Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Come architetto con Partita IVA versi a Inarcassa tre contributi (soggettivo, integrativo, maternità) e paghi le imposte in ordinario o forfettario. Qui trovi aliquote 2026, minimi, calcoli, scadenze e esempi.
- Contributi Inarcassa 2026: soggettivo 14,50% sul reddito professionale (minimo 2.750€); integrativo 4% in fattura (minimo 835€); maternità 72€.
- Under 35: riduzione contributo soggettivo al 7,25% e minimi a un terzo (916€) per massimo 5 anni, su richiesta e con requisiti.
- Imposte: ordinario IRPEF a scaglioni 23%-33%-43% 2026; forfettario 15% o 5% start (coefficiente 78% per i professionisti).
Chi deve iscriversi a Inarcassa e quando
Se sei architetto iscritto all’Albo e svolgi attività autonoma, la tua cassa è Inarcassa. Inarcassa è l’ente previdenziale di architetti e ingegneri liberi professionisti. Si basa su uno statuto e un regolamento approvati per legge.
La base giuridica è nelle norme su privatizzazione delle casse (D.Lgs. 509/1994), nella riforma pensionistica (L. 335/1995) e nel Regolamento Generale di Previdenza Inarcassa. Trovi i riferimenti su Normattiva e sui documenti ufficiali Inarcassa.
Se non sei iscritto all’Albo, o se lavori come dipendente e non svolgi libera professione, non versi a Inarcassa. In alcuni casi versi alla Gestione Separata INPS (L. 335/1995, art. 2, comma 26). Verifica sempre l’obbligo con l’Ordine e con Inarcassa al primo incarico.
Contributi Inarcassa 2026: come funzionano, importi e regole
Contributo soggettivo: cos’è, base di calcolo e minimi
Il contributo soggettivo finanzia la tua pensione. Si calcola sul reddito professionale netto. Reddito netto significa compensi incassati meno costi deducibili legati all’attività.
Aliquota piena 2026: 14,50%. È previsto un minimo annuale di 2.750€. Se i calcoli danno meno del minimo, paghi comunque il minimo.
Sotto i 35 anni puoi chiedere la riduzione: 7,25% e minimi ridotti a un terzo (916€). La riduzione dura al massimo 5 anni complessivi. Devi rispettare le condizioni del Regolamento Inarcassa e presentare domanda nei tempi previsti.
Contributo integrativo: il 4% da indicare in fattura
Il contributo integrativo finanzia la cassa. È pari al 4% dei compensi lordi. Compensi lordi significa l’importo in fattura al netto di eventuali spese anticipate in nome e per conto del cliente.
Devi addebitarlo obbligatoriamente in fattura come “contributo integrativo 4% Inarcassa”. Esiste un minimo annuale: 835€ per il 2026. Se il 4% calcolato è inferiore, versi comunque 835€.
Il 4% aumenta il totale da pagare dal cliente, ma per te rappresenta un ricavo. In ordinario entra nel reddito. In forfettario entra nel calcolo dei ricavi. Organizza la fatturazione per non dimenticarlo.
Contributo di maternità: importo fisso
Il contributo di maternità sostiene le indennità per le iscritte. Importo 2026: 72€. La base normativa è nel D.Lgs. 151/2001 (tutela maternità e paternità) e nelle regole di Inarcassa.
L’importo può variare ogni anno con delibera della Cassa. Verifica sempre la comunicazione ufficiale Inarcassa per l’anno in corso.
Riduzioni under 35: requisiti e durata
La riduzione per i giovani professionisti richiede: iscrizione a Inarcassa, età inferiore a 35 anni, posizione regolare. Si chiede nei tempi e modi previsti dal Regolamento.
La durata massima è di 5 anni, anche non continuativi. Superato il limite, torni alle aliquote piene. La riduzione non si applica al contributo integrativo né al contributo maternità.
