Annulli dei corrispettivi dell’agenzia delle entrate: cosa sono?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

L’annullo dei corrispettivi si fa emettendo un documento commerciale di annullo o reso che richiama lo scontrino originale; per invii errati ai server dell’Agenzia delle Entrate si usa la funzione “trasmissione anomala”.

  • Annullo nella stessa giornata con funzione “annullo”; dopo la chiusura giornaliera si usa “reso/annullo” con importi negativi.
  • Il documento deve riportare numero e data dell’originale, data dell’operazione di annullo/reso, imponibile/IVA o natura, metodo di pagamento.
  • Errori nei file trasmessi si segnalano nel portale Fatture e Corrispettivi: monitoraggio, “trasmissione anomala”, motivazione dettagliata.

Cos’è l’annullo dei corrispettivi e su quali norme si basa

Per annullo dei corrispettivi si intende lo storno di un documento commerciale già emesso e memorizzato dal registratore telematico. Serve quando il cliente restituisce la merce o quando ti accorgi di un errore nello scontrino.

Il documento commerciale ha sostituito lo scontrino fiscale. La regola discende dal D.Lgs. 127/2015, dal D.M. 7 dicembre 2016 (attuativo) e dai Provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate che definiscono memorizzazione e trasmissione telematica. Puoi reperire le leggi su Normattiva e i provvedimenti sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Se hai emesso una fattura, non usi l’annullo del corrispettivo. In quel caso si applica la “nota di variazione” IVA (art. 26 del DPR 633/1972), cioè un documento che rettifica la fattura originaria in aumento o in diminuzione.

Quando usare annullo, reso o storno

Annullo nella stessa giornata

Se scopri l’errore entro la stessa giornata operativa e prima della chiusura di cassa, usa la funzione di “annullo” del registratore telematico. Annulli interamente lo scontrino e ne annulli gli effetti fiscali nel totale di giornata.

Reso o annullo dopo la chiusura

Dopo la chiusura giornaliera non puoi più annullare lo scontrino in modo “pieno”. Devi emettere un documento commerciale di “reso/annullo” con importi negativi. Il documento richiama numero e data dell’originale e riporta l’importo stornato.

Reso parziale

Se il cliente riporta solo parte della merce, emetti un documento commerciale di reso parziale. Indichi i soli articoli restituiti, le relative aliquote IVA o la natura operazione se non applichi IVA, e il totale negativo.

Errori oggettivi di importo o IVA

Se hai battuto l’importo sbagliato o l’aliquota IVA errata, valuta il caso:

  • Stessa giornata: annulla e riemetti correttamente.
  • Dopo la chiusura: reso per stornare, poi nuovo documento corretto.

Questa prassi segue le specifiche tecniche dei registratori telematici e i Provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate sulla memorizzazione e trasmissione.

Come emettere il documento commerciale di annullo/reso

Dati obbligatori da inserire

Il documento di annullo o reso deve contenere sempre:

  • Numero progressivo e data del documento originale.
  • Data dell’operazione di annullo/reso.
  • Descrizione dei beni/servizi restituiti.
  • Importi con segno negativo, suddivisi per aliquota IVA o con la natura “non imponibile/esente/non soggetto” se applicabile.
  • Metodo di pagamento usato nel reso (contanti, elettronico, buono, ecc.).
  • Eventuali sconti o abbuoni legati alla restituzione.

Emissione tramite registratore telematico (RT)

Quasi tutti gli RT offrono funzioni guidate: “annullo scontrino” per la stessa giornata e “reso” per dopo la chiusura. Selezioni il documento originario, confermi gli importi da stornare e stampi il documento di reso/annullo.

L’RT memorizza e include lo storno nei totali giornalieri. Alla trasmissione telematica, l’Agenzia delle Entrate riceve i dati coerenti (positivi e negativi) della giornata o dei giorni interessati.

