Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Un make-up artist paga le imposte in base al regime: forfettario (imposta sostitutiva 15% o 5%) o ordinario (IRPEF a scaglioni 23%–33%–43%), con contributi INPS variabili per gestione di appartenenza.
- IRPEF 2026 in ordinario: scaglioni al 23%, 33% e 43% sul reddito imponibile al netto dei contributi.
- Forfettario: coefficiente di redditività 67% per i servizi estetici/artistici affini; imposta sostitutiva 15% o 5% start-up.
- Contributi: Gestione Separata INPS per professionisti senza albo; Artigiani/Commercianti per attività artigianali con laboratorio/negozio.
Chi è il make-up artist ai fini fiscali
Con make-up artist intendiamo chi offre servizi di trucco per eventi, moda, cinema, TV, set fotografici o privati. Può operare come professionista senza albo o come impresa artigiana se dispone di laboratorio, poltrone, assistenti.
Il codice ATECO varia. Molti freelance usano codici collegati ai servizi estetici o di supporto artistico. La scelta incide su gestione INPS, adempimenti e studi di settore/ISA.
Due scenari ricorrenti:
- Professionista senza albo: iscrizione alla Gestione Separata INPS, contabilità da lavoratore autonomo, principio di cassa (incassi–pagamenti).
- Impresa artigiana/estetica: iscrizione alla Gestione Artigiani/Commercianti INPS, spesso con locali e attrezzature, eventuali collaboratori.
Regime ordinario: IRPEF, IVA e deduzioni
Come si calcola l’imponibile IRPEF
In ordinario paghi l’IRPEF sugli utili effettivi. L’imponibile è ricavi meno costi inerenti meno contributi previdenziali pagati nell’anno.
Per professionisti si applica il principio di cassa. Significa che contano gli incassi effettivi e i pagamenti eseguiti nell’anno. Il riferimento è il TUIR (DPR 917/1986), art. 54.
Per imprese minori si usa il regime di cassa per cassa. Anche qui contano entrate e uscite dell’anno, ai sensi del TUIR e della normativa sulla contabilità semplificata.
Aliquote IRPEF 2026 e addizionali
Nel 2026 gli scaglioni sono al 23%, 33% e 43%. Le aliquote si applicano per fasce progressive di reddito. Le addizionali regionali e comunali si sommano e variano in base al domicilio fiscale.
L’IRAP non si applica alle persone fisiche esercenti attività d’impresa o lavoro autonomo. L’esclusione deriva dalla riforma avviata con la normativa statale sul tributo regionale (abolizione per PF).
Esempio numerico in ordinario
Incassi 35.000 euro, costi 7.000 euro, contributi 5.000 euro. Imponibile: 35.000 – 7.000 – 5.000 = 23.000 euro. IRPEF: 23.000 x 23% = 5.290 euro. A parte calcolerai le addizionali.
Netto post IRPEF: 23.000 – 5.290 = 17.710 euro, al lordo però delle addizionali.
IVA e ritenute in ordinario
Devi applicare l’IVA in fattura, versarla allo Stato e detrarre l’IVA sugli acquisti. La base normativa è il DPR 633/1972. Le liquidazioni possono essere mensili o trimestrali.
Se fatturi a sostituti d’imposta come agenzie o aziende, subisci ritenuta d’acconto del 20% sui compensi, ai sensi del DPR 600/1973, art. 25. In fattura indichi la ritenuta.
Regime forfettario: come funziona per il make-up artist
Requisiti di accesso e limiti
Il forfettario si applica se i ricavi non superano 85.000 euro. Esistono cause di esclusione, ad esempio partecipazioni in società o rapporti di lavoro prevalenti con il vecchio datore.
Il quadro normativo è nella Legge 190/2014, commi 54–89, e successive modifiche. La soglia a 85.000 euro è stata introdotta dalla legge di bilancio che ha aggiornato il regime semplificato.
