Tasse per tatuatore: quali e quante sono?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

In ordinario paghi l’IRPEF a scaglioni 23%-33%-43% sul reddito imponibile; in forfettario paghi un’imposta sostitutiva del 15% (o 5% start) sul reddito calcolato col coefficiente 67% per tatuatori.

  • Regime ordinario: IRPEF a scaglioni 23%-33%-43% sul reddito imponibile (ricavi meno costi deducibili e contributi). Addizionali regionali e comunali si sommano all’IRPEF.
  • Regime forfettario: imposta sostitutiva 15% o 5% start-up su base calcolata con coefficiente 67% (tatuatori), al netto dei contributi previdenziali versati.
  • Contributi INPS artigiani: sempre dovuti. In forfettario puoi chiedere la riduzione del 35%. I contributi sono deducibili dal reddito prima delle imposte.

Quadro di riferimento 2026: regimi fiscali e regole che contano davvero

Il fisco italiano distingue tra regime ordinario e regime forfettario. La scelta incide su quanto versi di imposte e contributi e su quanto tieni in tasca.

Le regole di base vengono dal TUIR (DPR 917/1986) per l’IRPEF, dal DPR 633/1972 per l’IVA, e dalla Legge 190/2014 per il forfettario. Le leggi di bilancio dal 2023 al 2026 hanno aggiornato soglie e aliquote. Puoi trovare i testi su Normattiva e le istruzioni operative nelle guide dell’Agenzia delle Entrate e nei materiali del Ministero del Lavoro per i contributi.

Regime ordinario: come si calcola il reddito e l’IRPEF

Reddito imponibile significa ricavi meno costi deducibili meno contributi previdenziali versati. È la base su cui applichi l’IRPEF.

Per l’anno d’imposta 2026 gli scaglioni IRPEF sono tre: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.000,01 a 50.000 euro; 43% oltre 50.000 euro. Le addizionali regionali e comunali si sommano all’IRPEF.

Il tatuatore applica l’IVA ordinaria (salvo esenzioni particolari non tipiche del settore). In ordinario puoi detrarre l’IVA sugli acquisti e dedurre i costi reali. L’IRAP per persone fisiche e ditte individuali non si applica dal 2022.

Esempio numerico in ordinario

Incassi 30.000 euro. Costi deducibili 3.000 euro. Contributi versati 4.000 euro. Reddito imponibile: 30.000 – 3.000 – 4.000 = 23.000 euro.

IRPEF: 23.000 x 23% = 5.290 euro. A questa somma si aggiungono le addizionali regionali e comunali, calcolate in base alla tua Regione e al tuo Comune.

Reddito netto dopo IRPEF (senza addizionali): 23.000 – 5.290 = 17.710 euro. I contributi li hai già considerati nella base.

Regime forfettario per tatuatori: regole 2026

Il forfettario è un regime semplificato per le partite IVA di piccole dimensioni. La base imponibile non usa i costi reali, ma un coefficiente di redditività. Per l’attività di tatuatore il coefficiente è 67%. Significa che il 67% degli incassi è trattato come reddito. Il 33% è “costo forfettario”.

Su questo reddito calcoli l’imposta sostitutiva: 15%. Se apri una nuova attività e rispetti i requisiti, paghi il 5% per i primi 5 anni. I contributi previdenziali versati si sottraggono dalla base prima di applicare l’aliquota.

Nel forfettario non addebiti IVA in fattura e non la detrai sugli acquisti. Non subisci ritenute d’acconto e applichi la marca da bollo da 2 euro sulle fatture senza IVA sopra 77,47 euro. La fatturazione elettronica è obbligatoria anche in forfettario.

Esempio numerico in forfettario

Incassi 30.000 euro. Reddito lordo forfettario: 30.000 x 67% = 20.100 euro. Contributi versati 3.000 euro. Reddito imponibile: 20.100 – 3.000 = 17.100 euro.

Imposta sostitutiva 15%: 17.100 x 15% = 2.565 euro. Con aliquota start-up 5%: 17.100 x 5% = 855 euro. Non paghi addizionali regionali e comunali, perché l’imposta è sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali.

Il vantaggio del forfettario cresce quando hai costi reali bassi rispetto al 33% già riconosciuto a forfait.

Contributi INPS e coperture assicurative

Il tatuatore è inquadrato di norma come artigiano. Paga i contributi alla Gestione Artigiani INPS. Il sistema prevede contributi fissi sul minimale e contributi percentuali sulla parte di reddito che supera il minimale.

In forfettario puoi chiedere il regime contributivo agevolato INPS (riduzione del 35% dei contributi dovuti). La domanda va presentata all’INPS nei tempi previsti ogni anno. I contributi, sia pieni sia ridotti, restano deducibili prima delle imposte.

