Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
La dichiarazione dei redditi si invia con Modello 730 (dipendenti/pensionati) o Modello Redditi PF (autonomi/partite IVA). Scadenze ordinarie: 30 settembre per il 730; 30 novembre per Redditi PF. Versamenti con saldo e acconti al 30 giugno e 30 novembre.
- Modelli: 730 per chi ha sostituto d’imposta; Redditi PF per autonomi/partite IVA e redditi “complessi”. Base normativa: DPR 600/1973 e DPR 322/1998 (Normattiva).
- Versamenti: saldo anno precedente e acconti al 100% con metodo storico o previsionale (D.Lgs. 241/1997). Ripartizione standard 40% a giugno, 60% a novembre.
- Regimi fiscali: ordinario IRPEF a scaglioni (TUIR, DPR 917/1986); forfettario con imposta sostitutiva 15% o 5% start-up, senza IVA (L. 190/2014 e L. 197/2022).
Che cos’è la dichiarazione dei redditi e chi deve presentarla
La dichiarazione dei redditi è il documento con cui comunichi all’Agenzia delle Entrate i tuoi redditi. Serve per calcolare e pagare le imposte dovute.
La presentano le persone fisiche che hanno percepito redditi nell’anno. Per redditi si intendono lavoro dipendente, pensioni, lavoro autonomo, impresa, locazioni, redditi di capitale e redditi diversi.
Quadro normativo essenziale: DPR 600/1973 (accertamento), DPR 322/1998 (obblighi dichiarativi), TUIR DPR 917/1986 (tipi di reddito). La precompilata 730 è disciplinata dal D.Lgs. 175/2014. I testi si trovano su Normattiva e indicazioni operative sul portale dell’Agenzia delle Entrate.
Quale modello usare: 730 o Redditi PF
Modello 730: per chi è dipendente o pensionato
Il 730 è pensato per chi ha un sostituto d’imposta, cioè datore di lavoro o ente pensionistico che effettua i conguagli in busta paga o pensione.
Vantaggi: calcolo rapido, rimborsi o trattenute dirette in cedolino, minori controlli documentali quando si invia la precompilata. Puoi usarlo anche senza sostituto (730 “senza sostituto”) con accredito/rimborso da Agenzia delle Entrate.
Fonti: DPR 322/1998 e provvedimenti annuali dell’Agenzia delle Entrate.
Modello Redditi PF: per autonomi e partite IVA
Il Modello Redditi Persone Fisiche si usa se hai Partita IVA attiva per lavoro autonomo o impresa. Si usa anche quando hai redditi non gestibili nel 730 (ad esempio plusvalenze particolari, regimi speciali, ecc.).
Nel Redditi PF confluiscono i quadri del tuo regime: RE/RM/RF/RG per ordinario o semplificato, LM per forfettario. Se sei autonomo, usi sempre Redditi PF, anche se hai anche un lavoro dipendente.
Base normativa: DPR 322/1998; istruzioni annuali dell’Agenzia delle Entrate.
Scadenze 2026 e calendario dei versamenti
Invio delle dichiarazioni
Scadenze ordinarie, salvo proroghe:
- 30 settembre 2026: invio Modello 730.
- 30 novembre 2026: invio Modello Redditi PF e dichiarazione IMU/TASI dove dovuta.
Queste date riflettono il calendario ordinario fissato da DPR 322/1998 e D.P.R. 435/2001, fatte salve eventuali proroghe con D.P.C.M. o provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Saldo e acconti: come funzionano
I versamenti seguono il D.Lgs. 241/1997. Le scadenze tipiche sono:
- 30 giugno: saldo dell’anno precedente e primo acconto dell’anno in corso.
- 31 luglio: possibile differimento con maggiorazione 0,40% (se previsto da provvedimenti annuali).
- 30 novembre: secondo acconto.