Coefficiente di redditività e imposta
Per i servizi tipici del make-up artist il coefficiente di redditività è 67%. Questo valore fissa la quota di incassi su cui si calcolano imposte e contributi. Il resto è costo forfettario.
L’imposta sostitutiva è 15%. Si riduce al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti start-up previsti dalla Legge 190/2014 (nuova attività, assenza di precedenti attività simili, limiti di reddito/lavoro dipendente).
Contributi e deduzione nel forfettario
I contributi previdenziali si deducono dall’imponibile prima di applicare l’imposta. Questo vale per Gestione Separata e per Artigiani/Commercianti. La base è la normativa INPS (Legge 335/1995 e Legge 662/1996).
Non applichi IVA in fattura e non detrai l’IVA sugli acquisti. Scrivi l’annotazione di esonero IVA in fattura, come previsto dalla Legge 190/2014. Se la fattura supera 77,47 euro, applichi marca da bollo da 2 euro.
Esempio numerico in forfettario
Incassi 40.000 euro. Reddito forfettario: 40.000 x 67% = 26.800 euro. Contributi pagati nell’anno precedente: 4.000 euro. Imponibile imposta: 26.800 – 4.000 = 22.800 euro.
Imposta 15%: 22.800 x 15% = 3.420 euro. Se start-up 5%: 22.800 x 5% = 1.140 euro. Non ci sono ritenute d’acconto né IVA.
Contributi INPS: quale gestione scegliere
Professionista senza albo: Gestione Separata
Se lavori come autonomo senza laboratorio, spesso rientri nella Gestione Separata INPS. L’aliquota varia ogni anno con circolari INPS. La base è la Legge 335/1995.
Contributi calcolati sul reddito imponibile previdenziale, di norma coincidente con il reddito fiscale in ordinario o con la quota forfettaria nel forfettario.
Attività artigiana/commerciale: Gestione Artigiani o Commercianti
Se hai un laboratorio, un salone o dipendenti, potresti essere artigiano o commerciante. Paghi contributi fissi minimi ogni anno più una percentuale sul reddito eccedente il minimale.
La disciplina è nella Legge 662/1996 e in circolari INPS annuali. Le aliquote e i minimali cambiano ogni anno. In forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi se ammessa.
Fatturazione elettronica, incassi e IVA
Fattura elettronica
La fatturazione elettronica è obbligatoria per quasi tutti, anche in forfettario. La base giuridica è il DLgs 127/2015 e i provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Indica sempre la descrizione del servizio, data, imponibile, eventuale ritenuta, natura IVA corretta e bollo se dovuto. Conserva digitalmente come previsto dal CAD e regole AgID.
Operazioni con l’estero
UE: in ordinario, se fatturi servizi a soggetti passivi UE, può applicarsi il reverse charge con IVA del committente. In forfettario, indichi che l’operazione non è soggetta a IVA in Italia con rinvio normativo.
Extra-UE: le prestazioni di servizi seguono regole territoriali del DPR 633/1972. Spesso sono fuori campo IVA in Italia se il committente è estero e soggetto passivo. Valuta il modello per operazioni transfrontaliere.
Scadenze e adempimenti
Dichiarazioni e versamenti
Redditi PF: presenti la dichiarazione annuale e versi saldo e acconti di imposta. Gli acconti si pagano di norma in due rate durante l’anno successivo, salvo diverse disposizioni annuali.
IVA in ordinario: liquidazioni mensili o trimestrali, comunicazioni periodiche e dichiarazione annuale IVA. Versamenti con F24 nei termini previsti, con eventuali interessi per i trimestrali.
INPS: saldo e acconti su scadenze INPS o insieme alle imposte, secondo la gestione di appartenenza. Le percentuali e i minimali sono indicati ogni anno nelle circolari INPS.
