Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Come organizzatore di eventi paghi l’IRPEF a scaglioni 23%-33%-43% in regime ordinario. In forfettario applichi l’imposta sostitutiva 5% o 15% su base calcolata con coefficiente 78% o 67%, al netto dei contributi.
- IRPEF 2026 in ordinario: 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre.
- Forfettario: imposta sostitutiva 15% (5% start-up) su base determinata dal coefficiente 78% o 67%, meno i contributi.
- Principio di cassa: per i professionisti contano incassi e pagamenti, come da TUIR (DPR 917/1986, art. 54).
Chi è l’organizzatore di eventi con Partita IVA
L’organizzatore di eventi è un libero professionista o un’impresa che progetta, coordina e realizza eventi. Può lavorare da solo o con una struttura.
I codici ATECO più usati sono: 82.30.00 organizzazione di convegni e fiere; 74.90.99 altre attività professionali nca; 70.22.09 altre consulenze gestionali. La scelta del codice incide sul coefficiente forfettario.
Di solito l’inquadramento previdenziale è la Gestione Separata INPS per i professionisti senza albo. Se operi come impresa commerciale, potresti rientrare negli artigiani o commercianti. Verifica con il consulente.
Riferimenti utili: TUIR (DPR 917/1986), DPR 633/1972 per l’IVA, Legge 190/2014 per il forfettario, Legge 197/2022 per il limite 85.000, documenti INPS e Ministero del Lavoro. Le norme sono consultabili su Normattiva e sui siti istituzionali.
I regimi fiscali disponibili nel 2026
Regime forfettario: come funziona
Il regime forfettario è un regime agevolato. Paga un’imposta sostitutiva fissa del 15% o del 5% per le nuove attività per i primi 5 anni. “Imposta sostitutiva” vuol dire che sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP.
Requisiti principali nel 2026: ricavi o compensi non oltre 85.000 euro nell’anno precedente. Restano le cause di esclusione, ad esempio partecipazione di controllo in SRL con attività riconducibile, regime speciale IVA, prevalenza di redditi da lavoro dipendente oltre certe soglie.
Base imponibile forfettaria: si applica un coefficiente di redditività ai ricavi e si sottraggono i contributi previdenziali pagati. “Coefficiente” è la percentuale che il fisco presume come margine.
Coefficienti di redditività specifici per gli eventi
Se fai consulenza per eventi senza gestione del budget, si applica il coefficiente 78%. È la fascia delle attività professionali. Se organizzi eventi con gestione del budget, si usa il coefficiente 67%. È la fascia dei servizi.
Esempio rapido: su 1.000 euro incassati, con coefficiente 78% tassi 780 euro, con coefficiente 67% tassi 670 euro. La differenza copre costi forfettari presunti.
Fonti: Legge 190/2014, come modificata, tabelle coefficienti dell’Agenzia delle Entrate. Le basi normative sono reperibili su Normattiva e nei provvedimenti dell’Agenzia.
Regime ordinario: come funziona
In ordinario paghi l’IRPEF a scaglioni. Nel 2026 gli scaglioni sono: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.001 a 50.000 euro; 43% oltre.
La base imponibile si calcola con il principio di cassa per i professionisti: compensi incassati meno costi pagati meno contributi deducibili. Le regole sono nel TUIR (art. 54) e nelle istruzioni dell’Agenzia.
In ordinario gestisci anche l’IVA: addebiti l’IVA in fattura, detrarti l’IVA sugli acquisti, liquidi e versi periodicamente. Le regole sono nel DPR 633/1972.
Calcoli pratici: due esempi completi
Esempio 1: ordinario con IRPEF a scaglioni
Michele incassa 60.000 euro. Ha costi pagati per 15.000 euro. Ha versato 5.000 euro di contributi l’anno precedente. Base imponibile: 60.000 – 15.000 – 5.000 = 40.000 euro.
Calcolo IRPEF 2026: 28.000 al 23% = 6.440 euro. 12.000 al 33% = 3.960 euro. Totale IRPEF: 10.400 euro. Reddito dopo imposte: 40.000 – 10.400 = 29.600 euro.
