Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Una guida turistica paga imposte diverse in base al regime fiscale scelto: ordinario IRPEF a scaglioni o forfettario con imposta sostitutiva 15% (5% start-up). I contributi INPS incidono sul calcolo.
- Regime ordinario: IRPEF a scaglioni (23%, 33%, 43%), addizionali e detrazioni. Reddito calcolato per cassa ai sensi del TUIR.
- Regime forfettario: imposta sostitutiva 15% o 5% per 5 anni. Base imponibile = ricavi x coefficiente 67% meno contributi.
- Contributi: in assenza di Cassa dedicata, si applica la Gestione Separata INPS. Aliquota definita da circolare INPS annuale.
Quadro generale: come tassare l’attività di guida turistica
Una guida turistica con Partita IVA rientra di solito tra i lavoratori autonomi senza Cassa professionale. Quindi versa i contributi alla Gestione Separata INPS. La tassazione dipende dal regime fiscale.
Due regimi in pratica: ordinario o forfettario. Nel regime ordinario paghi l’IRPEF progressiva, le addizionali e, se applicabile, l’IVA. Nel forfettario paghi un’unica imposta sostitutiva al 15% o al 5% se start-up.
Le norme di base sono nel TUIR (DPR 917/1986) per IRPEF e redditi di lavoro autonomo, nel DPR 633/1972 per l’IVA e nella Legge 190/2014 per il regime forfettario, con modifiche successive. Trovi i testi su Normattiva. Le aliquote contributive sono comunicate ogni anno dall’INPS con apposita circolare.
Fonti normative da conoscere
TUIR (DPR 917/1986): definisce reddito di lavoro autonomo e principio di cassa. DPR 633/1972: regole IVA e aliquote. DPR 600/1973 art. 25: ritenuta d’acconto per prestazioni professionali.
Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89 e successive modifiche: disciplina del regime forfettario, soglie, coefficienti, cause ostative. Circolari INPS annuali: aliquote Gestione Separata. Ministero del Lavoro e Ministero dell’Economia pubblicano note applicative.
Regime ordinario per guide turistiche
Nel regime ordinario il reddito imponibile si calcola per cassa. Significa che consideri i compensi incassati nell’anno e sottrai i costi pagati e i contributi previdenziali versati. La base che resta è l’imponibile IRPEF.
Scaglioni IRPEF 2026: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.000,01 a 50.000 euro; 43% oltre 50.000,01 euro. Si aggiungono addizionali regionali e comunali secondo le delibere locali. Le detrazioni per lavoro autonomo riducono l’imposta lorda secondo il TUIR.
IVA: la prestazione di guida turistica è ordinariamente imponibile IVA 22%. Non rientri nel regime speciale agenzie di viaggio (art. 74-ter) se operi come guida autonoma. Applichi ritenuta d’acconto del 20% se il cliente è sostituto d’imposta, secondo DPR 600/1973 art. 25.
Esempio numerico (ordinario)
Incassi: 30.000 euro. Costi pagati: 2.000 euro. Contributi versati: 5.000 euro. Reddito imponibile IRPEF: 23.000 euro. IRPEF lorda: 23% su 23.000 = 5.290 euro. Poi applichi detrazioni e addizionali. Il calcolo effettivo varia per regione, comune e detrazioni spettanti.
Regime forfettario per guide turistiche
Il regime forfettario è disciplinato dalla Legge 190/2014. Soglia ricavi: fino a 85.000 euro annui. Superare 100.000 euro comporta uscita immediata nell’anno di superamento. Verifica sempre le cause ostative (rapporti di lavoro dipendente prevalente, partecipazioni in società, attività in continuità).
La base imponibile si ottiene con il coefficiente di redditività. Per guide turistiche (ATECO 79.90.20) si usa il 67%. Significa che il fisco presume costi pari al 33%. La base su cui calcoli imposta e contributi è il 67% dei ricavi.
L’imposta sostitutiva è il 15%. Se rispetti i requisiti start-up (nessuna attività nei tre anni precedenti, non prosecuzione della stessa attività di un datore di lavoro recente, ulteriori condizioni previste dalla legge) paghi il 5% per i primi 5 anni.
Contributi e imposta: come si incastrano
Per la Gestione Separata INPS la base previdenziale è il reddito forfettario (ricavi x 67%). L’aliquota esatta viene fissata ogni anno da INPS con una circolare. A titolo operativo, molti professionisti senza altra tutela applicano un’aliquota intorno al 26-27%.
