Diventare libero professionista: come si fa e quanto costa?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per diventare libero professionista: scegli il codice ATECO, apri la Partita IVA con modello AA9/12, seleziona il regime fiscale e l’ente previdenziale, attiva fatturazione elettronica e PEC, pianifica imposte e contributi.

  • Modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate e scelta del regime: forfettario o ordinario.
  • Iscrizione previdenziale: Cassa professionale se esiste, altrimenti Gestione Separata INPS.
  • Fattura elettronica obbligatoria e imposta di bollo da 2 euro sulle fatture senza IVA oltre 77,47 euro.

Chi è il libero professionista e cosa cambia rispetto ad altre attività

Il libero professionista lavora in proprio e offre servizi intellettuali o creativi. Non vende prodotti. Opera con Partita IVA e non sempre ha dipendenti.

Base giuridica: il contratto d’opera è definito dal Codice civile all’articolo 2222. La fiscalità dei redditi di lavoro autonomo è nel Testo Unico delle Imposte sui Redditi (DPR 917/1986). Le regole IVA sono nel DPR 633/1972. Le norme aggiornate sono consultabili su Normattiva.

Se la tua è una professione “ordinistica” (come avvocato, architetto, ingegnere, commercialista), serve anche l’iscrizione all’Albo. Per attività non ordinistiche (es. consulente marketing, designer, social media manager) non esiste un albo. Le tutele e gli aspetti previdenziali sono seguiti dal Ministero del Lavoro e dall’INPS.

Passi operativi per iniziare

1) Scegliere il codice ATECO

Il codice ATECO identifica l’attività. Per professioni regolamentate il codice è chiaro (esempio: 69.10.10 studi legali). Per attività nuove scegli il codice più vicino all’attività prevalente. ATECO guida molti aspetti fiscali e statistici.

Puoi indicare più codici se svolgi più attività. Definisci un’attività principale e attività secondarie. Evita codici non coerenti con i servizi che venderai.

2) Aprire la Partita IVA con il modello AA9/12

Compila il modello AA9/12 dell’Agenzia delle Entrate. Indica dati personali, domicilio fiscale e sede dell’attività, codici ATECO, regime fiscale scelto, eventuale opzione per IVA trimestrale.

L’apertura della Partita IVA è gratuita. Di solito invii il modello in via telematica. Puoi farlo con SPID o tramite intermediario abilitato. Riferimento: istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.

3) Iscrizioni previdenziali e assicurative

Se esiste una Cassa professionale dedicata, ti iscrivi lì (esempio: Cassa Forense per avvocati, Inarcassa per ingegneri e architetti). Se non esiste, ti iscrivi alla Gestione Separata INPS.

INAIL non si applica di norma ai professionisti senza dipendenti. Diventa rilevante per attività artigiane o con rischio infortunistico. Verifica l’obbligo con le schede INAIL e il Ministero del Lavoro.

4) Fatturazione elettronica, PEC e registri

La fattura elettronica è obbligatoria per tutti i forfettari e ordinari. Si emette via Sistema di Interscambio (SdI). L’obbligo nasce dai provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate e dalla normativa IVA (DPR 633/1972 e successive).

Serve una PEC per comunicazioni ufficiali. Conserva le e-fatture a norma per 10 anni. Applica la marca da bollo virtuale da 2 euro sulle fatture senza IVA sopra 77,47 euro.

5) SCIA, Albi e privacy

Le attività professionali di norma non richiedono SCIA al SUAP. Servono gli Albi per le professioni regolamentate. Tratti dati personali? Applica il Regolamento UE 2016/679 (GDPR) e le indicazioni del Garante Privacy.

Regimi fiscali 2026: scegliere bene

Regime forfettario

Il regime forfettario è un regime agevolato. Applichi un’imposta sostitutiva (imposta che rimpiazza IRPEF e addizionali). L’aliquota è 15% o 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti di start-up.

Requisiti principali: ricavi/compensi entro 85.000 euro annui e assenza di cause di esclusione. Le cause di esclusione sono nell’articolo 1, commi 54-89, della legge 190/2014 e modifiche successive. Ad esempio, partecipazioni in società o controllo in SRL con attività riconducibile.