Chiarimento termini: molti dicono “netto dopo tasse” intendendo escluso IRPEF ma non i contributi. Il flusso di cassa finale è 60.000 – 15.000 – 5.000 – 10.400 = 29.600 euro.
Esempio 2: forfettario con coefficiente 67% al 5%
Fabio, organizzatore con gestione del budget, è al secondo anno in forfettario start-up 5%. Incassa 45.000 euro. Contributi versati l’anno prima: 3.000 euro.
Base imponibile: 45.000 x 67% = 30.150. Imponibile netto: 30.150 – 3.000 = 27.150 euro. Imposta sostitutiva: 27.150 x 5% = 1.357 euro circa.
Nota: in forfettario non deduci i costi reali, salvo i contributi. Il coefficiente copre i costi presunti. Le regole sono nella Legge 190/2014.
IVA, ritenute, fattura elettronica e bollo
IVA e ritenuta d’acconto
Forfettario: non addebiti l’IVA in fattura e non subisci ritenuta d’acconto. Scrivi in fattura il riferimento normativo di esenzione e l’assenza ritenuta. Versi l’imposta sostitutiva a saldo e acconto.
Ordinario: addebiti IVA in fattura e applichi la ritenuta d’acconto se il cliente è sostituto d’imposta. Deduci i costi e detrai l’IVA sugli acquisti. Liquidazioni IVA mensili o trimestrali.
Fattura elettronica e adempimenti digitali
La fattura elettronica via SdI è obbligatoria per tutti, anche i forfettari. Le basi stanno nel D.Lgs. 127/2015 e nelle successive estensioni, incluso il DL 36/2022. I provvedimenti Agenzia Entrate hanno attuato il calendario.
Imposta di bollo: 2 euro sulle fatture senza IVA sopra 77,47 euro. Il versamento è trimestrale. Le regole sono nei provvedimenti Agenzia delle Entrate.
Contributi previdenziali e assicurativi
Professionista senza albo: in genere Gestione Separata INPS. Paghi una percentuale sul reddito professionale. I contributi si deducono dal reddito. Le aliquote e le istruzioni sono nelle circolari INPS del 2026.
Impresa commerciale o con dipendenti: potresti ricadere negli artigiani o commercianti, con contributi fissi minimi più una quota variabile. Le regole sono nella Legge 335/1995 e nelle circolari INPS.
INAIL: valuta la copertura per rischi connessi all’attività, specie se gestisci montaggi, logistica o personale. Verifica i codici tariffari applicabili.
Regola decisionale rapida
Segui questi nessi logici per scegliere il regime.
- Ricavi previsti fino a 85.000 euro, costi bassi e pochi investimenti? Forfettario quasi sempre conviene, specie con aliquota 5% start-up.
- Clienti business con molta IVA a credito sugli acquisti? Ordinario probabile, perché puoi detrarre l’IVA e dedurre i costi reali.
- Margine netto reale oltre il 40% dei ricavi e poche spese vive? Forfettario con coefficiente 67% o 78% resta competitivo.
- Attività con personale, magazzino o allestimenti costosi? Ordinario, per sfruttare deduzioni, ammortamenti e IVA a credito.
- Ricavi oscillanti e rischio superamento soglia? Se superi 85.000 ma resti sotto 100.000, esci dal forfettario dall’anno dopo. Se superi 100.000, l’uscita è immediata con IVA dal momento del superamento, secondo la Legge 197/2022.
Scadenze, pagamenti e gestione degli acconti
Imposte dirette
Saldo e primo acconto entro fine giugno. Secondo acconto entro fine novembre. Puoi rateizzare con interessi ridotti. Le regole e le date sono nei provvedimenti annuali dell’Agenzia e nella Legge di Bilancio vigente.
In forfettario gli acconti si calcolano sull’imposta sostitutiva dovuta l’anno prima. In ordinario sugli scaglioni IRPEF. Attenzione ai ricalcoli per evitare crediti o debiti elevati.
