Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
Sì: la NASpI è tassata IRPEF con aliquote ordinarie. INPS fa da sostituto e paga al netto di ritenute e addizionali. Anticipo in unica soluzione possibile con vincoli e possibili restituzioni.
- La NASpI è reddito assimilato al lavoro dipendente e subisce IRPEF e addizionali regionali/comunali. Base giuridica: TUIR (DPR 917/1986, art. 50).
- L’INPS è sostituto d’imposta: trattiene imposta e addizionali e rilascia la Certificazione Unica. Base: DPR 600/1973, art. 23.
- Anticipo NASpI in unica soluzione per attività autonoma possibile; comunicazioni e vincoli stringenti, con obbligo di restituzione in certi casi. Base: D.lgs 22/2015 e circolari INPS.
Che cos’è la NASpI e quando spetta
La NASpI è l’indennità di disoccupazione per chi perde il lavoro dipendente in modo involontario. “Involontario” significa che non ti sei dimesso, salvo giusta causa o casi tutelati.
La disciplina principale è nel Decreto legislativo 22/2015 e nei messaggi e circolari INPS. I testi ufficiali sono reperibili su Normattiva e sui portali INPS e Ministero del Lavoro.
Fiscalmente, la NASpI è un reddito “assimilato” a quello di lavoro dipendente. In parole semplici: si tassa come uno stipendio, con aliquote progressive e detrazioni. Lo dice il TUIR (DPR 917/1986, art. 50 e art. 13).
Requisiti 2026 per il diritto
Hai diritto alla NASpI se:
- eri un lavoratore dipendente (inclusi apprendisti e lavoratori domestici) e ora sei disoccupato;
- la disoccupazione è involontaria: licenziamento, scadenza naturale del contratto, dimissioni per giusta causa, risoluzione in maternità protetta;
- hai almeno 13 settimane di contributi contro la disoccupazione nei 4 anni precedenti l’inizio della disoccupazione;
- ti iscrivi al centro per l’impiego e dichiari la disponibilità immediata al lavoro (DID) e al patto di servizio (D.lgs 150/2015).
Dal 2022 non serve più il requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo nell’ultimo anno (Legge 234/2021). Nel 2026 questo impianto resta.
Durata e calcolo dell’importo
La durata è pari alla metà delle settimane di contributi degli ultimi 4 anni. Esempio: 52 settimane di contributi danno 26 settimane di NASpI.
L’importo si calcola su una retribuzione media. In pratica: il 75% della retribuzione fino a una soglia annua aggiornata dall’INPS e il 25% della parte eccedente, con un massimale.
Dal sesto mese l’importo si riduce del 3% per ogni mese. La riduzione parte dall’ottavo mese per chi ha almeno 55 anni. Base: D.lgs 22/2015 e circolari INPS annuali.
Tassazione della NASpI: IRPEF, addizionali, detrazioni
Come funziona la tassazione nel 2026
La NASpI è tassata con l’IRPEF ordinaria a scaglioni. Nel 2026, salvo modifiche di Legge di Bilancio, gli scaglioni restano quelli vigenti: 23% fino a 28.000 euro, 35% oltre 28.000 e fino a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro.
Si applicano anche le addizionali regionale e comunale. Sono imposte locali calcolate con le aliquote decise dalla tua regione e dal tuo comune.
L’INPS è sostituto d’imposta. Trattiene IRPEF e addizionali ogni mese. Ti paga quindi un importo già “netto”. A fine anno fa il conguaglio e rilascia la Certificazione Unica (CU).
Detrazioni e oneri che riducono l’imposta
Hai diritto alle detrazioni per redditi assimilati a lavoro dipendente (art. 13 TUIR). Queste detrazioni riducono l’IRPEF lorda.
Poi puoi ridurre il carico fiscale con oneri deducibili e detraibili: ad esempio contributi previdenziali obbligatori o volontari, spese mediche, interessi sul mutuo, istruzione, e altri previsti dal TUIR.
