Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
Un medico con Partita IVA sceglie tra regime forfettario (coefficiente 78%, imposta sostitutiva 15% o 5%) e regime ordinario (IRPEF a scaglioni), con prestazioni sanitarie generalmente esenti IVA.
- Forfettario medici: coefficiente di redditività 78%, imposta sostitutiva 15% (o 5% start-up), soglia 85.000 euro e uscita immediata oltre 100.000 euro.
- Ordinario: IRPEF a scaglioni 2026, principio di cassa, deduzione contributi ENPAM e costi, ritenuta d’acconto 20% verso sostituti.
- IVA: prestazioni sanitarie esenti ex art. 10, n. 18, DPR 633/1972; eccezioni per attività non terapeutiche (es. perizie, certificazioni non sanitarie).
Panoramica fiscale per i medici nel 2026
Un medico libero professionista con Partita IVA può aderire al regime forfettario o al regime ordinario. La scelta incide su imposte, adempimenti e pianificazione.
Nel forfettario paghi un’imposta sostitutiva fissa. Nel regime ordinario applichi l’IRPEF per scaglioni, aggiungi le addizionali e puoi dedurre tutti i costi inerenti.
Le prestazioni sanitarie rese al paziente sono, in generale, esenti IVA. La base giuridica è l’articolo 10, numero 18, del DPR 633/1972 (testo su Normattiva).
Regime forfettario per medici
Requisiti, soglie e cause di esclusione
Il regime forfettario è regolato dalla Legge 190/2014, articolo 1, commi 54-89 (Normattiva), con modifiche successive (Leggi di Bilancio e DL collegati). Nel 2026 restano centrali:
- Soglia di accesso e permanenza: ricavi/compensi fino a 85.000 euro annui.
- Uscita immediata: se superi 100.000 euro nell’anno, esci dal regime dal mese del superamento.
- Cause di esclusione tipiche: partecipazione in società di persone/associazioni professionali; controllo diretto o indiretto di SRL che esercita attività riconducibili alla tua; applicazione di regimi IVA speciali; non residenti fuori UE/SEE salvo eccezioni previste.
Per i medici il coefficiente di redditività è 78%. Significa che il 78% degli incassi è considerato reddito imponibile lordo “forfettario”. Il 22% è una spesa figurativa.
Imposta sostitutiva, contributi e regole di calcolo
L’imposta sostitutiva è pari al 15%. Puoi avere l’aliquota al 5% per i primi 5 anni se rispetti le condizioni “start-up” dell’art. 1, comma 65, Legge 190/2014 (nuova attività, non prosecuzione di precedente attività, altri vincoli specifici).
Principio di cassa: nel forfettario contano gli incassi ricevuti nell’anno (non le fatture emesse ma non incassate). È una regola pratica: tiri le somme di ciò che è entrato sul conto.
I contributi previdenziali obbligatori (ENPAM) si deducono sempre prima di calcolare l’imposta. Questo abbassa l’imponibile fiscale. L’imposta sostitutiva sostituisce IRPEF e addizionali. L’IRAP non è dovuta dal professionista persona fisica (abolizione generalizzata per persone fisiche introdotta a partire dal 2022).
Esempio completo in regime forfettario
Incassi annui: 60.000 euro. Coefficiente medico: 78%. Contributi ENPAM versati l’anno precedente: 4.000 euro.
Reddito imponibile lordo: 60.000 x 78% = 46.800 euro. Reddito imponibile netto: 46.800 – 4.000 = 42.800 euro.
Imposta sostitutiva 15%: 42.800 x 15% = 6.420 euro. Con aliquota start-up 5%: 42.800 x 5% = 2.140 euro.
Versamenti imposta: saldo e primo acconto entro il 30 giugno; secondo acconto entro il 30 novembre, salvo proroghe MEF. Riferimenti generali alle scadenze nel DPR 435/2001 e nei provvedimenti annuali dell’Agenzia delle Entrate e del MEF.
Fatturazione, bollo, ritenute nel forfettario
Nel forfettario non applichi IVA né ritenuta d’acconto sulle fatture (dicitura di legge in fattura prevista dalla Legge 190/2014). Applichi la marca da bollo da 2 euro sulle fatture di importo superiore a 77,47 euro.
Se richiesto dal tuo regolamento previdenziale, valuta l’indicazione del contributo integrativo ENPAM in fattura secondo le regole della Cassa (verifica il Regolamento ENPAM per aliquota e modalità).
