Tasse per travel blogger: quali e quante sono?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Come travel blogger paghi IRPEF a scaglioni in regime ordinario oppure un’imposta sostitutiva del 15% (5% start) in forfettario; i contributi INPS sono deducibili e l’IVA dipende da regime, cliente e luogo dell’operazione.

  • Regime ordinario: imponibile = incassi – costi deducibili – contributi. IRPEF per scaglioni, addizionali regionali e comunali, principio di cassa per i professionisti.
  • Regime forfettario: coefficiente di redditività tipico 78% (in base al codice ATECO). Imposta sostitutiva 15% o 5% per nuove attività. Limite 85.000 euro, uscita immediata oltre 100.000 euro.
  • Contributi: in assenza di Cassa professionale, si versa alla Gestione Separata INPS. Aliquote e minimali variano ogni anno con circolare INPS. I contributi si deducono dall’imponibile.

Inquadramento fiscale del travel blogger

Un travel blogger svolge attività di contenuti e promozione nel turismo. Può scrivere articoli, vendere consulenze, ospitare banner, fare affiliazioni e collaborazioni commerciali.

Dal punto di vista fiscale rientra nel lavoro autonomo. Il TUIR (DPR 917/1986, art. 53 e 54) definisce come si determina il reddito dei professionisti: per cassa, cioè quando incassi.

Il codice ATECO va scelto in base all’attività prevalente. Spesso si usano codici legati ai servizi pubblicitari, comunicazione o altre attività professionali. Il codice incide su INPS e, nel forfettario, sul coefficiente di redditività.

Norme e prassi da conoscere

Per il regime forfettario valgono le regole della Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89, come modificate dalle leggi di bilancio successive (ad esempio Legge 197/2022 per la soglia 85.000 euro e l’uscita a 100.000). Consulta sempre il testo aggiornato su Normattiva.

Per l’IVA si applica il DPR 633/1972, con regole sul luogo di imposizione per i servizi digitali e pubblicitari (art. 7-ter e seguenti). Per le operazioni con l’estero valgono le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.

I contributi senza Cassa si versano alla Gestione Separata secondo le circolari annuali INPS. Le addizionali IRPEF sono disciplinate da Regioni e Comuni. Le istruzioni ufficiali sono sul portale del Ministero del Lavoro, INPS e Agenzia delle Entrate.

Regime forfettario per travel blogger nel 2026

Il forfettario è semplice e spesso conveniente se hai costi bassi. Paghi un’imposta sostitutiva unica. Non applichi IVA, non subisci ritenute d’acconto. Esemplifica la contabilità.

Requisiti principali: ricavi/compensi dell’anno precedente entro 85.000 euro. Uscita immediata se nell’anno superi 100.000 euro. Vale anche l’assenza di cause di esclusione previste dalla Legge 190/2014 (controllo di SRL con attività riconducibile, partecipazioni in società di persone, e altre ipotesi indicate dalla norma vigente).

Coefficiente di redditività: per i professionisti della comunicazione e consulenza, spesso è 78%. Significa che il fisco presume un 22% di costi. Verifica il tuo coefficiente in base al codice ATECO prevalente indicato nella tabella allegata alla Legge 190/2014, versione aggiornata su Normattiva.

Come si calcola l’imposta sostitutiva

Procedura pratica, con “principio di cassa”:

1) prendi i compensi incassati nell’anno; 2) applica il coefficiente di redditività; 3) sottrai i contributi previdenziali pagati; 4) applica l’aliquota (15% o 5%).

Esempio: Fabio è un travel blogger forfettario, secondo anno di attività, incassato 45.000 euro. Coefficiente 78%, contributi 4.500 euro.

Imponibile: (45.000 x 78%) – 4.500 = 30.600 euro. Imposta al 5%: 30.600 x 5% = 1.530 euro.

L’aliquota al 5% è per i primi 5 anni se rispetti i requisiti per la “nuova attività” previsti dall’art. 1, comma 65, Legge 190/2014 (nessuna attività simile nei tre anni precedenti, reale novità, e altre condizioni). Se non rispetti i requisiti, applichi il 15%.

IVA, fatture e bollo nel forfettario

Nel forfettario non addebiti IVA in fattura. Devi inserire l’annotazione di legge. Applichi l’imposta di bollo da 2 euro sulle fatture senza IVA sopra 77,47 euro. Il bollo si versa con cadenza trimestrale seguendo le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.

La fatturazione elettronica è obbligatoria per i forfettari. Lo prevede il DLgs 127/2015 e successive estensioni. Per clienti esteri usi fattura elettronica con codice destinatario convenzionale e compili le operazioni transfrontaliere secondo le regole vigenti.

Regime ordinario semplificato nel 2026

In ordinario calcoli l’IRPEF a scaglioni. L’imponibile è la differenza tra incassi e costi deducibili, meno i contributi previdenziali. Vale il principio di cassa per i professionisti (TUIR art. 54).

