Tasse e codice ATECO 71: quali sono e come si calcolano?

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Con il codice ATECO 71 paghi l’IRPEF a scaglioni in regime ordinario (23%, 33%, 43%) oppure l’imposta sostitutiva 15%/5% in forfettario, con coefficiente di redditività al 78%.

  • Regime ordinario: IRPEF 2026 a tre scaglioni (23%, 33%, 43), principio di cassa per i professionisti e deduzione integrale dei contributi.
  • Regime forfettario: imposta sostitutiva 15% o 5% start-up; reddito calcolato con coefficiente 78% e contributi deducibili.
  • Previdenza: Inarcassa o altra Cassa professionale; se non iscritti, Gestione Separata INPS. La rivalsa 4% (Inarcassa) si espone in fattura.

Quadro generale: come funziona la tassazione per il codice ATECO 71

Il codice ATECO 71 raggruppa studi di architettura, ingegneria e altri studi tecnici. Rientrano progettazione, direzione lavori, collaudi, consulenze tecniche e rilievi.

Il codice non determina da solo le imposte. Conta il regime fiscale scelto o applicabile. In pratica: regime ordinario o regime forfettario.

Le regole fiscali si basano su norme stabili: TUIR per l’IRPEF e le deduzioni (DPR 917/1986), IVA (DPR 633/1972), ritenute (DPR 600/1973), regime forfettario (Legge 190/2014), IRAP (D.Lgs. 446/1997), fattura elettronica (D.Lgs. 127/2015).

Aliquote 2026 in sintesi

Irpef in ordinario: 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro. Queste aliquote si applicano all’imponibile, non agli incassi.

Forfettario: imposta sostitutiva 15% o 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti di nuova attività. La base imponibile è il 78% degli incassi meno i contributi.

Fonti di riferimento: TUIR (DPR 917/1986), Legge 190/2014, documenti annuali dell’Agenzia delle Entrate e Leggi di Bilancio.

Regime ordinario per ATECO 71: calcolo tecnico

Il metodo di calcolo

Per i professionisti si applica il principio di cassa. Significa che contano gli incassi e i pagamenti effettivi dell’anno (art. 54 TUIR).

Imponibile fiscale = compensi incassati – costi deducibili – contributi previdenziali versati. I contributi sono sempre deducibili.

L’imposta lorda si ottiene applicando gli scaglioni IRPEF 2026 sull’imponibile. Poi si calcolano addizionali regionali e comunali, e si tolgono eventuali detrazioni.

IVA e ritenute

Le prestazioni tecniche sono in genere imponibili IVA al 22%, salvo specifiche eccezioni del DPR 633/1972. La gestione IVA non incide sull’IRPEF.

Se fatturi a sostituti d’imposta (es. aziende), subisci ritenuta d’acconto del 20% sul compenso al netto dell’IVA, di norma comprensivo della rivalsa previdenziale (art. 25 DPR 600/1973). La ritenuta è un acconto IRPEF.

Costi deducibili ed errori da evitare

Sono deducibili i costi inerenti e documentati: affitti studio, software CAD/BIM, attrezzature, corsi obbligatori, assicurazione RC professionale, auto e trasferte nei limiti di legge, ammortamenti.

Evita di confondere incassi con imponibile. Verifica la corretta deducibilità. Ricorda i limiti su vitto, alloggio e autovetture previsti dal TUIR.

Esempio pratico in ordinario

Compensi 60.000 euro; costi 15.000; contributi 5.000. Imponibile: 40.000. IRPEF: 28.000 x 23% = 6.440; 12.000 x 33% = 3.960. Totale 10.400 euro, a cui sommare addizionali ed eventualmente sottrarre detrazioni.

Fonti: TUIR (DPR 917/1986), DPR 600/1973, DPR 633/1972.

Regime forfettario per ATECO 71: come si calcola e chi può usarlo

Requisiti principali e cause di esclusione

Il regime forfettario si applica se rispetti la soglia di ricavi/compensi dell’anno precedente fissata dalla legge vigente (85.000 euro secondo la Legge 197/2022) e non rientri in cause di esclusione.

Cause tipiche: partecipazioni in società di persone/associazioni professionali; controllo in SRL con attività riconducibile; applicazione di regimi IVA speciali; non residenza (salvo UE/SEE con almeno il 75% del reddito prodotto in Italia). Riferimento: art. 1 commi 54-89 Legge 190/2014.