Valuta anche la copertura INAIL, obbligatoria per gli artigiani esposti a rischio. Premi e adempimenti dipendono dal rischio specifico dell’attività.

Regola decisionale rapida

Usa questa sequenza logica. È pensata per un tatuatore con codice ATECO tipico e clientela mista.

  • Stima i ricavi attesi dell’anno. Se superi 85.000 euro, il forfettario non è applicabile dal periodo successivo. Se superi 100.000 euro nell’anno, esci subito dal forfettario con IVA dovuta dal giorno dopo il superamento (regola della fuoriuscita immediata prevista dalla Legge 197/2022).
  • Confronta i costi reali con il 33% a forfait. Se i tuoi costi deducibili superano stabilmente il 33% degli incassi, l’ordinario tende a convenire. Se sono inferiori, il forfettario è spesso migliore.
  • Valuta i contributi. Se aderisci al 35% INPS in forfettario, la base imponibile scende e il regime diventa più conveniente. Ricorda: i contributi sono deducibili in entrambi i regimi.
  • Considera IVA e investimenti. Se fai investimenti con molta IVA detraibile, l’ordinario ti lascia recuperare l’IVA sugli acquisti. In forfettario non la recuperi.
  • Hai detrazioni personali elevate (famiglia, mutuo, bonus)? Le sfrutti bene solo in ordinario, perché lì paghi IRPEF. Nel forfettario l’imposta è sostitutiva e molte detrazioni IRPEF non trovano capienza.

In sintesi: ricavi entro 85.000, costi bassi, pochi investimenti e contributi agevolabili? Scegli forfettario. Ricavi medio-alti, costi reali alti, molta IVA a credito e molte detrazioni personali? Scegli ordinario.

Scadenze, acconti e versamenti

Il modello Redditi PF si presenta ogni anno con i relativi quadri. Saldo e primo acconto si versano di norma entro fine giugno (salvo proroghe). Il secondo acconto si versa a fine novembre. Usi l’F24 telematico.

Gli acconti si calcolano con il metodo “storico” (in base all’imposta dell’anno prima) o “previsionale” (in base a quanto prevedi di dover pagare). Il previsionale va usato con prudenza: se sbagli per difetto, paghi sanzioni e interessi.

Nel forfettario versi saldo e acconti dell’imposta sostitutiva. In ordinario versi saldo e acconti IRPEF e addizionali. I contributi INPS seguono scadenze proprie, con eventuale parte fissa e parte a percentuale in dichiarazione.

Fonti normative e prassi di riferimento

Imposte sui redditi: TUIR, DPR 917/1986 (articolo 11 per gli scaglioni IRPEF, come modificati dalle leggi di bilancio). Testo consultabile su Normattiva.

Regime forfettario: Legge 190/2014, articolo 1, commi 54-89; modifiche e integrazioni nelle leggi di bilancio successive, tra cui Legge 197/2022 (soglia a 85.000 euro e fuoriuscita immediata oltre 100.000). Documentazione dell’Agenzia delle Entrate.

IVA: DPR 633/1972. Regole sulla non applicazione dell’IVA nel forfettario e sulla fatturazione. Istruzioni AE e circolari di prassi.

Contributi: Gestione Artigiani INPS, regolata da leggi previdenziali e circolari INPS. Riduzione 35% per forfettari prevista dalla Legge 190/2014 e dai relativi decreti attuativi. Materiali informativi sul sito dell’INPS e del Ministero del Lavoro.

IRAP: esclusione per persone fisiche e ditte individuali introdotta dalla Legge di Bilancio 2022. Approfondimenti sul portale dell’Agenzia delle Entrate.

Scenario Requisiti 2026 Base imponibile Imposta e contributi Tempistiche e adempimenti
Forfettario start (5%) Nuova attività, requisiti start-up previsti dalla Legge 190/2014; ricavi entro 85.000 euro; nessuna causa di esclusione Incassi x 67% (tatuatore) – contributi versati Imposta sostitutiva 5%; contributi INPS dovuti, riducibili del 35% su richiesta Saldo/Acconti imposta sostitutiva; fattura elettronica; marca da bollo; niente IVA e ritenute
Forfettario 15% Ricavi entro 85.000 euro; nessuna causa di esclusione; superamento 100.000 euro comporta uscita immediata Incassi x 67% – contributi versati Imposta sostitutiva 15%; contributi INPS con possibile riduzione 35% Saldo/Acconti; e-fattura; controllo soglia ricavi durante l’anno
Ordinario semplificato Obbligatorio o per scelta; per ditte individuali sotto certe soglie contabili Ricavi – costi deducibili – contributi versati IRPEF 23%-33%-43% + addizionali; IVA detraibile; contributi INPS ordinari Liquidazioni IVA periodiche; dichiarazioni IVA e Redditi; F24 per imposte e contributi
Ordinario con costi elevati Investimenti importanti e costi >33% incassi Ricavi – costi reali (ammortamenti inclusi) – contributi IRPEF per scaglioni; maggior recupero IVA e deduzioni Pianificazione acconti con metodo previsionale consigliata
Superamento soglia 85.000 Ricavi >85.000 e ≤100.000 nell’anno Per l’anno in corso resta il metodo del regime applicato Dal periodo successivo passi all’ordinario Verifica scatto regime e adegua IVA dal 1° gennaio successivo
Superamento 100.000 (fuoriuscita immediata) Ricavi >100.000 nell’anno Per le operazioni successive al superamento applichi l’IVA Si applica IVA da subito; l’imposta torna l’IRPEF a scaglioni dal periodo successivo Monitoraggio ricavi, variazione regime IVA dal giorno dopo il superamento