Regola decisionale rapida
Come scegliere il regime in 4 passaggi logici
- Ricavi attesi. Se stai sotto 85.000 euro, il forfettario è possibile. Se superi 85.000 euro, vai in ordinario.
- Costi reali. Se i costi sono bassi, il forfettario conviene perché tassazione sul 67% degli incassi. Se i costi sono alti, l’ordinario può ridurre l’imponibile.
- Investimenti e IVA. Se compri molto e vuoi recuperare l’IVA, l’ordinario è utile. Se lavori a basso costo e con privati, il forfettario semplifica.
- Previdenza. Se hai gestione con contributi fissi elevati, verifica l’effetto sul reddito. In Gestione Separata paghi percentuali senza minimali.
Fonti normative di riferimento
TUIR (DPR 917/1986) per il calcolo del reddito di lavoro autonomo e d’impresa, consultabile su Normattiva.
DPR 633/1972 per l’IVA, territorialità e operazioni con l’estero, consultabile su Normattiva.
Legge 190/2014, commi 54–89, e successive modifiche, per il regime forfettario e l’imposta sostitutiva.
DPR 600/1973, art. 25, per le ritenute d’acconto sui compensi dei professionisti.
Legge 335/1995 e Legge 662/1996 per le contribuzioni INPS di Gestione Separata e Artigiani/Commercianti; circolari INPS annuali.
Provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate e DLgs 127/2015 per la fatturazione elettronica e la conservazione digitale.
| Scenario | Requisiti/limiti | Imposte 2026 | Contributi INPS | Adempimenti/tempi |
|---|---|---|---|---|
| Forfettario – Professionista (Gestione Separata) | Ricavi fino a 85.000 euro; nessuna causa di esclusione; attività senza laboratorio | Imposta sostitutiva 15% (5% start-up) su incassi x 67% meno contributi | Aliquota percentuale su reddito forfettario; deducibili dal reddito prima dell’imposta | Fattura elettronica senza IVA; bollo da 2 euro; saldo e acconti imposta e INPS nelle scadenze fiscali |
| Forfettario – Artigiano/Commerciante | Ricavi fino a 85.000 euro; attività con laboratorio/negozio; possibile riduzione contributi 35% se prevista | Imposta sostitutiva 15% (5% start-up) su incassi x 67% meno contributi | Contributi fissi minimi + percentuale sull’eccedenza; riducibili se ammesso | Iscrizione INPS gestione di categoria; versamenti trimestrali INPS; e-fattura senza IVA; scadenze annuali imposte |
| Ordinario – Professionista | Nessun limite ricavi; utile se costi elevati o IVA da recuperare | IRPEF a scaglioni 23%–33%–43% su reddito (ricavi–costi–contributi) + addizionali | Gestione Separata su reddito fiscale; deducibili dal reddito | IVA con liquidazioni periodiche; ritenute d’acconto in entrata; Redditi PF e IVA annuale; acconti/saldi |
| Ordinario – Impresa artigiana/estetica | Attività con struttura; possibile personale; investimenti e magazzino | IRPEF a scaglioni 23%–33%–43% + addizionali; eventuale semplificata per cassa | Artigiani/Commercianti: minimali + percentuali; deducibili | IVA periodica; registri IVA; adempimenti d’impresa; versamenti IMU/TARI se dovuti |
FAQ
Meglio forfettario o ordinario per un make-up artist itinerante con incassi di 30.000 euro e costi minimi?
Se i tuoi costi reali sono bassi, il forfettario tende a convenire. Tassazione e contributi si calcolano su una quota forfettaria del 67% degli incassi, mentre il restante 33% è considerato costo figurativo. Non applichi IVA e non subisci ritenute se rilasci la dichiarazione al committente. Paghi l’imposta sostitutiva al 15% o al 5% se rispetti i requisiti start-up previsti dalla Legge 190/2014. Con 30.000 euro incassati, il reddito forfettario lordo è 20.100 euro. Deduci i contributi pagati e applichi l’aliquota. L’ordinario potrebbe diventare competitivo solo se avessi costi deducibili alti, come attrezzature costose, viaggi frequenti, personale o spese stabili per location, e se potessi recuperare molta IVA sugli acquisti. Valuta anche le addizionali regionali e comunali, che in ordinario si sommano all’IRPEF.