Acconti, saldo e dichiarazioni alla Cassa
Ogni anno presenti la dichiarazione reddituale e del volume d’affari a Inarcassa. Indichi reddito netto e compensi lordi incassati. La Cassa calcola conguagli e verifica dei minimi.
Le scadenze dei minimi, degli acconti e dei saldi sono fissate da Inarcassa con comunicazione annuale. Negli ultimi anni i minimi si versano in più rate durante l’anno, e il conguaglio dopo la dichiarazione. Controlla sempre il calendario ufficiale.
Imposte 2026: ordinario o forfettario per l’architetto
Reddito di lavoro autonomo: il principio di cassa
Il TUIR (D.P.R. 917/1986) prevede per i professionisti il principio di cassa. Traduzione semplice: paghi le tasse su ciò che incassi nel periodo, non sulla data della fattura.
In ordinario deduci i costi inerenti e i contributi previdenziali versati. Le ritenute d’acconto subite si scomputano dall’IRPEF dovuta. L’IVA segue il D.P.R. 633/1972, salvo esenzioni particolari.
IRPEF 2026: scaglioni e aliquote
Per il 2026, l’IRPEF applica tre scaglioni: 23% fino a 28.000€, 33% da 28.001€ a 50.000€, 43% oltre 50.000€. Queste misure risultano dalla manovra fiscale 2026 e dai provvedimenti attuativi pubblicati su Normattiva.
L’imponibile IRPEF si calcola così: ricavi incassati meno costi deducibili meno contributi previdenziali versati. Poi si applicano gli scaglioni e si scomputano detrazioni e ritenute.
Regime forfettario: aliquote e coefficiente architetti
Il regime forfettario è regolato dalla L. 190/2014, art. 1 commi 54-89, e successive modifiche. È un regime semplificato. Paga un’imposta sostitutiva al posto di IRPEF, addizionali e IRAP.
Per i professionisti (come gli architetti) il coefficiente di redditività è 78%. Significa che le imposte si calcolano sul 78% degli incassi. Dal risultato sottrai solo i contributi previdenziali versati.
Aliquote: 15% ordinaria. 5% per i primi 5 anni se rispetti le condizioni “start” (nessuna attività simile recente, ricavi sotto soglia, ecc.). Il limite ricavi annui è 85.000€, salvo aggiornamenti normativi.
Nel forfettario non applichi l’IVA in fattura, né ritenuta d’acconto. Restano dovuti i contributi Inarcassa (compreso il 4% integrativo in fattura).
Regola decisionale rapida
Come scegliere e cosa pagare, in 6 passaggi logici
1) Sei iscritto all’Albo e svolgi libera professione? Sì: valuta l’iscrizione a Inarcassa. No: verifica Gestione Separata INPS.
2) Hai meno di 35 anni e rispetti i requisiti? Sì: richiedi la riduzione Inarcassa (7,25% e minimi ridotti). No: applica aliquote piene.
3) Vuoi semplificazione contabile e ricavi entro 85.000€? Sì: valuta il forfettario (15% o 5%). No: resta in ordinario per dedurre i costi reali.
4) In fattura aggiungi sempre il 4% integrativo. Verifica che il totale annuo non scenda sotto il minimo di 835€.
5) Calcola l’acconto e il saldo delle imposte secondo il TUIR. Deduci i contributi previdenziali versati.
6) Rispetta il calendario: scadenze Inarcassa comunicate ogni anno; imposte con acconti e saldi come da norme su IRPEF e addizionali. Consulta Normattiva e le istruzioni del Ministero dell’Economia e del Ministero del Lavoro.
Esempi pratici 2026
Esempio 1: architetto under 35 in ordinario
Vittorio ha 30 anni. È in ordinario. Incassa 35.000€ e ha costi deducibili per 5.000€. Reddito netto: 30.000€.
Contributo soggettivo ridotto: 30.000€ x 7,25% = 2.175€ (maggiore del minimo ridotto 916€). Contributo integrativo: 35.000€ x 4% = 1.400€ (maggiore del minimo 835€). Contributo maternità: 72€.