FAQ

Quanto paga di tasse un tatuatore con 30.000 euro di incassi in forfettario?

Con il coefficiente di redditività 67%, il reddito lordo è 30.000 x 67% = 20.100 euro. Sottrai i contributi versati nell’anno, ipotizziamo 3.000 euro. L’imponibile diventa 17.100 euro. Applichi l’imposta sostitutiva. Aliquota 15%: 17.100 x 15% = 2.565 euro. Aliquota start-up 5%: 17.100 x 5% = 855 euro. In forfettario non paghi addizionali regionali e comunali, perché l’imposta è “sostitutiva” dell’IRPEF e delle addizionali. Ricorda che i contributi INPS li versi comunque e li deduci dalla base prima dell’imposta. Se hai aderito alla riduzione del 35% INPS, i contributi diminuiscono e l’imponibile sale: ricalcola la base tenendo conto dell’importo effettivo versato.

Quanto paga in ordinario con 30.000 euro di incassi, 3.000 di costi e 4.000 di contributi?

Reddito imponibile: 30.000 – 3.000 – 4.000 = 23.000 euro. L’IRPEF 2026 si calcola per scaglioni: tutto il reddito sta nel primo scaglione, quindi 23% di 23.000 = 5.290 euro. A questa imposta si aggiungono le addizionali regionali e comunali, che variano in base al domicilio fiscale. Il reddito netto dopo la sola IRPEF è 17.710 euro. In ordinario potresti dedurre più costi reali (ammortamenti di macchinari, locazioni, utenze, DPI, materiali). Se i tuoi costi effettivi sono superiori al 33% degli incassi, l’ordinario spesso migliora il risultato rispetto al forfettario.

Come scelgo tra forfettario e ordinario senza sbagliare?

Fai così: 1) stima i ricavi e verifica se resti stabilmente sotto 85.000 euro. 2) Confronta i tuoi costi reali attesi con il 33% degli incassi. Se i costi superano quel 33%, l’ordinario tende a convenire perché deduci tutto ciò che è inerente. 3) Valuta l’IVA: se compri molto e hai tanto IVA a credito, l’ordinario ti fa recuperare l’imposta. In forfettario non la recuperi. 4) Considera le tue detrazioni personali IRPEF (familiari, interessi mutuo, bonus edilizi): rendono di più in ordinario, dove l’IRPEF è presente. 5) Non dimenticare i contributi: nel forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% all’INPS e dedurli dalla base. 6) Simula i due scenari con numeri realistici sui tuoi dati. Una simulazione ben fatta vale più di una regola generica.

Cosa succede se supero 85.000 o 100.000 euro di ricavi in forfettario?

Se superi 85.000 ma non arrivi a 100.000 nell’anno, resti in forfettario per l’anno in corso e passi all’ordinario dall’anno successivo. Se superi 100.000, scatta la fuoriuscita immediata: dal giorno successivo devi applicare l’IVA sulle operazioni e adempiere come nel regime ordinario. Questa regola è stata introdotta dalla Legge 197/2022 per rendere più fluido il passaggio di regime. Ricorda di monitorare i ricavi mese per mese. Se ti avvicini alla soglia, pianifica prezzi, preventivi e acquisti in modo da non trovarti a metà anno con obblighi IVA inattesi.

Come funzionano i contributi INPS per il tatuatore e posso ridurli?

Il tatuatore, inquadrato come artigiano, versa contributi alla Gestione Artigiani INPS. Paghi una quota fissa sul minimale e una quota percentuale sulla parte di reddito che supera il minimale. In forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi (regime contributivo agevolato). La domanda va presentata all’INPS, di solito all’apertura o entro le finestre indicate ogni anno. I contributi sono sempre deducibili dal reddito prima di calcolare le imposte, sia in ordinario sia in forfettario. Attenzione: ridurre i contributi riduce il carico immediato, ma può avere effetti sul montante contributivo ai fini pensionistici. Valuta con attenzione, soprattutto se sei giovane e prevedi molti anni di attività.

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