Il reddito si calcola con il coefficiente di redditività. Per le attività professionali è in genere il 78%. Significa: reddito = compensi incassati x 78%. I contributi si calcolano a parte e sono deducibili. Non addebiti IVA e non subisci ritenuta d’acconto.

Fonti: legge 190/2014 e successive modifiche, Agenzia delle Entrate, Normattiva.

Regime ordinario (semplificato o ordinario contabile)

Qui paghi l’IRPEF a scaglioni, le addizionali, l’IVA e l’IRAP se ricorrono i presupposti. Per i professionisti vale il principio di cassa. Significa: tassazione sugli incassi effettivi meno costi pagati.

Aliquote IRPEF 2026: 23% fino a 28.000 euro; 33% tra 28.001 e 50.000 euro; 43% oltre 50.000 euro. Le aliquote derivano dall’ultima Legge di Bilancio 2026 e atti collegati consultabili su Normattiva e Agenzia delle Entrate.

Nell’ordinario applichi l’IVA in fattura (22%, 10%, 5% o 4% a seconda del servizio). Ai clienti sostituti d’imposta indichi ritenuta d’acconto del 20%. Dedurrai i costi inerenti e i contributi previdenziali.

Contributi previdenziali: come orientarti

Casse professionali

Se la tua professione ha una Cassa, segui le sue regole. Di solito paghi un contributo soggettivo sul reddito professionale e un contributo integrativo in fattura (ad esempio 4%). Spesso esistono minimi annuali. Le regole variano per ogni Cassa. Le fonti sono i regolamenti delle Casse e il Ministero del Lavoro.

Gestione Separata INPS

Se non hai una Cassa, ti iscrivi alla Gestione Separata INPS. L’aliquota per professionisti senza altra copertura è indicata ogni anno da INPS tramite circolare. Nel 2026 è indicativamente il 26,07% del reddito imponibile.

Reddito imponibile in ordinario: incassi meno costi deducibili. In forfettario: base forfettaria (compensi x coefficiente) meno contributi già versati. Le istruzioni si trovano nelle circolari INPS consultabili anche tramite portale INPS.

Artigiani e commercianti (quando non è lavoro autonomo intellettuale)

Se svolgi attività manuali o di vendita, potresti essere impresa individuale. Ti iscrivi a INPS Artigiani/Commercianti con contributi fissi e percentuali. In questi casi serve anche l’iscrizione alla Camera di Commercio. Verifica con SUAP e CCIAA. Fonti: INPS, Ministero del Lavoro.

Esempi numerici di costi

Esempio A: consulente in forfettario con 35.000 euro di compensi

Compensi incassati: 35.000 euro. Coefficiente 78%: base reddito 27.300 euro. Contributi Gestione Separata 26,07%: circa 7.128 euro (stima). Reddito imponibile imposta sostitutiva: 27.300 – 7.128 = 20.172 euro.

Imposta sostitutiva 15%: circa 3.025 euro. Totale oneri principali: contributi 7.128 + imposta 3.025 = 10.153 euro. Niente IVA, niente ritenuta d’acconto. Bollo di 2 euro se fatture senza IVA oltre 77,47 euro.

Esempio B: consulente in ordinario con 35.000 euro di incassi e 8.000 euro di costi

Reddito prima dei contributi: 27.000 euro. Contributi Gestione Separata 26,07%: circa 7.039 euro. Reddito IRPEF: 27.000 – 7.039 = 19.961 euro. IRPEF 2026: 23% su 19.961 euro circa 4.591 euro, al netto delle detrazioni.

Aggiungi addizionali regionali e comunali e considera IVA da liquidare periodicamente. Applichi la ritenuta d’acconto 20% ai clienti sostituti. Il suo effetto riduce gli acconti IRPEF.

Nota bene: gli importi sono esempi didattici. Le aliquote INPS e le detrazioni variano ogni anno. Fai sempre riferimento a Agenzia delle Entrate, INPS e Normattiva.

