Ultimo aggiornamento: marzo 2026
“Al netto di IVA” significa che il prezzo è senza IVA: è l’imponibile su cui si calcola l’imposta. Per passare da lordo a netto si fa lo scorporo IVA (es. lordo ÷ 1,22 con aliquota 22%); per passare da netto a lordo si moltiplica per 1 + aliquota (es. netto × 1,22). In questa guida trovi formule, esempi e casi in fattura (ordinario e forfettario).
Capire la differenza tra prezzo netto, IVA e prezzo lordo è utile per preventivi, listini B2B e lettura della fattura elettronica. Le regole IVA in Italia dipendono da aliquota, natura del bene/servizio e regime fiscale (Agenzia delle Entrate). Per approfondire il calcolo completo, puoi consultare anche la guida Fiscozen sul calcolo della fattura con IVA.
Che cosa significa prezzo al netto di IVA
Un prezzo al netto di IVA è un prezzo senza IVA. L’IVA (Imposta sul Valore Aggiunto, un’imposta indiretta) non è inclusa: l’importo “netto” coincide con l’imponibile IVA (la base su cui si calcola l’imposta) indicato in fattura secondo la terminologia dell’Agenzia delle Entrate.
Il contrario è il prezzo al lordo di IVA, cioè comprensivo di imposta: è il totale che in genere vede e paga il consumatore finale, mentre in ambito business (B2B) professionisti e aziende ragionano spesso sul netto per confrontare offerte e margini.
Esempio semplice: se il prezzo è 100€ e l’IVA al 22%, quindi pari a 22€, il prezzo netto è 100€ e quello lordo 122€.
Nei paragrafi successivi trovi le formule per passare da lordo a netto (scorporo) e da netto a lordo.
Un prezzo al netto di IVA è un prezzo senza IVA. Si tratta di quell’importo al quale deve ancora essere aggiunta l’IVA e, all’interno delle fatture, viene chiamato imponibile IVA.
Come calcolare il prezzo netto partendo dal lordo
Per trovare il prezzo netto partendo dal prezzo lordo si fa lo scorporo IVA (cioè si separa l’imposta dall’imponibile). Il metodo è lo stesso indicato nelle guide pratiche più citate e si basa su una proporzione tra imponibile e totale.
- Individua l’aliquota IVA (es. IVA 22% o IVA 10%).
- Applica la formula estesa: netto = lordo × 100 / (100 + aliquota).
- Usa il metodo rapido con coefficiente: netto = lordo / (1 + aliquota) (es. ÷ 1,22; ÷ 1,10; ÷ 1,04; ÷ 1,05).
Esempio (aliquota 22%): se il prezzo lordo è 1.000€, allora netto = (1.000 × 100) / 122 = 820€ e l’IVA è 1.000 – 820 = 180€.
| Aliquota | Lordo | Formula rapida | Netto (circa) |
| 22% | 122€ | 122 ÷ 1,22 | 100,00€ |
| 10% | 110€ | 110 ÷ 1,10 | 100,00€ |
| 4% | 104€ | 104 ÷ 1,04 | 100,00€ |
In fattura elettronica l’arrotondamento contabile è spesso a due decimali: se il calcolo produce centesimi “lunghi”, conviene verificare l’arrotondamento del software o del gestionale. Per una spiegazione passo-passo, vedi anche come si scorpora l’IVA dal prezzo lordo.
Come calcolare il prezzo lordo partendo dal netto
Per trovare il prezzo lordo partendo dal prezzo netto basta aggiungere l’IVA: si moltiplica il netto per 1 + aliquota. L’aliquota (la percentuale IVA applicabile) determina quanto “sale” il totale; il corrispettivo (il prezzo pagato dal cliente) in contesti retail è di solito espresso già lordo.
Formula generale: lordo = netto × (1 + aliquota).
- Esempio 22%: netto 100€ → lordo = 100 × 1,22 = 122€.
- Esempio 10%: netto 100€ → lordo = 100 × 1,10 = 110€.
| Netto | Aliquota IVA | Moltiplicatore | Lordo |
| 100€ | 22% | × 1,22 | 122€ |
| 250€ | 10% | × 1,10 | 275€ |
| 500€ | 4% | × 1,04 | 520€ |
In fattura (Agenzia delle Entrate) si espongono di norma imponibile, aliquota, imposta e totale; in e-commerce e negozio, invece, il prezzo al pubblico è di regola mostrato IVA inclusa secondo il Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005).
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Quali sono le aliquote IVA in Italia nel 2026
In Italia le aliquote IVA “di riferimento” restano quattro: 4%, 5%, 10% e 22% (dato riepilogato anche da Fiscozen). L’aliquota standard è il 22% (Fidocommercialista.it, 2026: https://fidocommercialista.it/tipologie-aliquote-iva). L’applicazione concreta dipende dalla natura del bene o servizio e dalle regole IVA previste dalla normativa, in particolare dal DPR 633/1972 (decreto IVA) e dai chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate.
| Aliquota | Quando si applica | Esempi tipici | Formula rapida |
| 4% | Agevolata “minima” | Alimentari essenziali, editoria | Netto = lordo ÷ 1,04 |
| 5% | Ridotta specifica | Alcuni dispositivi sanitari | Netto = lordo ÷ 1,05 |
| 10% | Ridotta | Ristorazione, alcune utenze domestiche | Netto = lordo ÷ 1,10 |
| 22% | Ordinaria (standard) | Servizi professionali, tecnologia, abbigliamento | Netto = lordo ÷ 1,22 |
Quando l’IVA si applica e quando un’operazione non è imponibile
L’IVA si applica alle operazioni imponibili (cessioni di beni e prestazioni di servizi rilevanti ai fini IVA in Italia), ma esistono anche operazioni non imponibili, esenti ed escluse. Queste etichette compaiono spesso in fattura elettronica (XML) e cambiano il modo corretto di leggere “netto”, “IVA” e “totale”.