L’acconto è il 100% dell’imposta netta dovuta l’anno precedente. Si versa di norma 40% a giugno e 60% a novembre. Se l’acconto complessivo non supera 257,52 euro, si paga in unica soluzione a novembre. Soglia e ripartizione sono quelle ordinarie per IRPEF e imposte sostitutive.
È ammesso il metodo previsionale: paghi un acconto inferiore se stimi un’imposta 2026 più bassa. Se sbagli e versi meno del dovuto, paghi sanzioni e interessi. Fonti: D.P.R. 435/2001 e D.Lgs. 241/1997.
Regime ordinario: come si calcola l’IRPEF e l’IVA
IRPEF a scaglioni (anno d’imposta 2026)
L’IRPEF si applica per scaglioni. A giugno 2026 lo schema a tre aliquote resta il riferimento: fino a 28.000 euro 23%; oltre 28.000 e fino a 50.000 euro 35%; oltre 50.000 euro 43%. La riduzione al 33% dello scaglione intermedio è oggetto di interventi normativi in corso di valutazione. Verifica i testi della legge di bilancio e dei decreti su Normattiva e le circolari dell’Agenzia delle Entrate.
L’imponibile fiscale si calcola partendo dai ricavi/compensi, sottraendo i costi inerenti e i contributi previdenziali deducibili. “Costi inerenti” significa spese necessarie e congrue per l’attività, documentate e registrate.
Si aggiungono addizionali regionali e comunali. Le detrazioni (spese sanitarie, interessi mutuo, istruzione, ecc.) riducono l’imposta lorda. Il riferimento è il TUIR (DPR 917/1986) e i decreti attuativi.
IVA: applicazione e adempimenti
Nel regime ordinario addebiti l’IVA in fattura e la versi allo Stato, al netto dell’IVA sugli acquisti (detrazione). Liquidazioni mensili o trimestrali. Versamento entro il giorno 16 del mese successivo. E-fattura obbligatoria per tutti i titolari di Partita IVA (D.Lgs. 127/2015 e D.L. 36/2022).
Dichiarazione annuale IVA e comunicazioni periodiche (LIPE) sono obbligatorie. Base normativa: DPR 633/1972.
Regime forfettario: imposta sostitutiva e semplificazioni
Chi può accedervi e come si calcola
Il regime forfettario è un regime agevolato per persone fisiche con ricavi/compensi fino a 85.000 euro. Soglia e regole sono in L. 190/2014, come modificata da L. 197/2022. Se superi 100.000 euro in corso d’anno, esci subito dal regime.
Paghi un’imposta sostitutiva del 15%. Puoi pagare il 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti “start-up” (nuova attività e altre condizioni). “Sostitutiva” significa che sostituisce IRPEF e addizionali.
La base imponibile non usa i costi reali. Applichi un coefficiente di redditività ai ricavi incassati (principio di cassa: contano gli incassi effettivi). Esempio: se il coefficiente è 78% e incassi 40.000 euro, il reddito imponibile è 31.200 euro. Da questo sottrai i contributi previdenziali versati e applichi il 15% (o 5%).
IVA e adempimenti
Nel forfettario non addebiti IVA in fattura e non detrai l’IVA sugli acquisti. Sei esonerato da LIPE e dichiarazione IVA. Restano gli obblighi di e-fattura e di esterometro quando dovuto. Fonti: L. 190/2014; DPR 633/1972; provvedimenti Agenzia delle Entrate.
I contributi INPS sono dovuti alla Gestione di categoria (artigiani/commercianti con minimale e contributi sul reddito) o alla Gestione Separata (aliquota sul reddito). È possibile chiedere riduzione del 35% per artigiani/commercianti (domanda all’INPS). Fonti: circolari INPS e Ministero del Lavoro.
Regola decisionale rapida
Scelta del modello e del regime: nessi logici
Se sei dipendente o pensionato senza Partita IVA attiva e senza redditi “particolari”, usa il 730. Hai rimborsi o trattenute in busta.