Totale contributi: 2.175€ + 1.400€ + 72€ = 3.647€.
Base IRPEF: ricavi 35.000€ – costi 5.000€ – contributi 3.647€ = 26.353€. IRPEF 2026: 23% fino a 26.353€. Calcoli e detrazioni dipendono dalla posizione personale (familiari, detrazioni spese, ritenute subite).
Esempio 2: architetta in forfettario al 5%
Incassi 30.000€. Reddito forfettario: 30.000€ x 78% = 23.400€. Sottrai contributi versati l’anno prima: 5.000€. Imponibile: 18.400€.
Imposta sostitutiva 5%: 18.400€ x 5% = 920€. Oltre a questo versi i contributi Inarcassa del 2026 come da regole (soggettivo, integrativo, maternità).
Esempio 3: over 35 con reddito basso
Reddito netto 10.000€. Soggettivo pieno al 14,50% sarebbe 1.450€, ma il minimo 2.750€ prevale. Integrativo minimo: 835€ se il 4% risulta più basso. Maternità: 72€.
Totale contributi: 2.750€ + integrativo (almeno 835€) + 72€. Anche con redditi bassi devi rispettare i minimi.
Nota sulle fonti
Le regole IRPEF e forfettario sono nel TUIR (D.P.R. 917/1986) e nella L. 190/2014, con aggiornamenti nelle leggi di Bilancio e nei decreti attuativi pubblicati su Normattiva. Le regole sulla maternità sono nel D.Lgs. 151/2001. Le norme previdenziali delle casse professionali rimandano al D.Lgs. 509/1994 e al Regolamento Inarcassa. Le interpretazioni e le circolari tecniche arrivano anche dal Ministero del Lavoro.
Scadenze, adempimenti e controlli
Calendario tipico
Inarcassa pubblica ogni anno: scadenze dei minimi (in più rate), dichiarazione reddituale e di volume d’affari, calcolo del conguaglio e termini di pagamento. Tieni d’occhio l’area riservata.
Per le imposte: saldo e primo acconto a metà anno; secondo acconto in autunno. Le addizionali regionali e comunali seguono i termini IRPEF. Verifica sempre le istruzioni aggiornate dell’Agenzia delle Entrate e i testi su Normattiva.
Documenti da conservare
Fatture emesse e incassate, estratti conto, ricevute contributi Inarcassa, F24 imposte, dichiarazioni annuali. Un archivio ordinato riduce errori e sanzioni. In caso di controllo potrai dimostrare tutto con facilità.
| Scenario 2026 | Contributi dovuti | Requisiti chiave | Tempistiche e adempimenti |
|---|---|---|---|
| Under 35 iscritto a Inarcassa | Soggettivo 7,25% (minimo 916€); Integrativo 4% (minimo 835€); Maternità 72€ | Età < 35; domanda riduzione; posizione regolare; rispetto Regolamento Inarcassa | Dichiarazione redditi/compensi alla Cassa; versamenti minimi in rate; conguaglio dopo dichiarazione |
| Over 35 iscritto a Inarcassa | Soggettivo 14,50% (minimo 2.750€); Integrativo 4% (minimo 835€); Maternità 72€ | Iscrizione all’Albo e alla Cassa; attività autonoma | Stesse scadenze Inarcassa; attenzione al rispetto dei minimi annuali |
| Forfettario architetto | Contributi Inarcassa come sopra; Imposta sostitutiva 15% o 5% su base 78% | Ricavi entro 85.000€; assenza cause di esclusione; requisiti start per 5% | Nessuna IVA in fattura; addebito integrativo 4%; imposta sostitutiva con acconti/saldo |
| Non iscritto all’Albo (Gestione Separata) | Contributi INPS Gestione Separata su compensi; nessun Inarcassa | Mancata iscrizione all’Albo o incompatibilità; verifica obbligo INPS | Versamenti con F24 secondo scadenze IRPEF; comunicazioni INPS periodiche |
FAQ
Come si calcola il contributo soggettivo se ho incassi ma anche rimborsi spese in fattura?