Come funzionano acconti e saldo dell’imposta nel forfettario e in ordinario?
In entrambi i regimi versi un saldo per l’anno precedente e acconti per l’anno in corso. Il meccanismo è quello ordinario dell’IRPEF e delle imposte sostitutive: l’acconto si basa sull’imposta dovuta l’anno prima, con riparto in rate secondo le scadenze fissate di anno in anno dal calendario fiscale. In forfettario l’acconto riguarda l’imposta sostitutiva; in ordinario riguarda l’IRPEF. I contributi INPS seguono logiche analoghe: saldo su quanto dovuto per l’anno chiuso e acconti per l’anno corrente. Le scadenze sono comunicate annualmente dall’Agenzia delle Entrate e dall’INPS. Puoi rateizzare entro l’anno con piccoli interessi, se previsto. Ricorda che le ritenute d’acconto subite in ordinario riducono il saldo IRPEF da versare.
Se lavoro per produzioni TV e aziende, come gestisco ritenute e IVA?
In ordinario, quando fatturi a sostituti d’imposta come produzioni TV o agenzie, applichi la ritenuta d’acconto del 20% sui compensi, secondo il DPR 600/1973, art. 25. Indichi imponibile, ritenuta, IVA e totale. L’azienda versa la ritenuta e ti rilascia la certificazione unica. Per l’IVA applichi l’aliquota ordinaria se il servizio è territorialmente rilevante in Italia ai sensi del DPR 633/1972. Se la controparte è un soggetto passivo UE, spesso si applica il meccanismo del reverse charge con IVA assolta dal committente all’estero, e tu emetti fattura fuori campo o non imponibile con corretta dicitura. In forfettario non applichi IVA e non subisci ritenute, a condizione di consegnare al committente la dichiarazione di esonero da ritenuta prevista dalla Legge 190/2014.
Nel forfettario posso “scaricare” attrezzature, viaggi, corsi e make-up consumabili?
No, nel forfettario non deduci i costi analitici. La quota del 33% degli incassi li rappresenta in modo forfettario. Puoi però dedurre integralmente i contributi previdenziali. Se prevedi investimenti importanti o molte spese recurrenti, valuta l’ordinario: lì deduci i costi effettivi e recuperi l’IVA sugli acquisti se inerenti e documentati. Attenzione alla coerenza: un’attrezzatura è deducibile solo se serve all’attività. Per i beni strumentali costosi, in ordinario si applicano ammortamenti secondo i coefficienti ministeriali. Ricorda che in forfettario la semplificazione fiscale riduce burocrazia, ma può penalizzare chi ha costi elevati.
Come fatturo a clienti esteri privati o aziende UE/extra-UE senza errori?
Clienti privati UE: in ordinario applichi l’IVA italiana se la prestazione è territorialmente rilevante in Italia. In forfettario emetti fattura senza IVA con annotazione del regime. Clienti aziende UE: per servizi B2B si applica in genere la regola generale del luogo del committente. In ordinario emetti fattura senza IVA con inversione contabile; in forfettario annoti l’operazione fuori campo o non imponibile secondo l’articolo applicabile del DPR 633/1972. Clienti extra-UE: spesso la prestazione è fuori campo IVA in Italia se il committente è soggetto passivo non stabilito. Conserva prove della controparte estera e della natura del servizio. Valuta gli obblighi di comunicazione per operazioni transfrontaliere previsti dall’Agenzia delle Entrate. In ogni caso usa la fatturazione elettronica dove obbligatoria e applica correttamente il bollo per le fatture senza IVA sopra 77,47 euro.
