Tasse per ciglista: quali e quante sono?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Come ciglista paghi imposte sul reddito (IRPEF o imposta sostitutiva) e contributi INPS Artigiani. Scegli tra regime ordinario con IVA 22% o regime forfettario (5% o 15%, coefficiente 67%).

  • IRPEF 2026 nel regime ordinario: 23% fino a 28.000€, 33% tra 28.001€ e 50.000€, 43% oltre 50.000€; IVA ordinaria 22%.
  • Regime forfettario: soglia 85.000€, imposta sostitutiva 5% per start-up o 15% ordinaria; reddito calcolato con coefficiente 67% per i ciglisti.
  • INPS Artigiani 2026: contributi fissi annui e quota variabile 24% oltre il minimale (25% su fascia alta); possibile riduzione del 35% su domanda.

Regimi fiscali per il ciglista: come scegliere nel 2026

Definizioni rapide: regime ordinario e regime forfettario

Regime ordinario: paghi l’IRPEF a scaglioni. Deduci le spese reali. Applichi l’IVA al 22% sulle fatture e detrai l’IVA sugli acquisti. Tieni una contabilità più strutturata.

Regime forfettario: paghi un’unica imposta sostitutiva sul reddito “forfettizzato”. Il reddito si calcola applicando un coefficiente di redditività. Per i ciglisti è 67%. Non applichi l’IVA e non detrai l’IVA sugli acquisti. Contabilità semplificata.

Imposta sostitutiva: è un’imposta unica che rimpiazza IRPEF, addizionali e IVA. L’aliquota è 15%, o 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti “start-up”.

Quadro normativo di riferimento

IRPEF e determinazione del reddito d’impresa: Testo Unico delle Imposte sui Redditi (DPR 917/1986, TUIR) consultabile su Normattiva.

IVA: DPR 633/1972, consultabile su Normattiva.

Regime forfettario: Legge 190/2014, come modificata dalle leggi di bilancio successive; soglia 85.000€ introdotta dalla Legge 197/2022 e confermata nei provvedimenti successivi. Superamento di 100.000€ comporta fuoriuscita immediata.

IRAP: abolita per le persone fisiche esercenti attività commerciali e arti e professioni dalla Legge di Bilancio 2022 (L. 234/2021). L’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti applicativi.

Contributi INPS Artigiani: norme INPS e Ministero del Lavoro. Importi e aliquote vengono fissati ogni anno con circolari INPS.

Regime ordinario per il ciglista

Come si calcola l’IRPEF 2026

Nel 2026 gli scaglioni IRPEF sono tre. 23% fino a 28.000€. 33% da 28.001€ a 50.000€. 43% oltre 50.000€.

Imponibile fiscale: ricavi annui meno costi inerenti meno contributi versati nell’anno precedente. I costi inerenti sono le spese collegate all’attività.

Principio di cassa: per le imprese minori in semplificato, contano gli incassi e i pagamenti effettivi dell’anno. È la regola pratica per chi non è in contabilità ordinaria.

IVA nel regime ordinario

Applichi l’IVA al 22% sulle vendite. Detrai l’IVA sugli acquisti. Versi l’IVA periodica con F24.

Liquidazioni mensili o trimestrali. Le scadenze ordinarie sono a metà del mese successivo o del secondo mese successivo, a seconda del regime.

Registri IVA, fatturazione elettronica, e comunicazioni periodiche (LIPE) sono obbligatorie. Le regole discendono dal DPR 633/1972 e dai provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.

Esempio numerico in regime ordinario

Giovanna è una ciglista. Incassa 50.000€. Ha spese per 10.000€. Ha versato 5.000€ di contributi l’anno prima.

Imponibile fiscale: 50.000€ − 10.000€ − 5.000€ = 35.000€.

IRPEF: 28.000€ × 23% = 6.440€; residuo 7.000€ × 33% = 2.310€; totale 8.750€. Aggiungerai addizionali regionali e comunali in base alla residenza.