- Imponibili: IVA dovuta e indicata in fattura. Esempio: consulenza informatica con IVA 22% (Agenzia delle Entrate).
- Non imponibili: operazioni rilevanti ma con IVA “non applicata” per regole specifiche (tipicamente alcune operazioni con l’estero). In fattura può comparire la dicitura di non imponibilità.
- Esenti: operazioni senza addebito IVA per esenzione prevista (ad esempio alcune prestazioni sanitarie o educative). L’IVA non si aggiunge al prezzo.
- Escluse: operazioni fuori campo IVA (non rientrano nel perimetro dell’imposta).
Secondo la terminologia dell’Agenzia delle Entrate, la distinzione è fondamentale perché incide su imponibile, imposta e diciture obbligatorie in documento. Per esempi di calcolo legati alla fattura, vedi anche calcolo della fattura con IVA.
Come indicare netto, IVA e lordo in fattura: regime ordinario e forfettario
La regola pratica è questa: nel regime ordinario l’IVA si evidenzia in fattura (imponibile, aliquota, imposta, totale); nel regime forfettario (regime agevolato per partite IVA con requisiti specifici) di norma non si addebita IVA in fattura. La fattura elettronica passa dal Sistema di Interscambio (SdI), la piattaforma dell’Agenzia delle Entrate per la trasmissione e ricezione dei file XML.
| Regime | IVA esposta in fattura | Totale da pagare | Diciture tipiche |
| Ordinario | Sì (aliquota e imposta) | Imponibile + IVA | Imponibile, IVA, Totale |
| Forfettario | No (di norma) | Solo corrispettivo | Operazione senza IVA (forfettario) |
Esempio ordinario: consulenza 500€ + IVA 22% → imponibile 500€, IVA 110€, totale 610€. Esempio forfettario: compenso 500€ → totale 500€ (senza IVA). Per dettagli operativi: fattura nel regime forfettario e fatturazione elettronica per contribuenti forfettari. Per inquadrare i requisiti: regime fiscale forfettario aggiornato e guida al regime fiscale per partite IVA.
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Errori comuni nel calcolo dell’IVA e strumenti utili per evitarli
Gli errori su netto, IVA e lordo sono frequenti perché si mescolano formule, aliquote e regimi fiscali. Prima di inviare una fattura elettronica tramite SdI (Agenzia delle Entrate), questi sono i controlli più utili.
- Usare l’aliquota sbagliata (22% invece di 10% o 4%): l’aliquota dipende dal bene/servizio e dalla norma (DPR 633/1972).
- Confondere netto e imponibile: in fattura l’imponibile è la base IVA; “netto” in pratica coincide con l’imponibile, ma non con “netto in tasca”.
- Scorporare con formula errata: lo scorporo corretto è lordo ÷ (1 + aliquota), non lordo − (lordo × aliquota).
- Dimenticare il forfettario: nel regime forfettario di norma non si addebita IVA in fattura.
- Arrotondare male: verificare centesimi e totale documento (due decimali).
Un buon software di fatturazione dovrebbe avere: calcolo automatico IVA, anagrafica aliquote, gestione regimi (ordinario/forfettario), anteprima e controlli di coerenza prima dell’invio. In questo contesto, strumenti come Fiscozen possono aiutare a ridurre errori operativi integrando calcolo e gestione documenti.
FAQ su prezzo netto, lordo e IVA
Come si scorpora il 22%?
Per scorporare l’IVA al 22% dal prezzo lordo si divide il lordo per 1,22. Esempio: 122€ ÷ 1,22 = 100€ (netto/imponibile). L’IVA è la differenza tra lordo e netto: 122€ − 100€ = 22€.
Il prezzo esposto in negozio è netto o lordo?
Il prezzo esposto al consumatore è di regola lordo, cioè comprensivo di IVA, perché deve rappresentare quanto si paga alla cassa. In ambito B2B (preventivi tra aziende o professionisti) è invece comune indicare il prezzo al netto di IVA e poi aggiungere l’imposta in fattura.
Nel forfettario si scrive “al netto di IVA”?
Nel regime forfettario, di norma, in fattura non si addebita IVA: il totale coincide con il corrispettivo. Per questo la dicitura “al netto di IVA” può creare confusione: più chiaro indicare direttamente l’importo dovuto e la dicitura prevista per l’operazione senza IVA.
Come si calcola l’imponibile se conosco solo l’importo dell’IVA?
Se conosci l’IVA e l’aliquota, l’imponibile si ottiene con imponibile = IVA / aliquota (aliquota in forma decimale). Esempio: IVA 22€ con aliquota 22% → imponibile = 22 / 0,22 = 100€. Il lordo è imponibile + IVA.
Qual è la differenza tra IVA esente e non imponibile?
Un’operazione esente non prevede addebito IVA perché la legge la esenta (es. alcune prestazioni sanitarie). Un’operazione non imponibile è rilevante ai fini IVA ma l’imposta non si applica per regole specifiche (spesso legate a operazioni con l’estero). In fattura cambiano diciture e riferimenti normativi.