Il trattamento integrativo ex “bonus 100 euro” non spetta sulla sola NASpI, perché riguarda specifiche tipologie di redditi da lavoro dipendente e alcuni assimilati indicati dalla norma (DL 3/2020, convertito in L. 21/2020). L’indennità di disoccupazione non rientra tra i casi ordinari.
Esempio numerico semplice
Se percepisci 20.000 euro di NASpI in un anno, l’IRPEF lorda si calcola allo 23%. Quindi 4.600 euro lordi. Da qui si sottraggono le detrazioni per reddito assimilato e si aggiungono le addizionali. L’INPS trattiene e ti paga il netto.
Se nell’anno hai anche un lavoro part-time, i redditi si sommano. Potresti salire di scaglione e dover versare differenze in sede di dichiarazione.
Domanda, gestione e casi particolari
Come si presenta la domanda
Puoi presentare la domanda in autonomia dal portale INPS o tramite contact center. Oppure ti assiste un patronato o un consulente. La domanda va presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto.
Dopo l’accoglimento, l’INPS inizia i pagamenti mensili. Ricevi ogni anno la Certificazione Unica per la dichiarazione dei redditi.
NASpI e Partita IVA: cumulo e obblighi di comunicazione
Se apri la Partita IVA mentre percepisci la NASpI, devi comunicarlo all’INPS entro 30 giorni. Usi l’apposita comunicazione NASpI-Com con il reddito annuo presunto.
La NASpI si riduce dell’80% del reddito annuo presunto di lavoro autonomo, rapportato al periodo di fruizione. Se non comunichi, decadi dalla prestazione.
Se il reddito effettivo cambia rispetto al presunto, l’INPS ricalcola a conguaglio. Tieni traccia di fatture incassate e costi, perché contano il principio di cassa.
NASpI anticipata in unica soluzione
Puoi chiedere l’anticipazione della NASpI in unica soluzione per:
- aprire una Partita IVA e svolgere attività autonoma;
- avviare un’impresa individuale;
- sottoscrivere quote di una cooperativa.
Devi prima presentare la domanda di NASpI. Poi chiedi l’anticipo entro 30 giorni dall’inizio dell’attività o dalla presentazione della domanda se l’attività è già iniziata. L’INPS eroga in un’unica soluzione l’importo residuo teorico.
Se, prima della fine del periodo teorico coperto dall’anticipo, inizi un nuovo lavoro dipendente, devi restituire l’intera anticipazione. Questa è una condizione chiave prevista dal D.lgs 22/2015 e dalle circolari INPS.
Fiscalmente, l’anticipo è tassato come reddito assimilato nell’anno di incasso. L’importo può spingerti in uno scaglione IRPEF più alto. Valuta un acconto capiente e una pianificazione degli oneri detraibili.
Nuovo lavoro durante la NASpI
Se trovi un lavoro dipendente a tempo determinato o indeterminato, devi comunicarlo. In base a durata e reddito, la NASpI può decadere, sospendersi o ridursi.
Con redditi bassi e contratti brevi, la prestazione può essere sospesa e poi riprendere. Con contratti lunghi o indeterminati, decade. Le regole sono nel D.lgs 22/2015 e negli atti applicativi INPS.
Regola decisionale rapida
Quale strada scegliere in base al tuo caso
- Hai perso il lavoro senza tua colpa e hai almeno 13 settimane di contributi in 4 anni? Presenta subito domanda NASpI e fai la DID al Centro per l’Impiego.
- Vuoi aprire Partita IVA ma non sei certo del reddito? Meglio NASpI mensile con comunicazione di reddito presunto e riduzione dell’80%. Così mantieni liquidità e flessibilità.
- Hai un progetto concreto e immediato, con investimenti iniziali? Valuta NASpI anticipata in unica soluzione. Attento: se torni dipendente prima della scadenza teorica, restituisci tutto.
- Hai già un’offerta di lavoro dipendente a breve? Evita l’anticipo. Richiedi NASpI mensile. Se il contratto parte, la prestazione si sospende o decade senza restituzioni integrali.