Superamento dei 100.000 euro in corso d’anno comporta uscita immediata e applicazione dell’IVA dal momento del superamento (come stabilito dalla medesima disciplina).

Come si calcola il reddito

Reddito forfettario = incassi x coefficiente di redditività – contributi previdenziali. Per l’ATECO 71 il coefficiente è 78%.

Imposta sostitutiva: 15% sul reddito forfettario. Se nuova attività con requisiti, 5% per i primi 5 anni. Requisiti “start-up”: non hai esercitato attività nei 3 anni precedenti; la nuova attività non è prosecuzione di lavoro o attività svolta in precedenza; rispetto degli altri vincoli di legge (art. 1, c. 65, L. 190/2014).

Niente IVA in fattura (salvo uscita), niente ritenuta d’acconto se indichi in fattura la norma che ti esonera (art. 1, c. 67, L. 190/2014). Marca da bollo sulle fatture senza IVA oltre 77,47 euro secondo la disciplina sull’imposta di bollo.

Esempio pratico in forfettario

Incassi 45.000 euro; coefficiente 78%; contributi versati 3.000. Reddito: 45.000 x 78% – 3.000 = 32.100. Imposta 5%: 1.605 euro.

Fonti: Legge 190/2014; documenti interpretativi dell’Agenzia delle Entrate; normativa su bollo e fatturazione elettronica (D.Lgs. 127/2015; D.M. 17 giugno 2014).

Previdenza: Inarcassa, altre Casse e Gestione Separata

Architetti e Ingegneri

Per architetti e ingegneri l’ente di riferimento è Inarcassa. La rivalsa del 4% si espone in fattura ai clienti, se iscritti alla Cassa secondo il relativo Statuto.

I contributi previdenziali si compongono di un contributo soggettivo calcolato sul reddito professionale, un integrativo (rivalsa) sul volume d’affari e un contributo di maternità. I minimi e le aliquote sono deliberate annualmente.

Tutti i contributi previdenziali sono deducibili dal reddito (TUIR). Base normativa previdenziale: D.Lgs. 509/1994 e Statuti delle Casse.

Altri studi tecnici

Geometri, periti, geologi e altre professioni tecniche possono avere Casse dedicate (ad esempio CIPAG, EPPI, EPAP). Regole simili: contributi soggettivi e integrativi, deducibilità fiscale.

Se non esiste una Cassa o non si rientra per requisiti professionali, si versa alla Gestione Separata INPS. L’aliquota è stabilita ogni anno dall’INPS.

Ritenute e previdenza

La ritenuta d’acconto non si applica ai forfettari che inseriscono l’apposita dicitura in fattura. In ordinario si applica normalmente ai rapporti B2B soggetti a sostituto d’imposta.

La rivalsa previdenziale (es. 4% Inarcassa) aumenta il compenso e, di regola, rientra nella base per la ritenuta. L’IVA non entra in tale base.

IRAP e imposte locali

IRAP per i professionisti

In generale i professionisti non pagano l’IRAP se manca un’autonoma organizzazione. Conta la presenza di personale, mezzi e struttura eccedente l’ordinario (D.Lgs. 446/1997 e giurisprudenza di legittimità).

Gli studi associati possono ricadere più spesso nell’IRAP. Serve valutazione caso per caso. L’IRAP, se dovuta, è deducibile parzialmente.

Addizionali regionali e comunali

Nel regime ordinario si applicano addizionali IRPEF regionali e comunali sull’imponibile. Le aliquote variano per territorio.

I forfettari non pagano addizionali sull’imposta sostitutiva. Versano solo l’imposta sostitutiva, oltre ai contributi previdenziali.

Regola decisionale rapida

Come scegliere tra ordinario e forfettario con ATECO 71

Usa questa logica in tre passi:

1) Confronta i costi. Nel forfettario i “costi fissi figurativi” sono il 22% dei ricavi (perché il coefficiente è 78%). Se i tuoi costi deducibili reali + contributi superano stabilmente il 22%-25% dei ricavi, l’ordinario spesso conviene.

2) Valuta le aliquote effettive. Nel forfettario l’aliquota è 15% (o 5%). Nell’ordinario calcola l’aliquota media IRPEF considerando scaglioni, detrazioni e addizionali. Se l’aliquota media stimata è superiore al 15%-17%, il forfettario tende a vincere, ma solo se i costi reali sono bassi.

