Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Nessuna imposta scade “per regola” il 22 agosto. Le scadenze di agosto cadono normalmente il 16 o il 20; se sono festivi, slittano al primo giorno lavorativo successivo.
- Versamenti F24: la scadenza che cade di sabato o festivo slitta al primo giorno lavorativo (D.Lgs. 241/1997 e Statuto del contribuente, L. 212/2000).
- Saldo e acconti IRPEF/Imposta sostitutiva: 30 giugno e 30 novembre, con opzione di 30 giorni in più con maggiorazione 0,4%.
- Regime forfettario: imposta sostitutiva 15% (5% start-up), soglia 85.000 euro e uscita immediata oltre 100.000 euro (Legge 190/2014 e Legge 197/2022).
Che cosa scade ad agosto: inquadrare correttamente le date
Ad agosto non esiste una “scadenza del 22” prevista dalla legge. In calendario, le scadenze tipiche sono il 16 o il 20 del mese. Se il 16 o il 20 cadono nel weekend o in un giorno festivo, il termine slitta. La regola è nel D.Lgs. 241/1997 e nello Statuto del contribuente (L. 212/2000).
Due adempimenti ricorrenti cadono in agosto: la liquidazione e il versamento IVA del secondo trimestre per i contribuenti trimestrali per opzione, e la seconda rata dei contributi fissi INPS per artigiani e commercianti. Nelle prassi, entrambi ricadono intorno al 20 agosto.
La liquidazione IVA mensile, invece, si paga normalmente il 16 del mese successivo. Ad agosto si versa l’IVA di luglio. Anche qui, se il 16 è festivo, il versamento si sposta al primo giorno lavorativo utile.
Riferimenti normativi chiave per agosto
Le regole sulla liquidazione e detrazione dell’IVA sono nel D.P.R. 633/1972. I termini per i versamenti unificati con F24 sono nel D.Lgs. 241/1997. Il differimento dei termini che cadono in giorno festivo è principio consolidato nello Statuto del contribuente (L. 212/2000) e nella prassi dell’Agenzia delle Entrate, confermata ogni anno dal calendario fiscale ufficiale. Per i contributi INPS, valgono i regolamenti della Gestione Artigiani e Commercianti e le istruzioni INPS pubblicate sul proprio portale.
Le scadenze cardine dell’anno fiscale 2026
Per pianificare i pagamenti di imposte e contributi senza sorprese, conviene fissare poche date cardine che si ripetono ogni anno, salvo proroghe.
Il 30 giugno è la scadenza per saldo anno precedente e primo acconto dell’anno in corso. È la regola per IRPEF o imposta sostitutiva del forfettario e per i contributi alla Gestione separata INPS dei professionisti senza cassa.
Il 30 novembre è la scadenza del secondo acconto dell’anno. Le stesse logiche valgono per IRPEF o imposta sostitutiva e per la Gestione separata.
IRPEF 2026: aliquote e base imponibile
Nel regime ordinario paghi l’IRPEF con aliquote progressive. Scenario 2026: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.001 a 50.000 euro; 43% oltre 50.000 euro. Queste percentuali si applicano agli scaglioni del tuo reddito imponibile IRPEF.
L’imponibile si calcola togliendo dai ricavi i costi inerenti e i contributi previdenziali deducibili. Le regole di determinazione della base imponibile sono nel TUIR, D.P.R. 917/1986. Ricorda le addizionali regionali e comunali: si applicano sul reddito imponibile IRPEF secondo le delibere locali.
Gli acconti si calcolano con il metodo storico o previsionale. Storico vuol dire basarsi sull’imposta dell’anno prima. Previsionale vuol dire stimare l’imposta dell’anno in corso. Se prevedi di guadagnare meno, il previsionale ti evita acconti eccessivi, ma se sbagli paghi sanzioni e interessi sulla differenza.
Regime forfettario 2026: come si pagano le imposte
Il regime forfettario è un regime semplificato per persone fisiche con ricavi fino a 85.000 euro. Paga un’imposta sostitutiva unica al posto di IRPEF, addizionali e IRAP. È al 15%. Scende al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti start-up (nessuna attività analoga nei 3 anni precedenti, nuova attività, e altri requisiti della Legge 190/2014).
In forfettario non applichi l’IVA in fattura. Non detrai l’IVA sugli acquisti. Non deduci i costi effettivi. Applichi un coefficiente di redditività ai ricavi per stimare il reddito. Per i servizi professionali il coefficiente è spesso 78%. Altri settori hanno percentuali diverse. Verifica il tuo ATECO e il relativo coefficiente previsto dalla Legge 190/2014 e successive modifiche. Se hai meno di 30 anni, valuta quanto costa aprire e mantenere la Partita IVA da under 30.