Regola decisionale rapida

Usa questa logica per scegliere il percorso iniziale in modo rapido e coerente.

  • Se prevedi compensi sotto 85.000 euro e hai pochi costi, allora valuta il forfettario. Tasse semplici e gestione snella.
  • Se hai costi elevati o detrazioni importanti, allora considera l’ordinario. Potrai dedurre più spese e gestire l’IVA.
  • Se la professione ha una Cassa ordinistica, allora iscriviti alla Cassa. Altrimenti scegli Gestione Separata INPS.
  • Se vendi servizi a imprese italiane con ritenuta, allora in ordinario userai ritenuta 20%. In forfettario no ritenuta.
  • Se lavori con clienti esteri, allora verifica VIES e regole IVA transfrontaliere. Usa i codici documento (TD17, TD18, TD19) per l’integrazione.
  • Se cambi attività principale, allora aggiorna i codici ATECO con un nuovo AA9/12. Mantieni la coerenza dell’attività prevalente.

Adempimenti periodici e scadenze

Imposte dirette

Saldo e primo acconto entro il 30 giugno. Secondo acconto entro il 30 novembre. Possibili proroghe ufficiali via provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. Le regole derivano dal DPR 435/2001 e dalla prassi annuale.

IVA e comunicazioni

Liquidazioni IVA mensili o trimestrali in ordinario. Comunicazioni LIPE trimestrali. Operazioni estere tramite SdI con documenti integrativi. Riferimento: DPR 633/1972 e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.

Contributi previdenziali

Gestione Separata: versamenti con F24 di solito insieme a saldo e acconti imposte. Casse professionali: scadenze secondo regolamenti interni. Fonti: INPS e Casse tramite circolari.

Dichiarazioni e conservazione

Redditi PF e ISA se applicabili. Conservazione digitale delle fatture per 10 anni. Marca da bollo virtuale da versare trimestralmente secondo provvedimenti AdE.

Errori comuni e come evitarli

Errore: scegliere il regime senza simulazioni. Soluzione: fai due preventivi fiscali con dati realistici. Confronta il carico totale.

Errore: ignorare la previdenza. Soluzione: pianifica i contributi fin dai primi incassi. Metti da parte ogni mese una quota di sicurezza.

Errore: usare un codice ATECO incoerente. Soluzione: descrivi bene i servizi e allineali al codice più corretto. Aggiorna i codici se l’attività cambia.

Errore: dimenticare fatturazione elettronica o bollo. Soluzione: attiva un sistema affidabile, controlla i registri e le soglie del bollo.

Errore: ritenuta d’acconto errata. Soluzione: in forfettario non si applica. In ordinario è 20% verso sostituti. Verifica sempre il ruolo del cliente.

Fonti normative e istituzionali da consultare

Le informazioni si basano su: Agenzia delle Entrate (modello AA9/12, IVA, e-fattura), Normattiva (DPR 917/1986 TUIR, DPR 633/1972 IVA, legge 190/2014 regime forfettario, Leggi di Bilancio), INPS (Gestione Separata e circolari aliquote), Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (inquadramenti e tutele del lavoro autonomo), regolamenti delle Casse professionali.

Scenario Requisiti e vincoli Iscrizioni previdenziali Adempimenti iniziali Tempistiche tipiche
Professionista forfettario senza Cassa Compensi entro 85.000 euro; assenza cause di esclusione legge 190/2014 Gestione Separata INPS (aliquota indicativa 26,07%) AA9/12; scelta forfettario; attiva e-fattura e PEC; marca da bollo Partita IVA in 1-2 giorni; iscrizione INPS subito dopo
Professionista ordinario senza Cassa Nessun tetto ricavi; principio di cassa; IRPEF 23%-33%-43% Gestione Separata INPS AA9/12; liquidazioni IVA; ritenuta 20% verso sostituti; registri Partita IVA in 1-2 giorni; prime liquidazioni dal mese/trimestre successivo
Professione ordinistica con Cassa Eventuale iscrizione all’Albo; regole specifiche Cassa (minimi e integrativo) Cassa professionale di riferimento AA9/12; iscrizione Albo e Cassa; e-fattura; eventuale 4% integrativo Iscrizioni in 1-4 settimane a seconda dell’Ordine/Cassa
Attività artigiana/commerciale (non intellettuale) Eventuale SCIA SUAP; regime forfettario o ordinario INPS Artigiani/Commercianti (fissi + percentuali) ComUnica, CCIAA, AA9/12; registratori corrispettivi se necessari Iscrizione CCIAA 1-3 giorni; operatività immediata

FAQ

Qual è la scelta più conveniente tra forfettario e ordinario se ho costi moderati e clienti esteri?

