Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
L’autofattura è un documento elettronico con cui versi l’IVA al posto del fornitore. Serve per servizi esteri, acquisti intracomunitari, beni da non residenti e cessioni gratuite; si emette via SdI e si paga nei termini.
- L’autofattura è obbligatoria nei casi previsti dall’articolo 17 del DPR 633/1972 e dal DL 331/1993.
- Si invia allo SdI con i tipi documento TD17, TD18, TD19, TD27; per reverse charge interno si usa TD16 (integrazione).
- Scadenze tipiche: emissione entro il 15 del mese successivo; versamento IVA entro il 16 del mese successivo alla liquidazione.
Cos’è l’autofattura: definizione operativa e base normativa
L’autofattura è una fattura emessa da te a te stesso. La usi per assolvere l’IVA quando la legge sposta l’obbligo dal venditore al compratore. Questo meccanismo si chiama inversione contabile o reverse charge.
La base normativa principale è il DPR 633/1972: articolo 17, comma 2 per i servizi ricevuti da non residenti; articolo 17, comma 3 e seguenti per altri casi particolari. Per gli acquisti intracomunitari di beni si applica il DL 331/1993, articoli 38 e seguenti.
Dal 2019 l’autofattura è elettronica e passa dal Sistema di Interscambio (SdI). Le regole tecniche vengono dall’Agenzia delle Entrate, con provvedimenti e specifiche XML. La consultazione delle norme aggiornate è possibile su Normattiva. Per l’IVA restano valide anche le circolari dell’Agenzia delle Entrate.
Autofattura o integrazione: differenza chiave
Si parla di autofattura quando il documento lo generi tu con te stesso come cedente e come cessionario. Si parla di integrazione quando ricevi una fattura senza IVA dal fornitore nazionale e tu aggiungi l’IVA. Nell’XML SdI questa differenza è nei tipi documento:
- TD17, TD18, TD19, TD27 = autofatture.
- TD16 = integrazione per reverse charge interno.
- TD20 = autofattura per regolarizzazione in caso di fornitore inerte.
Quando devi emettere l’autofattura
Servizi ricevuti da soggetti non stabiliti in Italia (art. 7-ter e art. 17, c. 2, DPR 633/1972)
Se acquisti servizi da un fornitore estero non stabilito in Italia, l’IVA si applica in Italia, salvo eccezioni di territorialità. In questo caso emetti un’autofattura tipo TD17. Calcoli l’IVA con l’aliquota italiana del servizio.
Esempi tipici: abbonamenti software, pubblicità online, servizi cloud, consulenze rese da soggetti UE o extra-UE. La regola generale di territorialità per i servizi tra soggetti IVA è l’articolo 7-ter DPR 633/1972.
Acquisti intracomunitari di beni da fornitori UE (DL 331/1993, art. 38 e seguenti)
Se compri beni da un fornitore con partita IVA UE e i beni partono da un altro Stato membro e arrivano in Italia, l’operazione è un acquisto intracomunitario. Emetti un TD18. Applichi l’IVA italiana sull’imponibile in euro.
Il momento di effettuazione segue le regole del DL 331/1993. In pratica, rileva la data di ricezione del bene o la data indicata nel documento UE, con emissione autofattura entro il 15 del mese successivo.
Beni ceduti da soggetti non residenti senza identificazione in Italia (art. 17, c. 2, DPR 633/1972)
Se un soggetto non residente ti cede beni con consegna in Italia e non ha rappresentante fiscale, identificazione diretta o stabile organizzazione in Italia, l’IVA la assolvi tu. Emetti un TD19.
Attenzione: se importi beni extra-UE, di norma l’IVA si paga in dogana con la bolletta doganale. In quel caso non fai autofattura. Il TD19 serve quando non c’è dogana ma l’operazione è territorialmente rilevante in Italia e il fornitore è estero non identificato.
Cessioni gratuite e autoconsumo (art. 2, c. 2, nn. 4 e 5, e art. 19-bis1 DPR 633/1972)
Se cedi gratuitamente beni che rientrano nella tua attività e hai detratto l’IVA all’acquisto, devi emettere un’autofattura per l’uscita. Usi il tipo documento TD27. L’IVA si calcola sul prezzo di acquisto o costo di produzione.
Eccezione pratica: omaggi di modico valore. Se il costo unitario è fino a 50 euro, la detrazione è ammessa e non devi applicare IVA sulla cessione gratuita come spesa di rappresentanza. Riferimenti: art. 19-bis1 lett. h) DPR 633/1972 e DM 11 dicembre 2016.
Reverse charge interno: quando non è autofattura ma integrazione (art. 17, c. 6, DPR 633/1972)
Per alcuni settori nazionali (edilizia, rottami, cessioni di determinati beni ad alto rischio frode) il fornitore emette fattura senza IVA e il cliente integra l’IVA. Non fai un’autofattura, ma un’integrazione TD16.