Dal 2023 è in vigore la soglia 85.000 euro e la “clausola 100.000”: se superi 100.000 euro in corso d’anno, esci subito dal regime e scatta l’IVA dal momento del superamento (fonte: Legge 197/2022, Ministero dell’Economia e delle Finanze). In caso di superamento tra 85.001 e 100.000 euro, esci dal regime dall’anno successivo.
IVA: mensile o trimestrale, cosa cambia
Se sei mensile, versi l’IVA entro il 16 del mese successivo. Se sei trimestrale per opzione, versi l’IVA dei trimestri con una piccola maggiorazione dell’1% per interessi. Le scadenze tipiche: Q1 entro il 16 maggio, Q2 intorno al 20 agosto, Q3 entro il 16 novembre, Q4 con la liquidazione annuale.
La normativa di riferimento è il D.P.R. 633/1972. Il versamento avviene con F24. In agosto è cruciale verificare se il 16 o il 20 cadono in giorno festivo. In tal caso, si slitta al primo giorno lavorativo. Consulta sempre il calendario fiscale dell’Agenzia delle Entrate pubblicato annualmente.
Nel regime ordinario devi emettere fatture con IVA, registrarle e detrarre l’IVA a credito sugli acquisti inerenti. Nel forfettario non versi l’IVA, salvo il caso di superamento della soglia di 100.000 euro durante l’anno.
Contributi previdenziali: Gestione separata e artigiani/commercianti
La Gestione separata INPS riguarda i professionisti senza cassa. Paghi un’aliquota percentuale sul reddito. Versi con saldo e acconti alle stesse date di IRPEF o imposta sostitutiva: 30 giugno e 30 novembre.
Artigiani e commercianti INPS pagano contributi fissi minimi su base annua, di solito in 4 rate: maggio, agosto, novembre, febbraio dell’anno successivo. A questi si aggiungono contributi percentuali sulla parte di reddito che supera il minimale. I fissi di agosto cadono intorno al 20.
Se hai una Cassa professionale (avvocati, ingegneri, medici, ecc.), segui il regolamento della tua Cassa. Le scadenze sono diverse e comunicate dai rispettivi ordini e casse.
Regola decisionale rapida
Usa questa regola per capire cosa pagare e quando.
- Hai IVA mensile? Versa l’IVA di luglio entro il 16 agosto. Se è festivo, paga il primo giorno lavorativo utile.
- Hai IVA trimestrale per opzione? Versa il Q2 intorno al 20 agosto, con 1% di interessi. Se è festivo, primo giorno lavorativo utile.
- Sei artigiano o commerciante INPS? Paga la seconda rata dei contributi fissi ad agosto (termine intorno al 20, con slittamento se festivo).
- Sei professionista senza cassa (Gestione separata)? Le date chiave non sono ad agosto ma 30 giugno e 30 novembre per saldo e acconti.
- Hai da saldare o accontare IRPEF o imposta sostitutiva? Le date standard sono 30 giugno (saldo + 1° acconto) e 30 novembre (2° acconto). Puoi pagare il 30 giugno entro i 30 giorni successivi con maggiorazione 0,4%.
- Il 20 cade di domenica o è festivo? Tutti i versamenti si spostano al primo giorno lavorativo. Vale anche per il 16.
- Se hai pagato in ritardo, usa il ravvedimento operoso: sanzioni ridotte e interessi legali (art. 13, D.Lgs. 472/1997).
Ritardi, maggiorazioni e ravvedimento operoso
Se non riesci a rispettare il 30 giugno, hai 30 giorni in più con una maggiorazione dello 0,4%. Questa regola vale per imposte dirette e, in molti casi, per contributi collegati ai modelli Redditi. La base è nel D.Lgs. 241/1997 e nella prassi annuale dell’Agenzia delle Entrate.
Se paghi oltre i 30 giorni, puoi usare il ravvedimento operoso (art. 13, D.Lgs. 472/1997). Paghi l’imposta dovuta, una sanzione ridotta proporzionata al ritardo e gli interessi legali giorno per giorno. Il ravvedimento è ammesso finché l’ente non ti notifica la violazione.
Per l’IVA trimestrale pagata tardi, si applicano le stesse regole di ravvedimento. Ricorda anche l’interesse dell’1% proprio della trimestralità. Gli interessi legali sono aggiuntivi e si calcolano sul ritardo.
Documenti e controlli pratici prima di pagare
Prima di versare, verifica: dichiarazione Redditi, ricevute di acconti già pagati, certificazioni uniche ricevute, libri IVA e registri, eventuali crediti compensabili. Usa il modello F24 con codici corretti e sezioni “Erario” o “INPS” a seconda del tributo.