Regime forfettario per il ciglista

Requisiti e limiti 2026

Puoi aderire se i ricavi annui non superano 85.000€. Non devi superare 100.000€; se lo fai, esci subito con applicazione IVA dal momento del superamento.

Non puoi aderire se rientri nelle cause ostative previste dalla Legge 190/2014. Ad esempio, partecipazioni in società di persone o controllo in SRL con attività riconducibile.

Se avvii una nuova attività e rispetti i requisiti start-up, puoi applicare il 5% per i primi 5 anni.

Come si calcola l’imposta sostitutiva

Reddito forfettario = ricavi × coefficiente di redditività. Il coefficiente per i ciglisti è 67%.

Dal risultato sottrai i contributi previdenziali versati nell’anno precedente. Sulla base residua applichi il 15% o il 5%.

Non applichi IVA in fattura. Apponi la marca da bollo da 2€ se la fattura supera 77,47€.

Esempio numerico in regime forfettario

Carmela è una ciglista in start-up, aliquota 5%. Incassa 50.000€. Ha versato 5.000€ di contributi l’anno prima.

Imponibile forfettario: (50.000€ × 67%) − 5.000€ = 28.500€.

Imposta sostitutiva: 28.500€ × 5% = 1.425€. Non ci sono addizionali regionali e comunali su questa imposta.

Contributi INPS Artigiani 2026

Struttura dei contributi: fissi e variabili

Paghi contributi fissi annui, in quattro rate. L’importo minimo 2026 è definito dall’INPS con circolare annuale. Indicativamente è pari a 4.460,64€.

Se il reddito supera il minimale (circa 18.808,00€ nel 2026), paghi anche una quota percentuale sulla parte eccedente. L’aliquota è 24%. Sulla fascia più alta oltre 56.224,00€ l’aliquota sale al 25%.

Gli importi precisi, le scadenze e i minimali li definisce l’INPS ogni anno. Consulta le circolari INPS e le note del Ministero del Lavoro per i dettagli.

Agevolazione contributiva 35% per il forfettario

Se sei nel forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi INPS Artigiani. Devi presentare domanda all’INPS. Vale finché resti nel forfettario.

La riduzione taglia la spesa previdenziale, ma riduce anche la quota deducibile dal reddito. Valuta la convenienza con numeri alla mano.

Obblighi contabili e scadenze operative

Fatturazione, registri, versamenti

Fattura elettronica obbligatoria per tutti. Conservazione digitale a norma. Numerazione continua.

Regime ordinario: registri IVA, liquidazioni periodiche, versamenti IVA e ritenute, LIPE, dichiarazioni annuali. Prinicipio di cassa per le imprese minori in semplificato, come da TUIR.

Regime forfettario: niente IVA e niente registri IVA. Conserva le fatture. Versa imposta sostitutiva con saldo e acconti.

Scadenze tipiche

IRPEF/Imposta sostitutiva: saldo e primo acconto a giugno; secondo acconto a novembre. Può esserci la maggiorazione per i versamenti differiti.

IVA: mensile o trimestrale, con versamenti entro i termini ordinari del calendario fiscale. Le date operative le definisce l’Agenzia delle Entrate ogni anno.

INPS Artigiani: quattro rate dei contributi fissi. La quota eccedente si versa con saldo e acconti insieme all’imposta sul reddito.

Regola decisionale rapida

Seleziona il regime fiscale con questi passaggi logici

1) Previsioni ricavi 2026 ≤ 85.000€? Se no, scegli il regime ordinario. Se sì, vai al punto 2.

2) Hai costi elevati e documentati (materiali, attrezzature, laboratorio, subforniture)? Se sì, l’ordinario potrebbe convenire. Se no, vai al punto 3.

3) Hai avviato ora l’attività e rispetti i requisiti start-up? Se sì, il forfettario 5% è spesso la scelta più efficiente.