Il contributo soggettivo si calcola sul reddito professionale netto. Parti dagli incassi. Togli i costi deducibili inerenti all’attività. I rimborsi spese “anticipati in nome e per conto” del cliente, con documenti intestati al cliente, non sono ricavo. Non entrano nel reddito. I rimborsi forfettari o spese che hai sostenuto tu e ribaltato al cliente sono ricavi. Entrano nel reddito. Applica poi l’aliquota: 14,50% (o 7,25% se under 35 con riduzione). Se il risultato è inferiore al minimo, versi comunque il minimo previsto per il 2026. Il riferimento è nel TUIR per la definizione di reddito di lavoro autonomo e nel Regolamento di Previdenza Inarcassa per le basi contributive.
Il 4% integrativo è un costo o un ricavo? E come lo tratto in forfettario?
Il 4% integrativo è un importo che addebiti al cliente e incassi tu. Per te è un ricavo professionale, non un costo. In ordinario entra nel reddito e segue le regole IRPEF. In forfettario rientra nei ricavi su cui applichi il coefficiente 78%. Ricorda che l’integrativo ha un minimo annuale di 835€ nel 2026. Se il 4% dei compensi lordi è inferiore, versi comunque il minimo. L’obbligo di esporre il 4% in fattura deriva dal Regolamento Inarcassa. La gestione fiscale dei ricavi segue il TUIR e, per il forfettario, la L. 190/2014.
Posso dedurre i contributi Inarcassa dalle imposte? In quale momento?
Sì. I contributi previdenziali obbligatori sono deducibili dal reddito complessivo. Li sottrai prima di calcolare l’IRPEF. Vale sia in ordinario sia in forfettario. In ordinario deduci anche eventuali contributi volontari o di riscatto previsti dal Regolamento. La deduzione avviene in base al principio di cassa: deduci nell’anno in cui li paghi. La base normativa è nel TUIR (D.P.R. 917/1986), che disciplina le deduzioni per oneri previdenziali.
Se passo da forfettario a ordinario (o viceversa) cosa cambia per contributi e scadenze?
I contributi Inarcassa non dipendono dal regime fiscale. Restano dovuti con le stesse aliquote e minimi. Cambiano invece le imposte. In ordinario applichi IRPEF a scaglioni, IVA e ritenute. In forfettario paghi l’imposta sostitutiva e non applichi IVA né ritenute. Il cambio di regime incide sul modo di calcolare l’imponibile e sugli adempimenti (registri IVA, ritenute, dichiarazioni). Le scadenze Inarcassa seguono comunque il calendario della Cassa. Le imposte seguono i termini IRPEF fissati dalle norme vigenti e richiamate su Normattiva. Prima del passaggio valuta i pro e i contro con un consulente, considerando ricavi attesi, costi e contributi deducibili.
Quando scatta l’IRAP per un architetto e come si coordina con Inarcassa?
L’IRAP colpisce l’attività autonomamente organizzata. Per un professionista singolo spesso non si applica, perché manca un’autonoma organizzazione. Ma dipende dai fatti: personale dipendente, uffici strutturati, capitali rilevanti possono farla scattare. La giurisprudenza di Cassazione ha chiarito vari criteri nel tempo. Se versi l’IRAP, questa è imposta autonoma e si somma a IRPEF o imposta sostitutiva. Inarcassa resta dovuta a prescindere. L’IRAP non sostituisce i contributi previdenziali. Per la valutazione concreta serve un’analisi della tua struttura. Consulta le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate e i riferimenti su Normattiva. Per evitare errori, verifica con il commercialista sulla base dei tuoi mezzi, dei contratti e dell’organizzazione reale.