Se compensi crediti IVA o imposte, verifica i limiti e gli adempimenti (visto di conformità oltre certe soglie). Le regole sono nel D.Lgs. 241/1997 e nelle risoluzioni e circolari dell’Agenzia delle Entrate.
Fonti e riferimenti normativi utili
Per l’IVA consulta il D.P.R. 633/1972. Per l’IRPEF e la determinazione del reddito il D.P.R. 917/1986 (TUIR). Per i versamenti F24 e i termini il D.Lgs. 241/1997. Per il ravvedimento operoso l’articolo 13 del D.Lgs. 472/1997. Per il regime forfettario la Legge 190/2014 e le modifiche introdotte con la Legge 197/2022. Verifica sempre il calendario fiscale annuale dell’Agenzia delle Entrate, le istruzioni INPS e le raccolte su Normattiva per la versione aggiornata delle norme.
| Scenario | Tributo/Contributo | Requisiti/Note operative | Scadenza ordinaria 2026 |
|---|---|---|---|
| IVA trimestrale per opzione (Q2) | IVA dovuta sul 2° trimestre | Maggiorazione 1% interessi trimestrali, versamento con F24; liquidazione da registri IVA | Intorno al 20 agosto; se festivo, primo giorno lavorativo |
| IVA mensile (luglio) | IVA dovuta del mese di luglio | Liquidazione mensile, detrazione IVA a credito; F24 sezione Erario | 16 agosto; se festivo, primo giorno lavorativo |
| INPS Artigiani/Commercianti | Contributi fissi minimi – 2ª rata | Rate fisse su minimale; eventuale contributo eccedente su reddito a fine anno | Intorno al 20 agosto; se festivo, primo giorno lavorativo |
| Professionista senza Cassa | Gestione separata INPS (saldo/acconti) | Percentuale sul reddito; scadenze allineate a imposte dirette | 30 giugno (saldo + 1° acconto), 30 novembre (2° acconto) |
| Contribuente in ordinario | IRPEF saldo 2025 e acconti 2026 | Metodo storico o previsionale; addizionali regionali/comunali | 30 giugno (saldo + 1° acconto), 30 novembre (2° acconto) |
| Contribuente in forfettario | Imposta sostitutiva 15% (5% start-up) | Reddito = ricavi x coefficiente; no IVA in fattura salvo uscita per superamento 100.000 euro | 30 giugno (saldo + 1° acconto), 30 novembre (2° acconto) |
| Tutti i contribuenti | Maggiorazione breve | Pagamento entro 30 giorni dopo il 30 giugno con maggiorazione 0,4% | Entro il 30 luglio (o primo lavorativo utile) |
| Pagamenti tardivi | Ravvedimento operoso | Sanzioni ridotte + interessi legali; ammesso prima di controlli | Entro termini variabili, in base ai giorni di ritardo |
FAQ
Esiste una scadenza fiscale il 22 agosto? Cosa è successo nel 2023 e cosa vale oggi?
Non esiste una scadenza fissa prevista “il 22 agosto”. Nel 2023 il 20 agosto cadeva di domenica. Le scadenze tipiche previste per il 20 sono slittate al primo giorno lavorativo. In molti casi è stato il 21. Se ci sono festività locali o ulteriori giorni di chiusura, alcune prassi operative hanno di fatto spostato i pagamenti al giorno ancora successivo. È per questo che nel parlare comune si è citato il “22 agosto”, ma non è un termine di legge.
Oggi valgono le stesse regole generali: le scadenze fissate al 16 o al 20 del mese si spostano automaticamente al primo giorno lavorativo se cadono in sabato, domenica o festivo. Le basi normative sono nel D.Lgs. 241/1997 e nello Statuto del contribuente (L. 212/2000), oltre alle indicazioni del calendario fiscale dell’Agenzia delle Entrate. Verifica sempre l’anno in corso, perché il giorno della settimana cambia e può far slittare il termine.
Come si calcola l’IRPEF 2026 nel regime ordinario, con un esempio semplice?
Per prima cosa trovi il reddito imponibile: ricavi meno costi inerenti meno contributi previdenziali deducibili. Esempio: ricavi 60.000 euro, costi deducibili 18.000 euro, contributi 4.000 euro. Imponibile: 38.000 euro.
Applichi le aliquote per scaglioni 2026: 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre. Sul tuo imponibile di 38.000 euro paghi il 23% su 28.000 (6.440 euro) e il 33% su 10.000 (3.300 euro). Totale IRPEF lorda 9.740 euro. Da qui sottrai detrazioni spettanti (per lavoro autonomo, carichi di famiglia, detrazioni specifiche). Aggiungi addizionali regionali e comunali secondo la tua regione e comune. Gli acconti per l’anno in corso si basano sull’imposta netta dell’anno precedente (metodo storico) o su una tua stima (previsionale) se attendi un reddito più basso.