Emissione dal portale Fatture e Corrispettivi

Se non usi un RT o lavori in emergenza, puoi creare un documento commerciale non fiscale dal portale dell’Agenzia delle Entrate. Compili descrizione, importi negativi, natura IVA, riferimenti all’originale, generi il PDF e lo consegni al cliente.

Ricorda di memorizzare e inviare i dati all’Agenzia. Il portale ti guida nel flusso. Questa opzione è prevista dalle regole attuative del D.M. 7 dicembre 2016 e successive specifiche tecniche.

Consegna al cliente

Consegnalo in stampa o invialo via email/PEC se il cliente lo accetta. Conserva la copia elettronica. La consegna assicura tracciabilità del reso e tutela entrambe le parti.

Correggere invii errati dei corrispettivi telematici

Procedura operativa nel portale

Se hai trasmesso dati sbagliati ai server dell’Agenzia delle Entrate, usa la funzione di monitoraggio:

  • Accedi a Fatture e Corrispettivi.
  • Entra in “Monitoraggio delle ricevute dei file trasmessi”.
  • Individua la trasmissione errata.
  • Apri la voce “trasmissione anomala”.
  • Compila la motivazione in modo chiaro e completo.

La segnalazione indirizza gli uffici a considerare l’anomalia e ad attendere la ritrasmissione corretta, se necessaria. Conserva le evidenze (screenshot, ricevute, Z del giorno).

Casi tipici di errore

  • Doppio invio della stessa giornata: segnala l’anomalia e specifica quale invio è da considerare valido.
  • Importi cumulativi errati: invia una rettifica con i totali corretti e spiega la differenza nella motivazione.
  • Giornata mancante per guasto: allega il verbale di emergenza e trasmetti appena ripristinato l’RT.

Esiti e controlli

L’Agenzia registra la segnalazione e incrocia i dati con le trasmissioni successive. Se i disallineamenti persistono, può chiedere chiarimenti. Tieni aggiornato il tuo fascicolo interno per la verifica.

Obblighi, tempistiche e sanzioni

Chi deve inviare i corrispettivi telematici

L’obbligo riguarda commercianti al dettaglio e assimilati, albergatori, ristoratori e artigiani a contatto con il pubblico (ad esempio parrucchieri, estetisti, tatuatori). La base è nel D.Lgs. 127/2015 e nei Provvedimenti attuativi dell’Agenzia.

I professionisti che emettono sempre fattura non usano i corrispettivi telematici, salvo casi in cui svolgono anche vendite al minuto. Verifica la tua attività con il codice ATECO.

Quando registrare le operazioni

  • Con registratore telematico: registri le vendite durante il giorno e fai la chiusura a fine giornata.
  • Con portale o app: generi un documento per ogni transazione, subito dopo l’operazione.

Queste modalità sono previste dai Provvedimenti tecnici dell’Agenzia delle Entrate e dal D.M. 7 dicembre 2016.

Tempistiche di trasmissione

L’RT memorizza i dati a fine giornata e li trasmette telematicamente, di norma in automatico. La trasmissione deve avvenire entro i termini tecnici indicati nei Provvedimenti dell’Agenzia (finestra ordinaria prevista entro dodici giorni).

In caso di rete assente o guasto, opera in emergenza e invia appena possibile. Documenta sempre l’accaduto in un registro di emergenza.

Sanzioni in caso di errori o omissioni

Il D.Lgs. 471/1997 prevede sanzioni per mancata o errata memorizzazione/trasmissione, di norma proporzionali (fino al 90% dell’IVA relativa), con importi minimi. In caso di più violazioni reiterate, può scattare la sospensione dell’attività.

Il D.Lgs. 472/1997 regola gli aspetti generali delle sanzioni e del ravvedimento. Se ti accorgi dell’errore, intervieni subito: riduci il rischio e dimostri collaborazione.

Casi speciali e prassi 2026

Contribuenti in regime forfettario

Il regime forfettario è un regime agevolato con imposta sostitutiva al posto dell’IVA. Se svolgi attività al dettaglio, devi comunque memorizzare e trasmettere i corrispettivi.