Se i tuoi costi sono moderati e i compensi previsionali restano sotto 85.000 euro, il forfettario semplifica molto. Non applichi IVA e versi un’imposta sostitutiva del 15% (o 5% per start-up). Con clienti esteri, gestisci comunque le operazioni tramite il SdI con i codici corretti. Per i servizi a clienti UE potresti dover iscriverti al VIES se necessario. In ordinario scarichi l’IVA sugli acquisti e deduci i costi integralmente. Ma devi liquidare l’IVA e inviare le LIPE. Confronta due simulazioni: una forfettaria (coefficiente 78%) e una ordinaria (costi reali). Considera i contributi INPS o della Cassa in entrambi i casi. Le regole IVA sono nel DPR 633/1972 e nei provvedimenti AdE. Le soglie del forfettario sono nella legge 190/2014.

Devo iscrivermi alla Camera di Commercio se sono libero professionista senza vendita di beni?

No, il professionista intellettuale puro non si iscrive alla Camera di Commercio. Apre la Partita IVA con il modello AA9/12 e si iscrive alla Cassa o alla Gestione Separata INPS. La CCIAA serve per imprese artigiane o commerciali. Se la tua attività ha componenti di produzione o vendita, potresti ricadere nell’impresa individuale. In quel caso userai ComUnica, CCIAA e, se necessario, SCIA al SUAP. Riferimenti: Ministero del Lavoro, INPS, Agenzia delle Entrate.

Come funziona la ritenuta d’acconto sulle fatture a clienti aziendali?

In regime ordinario, se il cliente è sostituto d’imposta, indichi ritenuta d’acconto del 20% sul compenso netto. Il cliente trattiene e versa quella somma al Fisco per tuo conto. Tu incassi il compenso al netto. Quella ritenuta si scomputa dalle tue imposte in dichiarazione. In regime forfettario non si applica la ritenuta d’acconto. Devi inserire in fattura la dicitura prevista dalla prassi dell’Agenzia delle Entrate che spiega l’esclusione. La ritenuta d’acconto è disciplinata dal TUIR (DPR 917/1986) e dalle risoluzioni AdE.

Quali costi iniziali devo mettere a budget oltre a imposte e contributi?

L’apertura della Partita IVA è gratuita. Prevedi però: PEC annuale, eventuale firma digitale, software o servizio per fatturazione elettronica, eventuale assicurazione RC professionale (obbligatoria per alcune professioni ordinistiche), formazione privacy se tratti dati. Se sei impresa individuale, aggiungi diritti CCIAA, bolli e, in alcuni casi, registratori telematici. Metti in conto anche il bollo da 2 euro per fatture senza IVA sopra 77,47 euro. I riferimenti operativi sono disponibili presso Agenzia delle Entrate, Ministero del Lavoro e le Casse.

Come e quando verso imposte e contributi durante l’anno?

Le imposte dirette si versano con F24: saldo e primo acconto entro il 30 giugno e secondo acconto entro il 30 novembre, salvo proroghe ufficiali. I contributi alla Gestione Separata si versano di norma con le stesse scadenze. Le Casse professionali hanno calendari propri e spesso rateizzazioni. L’IVA, se sei in ordinario, si liquida mensilmente o trimestralmente e si versa con F24 entro il giorno 16 del mese successivo. Le comunicazioni periodiche sono le LIPE trimestrali e la gestione delle fatture via SdI. Fonti: Agenzia delle Entrate, INPS, regolamenti delle Casse, Normattiva.

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