La sostanza fiscale è simile: il debitore d’imposta sei tu. Ma cambiano il documento e la tecnica di emissione.
Come compilare e inviare l’autofattura elettronica
Dati minimi e tipi documento
Compila l’autofattura con questi elementi base:
- Tuo identificativo fiscale (cedente/committente) e i dati del fornitore estero, se applicabile.
- Tipo documento corretto: TD17 per servizi esteri, TD18 per acquisti intracomunitari di beni, TD19 per beni da soggetti esteri non identificati, TD27 per autoconsumo/omaggi, TD20 per regolarizzazioni.
- Data documento: in genere la data di ricezione del documento estero o della consegna del bene.
- Imponibile in euro, aliquota IVA italiana e imposta calcolata.
- Riferimento al documento del fornitore estero (numero e data), se esiste.
Per l’invio allo SdI, indica il codice destinatario convenzionale per esteri. Se emetti un TD27 non c’è controparte estera. L’invio transita comunque da SdI. Le specifiche XML sono quelle pubblicate dall’Agenzia delle Entrate.
Valuta estera e cambio
Se la fattura estera è in valuta, converti l’imponibile in euro con il cambio del giorno di effettuazione dell’operazione. In mancanza, usa il cambio più vicino pubblicato. Il riferimento è l’articolo 13 del DPR 633/1972 e la prassi dell’Agenzia delle Entrate.
Tempistiche di emissione e registrazioni
Termine standard: entro il 15 del mese successivo a quello di ricezione del documento estero o di effettuazione dell’operazione. Questo vale per TD17, TD18 e TD19.
Registrazioni IVA: i soggetti IVA ordinari registrano l’autofattura sia vendite (per l’IVA a debito) sia acquisti (per l’IVA a credito). Così ottengono la neutralità.
I contribuenti in regime forfettario non detrattono l’IVA. Versano l’IVA a debito e la considerano un costo. Non hanno registri IVA obbligatori, ma devono conservare i documenti e rispettare i termini di versamento. Base normativa del regime: Legge 190/2014, articolo 1, commi 54-89.
Versamento dell’IVA
L’IVA confluisce nella liquidazione periodica. Se sei mensile, versi entro il 16 del mese successivo. Se sei trimestrale, versi entro il 16 del secondo mese successivo al trimestre, con acconto interessi.
I contribuenti forfettari versano l’IVA da reverse charge con F24 entro il 16 del mese successivo all’operazione, usando i codici tributo della liquidazione periodica (serie 6001-6012 per mensili; 6031-6034 per trimestrali), in base al mese o trimestre di competenza.
Sanzioni, regolarizzazioni e conservazione
Sanzioni per omessa o tardiva autofattura
Se non emetti o emetti tardi un’autofattura o non integri correttamente, si applica il D.Lgs 471/1997, articolo 6. Nei casi di inversione contabile:
- Se l’errore non incide sul versamento dell’IVA, sanzione da 250 a 10.000 euro (art. 6, comma 9-bis.1).
- Se l’imposta non è stata assolta, sanzione dal 90% al 180% dell’IVA, con possibili responsabilità solidali (art. 6, comma 9-bis.2).
Puoi sanare con il ravvedimento operoso, D.Lgs 472/1997, articolo 13. Versi imposta, interessi legali e sanzione ridotta in base al ritardo.
Autofattura per regolarizzazione (TD20)
Se il fornitore nazionale non emette fattura o la emette irregolare e non la sistema, puoi emettere un’autofattura per regolarizzazione. Tipo documento TD20. È previsto dall’articolo 6, commi 8 e 9-bis del D.Lgs 471/1997.
Conservazione documenti
Le autofatture elettroniche vanno conservate per 10 anni. Puoi usare la conservazione digitale a norma. Le regole di conservazione derivano dal Codice Civile (articolo 2220) e dalla disciplina tecnica nazionale sulla conservazione digitale.
Esempi pratici con numeri
Servizio digitale da un soggetto UE
Ricevi una fattura per un abbonamento software da un soggetto stabilito in altro Stato UE. Imponibile 100 euro, IVA non indicata. Emetti TD17 entro il 15 del mese successivo. Applichi IVA 22%: 22 euro. Se sei ordinario, versi 22 e detrai 22. Effetto netto zero. Se sei forfettario, versi 22 e non detrai: costo maggiore.
Acquisto intracomunitario di beni
Acquisti merci per 1.000 euro da un fornitore UE. Ricevi i beni il 10 maggio. Emetti TD18 entro il 15 giugno. Applichi IVA 22%: 220 euro. Liquidazione di maggio. Ordinario: debito 220 e credito 220. Forfettario: versi 220 come costo.