Regime ordinario per medici
Base imponibile e principio di cassa
Nel regime ordinario il reddito di lavoro autonomo si calcola con il principio di cassa (art. 54 del TUIR, DPR 917/1986, su Normattiva). Rilevano compensi incassati e costi effettivamente pagati.
Reddito imponibile = ricavi incassati – costi deducibili – contributi previdenziali obbligatori (ENPAM). I costi deducibili sono quelli inerenti e documentati: studio, segreteria, attrezzature, assicurazioni, aggiornamento, ecc.
Le addizionali regionali e comunali IRPEF si sommano all’imposta nazionale. Dipendono dal luogo di domicilio fiscale.
Aliquote IRPEF a scaglioni 2026 e ritenute
Nel 2026 l’IRPEF si applica per scaglioni progressivi. Consulta la Legge di Bilancio vigente e i testi su Normattiva per gli scaglioni ufficiali e aggiornati, oltre alle circolari dell’Agenzia delle Entrate.
In via operativa, applichi le aliquote per fasce di reddito. Su una quota paghi l’aliquota del primo scaglione, sulla parte successiva quella del secondo, e così via. Poi aggiungi le addizionali.
Ritenuta d’acconto: se fatturi a sostituti d’imposta (es. cliniche, società, enti), questi trattengono in genere il 20% a titolo di ritenuta. Tale ritenuta si scomputa dalle imposte in dichiarazione.
Esempio completo in regime ordinario
Incassi 35.000 euro, costi 5.000 euro, contributi ENPAM 7.000 euro. Reddito imponibile = 35.000 – 5.000 – 7.000 = 23.000 euro.
L’imposta IRPEF si calcola applicando le aliquote a scaglioni vigenti per il 2026. Se l’imponibile resta nel primo scaglione, applichi solo la prima aliquota. Poi aggiungi le addizionali locali e sottrai eventuali detrazioni (carichi di famiglia, spese sanitarie detraibili a parte, assicurazioni, ecc.).
Versamenti: saldo e primo acconto a giugno, secondo acconto a novembre, salvo proroghe. Regole generali nel DPR 435/2001 e provvedimenti annuali MEF.
IVA, esenzioni sanitarie e adempimenti specifici
Quando le prestazioni sanitarie sono esenti
Le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona sono esenti IVA ai sensi dell’art. 10, n. 18, DPR 633/1972. Serve la finalità terapeutica.
Prestazioni non terapeutiche, come perizie medico-legali, certificazioni per concorsi o assicurazioni, possono non essere esenti e richiedono l’IVA ordinaria. Valuta la finalità concreta e la prassi dell’Agenzia delle Entrate.
In caso di attività miste (esenti e imponibili), si applicano regole di pro-rata e separazione delle attività previste dal DPR 633/1972. Serve una contabilità attenta.
Fattura elettronica, STS e privacy
La fattura elettronica è disciplinata dal D.Lgs. 127/2015 e dai provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. Negli anni sono stati previsti esoneri per prestazioni sanitarie verso privati per tutela dei dati, in coordinamento con il Sistema Tessera Sanitaria (STS) e i decreti del MEF.
Nel 2026 verifica sempre: obbligo o esonero e-canale per le prestazioni inviate al STS, modalità di trasmissione dei dati al STS, e indicazioni dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Marca da bollo da 2 euro su fatture esenti IVA di importo superiore a 77,47 euro. Conservazione a norma delle fatture e registri secondo le regole fiscali vigenti.
Contributi ENPAM: cosa deduci e quando
Quote e deducibilità
I medici sono iscritti a ENPAM. Le quote obbligatorie (es. Quota A e Quota B) e gli eventuali contributi su reddito si deducono dal reddito imponibile, sia in forfettario sia in ordinario.
Le scadenze dichiarative e di versamento ENPAM sono fissate dall’Ente. In genere c’è una dichiarazione reddituale e versamenti in una o più rate durante l’anno. Verifica ogni anno il calendario ENPAM.
In dichiarazione dei redditi, i contributi versati riducono l’imponibile. Questo è esplicitato dal TUIR e dalla prassi dell’Agenzia delle Entrate.
Regola decisionale rapida
Seleziona il regime in 4 passaggi logici
1) Previsione ricavi: se pensi di stare stabilmente sotto 85.000 euro e hai costi bassi, il forfettario è spesso più efficiente. Se superi 100.000 euro, esci subito.