3) Controlla gli adempimenti e l’IVA. Se hai clienti B2B che detrarrebbero l’IVA o investimenti con credit IVA, l’ordinario con IVA può darti vantaggi di cassa. Se fatturi prevalentemente a privati, l’assenza di IVA del forfettario semplifica e migliora il prezzo finale.

Regola pratica: stimula il reddito netto con due scenari comparativi su almeno 12 mesi. Ricorda che in forfettario non deduci i costi reali (salvo contributi), in ordinario li deduci tutti se inerenti e documentati. Riferimenti: art. 54 TUIR; Legge 190/2014.

Adempimenti 2026: cosa ricordare

Fatturazione elettronica e bollo

La fatturazione elettronica è obbligatoria anche per i forfettari, con regole del Sistema di Interscambio (D.Lgs. 127/2015 e successive modifiche). Bollo virtuale sulle e-fatture senza IVA oltre 77,47 euro.

POS obbligatorio e sanzioni in caso di rifiuto dei pagamenti elettronici secondo la disciplina vigente. Fonte: normativa fiscale e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Scadenze tipiche

Acconti e saldi IRPEF o imposta sostitutiva a luglio/novembre secondo il calendario tributario annuale; liquidazioni e dichiarazioni IVA per gli ordinari; contributi previdenziali con cadenze fissate dalle Casse o dall’INPS.

Fonti utili: Agenzia delle Entrate (calendario fiscale), Normattiva per testi aggiornati di legge.

Esempi comparati e note operative

Esempio 1: costi bassi, ricavi medi

Ricavi 40.000, costi reali 4.000, contributi 3.000.

Forfettario: reddito 40.000 x 78% – 3.000 = 28.200. Imposta 15% = 4.230.

Ordinario: imponibile 40.000 – 4.000 – 3.000 = 33.000. IRPEF: 28.000 x 23% = 6.440; 5.000 x 33% = 1.650; totale 8.090 più addizionali, meno detrazioni. In questo caso il forfettario spesso conviene.

Esempio 2: costi alti, ricavi alti

Ricavi 90.000, costi reali 30.000, contributi 8.000.

Forfettario: non applicabile se superi la soglia di accesso dell’anno precedente. Se eccedi 100.000 in corso d’anno, esci subito e applichi IVA dal superamento.

Ordinario: imponibile 90.000 – 30.000 – 8.000 = 52.000. IRPEF: 28.000 x 23% = 6.440; 22.000 x 33% = 7.260; 2.000 x 43% = 860; totale 14.560, più addizionali. Con costi elevati, l’ordinario può essere più efficiente del forfettario ipotetico.

Fonti: TUIR; Legge 190/2014; prassi dell’Agenzia delle Entrate.

Scenario Requisiti di accesso Base imponibile e imposte Tempistiche e adempimenti
Professionista ATECO 71 in regime ordinario Nessuna soglia ricavi. Contabilità semplificata per cassa se rispetti i limiti previsti dal TUIR. Imponibile = incassi – costi – contributi. IRPEF 23/33/43% + addizionali. IVA 22% con detrazione acquisti. Liquidazioni IVA periodiche; acconti/saldi IRPEF; CU, LIPE e dichiarazioni secondo calendario Agenzia Entrate.
Professionista ATECO 71 in forfettario 15% Ricavi anno precedente entro soglia di legge; nessuna causa di esclusione (art. 1, c. 54-89 L. 190/2014). Reddito = incassi x 78% – contributi. Imposta sostitutiva 15%. Niente IVA e addizionali. Fattura elettronica; imposta sostitutiva in acconti/saldo; bollo su fatture senza IVA oltre 77,47 euro.
Nuova attività forfettario 5% Requisiti start-up: nessuna attività nei 3 anni precedenti; non prosecuzione; rispetto altri vincoli. Reddito come sopra. Imposta sostitutiva 5% per i primi 5 anni. Stesse scadenze del forfettario; verifica annuale requisiti e soglia ricavi.
Superamento soglia/uscita dal forfettario Oltre soglia: dal periodo successivo. Oltre 100.000 in corso d’anno: uscita immediata con IVA. Passaggio a ordinario: torna IVA, deduzioni analitiche e IRPEF a scaglioni. Comunicazioni regime, adeguamento fatture/IVA dal superamento, gestione pro-rata se applicabile.

FAQ

Qual è il coefficiente di redditività per il codice ATECO 71 e cosa significa in pratica?