Bene ceduto da soggetto extra-UE senza dogana
Acquisti un macchinario consegnato in Italia da un soggetto non residente senza identificazione. Prezzo 5.000 euro. Emetti TD19. Applichi IVA 22%: 1.100 euro. Versi nella liquidazione del mese.
Omaggi ai clienti
Regali 20 prodotti che vendi abitualmente. Costo unitario 30 euro. Valore totale 600 euro. Hai detratto l’IVA all’acquisto. Devi emettere TD27 e applicare l’IVA sulla base imponibile determinata. Se il costo unitario fosse 50 euro o meno e rientrasse tra le spese di rappresentanza, potresti detrarre all’acquisto e non applicare IVA sull’omaggio, nel rispetto del DM 11 dicembre 2016.
Esempio completo: acquisto di un computer da fornitore extra-UE
Acquisti un computer da un fornitore con sede estera non identificato in Italia. Fattura estera: 400 euro, senza IVA. L’IVA italiana sui computer è 22%.
Compili un TD19 con imponibile 400, IVA 88, totale documento 488. Emissione entro il 15 del mese successivo alla ricezione. Versi 88 euro entro il 16 del mese successivo alla liquidazione. Se sei ordinario, compensi a credito. Se sei forfettario, non detrai e l’IVA resta a tuo carico.
Regola decisionale rapida
Passaggi logici per scegliere il documento giusto
- La controparte è estera e ti vende un servizio? Emetti TD17. Base: art. 7-ter e art. 17, c. 2, DPR 633/1972.
- La controparte è UE e ti vende beni con spedizione da UE a Italia? Emetti TD18. Base: DL 331/1993.
- La controparte è extra-UE/non residente, consegna beni in Italia, senza dogana e non è identificata in Italia? Emetti TD19. Base: art. 17, c. 2.
- Stai cedendo gratuitamente beni della tua attività o fai autoconsumo? Emetti TD27. Base: art. 2, c. 2, nn. 4 e 5.
- Hai ricevuto fattura senza IVA da fornitore nazionale in reverse charge? Integra con TD16. Base: art. 17, c. 6.
- Il fornitore non emette o non regolarizza una fattura dovuta? Emetti TD20 per regolarizzazione. Base: D.Lgs 471/1997, art. 6.
Riferimenti normativi e prassi
Fonti da conoscere e consultare
DPR 633/1972: articoli 2, 7-ter, 13, 17, 19-bis1, 21. DL 331/1993: articoli 38-46 sugli scambi intracomunitari. D.Lgs 471/1997: articolo 6 sulle sanzioni. D.Lgs 472/1997: articolo 13 sul ravvedimento operoso. DM 11 dicembre 2016 sulle spese di rappresentanza.
Per i formati e le specifiche dei tipi documento TD16–TD27 fai riferimento ai provvedimenti e alle specifiche tecniche dell’Agenzia delle Entrate. Per la consultazione coordinata delle leggi usa il portale Normattiva.
| Scenario | Tipo documento SdI | Termine emissione | Base normativa | Chi versa l’IVA | Detraibilità IVA |
|---|---|---|---|---|---|
| Servizi da soggetto estero non stabilito | TD17 (autofattura) | Entro il 15 del mese successivo | DPR 633/1972, art. 7-ter e art. 17, c. 2 | Committente italiano | Ordinario: sì; Forfettario: no |
| Acquisto intracomunitario di beni | TD18 (autofattura) | Entro il 15 del mese successivo | DL 331/1993, art. 38 e seguenti | Acquirente italiano | Ordinario: sì; Forfettario: no |
| Beni ceduti da soggetto estero non identificato in Italia | TD19 (autofattura) | Entro il 15 del mese successivo | DPR 633/1972, art. 17, c. 2 | Acquirente italiano | Ordinario: sì; Forfettario: no |
| Cessione gratuita/autoconsumo beni dell’attività | TD27 (autofattura) | Alla data dell’operazione | DPR 633/1972, art. 2, c. 2, nn. 4 e 5 | Cedente (tu stesso) | Non applicabile; IVA a debito salvo eccezioni |
| Reverse charge interno (edilizia, rottami, ecc.) | TD16 (integrazione) | Entro i termini della liquidazione | DPR 633/1972, art. 17, c. 6 | Cessionario/committente | Ordinario: sì; Forfettario: no |
| Regolarizzazione per fornitore inerte | TD20 (autofattura) | Nei tempi previsti per evitare sanzioni | D.Lgs 471/1997, art. 6, commi 8 e 9-bis | Cliente italiano | Ordinario: sì; Forfettario: no |
FAQ
Devo fare autofattura se sono in regime forfettario? Come verso l’IVA e cosa cambia in contabilità?