Nel documento indichi l’operazione come non soggetta a IVA secondo il regime. Il registratore consente di impostare natura “non soggetto/forfettario” o aliquota zero con nota esplicativa.

Guasto del registratore telematico

Se il registratore si guasta, avvisa l’assistenza e annota l’evento. Emmetti documenti commerciali in modalità manuale, compila i dati richiesti e trasmetti appena il sistema torna operativo.

Questa procedura di emergenza è prevista dal D.M. 7 dicembre 2016 e dalle specifiche tecniche dell’Agenzia.

Vendite online e corrispettivi

Per vendite a distanza a privati, puoi gestire con fattura o con corrispettivi, in base al tuo flusso. Se usi i corrispettivi, emetti un documento commerciale per ogni spedizione incassata e lo trasmetti.

Se vendi in altri Stati UE, valuta le regole OSS/IOSS per l’IVA. In quel caso la logica dei corrispettivi italiani può cambiare. Consulta la normativa IVA UE su Normattiva e le guide dell’Agenzia.

Pagamenti misti, resi e buoni

Se il cliente paga parte in contanti e parte con carta, indica entrambi i metodi sia nel documento originale sia nel reso. Se il rimborso avviene con buono, specifica che il controvalore è erogato sotto forma di voucher.

La chiarezza evita contestazioni e allinea i flussi cassa ai documenti fiscali.

Regola decisionale rapida

Schema pratico per scegliere l’azione giusta

  • Errore scoperto nella stessa giornata e nessuna chiusura effettuata → usa “annullo” sul RT e riemetti correttamente.
  • Errore scoperto dopo la chiusura o reso del cliente → emetti “documento commerciale di reso/annullo” con importi negativi e riferimenti all’originale.
  • È stata emessa fattura, non scontrino → usa nota di variazione IVA (art. 26 DPR 633/1972), non il reso del corrispettivo.
  • Hai già trasmesso dati errati al sistema → segnala “trasmissione anomala” nel portale, spiega la motivazione, ritrasmetti i dati corretti.
  • RT guasto o rete assente → opera in emergenza (documento manuale), conserva le prove, trasmetti entro i termini appena ripristinato.

Tabella operativa: scenari, requisiti, tempistiche, norme

Scenario Documento da emettere Requisiti e dati obbligatori Tempistiche e invio
Errore nello scontrino nella stessa giornata Annullo scontrino con RT e nuova emissione corretta Riferimento allo scontrino annullato; nuova vendita corretta Subito; memorizzazione in giornata; trasmissione automatica entro finestra tecnica
Reso totale dopo chiusura Documento commerciale di reso/annullo (importi negativi) Numero/data originale; descrizione beni; importi negativi; metodo rimborso Alla restituzione; invio con flusso RT o portale; entro dodici giorni
Reso parziale Documento commerciale di reso parziale Solo articoli restituiti; aliquote o natura; riferimenti all’originale Alla restituzione; trasmissione con RT/portale
Errore di trasmissione ai server AE Segnalazione “trasmissione anomala” nel portale Indicare file, data, motivazione; eventuale ritrasmissione corretta Appena scoperto l’errore; conservare ricevute
Guasto RT Documenti commerciali manuali; successiva trasmissione Registro emergenza; dati completi delle operazioni Durante guasto; invio appena ripristinato
Operazioni in regime forfettario al dettaglio Documento commerciale con natura non soggetta Indicazione regime; nessuna IVA; totale e pagamenti Come per gli altri; trasmissione nei termini
Vendite online a privati IT Documento commerciale per spedizione/incasso Descrizione merce; aliquote/natura; spedizione Alla consegna/incasso; invio telematico
Fattura emessa al posto dello scontrino Nota di variazione (art. 26 DPR 633/1972) Riferimento fattura; imponibile/IVA in diminuzione Nei tempi previsti dalla norma IVA

FAQ: domande frequenti sull’annullo dei corrispettivi

1) Posso annullare uno scontrino il giorno dopo senza fare un reso con importi negativi?