IVA e comunicazioni periodiche
Liquidazioni IVA mensili o trimestrali in ordinario. Comunicazioni delle liquidazioni periodiche e dichiarazione IVA annuale. Per operazioni con l’estero, usa i canali SdI o le comunicazioni dedicate. Le basi sono nel DPR 633/1972 e nelle istruzioni Agenzia.
Fonti normative e istituzionali di riferimento
TUIR (DPR 917/1986) per redditi di lavoro autonomo; DPR 633/1972 per IVA; Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89, e successive modifiche per il forfettario; Legge 197/2022 per il limite 85.000 e la fuoriuscita; D.Lgs. 127/2015 e DL 36/2022 per la fatturazione elettronica; Legge 335/1995 e circolari INPS per i contributi; documentazione del Ministero del Lavoro per inquadramenti e adempimenti; banca dati Normattiva per i testi vigenti.
Tabella scenari, requisiti e tempistiche
| Scenario | Requisiti principali | Tassazione/Calcolo | Tempistiche e adempimenti |
|---|---|---|---|
| Forfettario consulenza eventi (coeff. 78%) | Ricavi anno precedente ≤ 85.000; nessuna causa di esclusione; attività professionale senza gestione budget | Imponibile = Ricavi x 78% – contributi; Imposta sostitutiva 15% o 5% per start-up 5 anni | Saldo e acconti imposta a giugno e novembre; e-fattura obbligatoria; bollo trimestrale |
| Forfettario organizzazione con budget (coeff. 67%) | Ricavi anno precedente ≤ 85.000; gestione budget e servizi organizzativi | Imponibile = Ricavi x 67% – contributi; Imposta sostitutiva 15% o 5% start-up | Stesse scadenze imposte dirette; nessuna IVA in fattura; niente ritenuta d’acconto |
| Ordinario professionista | Nessun limite ricavi; principio di cassa; deduzione costi inerenti e contributi | IRPEF: 23% fino a 28.000; 33% 28.001-50.000; 43% oltre; addizionali regionali e comunali | Saldo e acconti a giugno/novembre; IVA mensile o trimestrale; LIPE e dichiarazione IVA |
| Ordinario impresa eventi (allestimenti, personale) | Iscrizione CCIAA; possibile INPS commercianti; contabilità semplificata o ordinaria | IRPEF o IRES se società; IVA con detrazione; ammortamenti beni strumentali | Liquidazioni IVA; adempimenti lavoro dipendente; eventuale INAIL |
| Superamento soglia forfettario | Ricavi tra 85.001 e 100.000 o oltre 100.000 | 85.001-100.000: uscita dal forfettario dall’anno successivo; oltre 100.000: uscita immediata con applicazione IVA | Monitoraggio progressivo; adeguamento fatture e registri; comunicazioni in dichiarazione |
FAQ
Qual è il codice ATECO migliore per un organizzatore di eventi e come influenza tasse e contributi?
Dipende da cosa fai davvero. Se fornisci consulenza strategica senza gestire budget e fornitori, molti usano 74.90.99 o 70.22.09. Sono codici “professionali” e in forfettario ricadono nel coefficiente 78%. Se invece gestisci la produzione dell’evento, i contratti e i fornitori, il codice 82.30.00 è spesso il più aderente. In forfettario ricade nel coefficiente 67%. Il codice ATECO non cambia la natura previdenziale di per sé, ma orienta l’inquadramento: attività professionale tipicamente in Gestione Separata INPS; attività d’impresa può implicare artigiani o commercianti. Il codice incide sul coefficiente di redditività in forfettario, quindi sui calcoli delle imposte. Inoltre può influire su adempimenti e necessità di iscrizioni. Prima di aprire la Partita IVA, definisci il modello di business e poi scegli il codice che lo descrive meglio. Le definizioni ufficiali ATECO sono pubblicate da ISTAT, mentre le regole fiscali sono nei provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate e nel TUIR consultabili su Normattiva.
Posso scaricare i costi reali in forfettario? Come funzionano detrazioni e deduzioni?