4) Vendi soprattutto a privati e preferisci prezzi “senza IVA”? Se sì, il forfettario semplifica e migliora il prezzo finale.

5) Hai investimenti importanti con IVA da detrarre? Se sì, valuta l’ordinario per recuperare l’IVA sugli acquisti.

Fonti da consultare per confermare regole e aliquote

Norme e prassi ufficiali

Normattiva per TUIR (DPR 917/1986), IVA (DPR 633/1972), Legge 190/2014 sul regime forfettario e successive modifiche nelle leggi di bilancio 2024-2026.

Agenzia delle Entrate per circolari su IRPEF, forfettario, addizionali, fatturazione elettronica e scadenze annuali.

INPS per circolari su minimali, massimali, aliquote e riduzione del 35% per artigiani in forfettario.

Ministero del Lavoro e Camere di Commercio per inquadramento artigiano e iscrizione all’Albo delle Imprese Artigiane.

Tabella scenari, requisiti, imposte e tempistiche

Scenario Requisiti di accesso/mantenimento Cosa paghi Tempistiche principali 2026
Forfettario start-up (5%) Ricavi ≤ 85.000€; requisiti Legge 190/2014 per aliquota 5%; nessuna causa ostativa Imposta sostitutiva 5% su (ricavi × 67% − contributi); INPS Artigiani (possibile riduzione 35%) Saldo e acconti a giugno/novembre; contributi fissi INPS in 4 rate; nessuna IVA periodica
Forfettario ordinario (15%) Ricavi ≤ 85.000€; nessuna causa ostativa; non in start-up Imposta sostitutiva 15% su (ricavi × 67% − contributi); INPS Artigiani; niente IVA Saldo e acconti a giugno/novembre; marca da bollo su fatture > 77,47€
Ordinario semplificato Nessun limite di ricavi; contabilità semplificata; principio di cassa per imprese minori IRPEF a scaglioni 23%/33%/43% + addizionali; IVA 22% (vendite − acquisti); INPS Artigiani IVA mensile/trimestrale; LIPE; saldo e acconti IRPEF a giugno/novembre; INPS su 4 rate + conguagli
Fuoriuscita immediata dal forfettario Superi 100.000€ in corso d’anno Da quel momento applichi IVA e passi alla tassazione ordinaria per l’IVA; redditi secondo regole transitorie IVA dovuta dal momento del superamento; adeguamento contabile immediato
Passaggio volontario al regime ordinario dal 1° gennaio Opzione in dichiarazione/quadri IVA; vincolo triennale salvo modifiche normative IRPEF a scaglioni; IVA con diritto a detrazione; INPS come da reddito Decorrenza dal nuovo anno; allineamento registri e adempimenti entro inizio esercizio

FAQ: domande frequenti dei ciglisti

Qual è il codice ATECO giusto per un ciglista e perché conta per le tasse?

Il codice ATECO descrive l’attività. Serve per l’inquadramento fiscale, previdenziale e statistico. Incide sul coefficiente di redditività nel forfettario e sull’inquadramento INPS. Per un ciglista, l’attività è tipicamente artigianale. Ci si iscrive all’Albo delle Imprese Artigiane presso la Camera di Commercio. Il codice ATECO deve riflettere il lavoro svolto: produzione, personalizzazione, riparazioni, servizi accessori. La scelta corretta è importante perché nel forfettario il coefficiente di redditività varia per comparto, e per i ciglisti si assume il 67%. Verifica la coerenza con la tua operatività quotidiana e con i regolamenti regionali sull’artigianato. In caso di dubbi, confronta la tabella dei coefficienti della Legge 190/2014 con le note esplicative dell’Agenzia delle Entrate e le indicazioni del Ministero del Lavoro. Una corretta classificazione evita contestazioni e consente di applicare le regole IVA e contributive appropriate sin da subito.

Come funzionano saldo e acconti per IRPEF o imposta sostitutiva? Meglio metodo storico o previsionale?