No. Dopo la chiusura giornaliera non puoi usare la funzione “annullo” dello scontrino del giorno prima. La prassi corretta è emettere un documento commerciale di reso/annullo con importi negativi che richiama numero e data dell’originale. Così crei una traccia contabile chiara: prima la vendita, poi lo storno. Questa procedura è allineata con le specifiche dei registratori telematici e con il quadro attuativo del D.M. 7 dicembre 2016 e dei Provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. Se il cliente vuole riacquistare, emetti un nuovo documento commerciale separato.

2) Cosa scrivo nella motivazione della “trasmissione anomala” e quando serve davvero?

La motivazione deve essere concreta e verificabile. Esempi utili: “doppia trasmissione della chiusura del 14/06 per errore operatore, valido il file n. 12345”; “importi cumulativi del 20/07 errati per malfunzionamento RT, seguirà ritrasmissione corretta”; “mancata trasmissione per guasto certificato, invio effettuato il 22/08”. Serve quando il file trasmesso non rispecchia la realtà delle operazioni o è stato replicato, o manca una giornata per cause tecniche. Non va usata per correggere resi o annulli non registrati: in quei casi si emette sempre un documento commerciale di reso/annullo con importi negativi.

3) Sono in regime forfettario: devo inviare i corrispettivi e come gestisco IVA e annulli?

Se vendi al dettaglio o svolgi attività al pubblico, sì: devi memorizzare e trasmettere i corrispettivi anche in forfettario. Nel documento commerciale indichi che l’operazione è non soggetta a IVA per regime forfettario. Il registratore consente di impostare natura adeguata o aliquota zero con nota. Per annulli e resi usi le stesse regole: annullo nella giornata, reso/annullo con importi negativi dopo la chiusura. Se invece emetti sempre fattura (ad esempio attività professionale pura), gestisci le rettifiche con note di variazione IVA se la fattura è elettronica, non con i corrispettivi.

4) Cosa rischio se dimentico di trasmettere una chiusura giornaliera o trasmetto dati errati?

Le sanzioni del D.Lgs. 471/1997 puniscono la mancata o errata memorizzazione/trasmissione con importi proporzionali all’imposta e minimi specifici. In caso di reiterazione, la sanzione può portare alla sospensione dell’attività. Il D.Lgs. 472/1997 consente il ravvedimento, cioè la riduzione delle sanzioni se regolarizzi spontaneamente e in tempi brevi. Perciò, appena ti accorgi dell’errore: segnala “trasmissione anomala” nel portale, sistema i file, conserva prove tecniche del guasto o dell’errore umano e, se serve, confrontati con il tuo consulente per stimare correttamente gli effetti IVA e contabili.

5) Come gestisco resi con pagamenti elettronici, buoni regalo o carte prepagate?

Se il pagamento originale è elettronico, il rimborso dovrebbe usare lo stesso canale per coerenza e tracciabilità. Nel documento di reso indichi il metodo “elettronico” e l’eventuale codice del pagamento. Se rimborsi con un buono, specifica che rilasci un voucher al posto del denaro: l’importo resta negativo nel documento di reso, il buono verrà poi usato come mezzo di pagamento in un acquisto futuro. Per carte prepagate o gift card, il reso può consistere nel ripristino del credito. In tutti i casi, riporta sempre numero e data del documento originario e dettaglia le voci restituite per evitare incongruenze nelle verifiche dell’Agenzia delle Entrate.

Le informazioni operative di questa guida si basano sul D.Lgs. 127/2015, sul D.M. 7 dicembre 2016, sui Provvedimenti direttoriali dell’Agenzia delle Entrate in materia di memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi, sull’art. 26 del DPR 633/1972 e sui principi sanzionatori del D.Lgs. 471/1997 e del D.Lgs. 472/1997, consultabili su Normattiva e nei documenti ufficiali dell’Agenzia delle Entrate.

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