Sì. Il regime forfettario ti esonera dall’IVA sulle vendite, non dall’IVA sugli acquisti in reverse charge. Quindi, se compri un servizio da un soggetto estero o fai un acquisto intracomunitario di beni, devi emettere l’autofattura (TD17 o TD18 o TD19) entro il 15 del mese successivo. Devi poi versare l’IVA entro il 16 del mese successivo all’operazione o alla liquidazione. In pratica, compili un F24 in sezione Erario con i codici tributo della liquidazione periodica riferiti al mese o al trimestre. Non puoi detrarre l’IVA a credito. Quell’IVA diventa un costo. Conserva le autofatture e le fatture estere. Non sei tenuto ai registri IVA, ma devi rispettare termini e conservazione documentale. La base normativa del regime è nella Legge 190/2014. Le regole IVA sono nel DPR 633/1972 e nella prassi dell’Agenzia delle Entrate.
Ho ricevuto una fattura estera con IVA estera addebitata. Devo comunque fare l’autofattura in Italia?
Dipende dalla territorialità. Se il servizio, secondo l’articolo 7-ter del DPR 633/1972, è territorialmente rilevante in Italia perché tu sei soggetto passivo italiano, l’IVA estera non è dovuta. In questo caso dovresti chiedere al fornitore lo storno dell’IVA estera e l’emissione di una fattura senza imposta. Poi emetti l’autofattura TD17 in Italia e assolvi l’IVA italiana. Se invece il servizio è territorialmente rilevante all’estero (ad esempio servizi con regole speciali), l’IVA è correttamente applicata nello Stato del fornitore e in Italia non fai nulla. Per gli acquisti di beni: se l’operazione è un acquisto intracomunitario, il fornitore UE deve fatturare senza IVA del suo Stato e tu emetti TD18. Se c’è stata applicazione di IVA estera per errore, chiedi la nota di credito estera e regolarizza. Verifica sempre la natura del servizio, il luogo di effettuazione e lo status IVA delle parti.
Importo beni extra-UE: devo fare l’autofattura o basta la bolletta doganale?
Nelle importazioni l’IVA si paga in dogana. La bolletta doganale è il documento fiscale che attesta l’assolvimento dell’IVA. Non devi emettere un’autofattura. Potresti non pagare l’IVA in dogana solo se hai l’autorizzazione alla cosiddetta IVA differita in dichiarazione, secondo la normativa doganale e l’articolo 70 del DPR 633/1972. In quel caso assolvi l’IVA in liquidazione periodica sulla base della bolletta. L’autofattura TD19 serve in un caso diverso: quando un soggetto non residente ti cede beni con consegna in Italia e non c’è passaggio in dogana e il fornitore non è identificato in Italia. Qui l’IVA la assorbi tu con TD19. Quindi: dogana uguale niente autofattura; consegna in Italia da estero non identificato uguale TD19.
Ho sbagliato tipo documento (es. ho usato TD18 invece di TD17). Come rimediare e quali sanzioni rischio?
Errore formale senza impatto sul versamento? Si applica l’articolo 6, comma 9-bis.1 del D.Lgs 471/1997: sanzione da 250 a 10.000 euro. Puoi usare il ravvedimento operoso (D.Lgs 472/1997, art. 13) e ridurre molto la sanzione se sistemi spontaneamente e in fretta. Come si rimedia: emetti un documento corretto con il giusto tipo (ad esempio TD17), annulli o rettifichi quello errato con una nota di variazione se necessario, e riallinei le registrazioni. Se l’errore ha portato a mancato versamento dell’IVA o a una detrazione indebita, si applica l’articolo 6, comma 9-bis.2 con sanzione dal 90% al 180% dell’imposta, oltre interessi. Agisci subito, documenta il processo di correzione, e conserva le prove di invio allo SdI dei nuovi documenti.
Come gestisco acquisti da marketplace o piattaforme con addebiti ricorrenti e valute diverse?
Primo, identifica correttamente la controparte e il suo Stato di stabilimento. Leggi i documenti fiscali forniti nell’area clienti e individua il numero IVA estero. Secondo, determina il tipo documento: servizi esteri uguale TD17; beni intracomunitari uguale TD18. Terzo, converti la valuta in euro al cambio del giorno di effettuazione. Se hai addebiti ricorrenti, organizza un flusso mensile: raccogli tutte le fatture estere del mese, calcoli imponibili in euro, emetti i TD17/TD18 entro il 15 del mese successivo, e versi l’IVA nella liquidazione del periodo. Quarto, verifica se il fornitore si è identificato in Italia. Se sì, potrebbe fatturare con IVA italiana e non serve autofattura. Quinto, controlla che l’intestazione sia alla tua partita IVA e non a un account personale: cambia l’intestazione se necessario. Mantieni un archivio ordinato per eventuali controlli. I riferimenti normativi restano il DPR 633/1972 per territorialità e reverse charge e il DL 331/1993 per acquisti UE.