- Hai più redditi nello stesso anno (NASpI + lavoro)? Prepara il 730. Considera conguagli e possibili debiti per “doppio sostituto”. Accantona una quota per sicurezza.
Fonti normative testuali: D.lgs 22/2015 (NASpI), D.lgs 150/2015 (politiche attive), DPR 917/1986 TUIR (art. 50 e 13), DPR 600/1973 (sostituti d’imposta), DL 3/2020 conv. L. 21/2020 (trattamento integrativo), Legge 234/2021 (modifiche requisiti). Consulta i testi su Normattiva, sui portali del Ministero del Lavoro e dell’INPS.
| Scenario | Requisiti/condizioni | Passi operativi | Tempistiche chiave | Effetti fiscali/IRPEF |
|---|---|---|---|---|
| NASpI mensile standard | Disoccupazione involontaria + 13 settimane contributive in 4 anni + DID | Domanda NASpI; patto di servizio; aggiornamento stato occupazionale | Domanda entro 68 giorni; pagamenti mensili | IRPEF a scaglioni + addizionali trattenute da INPS; CU annuale; detrazioni lavoro assimilato |
| Partita IVA durante NASpI | Apertura attività autonoma con reddito presunto | NASpI-Com all’INPS con reddito stimato; eventuali aggiornamenti | Comunicazione entro 30 giorni dall’avvio | Riduzione NASpI pari all’80% del reddito presunto pro‑quota; conguaglio a fine anno; tassazione ordinaria |
| NASpI anticipata in unica soluzione | Avvio attività autonoma/impresa o quota cooperativa | Domanda NASpI; richiesta anticipo; documentazione attività | Richiesta entro 30 giorni dall’avvio (o dalla domanda se attività già avviata) | Tassazione nell’anno di incasso; rischio salto di scaglione; restituzione integrale se nuovo lavoro dipendente prima della scadenza teorica |
| Nuovo lavoro dipendente breve | Contratto a termine di breve durata e/o reddito basso | Comunicazione all’INPS; verifica sospensione | Sospensione per la durata del contratto; ripresa al termine | Somma redditi a fine anno; possibile debito in 730 per secondo sostituto |
| Dimissioni per giusta causa | Prova della giusta causa (mancato pagamento, molestie, variazioni peggiorative) | Domanda NASpI; allega elementi probatori | Come NASpI standard; tempi istruttoria variabili | Tassazione come sopra; nessuna penalizzazione fiscale specifica |
FAQ
1) Devo pagare l’IRPEF sulla NASpI anche se l’INPS mi versa il netto? Come funziona il calcolo pratico?
Sì. La NASpI è tassata come reddito assimilato al lavoro dipendente. L’INPS trattiene l’IRPEF e le addizionali come sostituto d’imposta. Per questo ricevi un importo già netto. Il calcolo segue gli scaglioni IRPEF in vigore nel 2026, con aliquote progressive. Esempio semplice: NASpI annua 20.000 euro. IRPEF lorda al 23% = 4.600 euro. Da questa somma si sottraggono le detrazioni per reddito assimilato (art. 13 TUIR). Si aggiungono le addizionali regionale e comunale, determinate in base al domicilio fiscale. L’INPS applica ritenute mensili e poi il conguaglio a fine anno. Il conguaglio serve per allineare trattenute, detrazioni e addizionali dovute con precisione. Riceverai la Certificazione Unica dall’INPS e dovrai considerarla nella dichiarazione dei redditi.
2) Se chiedo la NASpI anticipata in unica soluzione, come vengo tassato e quando rischio di dover restituire i soldi?