Nel forfettario non puoi dedurre i costi reali di gestione. Il fisco presume i costi con il coefficiente. Puoi però dedurre integralmente i contributi previdenziali versati. Le detrazioni per familiari a carico e oneri detraibili IRPEF (ad esempio spese sanitarie) continuano a valere, ma si applicano sull’imposta lorda sostitutiva nei limiti previsti. In pratica, il grosso dell’ottimizzazione in forfettario passa da tre leve: corretta scelta del codice ATECO e quindi del coefficiente; gestione dei contributi e dei tempi di versamento; pianificazione degli acconti per evitare eccedenze. Se i tuoi costi reali sono alti o fai investimenti importanti, l’ordinario potrebbe risultare più conveniente perché deduci costi e ammortamenti e detrai l’IVA. Le basi normative sono nella Legge 190/2014, nelle circolari dell’Agenzia, e nel TUIR per deduzioni e detrazioni.
Cosa succede se supero la soglia di 85.000 euro in forfettario durante l’anno?
Ci sono due casi. Se superi 85.000 ma resti entro 100.000, resti forfettario fino a fine anno e passi all’ordinario dall’anno successivo. Se superi 100.000, esci immediatamente dal forfettario e applichi l’IVA da quel momento. Questo meccanismo è previsto dalla Legge 197/2022. Ricorda che “superare” si valuta sugli incassi di cassa, non sulle fatture emesse ma non incassate, per i professionisti. In caso di uscita immediata, devi adeguare le fatture successive con IVA, registrare correttamente gli adempimenti e calcolare gli acconti con il nuovo regime. Conviene monitorare mensilmente i ricavi cumulati e pianificare i contratti per non avere sorprese. Le istruzioni operative sono fornite dall’Agenzia delle Entrate nei provvedimenti e nelle circolari, consultabili anche attraverso Normattiva e il portale istituzionale.
Come si calcolano e si versano i contributi INPS per un event planner? Gestione Separata o commercianti?
Se operi come professionista senza albo, di norma versi alla Gestione Separata INPS. L’aliquota è definita annualmente da INPS con apposite circolari. Si applica al reddito professionale netto ai fini previdenziali. I contributi si versano con F24 insieme a saldo e acconti dell’imposta, quindi a giugno e a novembre, secondo le scadenze fiscali. Se invece hai un’attività organizzata in forma d’impresa, con ciclo di acquisti, magazzino o personale, potresti rientrare nel regime artigiani o commercianti. In quel caso paghi contributi fissi minimi, più una quota percentuale sull’eccedenza di reddito. I contributi sono deducibili dal reddito ai fini fiscali. Le regole generali sono nella Legge 335/1995 e nelle circolari INPS. Per dubbi sull’inquadramento, verifica anche le indicazioni del Ministero del Lavoro. La scelta corretta evita sanzioni contributive e differenze di aliquota inattese.
Quali sono le regole di fatturazione per clienti esteri, PA e privati? E quale IVA si applica?
Clienti esteri UE o extra-UE: per servizi generici a soggetti passivi esteri di solito si applica il principio del committente. Fatturi senza IVA con dicitura di non imponibilità e indicazione dell’articolo del DPR 633/1972, e gestisci l’esterometro secondo le regole in vigore. Per privati esteri, di norma si applica l’IVA italiana salvo eccezioni. Clienti PA italiane: in ordinario applichi IVA con split payment se previsto dalle norme pro tempore, oppure ritenuta d’acconto se professionista e PA è sostituto. In forfettario non applichi IVA né subisci ritenuta, ma emetti comunque fattura elettronica via SdI. Ricorda l’imposta di bollo su fatture senza IVA sopra 77,47 euro. Le regole di e-fattura sono nel D.Lgs. 127/2015 e nelle relative specifiche tecniche dell’Agenzia delle Entrate. In caso di dubbi sulla territorialità IVA, verifica il DPR 633/1972, le direttive UE recepite e le risposte ad interpello dell’Agenzia. Pianifica per tempo anche gli adempimenti periodici, per evitare sanzioni e interessi.