Costi tipici deducibili: strumenti e attrezzature, software, canoni di piattaforme, pubblicità, consulenze, telefonia e internet (quote di deducibilità come da TUIR e prassi), viaggi legati al lavoro entro limiti. Le regole puntuali sono nelle norme del TUIR e nelle circolari dell’Agenzia delle Entrate.

IRPEF per scaglioni: fino a 28.000 euro, scaglione base; poi scaglioni successivi per la quota eccedente. A fine anno applichi anche addizionale regionale e comunale. Le percentuali in vigore dipendono dalla Legge di Bilancio dell’anno.

Esempio numerico in ordinario

Michele incassa 60.000 euro, sostiene 15.000 euro di costi e ha versato 5.000 euro di contributi. Imponibile: 60.000 – 15.000 – 5.000 = 40.000 euro.

Calcolo IRPEF a titolo illustrativo:

Ipotesi A (scaglioni confermati a 23%/35%/43%): 28.000 x 23% = 6.440; quota eccedente 12.000 x 35% = 4.200; totale IRPEF lorda 10.640 euro, poi detrazioni e addizionali.

Ipotesi B (secondo scaglione ridotto al 33% se confermato in Legge di Bilancio 2026): 28.000 x 23% = 6.440; quota eccedente 12.000 x 33% = 3.960; totale IRPEF lorda 10.400 euro, poi detrazioni e addizionali.

Applica sempre gli scaglioni effettivamente vigenti nell’anno e verifica il testo vigente su Normattiva e le tabelle del MEF/Agenzia delle Entrate.

IVA e clienti esteri in ordinario

In ordinario addebiti IVA se l’operazione è territorialmente rilevante in Italia. Aliquota ordinaria 22%, salvo eccezioni. Per servizi a soggetti passivi UE, spesso si applica il reverse charge (art. 7-ter DPR 633/1972) con fattura senza IVA. Per privati UE o extra-UE valgono regole specifiche sui servizi elettronici: verifica il luogo di imposizione e, ove necessario, i regimi OSS.

Controlla sempre se il cliente è un soggetto passivo con partita IVA (iscrizione VIES) o un consumatore finale. Le regole cambiano in base allo status del cliente.

Contributi previdenziali: come funzionano

Se non appartieni a un Ordine con Cassa professionale, versi alla Gestione Separata INPS. L’aliquota e le ripartizioni per maternità, malattia e DIS-COLL sono fissate da circolari annuali INPS. Importo e acconti variano in base al reddito.

I contributi sono deducibili: riducono l’imponibile sia nel forfettario sia nell’ordinario. In ordinario, se hai ritenute d’acconto, le trovi nel prospetto di liquidazione a fine anno insieme agli acconti versati.

Se ti inquadri come commerciante o artigiano (ad esempio se l’attività prevalente è intermediazione o vendita), potresti essere tenuto ai minimi contributivi fissi INPS Artigiani/Commercianti. Nel forfettario è possibile chiedere la riduzione del 35% dei contributi (se confermata dalle norme vigenti e previa domanda nei termini INPS).

IRAP e imposta di bollo

IRAP: i professionisti senza autonoma organizzazione, in linea con l’orientamento della giurisprudenza (Corte di Cassazione, Sezioni Unite), di regola non sono soggetti a IRAP. Valuta caso per caso se disponi di struttura organizzata e dipendenti.

Bollo: su fatture senza IVA superiori a 77,47 euro si applica l’imposta di bollo da 2 euro. Per le e-fatture, il versamento avviene periodicamente con modello F24 secondo le scadenze dell’Agenzia delle Entrate.

Regola decisionale rapida

Se… allora… per scegliere il regime giusto

Se i tuoi incassi previsti sono entro 85.000 euro, i costi reali sono bassi e lavori soprattutto da solo, allora il forfettario è spesso la via più semplice e leggera.

Se sei a inizio attività e rispetti i requisiti per l’aliquota 5%, allora il forfettario “start” può farti risparmiare imposte nei primi 5 anni.

Se superi spesso 85.000 euro, hai costi elevati, assumi collaboratori o investi molto in advertising e viaggi, allora l’ordinario può convenire perché deduci i costi effettivi.

Se lavori con molte aziende UE/extra-UE e devi gestire IVA, VIES, reverse charge o OSS, allora l’ordinario richiede più adempimenti ma ti consente una gestione completa dell’IVA.

Se hai dubbi sul coefficiente del forfettario o sull’INPS corretto, allora scegli prima il codice ATECO prevalente e verifica le tabelle su Normattiva e le circolari INPS.

Fonti normative da consultare

TUIR (DPR 917/1986), DPR 633/1972 per IVA, Legge 190/2014 art. 1 commi 54-89 per il forfettario, Leggi di Bilancio più recenti per scaglioni IRPEF e limiti, circolari INPS per aliquote contributive, documenti Agenzia delle Entrate per fatturazione elettronica ed esterometro. Consulta il portale Normattiva, l’Agenzia delle Entrate, il Ministero del Lavoro e l’INPS per i testi aggiornati.