Se hai Partita IVA attiva (impresa o lavoro autonomo), usa il Modello Redditi PF per tutti i redditi. Il 730 non è ammesso quando hai redditi d’impresa o lavoro autonomo in attività.
Se non hai Partita IVA ma devi dichiarare redditi “complessi” (plusvalenze, redditi esteri con crediti d’imposta articolati, ecc.), usa il Modello Redditi PF.
Se fatturi poco e hai costi bassi, valuta il forfettario: semplice, imposta sostitutiva e niente IVA. Se hai costi elevati o investimenti con IVA, il regime ordinario può convenire perché deduci costi e detrai l’IVA.
Per i versamenti, segui il calendario: 30 giugno saldo e primo acconto (40%); 30 novembre secondo acconto (60%). Se prevedi un reddito 2026 più basso, puoi ridurre l’acconto con il metodo previsionale. Usa prudenza: errori generano sanzioni.
Controlli, errori e sanzioni: come proteggerti
Ravvedimento operoso
Se sbagli un versamento, puoi sanare con il ravvedimento operoso (D.Lgs. 472/1997). Paghi imposta, interessi legali e una sanzione ridotta. Prima paghi, meno paghi di sanzione. È uno strumento utile per evitare accertamenti.
Documenti e tracciabilità
Conserva fatture, ricevute e documenti di spesa. Usa pagamenti tracciati dove richiesto per detrazioni. La tracciabilità è spesso condizione per lo sconto fiscale. Le istruzioni sono nelle guide dell’Agenzia delle Entrate.
Tabella di orientamento: scenari, requisiti e tempistiche
| Scenario | Modello e quadri | Requisiti/Note operative | Scadenze dichiarative | Versamenti e rate | Documenti chiave |
|---|---|---|---|---|---|
| Dipendente o pensionato senza Partita IVA | Modello 730; eventuale 730 senza sostituto | Rimborsi/conguagli in cedolino; detrazioni per spese tracciate | 30 settembre 2026 | Conguagli in busta o accredito da AE; niente F24 salvo casi particolari | CU, spese sanitarie, mutuo, istruzione, assicurazioni, bonifici parlanti |
| Libero professionista in forfettario | Redditi PF, quadro LM; niente dichiarazione IVA/LIPE | Ricavi fino a 85.000 euro; coefficiente di redditività; imposta 15% o 5% | 30 novembre 2026 | F24: saldo 2025 e acconti 2026 (40%/60%); rate possibili con interessi | Fatture elettroniche, prospetto incassi 2025, contributi INPS versati |
| Impresa individuale in ordinario/semplificato | Redditi PF, quadri RG/RF; IVA annuale; LIPE | Deduzione costi inerenti; detrazione IVA; scritture contabili | 30 novembre 2026 (Redditi) e termine IVA annuale ordinario | F24: IRPEF, addizionali, IVA (liquidazioni e saldo), IRAP se dovuta | Registri IVA, libro cespiti, prima nota, F24, estratti conto |
| Autonomo ordinario con ritenute d’acconto | Redditi PF, quadro RE; CU da committenti | Imputa compensi per cassa; scomputo ritenute subite | 30 novembre 2026 | F24: saldo/ acconti IRPEF; verifica eccedenze da ritenute | Fatture emesse, CU ricevute, ricevute ritenute, contributi INPS |
FAQ: domande frequenti sulla dichiarazione dei redditi 2026
Posso presentare il 730 se ho anche una Partita IVA attiva?
No, se hai Partita IVA attiva per lavoro autonomo o impresa, devi usare il Modello Redditi PF. In quel modello riporti tutti i redditi: autonomo/impresa e, se presenti, anche lavoro dipendente o pensione. Il 730 è riservato a chi non ha redditi di lavoro autonomo o d’impresa in attività. Eccezioni limitate riguardano alcuni redditi “residuali” che non derivano da attività con Partita IVA. La regola è semplice: Partita IVA attiva uguale Redditi PF. Fonte: DPR 322/1998 e istruzioni AE.