Per le attività del gruppo 71 il coefficiente di redditività è 78%. Significa che il legislatore presume, a grandi linee, che il 22% degli incassi copra i costi. Nel regime forfettario non deduci i costi reali (tranne i contributi). Calcoli il reddito imponibile moltiplicando gli incassi per 0,78 e sottraendo i contributi versati. Sull’importo che resta applichi l’imposta sostitutiva del 15% o del 5% per i primi 5 anni, se hai i requisiti di nuova attività. Il coefficiente non cambia per singoli codici del gruppo 71, salvo future modifiche di legge. Riferimenti: Legge 190/2014 e tabelle ministeriali richiamate dalla stessa legge.

Come funzionano ritenuta d’acconto, rivalsa previdenziale e IVA nelle fatture di uno studio tecnico?

In regime ordinario: applichi l’IVA ordinaria (salvo eccezioni), esponi la rivalsa previdenziale (es. 4% Inarcassa, se iscritto) e, se il cliente è un sostituto d’imposta, applichi la ritenuta d’acconto 20% sul compenso imponibile al netto dell’IVA, in genere comprensivo della rivalsa. La ritenuta è un acconto IRPEF che riduce il saldo in dichiarazione. In forfettario: non applichi l’IVA, non subisci ritenuta se riporti la dicitura di esonero in fattura prevista dall’art. 1, c. 67, L. 190/2014. Mantieni però la rivalsa previdenziale se prevista dal tuo ente. Fonti: DPR 633/1972, DPR 600/1973, Statuti delle Casse professionali.

Sono un ingegnere neoabilitato: meglio iniziare in forfettario al 5% o in ordinario per dedurre investimenti importanti?

Dipende da tre variabili: livello di costi nel primo triennio, entità dei contributi previdenziali e composizione dei clienti. Se prevedi investimenti e costi reali molto alti (software, workstation, strumenti, collaborazioni), l’ordinario ti permette di dedurli analiticamente e detrarre l’IVA sugli acquisti. Se i costi sono contenuti e fatturi a privati, il forfettario al 5% offre una tassazione effettiva bassissima e semplifica gli adempimenti. Fai un confronto numerico: se costi reali + contributi superano il 22%-25% dei ricavi, spesso l’ordinario è competitivo; sotto tali soglie, il forfettario 5% tende a vincere. Fonti: TUIR per deduzioni/detrazioni, Legge 190/2014 per forfettario.

ATECO 71 e IRAP: quando scatta davvero per uno studio tecnico o associato?

L’IRAP non si applica al professionista individuale in assenza di autonoma organizzazione. La soglia dipende da personale impiegato, beni strumentali e struttura stabilmente eccedente l’ordinario. Un professionista con un piccolo studio, senza dipendenti e con dotazioni standard, di solito non paga IRAP. Gli studi associati o con più dipendenti, segreteria e mezzi significativi possono ricadere nell’imposta. La verifica è concreta e si basa su D.Lgs. 446/1997 e sulla giurisprudenza della Cassazione. In caso di dubbio conviene simulare gli effetti e valutare l’eventuale convenienza dell’IRAP ai fini della deducibilità parziale.

Quali sono le principali fonti normative da conoscere per il codice ATECO 71 e la tassazione nel 2026?

Per l’IRPEF e il principio di cassa dei professionisti: TUIR, DPR 917/1986 (art. 53-54). Per l’IVA: DPR 633/1972. Per le ritenute d’acconto: DPR 600/1973 (art. 25). Per il regime forfettario: Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89, come modificata da leggi successive, inclusa la Legge 197/2022 in tema di soglie e uscita. Per l’IRAP: D.Lgs. 446/1997. Per la fatturazione elettronica: D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate. Per la previdenza: D.Lgs. 509/1994 e Statuti delle Casse (Inarcassa, CIPAG, EPPI, EPAP) o circolari INPS per la Gestione Separata. Queste fonti sono consultabili su Normattiva, portali istituzionali dell’Agenzia delle Entrate e dei Ministeri competenti.

Parla con un nostro consulente fiscale

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Un servizio eccezionale

Fiscozen è un servizio eccezionale per chi ha bisogno di gestire la propria partita iva in modo efficace ed efficiente. Ciò che mi ha colpito maggiormente in Fiscozen è stata la...

Yuri B.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Luciana P.

Disponibilità e gentilezza

Come primo approccio ho trovato una grande disponibilità da parte di Riccardo! Ringrazio per la pazienza, sono nuova per quanto riguarda questo mondo!

Samantha L.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Giacomo Z.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.