2) Struttura dei costi: se hai costi elevati (personale, attrezzature, affitti, servizi), l’ordinario ti permette di dedurli integralmente. Questo può ridurre molto l’IRPEF effettiva.
3) IVA: se svolgi quasi solo prestazioni esenti, non “recuperi” l’IVA sugli acquisti. Il vantaggio dell’ordinario sull’IVA è limitato. Se svolgi anche prestazioni imponibili, l’ordinario può essere preferibile per la detrazione IVA, valutando pro-rata e adempimenti.
4) Vita professionale: se avvii ora l’attività e rispetti i requisiti start-up, il 5% forfettario per 5 anni è molto competitivo. Se, invece, maturi molte detrazioni personali e familiari, l’ordinario può risultare conveniente grazie alle detrazioni IRPEF.
Errori comuni e come evitarli
Controlli pratici prima di inviare la dichiarazione
- Confondere incassi con fatture emesse: vale il principio di cassa. Allinea estratti conto e ricevute.
- Dimenticare la marca da bollo da 2 euro su fatture esenti sopra 77,47 euro.
- Applicare l’esenzione IVA a prestazioni non terapeutiche: verifica la finalità concreta e i documenti clinici.
- Saltare la ritenuta d’acconto in ordinario verso sostituti: chiariscila in fattura e riconcilia le certificazioni CU.
- Non dedurre i contributi ENPAM prima del calcolo delle imposte: riducono l’imponibile.
- Superare le soglie forfettarie senza monitoraggio: traccia i ricavi mese per mese e usa report con proiezioni.
Riferimenti normativi e prassi da consultare
Regime forfettario: Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89, e successive modifiche (Normattiva). Soglie 85.000/100.000 euro introdotte e aggiornate dalle Leggi di Bilancio recenti.
IRPEF e lavoro autonomo: TUIR, DPR 917/1986 (art. 53-54), e Leggi di Bilancio 2026 per scaglioni e detrazioni. Prassi dell’Agenzia delle Entrate (circolari e risoluzioni).
IVA sanità: DPR 633/1972, art. 10, n. 18 (esenzione sanitaria), e prassi interpretative dell’Agenzia delle Entrate.
Fattura elettronica e STS: D.Lgs. 127/2015; provvedimenti Agenzia delle Entrate; decreti e provvedimenti del MEF su Sistema Tessera Sanitaria e tutela dei dati sanitari.
Contributi previdenziali: Regolamenti ENPAM; Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per la cornice previdenziale; deducibilità secondo TUIR e prassi fiscali.
| Scenario | Requisiti/limiti | Calcolo imposte/contributi | Tempistiche principali 2026 |
|---|---|---|---|
| Medico libero professionista in forfettario | Ricavi fino a 85.000 euro; nessuna causa di esclusione; uscita se oltre 100.000 | Reddito = incassi x 78% – contributi ENPAM; imposta sostitutiva 15% (o 5% start-up) | Saldo e 1° acconto imposta a giugno; 2° acconto a novembre; scadenze ENPAM da calendario Ente |
| Medico in ordinario con studio e costi elevati | Nessun limite ricavi; contabilità ordinaria; ritenute verso sostituti | Reddito = incassi – costi – contributi ENPAM; IRPEF a scaglioni 2026 + addizionali; ritenute scomputabili | Saldo/1° acconto IRPEF a giugno; 2° acconto a novembre; liquidazioni IVA solo per prestazioni imponibili |
| Medico con attività mista (sanitaria esente + perizie) | Separazione o pro-rata IVA; corretta classificazione delle prestazioni | IVA non dovuta sulle prestazioni esenti; IVA sulle perizie; in ordinario, deduzione costi e gestione pro-rata | Fatture con bollo per esenti; liquidazioni IVA periodiche per imponibili; dichiarazione IVA annuale |
| Neo-medico start-up (forfettario 5%) | Requisiti art. 1, c. 65 L. 190/2014; attività nuova, non prosecuzione | Reddito forfettario come sopra; imposta sostitutiva 5% per 5 anni; contributi ENPAM deducibili | Scelte regime in apertura P.IVA; monitoraggio soglie; versamenti imposta a giugno/novembre |
| Prestazioni verso privati con STS | Regole privacy e STS; possibili esoneri e-fattura verso privati | IVA di norma esente; bollo se dovuto; eventuale contributo integrativo secondo regolamento ENPAM | Invio dati al STS secondo scadenze MEF; conservazione documentale a norma |
FAQ
Qual è più conveniente per un medico tra forfettario e ordinario nel 2026?