La sequenza di calcolo tipica: 1) calcoli il reddito forfettario (ricavi x 67%); 2) calcoli i contributi INPS su quel reddito; 3) sottrai i contributi dal reddito forfettario; 4) applichi l’imposta sostitutiva (15% o 5%).
Esempio numerico (forfettario)
Ricavi: 40.000 euro. Reddito forfettario: 26.800 euro (40.000 x 67%). Contributi ipotizzati al 26,23%: 7.030, – arrotondamenti esclusi. Base per imposta: 26.800 – 7.030 = 19.770 euro. Imposta al 15%: 2.965,5 euro. Totale oneri stimati: contributi + imposta = circa 9.996 euro. Se start-up al 5%, l’imposta scende a circa 988,5 euro.
Nel forfettario non addebiti IVA e non subisci ritenuta d’acconto. Devi apporre l’imposta di bollo da 2 euro in fattura per importi superiori a 77,47 euro. La fattura elettronica è obbligatoria per tutti i forfettari.
Occasionale, ritenute e soglie: alternativa senza Partita IVA
Se svolgi l’attività in modo episodico e non abituale, puoi usare la prestazione occasionale. Il committente applica la ritenuta d’acconto del 20% sul compenso lordo. Oltre 5.000 euro annui di compensi, scattano i contributi Gestione Separata per la parte eccedente, con ripartizione tra committente e prestatore secondo le regole vigenti.
La prestazione occasionale non è una soluzione stabile per chi lavora tutto l’anno come guida. Se l’attività è abituale, serve la Partita IVA. Le definizioni di abitualità derivano da prassi e giurisprudenza e vanno valutate caso per caso.
Regola decisionale rapida
Quando conviene il forfettario
Scegli il forfettario se i tuoi costi reali sono bassi rispetto ai ricavi. Con coefficiente 67% il fisco ti “riconosce” costi al 33% anche se non li sostieni. Conviene anche se lavori con clienti che applicherebbero la ritenuta: nel forfettario non si applica.
Quando conviene l’ordinario
Valuta l’ordinario se hai molte spese deducibili documentate (viaggi, attrezzature, marketing, servizi). Se le spese vere superano il 33% dei ricavi, il regime ordinario può ridurre la base imponibile. Conviene anche se sfrutti a pieno detrazioni e deduzioni specifiche.
Nessi logici per decidere
Se ricavi annui stimati sotto 85.000 euro e spese reali inferiori al 33% dei ricavi, allora forfettario. Se spese reali superiori al 33% o necessità di detrarre IVA su acquisti importanti, allora ordinario. Se lavori episodicamente e non in modo abituale, valuta prestazione occasionale entro soglie e obblighi.
Aspetti operativi da non trascurare
Codice ATECO e inquadramento previdenziale
Per le guide turistiche il codice ATECO più usato è 79.90.20. In mancanza di cassa professionale di settore, versi in Gestione Separata INPS. Controlla ogni anno la circolare INPS per aliquote, minimali e massimali contributivi.
Fatturazione, ritenute e bollo
Regime ordinario: fattura con IVA 22% se il cliente è privato o soggetto passivo. Se il cliente è sostituto d’imposta, applica ritenuta d’acconto 20%. Regime forfettario: nessuna IVA, nessuna ritenuta. Inserisci in fattura la dicitura di esclusione e l’imposta di bollo quando dovuta.
IRPEF 2026 e addizionali
Gli scaglioni 2026 prevedono tre aliquote: 23%, 33% e 43%. Le addizionali regionali e comunali si sommano all’IRPEF statale. Verifica ogni anno le delibere locali e le eventuali detrazioni per lavoro autonomo nel TUIR.
Requisiti e cause ostative del forfettario
La normativa forfettaria prevede requisiti oggettivi e soggettivi. Attenzione a: partecipazioni in società, rapporti di lavoro dipendente prevalenti, attività in continuità con datore di lavoro recente. Se scatti oltre 100.000 euro, esci dal regime nell’anno.
