la riduzione del 3%?

L’INPS prende la retribuzione media imponibile degli ultimi 4 anni. Applica una formula: una percentuale piena fino a una soglia fissata ogni anno e una percentuale sulla parte eccedente. Esiste sempre un massimale mensile aggiornato annualmente. La riduzione scatta dal primo giorno del sesto mese di fruizione e vale il 3% ogni mese; per chi ha più di 55 anni parte dall’ottavo mese. Questo meccanismo, stabilito dal D.Lgs. 22/2015 e modificato dalla Legge 234/2021, evita che l’indennità si trasformi in un sostegno indefinito e incentiva il reinserimento.

Posso aprire la Partita IVA e continuare a prendere la NASpI mensile senza anticipo?

Sì. Puoi aprire la Partita IVA e mantenere la NASpI ridotta. Devi comunicare all’INPS entro 30 giorni il reddito annuo presunto dell’attività. L’INPS ricalcola l’indennità in base a quel reddito. Questa via è utile se non ti serve subito liquidità e vuoi tenere un flusso mensile. Ricorda però due punti: se il reddito reale supera il presunto, l’INPS può chiedere conguagli; se non comunichi per tempo, rischi la decadenza e la restituzione di quanto incassato. Se invece scegli l’anticipo, prendi tutto subito ma rinunci alla mensilità e non puoi accettare lavori dipendenti nel periodo coperto.

Che cosa succede se durante la NASpI firmo un contratto a termine di 4 mesi?

Con un contratto subordinato fino a 6 mesi, la NASpI si sospende per tutta la durata del contratto e riprende al termine, per il residuo non ancora fruito. Devi comunicare all’INPS il nuovo rapporto entro 30 giorni e aggiornare il Centro per l’Impiego. Se il rapporto supera 6 mesi, l’indennità decade. Se è un part-time con reddito basso e non supera certe soglie annue fissate dall’INPS, la NASpI può anche essere ridotta anziché sospesa, a condizione di comunicare per tempo il reddito presunto. La base normativa è il D.Lgs. 22/2015, con indicazioni di dettaglio nelle circolari INPS.

Quali sono gli errori più comuni che fanno perdere la NASpI o portano a doverla restituire?

I principali errori sono quattro. Primo: presentare la domanda oltre i 68 giorni o sbagliare la decorrenza, perdendo mensilità. Secondo: non fare la DID o non firmare il Patto di Servizio con il Centro per l’Impiego, violando la condizionalità del D.Lgs. 150/2015. Terzo: iniziare un’attività autonoma o un lavoro subordinato e non comunicarlo all’INPS entro 30 giorni, con rischio di decadenza e recupero somme. Quarto: chiedere l’anticipo e poi accettare un lavoro dipendente nel periodo coperto: in questo caso l’INPS chiede la restituzione integrale dell’anticipo. Prevenire questi errori significa rispettare scadenze e comunicazioni, e conservare tutta la documentazione.

Posso ottenere l’anticipo NASpI se entro come socio in una cooperativa o in una SRL?

Sì per le cooperative, se entri come socio lavoratore e c’è un effettivo rapporto di lavoro. Il D.Lgs. 22/2015 include questa casistica e l’INPS lo ha chiarito nella Circolare n. 174/2017. Per le SRL, la situazione dipende dal ruolo: l’anticipo è concesso per attività autonoma o di impresa che ti impegna personalmente. Se sei solo socio di capitale, senza attività lavorativa, l’anticipo non è coerente con la finalità. L’INPS chiede di descrivere il progetto, il codice ATECO, la forma di inquadramento e le spese previste. Ricorda il vincolo: niente lavoro dipendente nel periodo coperto, o dovrai restituire tutto l’anticipo.

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