Dipende da ricavi, costi e contributi. Se i tuoi costi sono bassi e prevedi ricavi entro 85.000 euro, il forfettario è spesso efficiente grazie al coefficiente 78% e all’imposta fissa 15% (o 5% start-up). Se hai molti costi deducibili (affitti, segreteria, attrezzature, software, formazione), l’ordinario può risultare migliore perché deduci tutto e sfrutti detrazioni IRPEF e addizionali più basse in rapporto al reddito netto. Se svolgi anche prestazioni imponibili IVA, l’ordinario consente la detrazione dell’IVA sugli acquisti secondo regole di pro-rata, il che può spostare l’ago della bilancia. Verifica anche la tua situazione familiare: detrazioni per carichi e altre detrazioni personali incidono solo nell’ordinario, non nel forfettario.
Come funziona il coefficiente del 78% per i medici in forfettario?
Il coefficiente di redditività è una percentuale che trasforma gli incassi in reddito imponibile “forfettario”. Per i medici è il 78%. Se incassi 50.000 euro, il reddito imponibile lordo è 39.000 euro (50.000 x 78%). Da questo importo sottrai i contributi previdenziali obbligatori (ENPAM) versati. Sul risultato applichi l’imposta sostitutiva (15% o 5% per start-up). Il coefficiente sostituisce la contabilità analitica dei costi: non importa quanto spendi realmente, perché una quota dei ricavi (22%) viene trattata come spesa forfettaria a prescindere. Questa regola deriva dalla Legge 190/2014 e successive modifiche, consultabili su Normattiva e nelle guide dell’Agenzia delle Entrate.
Le prestazioni sanitarie sono sempre esenti IVA?
No. Sono esenti IVA le prestazioni sanitarie che hanno una finalità di diagnosi, cura o riabilitazione rese alla persona, secondo l’art. 10, n. 18, DPR 633/1972. Se la prestazione non ha finalità terapeutica, in genere non gode dell’esenzione. Esempi non esenti possono essere perizie medico-legali, certificazioni per concorsi o assicurazioni, attività consulenziali non cliniche. In caso di attività mista (parte esente, parte imponibile), potresti dover gestire IVA con pro-rata e tenuta di una contabilità separata. La corretta classificazione si basa sulla finalità effettiva della prestazione e sulla prassi dell’Agenzia delle Entrate. Tieni traccia documentale dell’obiettivo clinico per sostenere l’esenzione.
Come si coordinano fattura elettronica e Sistema Tessera Sanitaria per i medici?
La fattura elettronica è regolata dal D.Lgs. 127/2015 e dai provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. Negli anni ci sono stati esoneri specifici per le prestazioni sanitarie verso privati, per tutelare i dati, in coordinamento con il Sistema Tessera Sanitaria (STS) e i decreti del MEF. Nel 2026 verifica se le prestazioni che invii al STS rientrano in un esonero dall’emissione della e-fattura verso i privati. Le regole possono cambiare con provvedimenti annuali. In ogni caso, resta l’obbligo di trasmettere al STS i dati delle spese sanitarie secondo le scadenze e i tracciati tecnici previsti. Ricorda la marca da bollo da 2 euro sulle fatture esenti superiori a 77,47 euro e conserva i documenti a norma.
Quali sono le scadenze principali per imposte e contributi di un medico con Partita IVA?
Per le imposte sui redditi: saldo e primo acconto entro il 30 giugno; secondo acconto entro il 30 novembre, salvo proroghe del MEF. Le scadenze discendono dal DPR 435/2001 e dai provvedimenti annuali. Se sei in ordinario e svolgi prestazioni imponibili, l’IVA si versa secondo liquidazioni periodiche (mensili o trimestrali) e dichiarazione IVA annuale. Per i contributi ENPAM, le scadenze variano in base al Regolamento dell’Ente: sono previsti adempimenti dichiarativi (es. dichiarazione reddituale) e versamenti in una o più rate. Consulta ogni anno il calendario ENPAM e conserva le ricevute per la deducibilità in dichiarazione dei redditi. In caso di ritenute d’acconto subite, verifica il conguaglio in sede dichiarativa con le certificazioni CU ricevute dai committenti.