Fonti istituzionali per verifiche
Consulta il portale Normattiva per TUIR, DPR IVA e Legge 190/2014. Verifica la Circolare INPS sulle aliquote della Gestione Separata. Le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero del Lavoro chiariscono gli adempimenti.
| Scenario | Requisiti principali | Base imponibile e aliquote | Tempistiche e adempimenti |
|---|---|---|---|
| Regime forfettario (standard) | Ricavi fino a 85.000 euro; assenza cause ostative | Base = ricavi x 67%; imposta 15%; contributi Gestione Separata su base forfettaria | Imposta sostitutiva in dichiarazione; versamenti saldo/acconti a giugno/novembre; e-fattura e bollo |
| Regime forfettario (start-up 5 anni) | Requisiti avvio: nessuna attività simile nei 3 anni, non prosecuzione da datore recente | Base = ricavi x 67%; imposta 5%; contributi come sopra | Stesse scadenze; monitoraggio requisiti annuale; uscita immediata se ricavi > 100.000 euro |
| Regime ordinario | Nessuna soglia ricavi; obblighi contabili completi | Base = incassi – costi – contributi; IRPEF 23%/33%/43% + addizionali; IVA 22% | Liquidazioni IVA periodiche; ritenute 20% da sostituti; dichiarazione dei redditi e acconti |
| Prestazione occasionale | Attività episodica e non abituale; senza Partita IVA | Ritenuta d’acconto 20% sul compenso; contributi GS oltre 5.000 euro annui | Ricevuta con ritenuta; comunicazioni e versamenti a cura del committente; non continuativa |
FAQ
1) Nel regime forfettario pago contributi INPS sul ricavo o sul reddito forfettario al 67%?
Paghi i contributi sul reddito forfettario, cioè sui ricavi moltiplicati per il coefficiente 67%. Questo reddito è la base previdenziale. L’INPS pubblica ogni anno una circolare con l’aliquota e i minimali/massimali. Dopo aver calcolato i contributi, li sottrai dalla stessa base per determinare l’imponibile su cui applichi l’imposta sostitutiva (15% o 5%). Questa sequenza evita di tassare due volte la stessa quota. Ricorda che il coefficiente 67% incorpora i costi presunti. Se le tue spese reali sono molto diverse, valuta se il regime ordinario risulti più conveniente.
2) Sono guida turistica e compro attrezzatura costosa: nel forfettario posso dedurre il costo e detrarre l’IVA?
No. Nel forfettario i costi analitici non contano ai fini delle imposte, perché si usa il coefficiente di redditività. Inoltre non detrai l’IVA sugli acquisti. Puoi però dedurre i soli contributi previdenziali effettivamente versati. Se prevedi investimenti importanti con IVA rilevante e ammortamenti, il regime ordinario può essere più adatto, perché consente sia la deduzione dei costi sia la detrazione dell’IVA. Valuta il piano acquisti su più anni per confrontare con precisione l’effetto fiscale complessivo.
3) Nel regime ordinario come funzionano le ritenute d’acconto quando fatturo a un’agenzia?
Se l’agenzia è sostituto d’imposta, applica la ritenuta d’acconto del 20% sul compenso imponibile (al netto dell’IVA, se dovuta). La ritenuta riduce l’IRPEF da versare in dichiarazione perché risulta come credito d’imposta. Devi indicare correttamente in fattura la base soggetta a ritenuta e l’IVA. Per i privati consumatori non si applica la ritenuta. Ricorda che le ritenute si sommano lungo l’anno e incidono sugli acconti IRPEF di giugno e novembre, calcolati con metodo storico o previsionale secondo il TUIR e le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.
4) Cosa succede se supero 85.000 euro nel forfettario? E se arrivo oltre 100.000 euro?
Se superi 85.000 euro ma resti entro 100.000 euro, esci dal forfettario dall’anno successivo e per quell’anno resti in forfettario. Se superi 100.000 euro, la fuoriuscita è immediata dall’anno in corso. In tal caso l’IVA si applica dal momento del superamento, con effetti pratici su fatturazione, registri e liquidazioni. Le regole derivano dalla Legge 190/2014 e successive modifiche. Tieni un controllo mensile dei ricavi per prevenire sorprese a fine anno. Aggiorna anche le impostazioni del tuo sistema di fatturazione quando scatta l’uscita, per evitare errori su IVA e bollo.
5) Come si calcolano acconti e saldi per imposte e contributi da guida turistica?
Per IRPEF o imposta sostitutiva versi saldo dell’anno precedente e acconti per l’anno in corso. L’acconto si calcola di norma col metodo storico, applicando una percentuale all’imposta dell’anno prima (divisa in due rate: 40% a giugno/luglio e 60% a novembre). Puoi usare il metodo previsionale se prevedi un reddito più basso. I contributi Gestione Separata seguono logiche simili: saldo e acconti sulla base del reddito dichiarato. Le scadenze cadono con i versamenti F24 di giugno e novembre, salvo proroghe della Legge di Bilancio. Controlla sempre le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate e le circolari INPS pubblicate ogni anno.