Paghi il saldo sull’imposta dell’anno precedente e due acconti per l’anno in corso. Gli acconti si calcolano normalmente col metodo storico: prendi l’imposta netta dell’anno precedente e ne versi di solito il 100% in due rate, a giugno e a novembre (percentuali e arrotondamenti sono fissati ogni anno dall’Agenzia delle Entrate). In alternativa puoi usare il metodo previsionale. Stimi l’imposta dell’anno in corso e versi su quella base. Il previsionale conviene se sai che il reddito scenderà. Attenzione al rischio sanzioni e interessi se versi meno del dovuto. Vale per IRPEF nel regime ordinario e per l’imposta sostitutiva nel forfettario. I contributi INPS variabili seguono logiche simili: versi acconti sulla base del reddito dell’anno prima e conguagli con il saldo. Le regole di dettaglio sono nei provvedimenti annuali dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS consultabili sui rispettivi portali istituzionali.

Nel forfettario non applico l’IVA: ci sono eccezioni? Come fatturo correttamente in Italia e all’estero?

Nel forfettario non addebiti IVA ai clienti e non detrai l’IVA sugli acquisti. Indichi in fattura la dicitura che giustifica l’esonero, come previsto dalla Legge 190/2014. Apponi la marca da bollo da 2€ sulle fatture oltre 77,47€. Con clienti esteri, le regole variano. Per vendite a soggetti IVA in UE, spesso si applica il reverse charge e registri l’operazione secondo le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate. Per operazioni con consumatori UE, valuta i regimi OSS se vendi beni o servizi digitali. Per operazioni extra-UE, si applicano le regole di territorialità IVA del DPR 633/1972. Anche nel forfettario restano gli obblighi di fatturazione elettronica e conservazione digitale, salvo specifiche eccezioni previste dalla normativa. In caso di superamento della soglia di 100.000€, esci subito dal forfettario e scatta l’IVA da quel momento, con adeguamento contabile immediato.

Come si calcolano e si pagano i contributi INPS Artigiani? La riduzione del 35% conviene davvero?

I contributi hanno due componenti. I fissi, dovuti a prescindere dal reddito. Si pagano in quattro rate annuali con F24, su importi che l’INPS aggiorna ogni anno con circolare. E i contributi variabili, dovuti sulla parte di reddito che supera il minimale. L’aliquota ordinaria è il 24%, che sale al 25% oltre una soglia alta. Il calcolo si basa sul reddito d’impresa: nel forfettario si usa il reddito forfettario, nell’ordinario il reddito analitico. La riduzione del 35% è disponibile per chi sta nel forfettario. Va richiesta all’INPS e vale finché resti nel regime agevolato. Conviene se il tuo obiettivo principale è ridurre l’esborso immediato. Però riduce anche la deducibilità e può impattare i futuri diritti pensionistici, perché versi di meno. Fai un confronto numerico su due anni: contributi pieni vs ridotti, impatto su imposta, e cassa disponibile. Le istruzioni sono nelle circolari INPS e nelle note del Ministero del Lavoro.

Quali spese posso dedurre in ordinario? E nel forfettario cosa posso togliere dal reddito?

Nel regime ordinario puoi dedurre le spese inerenti e documentate: materiali, attrezzature, utenze del laboratorio, canoni, servizi professionali, assicurazioni, spese auto secondo le percentuali ammesse, quote di ammortamento per beni strumentali, e i contributi previdenziali. Alcune spese sono deducibili parzialmente o con limiti. L’IVA su acquisti si detrae se inerente. Nel forfettario non deduci le singole spese, perché il legislatore presume un margine standard con il coefficiente di redditività. L’unica voce che puoi sottrarre dal reddito forfettario sono i contributi previdenziali versati. Per questo il forfettario conviene spesso a chi ha pochi costi. Se prevedi investimenti importanti, l’ordinario può diventare più efficiente grazie alle deduzioni e alla detrazione IVA. Le regole di deducibilità sono nel TUIR, con chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate consultabili sul portale istituzionale.

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