Come funzionano gli acconti: storico vs previsionale e quali rischi corro se sbaglio?
Metodo storico: versi nel 2026 il 100% dell’imposta netta dovuta per il 2025, in due rate 40% a giugno e 60% a novembre (se l’acconto supera 257,52 euro). Metodo previsionale: versi meno se stimi che la tua imposta 2026 sarà inferiore. Se poi l’imposta effettiva è più alta dell’acconto versato, paghi differenza, interessi e sanzioni per insufficiente versamento. Il previsionale è utile in caso di calo di reddito, regime agevolato nuovo o crediti d’imposta aggiuntivi. Serve prudenza e documentazione. Fonti: D.P.R. 435/2001 e D.Lgs. 241/1997.
Nel forfettario come calcolo l’imposta sostitutiva e cosa posso dedurre?
Usi il coefficiente di redditività del tuo codice ATECO. Moltiplichi i ricavi incassati nell’anno per il coefficiente. Ottieni il reddito imponibile. Sottrai i contributi previdenziali versati. Applichi l’imposta sostitutiva 15% (o 5% per i primi 5 anni se hai i requisiti: attività nuova, assenza di continuazione con lavoro precedente, limiti di partecipazioni). Non deduci i costi reali. Non addebiti IVA e non la detrai. Restano deducibili solo i contributi previdenziali. Fonti: L. 190/2014 e L. 197/2022; istruzioni Redditi PF quadro LM.
Quali sono le scadenze 2026 da ricordare e posso rateizzare?
Date chiave: 30 giugno (saldo 2025 e primo acconto 2026), 30 settembre (invio 730), 30 novembre (invio Redditi PF e secondo acconto 2026). È spesso previsto il differimento al 31 luglio con maggiorazione 0,40% per i versamenti di giugno. Puoi rateizzare i versamenti di giugno pagando interessi di rateazione (tasso definito annualmente). Le rate successive scadono il giorno 16 di ogni mese. Il secondo acconto di novembre non è rateizzabile in modo ordinario. Fonti: D.Lgs. 241/1997, D.P.R. 435/2001 e provvedimenti annuali AE.
Ho sbagliato o dimenticato un versamento: come rimediare e quali sanzioni rischio?
Usa il ravvedimento operoso (D.Lgs. 472/1997). Paghi l’imposta dovuta con F24, aggiungi interessi legali giorno per giorno e una sanzione ridotta in base al ritardo. Più intervieni presto, più la sanzione scende. Per omesso/tardivo versamento la sanzione piena è il 30%, ma con ravvedimento può scendere molto (entro 14 giorni, la misura è frazionata per giorno). Se la dichiarazione è errata, puoi inviare una dichiarazione integrativa e versare la maggiore imposta con ravvedimento. Conserva le ricevute di pagamento e la documentazione. Le istruzioni sono nelle circolari dell’Agenzia delle Entrate.
Approfondimenti normativi e operativi
Fonti ufficiali da consultare
Normattiva per i testi di legge: DPR 917/1986 (TUIR), DPR 322/1998 (dichiarazioni), DPR 633/1972 (IVA), D.Lgs. 241/1997 (versamenti), D.Lgs. 175/2014 (precompilata), L. 190/2014 e L. 197/2022 (forfettario). Agenzia delle Entrate per provvedimenti, modelli e istruzioni. INPS e Ministero del Lavoro per contributi e inquadramenti previdenziali.
Buone pratiche di compilazione
Raccogli le certificazioni uniche, estratti conto, fatture, quietanze e ricevute. Verifica codici tributo e causali in F24. Ricontrolla i quadri reddituali e le detrazioni. Se usi il metodo previsionale, conserva il prospetto di calcolo a supporto.
Controlli automatizzati
Attendi sempre le ricevute di invio. Se ricevi comunicazioni di irregolarità (avvisi bonari), rispondi nei termini, anche con compensazioni o ravvedimenti. La prevenzione vale più della correzione: ordine documentale e calcoli chiari riducono i rischi.