In regime forfettario: come si calcolano imposta e contributi? Quando pago?
Trovi il reddito forfettario moltiplicando i ricavi per il coefficiente di redditività del tuo ATECO. Se svolgi un servizio professionale con coefficiente 78% e incassi 40.000 euro, il reddito è 31.200 euro. Puoi dedurre dal reddito i contributi previdenziali effettivamente versati nell’anno.
Sull’imponibile applichi l’imposta sostitutiva: 15%, oppure 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti start-up previsti dalla Legge 190/2014. Non addebiti IVA nelle fatture e non detrai IVA sugli acquisti. Le scadenze sono quelle standard: 30 giugno per saldo anno precedente e primo acconto, 30 novembre per il secondo acconto. Se superi 85.000 euro, esci dal regime l’anno dopo; se superi 100.000 euro anche in un solo giorno, esci subito e applichi l’IVA da quel momento (regola introdotta dalla Legge 197/2022 e ripresa nelle istruzioni del Ministero dell’Economia e dell’Agenzia delle Entrate).
Come funzionano i versamenti di agosto per IVA e INPS artigiani/commercianti? E se sono in ferie?
Per l’IVA trimestrale Q2, il pagamento cade intorno al 20 agosto con l’1% di interessi trimestrali. Per l’IVA mensile di luglio, si paga il 16 agosto. Per i contributi fissi artigiani e commercianti, la seconda rata è ad agosto, di solito il 20. Se una di queste date cade in giorno festivo, si sposta al primo lavorativo.
Se sei in ferie, non esiste una sospensione generalizzata dei termini. L’unica “tutela” è lo slittamento automatico se il giorno di scadenza è festivo. Puoi però organizzarti in anticipo: predisponi gli F24 con la tua banca, usa i servizi di home banking o incarica un intermediario abilitato a trasmettere i pagamenti. Ricorda che l’omesso o tardivo versamento comporta sanzioni; se capita, usa il ravvedimento operoso per ridurre il costo del ritardo.
Ho pagato tardi l’IVA del secondo trimestre: come rimediare con il ravvedimento operoso?
Calcola l’imposta IVA dovuta e versa l’importo con F24. Aggiungi la sanzione ridotta del ravvedimento e gli interessi legali. La sanzione piena per omesso o tardivo versamento è del 30%, ma col ravvedimento si riduce molto in base ai giorni di ritardo (art. 13, D.Lgs. 472/1997). Ad esempio, se paghi entro 14 giorni, la sanzione è ridotta in misura minima; se paghi entro 30 giorni, la riduzione è comunque significativa.
Ricorda che per l’IVA trimestrale c’è anche la maggiorazione dell’1% dovuta alla cadenza trimestrale. Gli interessi legali, invece, si calcolano giorno per giorno sul debito IVA in base al tasso legale vigente nell’anno. Inserisci in F24, oltre all’imposta, le righe per sanzioni e interessi con le corrette sezioni e periodi di riferimento. Se hai dubbi su codici e compilazione, consulta le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate o il tuo consulente.
Quando conviene usare il metodo previsionale per gli acconti IRPEF o imposta sostitutiva?
Conviene quando prevedi un reddito dell’anno in corso più basso rispetto all’anno precedente. Ad esempio, hai perso un cliente importante, hai avuto spese straordinarie non ricorrenti, o hai ridotto l’attività. In questi casi, il metodo storico ti farebbe versare acconti troppo alti.
Con il previsionale versi acconti in linea con l’imposta attesa. Rischi però una sanzione se l’imposta definitiva supera gli acconti versati. La differenza è imposta dovuta, più sanzione per insufficiente versamento e interessi. Valuta con attenzione, tenendo traccia di ricavi e costi. La base giuridica dell’acconto e le modalità sono nel D.Lgs. 241/1997 e nel TUIR (D.P.R. 917/1986), integrate dalle istruzioni dei modelli Redditi pubblicate dall’Agenzia delle Entrate ogni anno.
Conclusioni operative
Ad agosto, concentrati su IVA e contributi INPS fissi se interessato. Ricorda che non c’è una “scadenza del 22” codificata, ma solo slittamenti quando il 16 o il 20 cadono in giorni festivi. Pianifica in anticipo saldo e acconti di giugno e novembre. Se qualcosa va storto, ravvedimento operoso e corretta compilazione dell’F24 ti consentono di rientrare in regola limitando i costi.