L’anticipo NASpI è un pagamento unico dell’importo residuo teorico. Fiscalmente è tassato come reddito assimilato nell’anno in cui lo incassi. L’INPS opera le ritenute IRPEF e le addizionali in base alle regole ordinarie. Attenzione all’effetto “scaglione”: un incasso grosso nello stesso anno può alzare l’aliquota marginale e quindi l’imposta complessiva. Valuta di pianificare oneri deducibili e detraibili nello stesso anno per attenuare l’effetto. Devi restituire integralmente l’anticipo se, prima che termini il periodo teorico che la NASpI avrebbe coperto mensilmente, inizi un nuovo lavoro dipendente. Questa condizione è prevista dal D.lgs 22/2015 e dalle istruzioni INPS. Se invece resti nell’attività autonoma o nella cooperativa che ha giustificato l’anticipo, non devi restituire. Ricorda le scadenze: la richiesta di anticipo va presentata entro 30 giorni dall’avvio attività o dalla domanda di NASpI se l’attività era già stata avviata.
3) Posso aprire la Partita IVA mentre percepisco la NASpI? Cosa devo comunicare all’INPS e che impatto ha sull’importo?
Sì, puoi aprire la Partita IVA mentre percepisci la NASpI. Devi però comunicare all’INPS, con modello NASpI-Com, il reddito annuo presunto della tua attività entro 30 giorni dall’avvio. In base al D.lgs 22/2015, la NASpI viene ridotta dell’80% del reddito presunto, rapportato al periodo residuo di fruizione. Un esempio. Supponi NASpI residua teorica 10.000 euro e reddito P.IVA presunto 6.000 euro nell’anno. La riduzione è 4.800 euro (80%). L’INPS ricalcola i ratei mensili. Se a fine anno il reddito reale è diverso dal presunto, avviene un conguaglio. Se non comunichi l’avvio o comunichi in ritardo, rischi la decadenza dalla prestazione. In dichiarazione, il reddito d’impresa o professionale si somma alla NASpI e paghi l’IRPEF complessiva, tenendo conto dei regimi fiscali scelti (ad esempio forfettario, che tassa con imposta sostitutiva e non con IRPEF ordinaria).
4) Trovo un nuovo lavoro a tempo determinato mentre percepisco la NASpI: cosa succede ai pagamenti e alle tasse?
Devi informare subito l’INPS. Se il contratto è breve e/o il reddito è sotto certe soglie, la NASpI può essere sospesa per la durata del rapporto e poi riprendere. Se il contratto è più lungo o a tempo indeterminato, la NASpI decade. Fiscalmente, tutti i redditi prodotti nell’anno si sommano. Potresti avere due Certificazioni Uniche: una dell’INPS e una del datore di lavoro. In questo caso è frequente un debito in dichiarazione perché nessuno dei due sostituti ha una visione completa del tuo reddito complessivo. Per evitare sorprese, accantona una quota delle mensilità NASpI o dello stipendio e preparati al conguaglio nel 730 o nel Modello Redditi. Ricorda che l’INPS ha già trattenuto imposte sui ratei versati. Non “ripaghi” due volte: semplicemente si riallineano i conti con l’IRPEF effettiva dovuta.
5) Devo fare il 730 se ho solo la NASpI? E se ho anche altre entrate, come gestisco detrazioni e addizionali?
Se hai solo NASpI e non hai oneri o altri redditi, spesso non hai l’obbligo di presentare la dichiarazione perché l’INPS effettua ritenute e conguaglio. Tuttavia, conviene presentare il 730 se vuoi recuperare detrazioni per spese (mediche, istruzione, interessi mutuo, assicurazioni, ecc.) o se hai cambi di residenza che impattano sulle addizionali locali. Se hai anche altri redditi (lavoro, autonomo, immobili), la dichiarazione diventa necessaria per sommare tutto e calcolare l’imposta corretta. Inserisci tutte le CU, compresa quella INPS. Verifica le detrazioni per familiari a carico e le detrazioni per redditi assimilati. Le addizionali regionale e comunale sono ricalcolate in base al tuo domicilio fiscale e al reddito complessivo. Se risulta un debito, puoi rateizzarlo nei termini previsti. Se risulta un credito, puoi chiederne il rimborso o l’utilizzo in compensazione.