Scenario Regime fiscale Requisiti/limiti Base imponibile Aliquote imposta Contributi IVA e adempimenti Tempistiche principali
Startup con consulenze e contenuti, costi bassi Forfettario (5% se “nuova attività”) Ricavi anno precedente ≤ 85.000; nessuna causa di esclusione Incassi x coefficiente (es. 78%) – contributi 5% per 5 anni, poi 15% Gestione Separata INPS; deducibili No IVA, bollo 2€ se > 77,47; e-fattura obbligatoria Acconti/saldi imposte e INPS secondo scadenze; bollo trimestrale
Professionista con banner e affiliazioni miste Forfettario (15%) Ricavi anno precedente ≤ 85.000; coefficiente da ATECO Incassi x coefficiente – contributi 15% sostitutiva Gestione Separata o INPS Commercianti secondo inquadramento No IVA; attenzione operazioni estere e comunicazioni Monitoraggio soglia 85.000/100.000 durante l’anno
Creator con costi elevati (viaggi, team, ads) Ordinario semplificato Nessun limite di ricavi Incassi – costi deducibili – contributi IRPEF a scaglioni + addizionali Gestione Separata o altra gestione; deducibili IVA 22% salvo eccezioni; reverse charge B2B UE Liquidazioni IVA, esterometro/operazioni estere, CU/770 se ritenute
Clienti esteri prevalenti (piattaforme UE/extra-UE) Forfettario o Ordinario a seconda dei costi Verifica status cliente (B2B/B2C) e luogo prestazione Come da regime scelto Come da regime scelto Come da gestione previdenziale scelta Fatture senza IVA B2B UE con reverse charge; regole OSS per B2C Iscrizione VIES per B2B UE; scadenze IVA e imposte ordinarie

FAQ

Qual è il codice ATECO migliore per un travel blogger e come incide sul coefficiente 78%?

Dipende dalla tua attività prevalente. Se crei contenuti, fai consulenze e promozione, di solito rientri tra le attività professionali della comunicazione e del marketing. Molti blogger usano un codice ATECO del settore pubblicità o altre attività professionali. In questi casi, nel forfettario, il coefficiente di redditività tipico è il 78%. Significa che su 1.000 euro incassati, 780 sono tassati e 220 sono considerati costi figurativi. Se invece la tua attività è più vicina al commercio o all’intermediazione, il coefficiente può cambiare. La scelta dell’ATECO influenza anche l’INPS: professionista senza Albo in Gestione Separata; attività più commerciali in INPS Commercianti con minimali. Consulta le tabelle allegate alla Legge 190/2014 su Normattiva e le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per associare correttamente codice ATECO, coefficiente e gestione INPS.

Come fatturo banner, affiliazioni e collaborazioni con aziende estere (UE e extra-UE)?

Prima identifica il cliente: è un soggetto passivo (B2B) con partita IVA o un consumatore finale (B2C)? Con B2B UE di norma il luogo della prestazione è lo Stato del committente (art. 7-ter DPR 633/1972). Emmetti fattura senza IVA con reverse charge e indicazioni di legge, verificando l’iscrizione VIES del cliente. Con piattaforme extra-UE B2B, in molti casi la prestazione è fuori campo IVA in Italia. Con B2C, la regola cambia: per servizi elettronici o digitali possono entrare in gioco i regimi OSS e le soglie. Nel forfettario non applichi IVA ma restano gli adempimenti sulle operazioni transfrontaliere. Nelle e-fatture a clienti esteri usa i codici previsti e il canale SDI secondo le specifiche tecniche in vigore. Ricorda il bollo da 2 euro sulle fatture non IVA superiori a 77,47 euro. Conserva la documentazione che dimostra lo status del cliente e il luogo di utilizzo del servizio, in caso di controlli.

Quanti contributi INPS pago e quando si versano gli acconti?

Se non hai una Cassa professionale, versi alla Gestione Separata INPS. L’aliquota varia ogni anno con circolare INPS e copre pensione, maternità, malattia e, se previsto, DIS-COLL. Il contributo si calcola sul reddito imponibile fiscale (in ordinario) o sul reddito forfettario (in forfettario) prima delle imposte. I contributi sono deducibili, quindi riducono l’imponibile. Si versano con F24 in sede di saldo e acconti insieme alle imposte: saldo e primo acconto a fine giugno (con eventuali proroghe), secondo acconto a fine novembre. Puoi rateizzare secondo le regole dell’Agenzia delle Entrate. Se sei artigiano o commerciante, hai minimali fissi e contributi percentuali eccedenti il minimale; nel forfettario puoi chiedere, se confermata, la riduzione del 35% dei contributi INPS a domanda. Verifica ogni anno le aliquote su INPS e le scadenze ufficiali.

Supero 85.000 euro: perdo il forfettario subito o dall’anno dopo?

La soglia principale per restare nel forfettario è 85.000 euro. Se superi questa soglia ma resti entro 100.000 euro, di regola esci dal forfettario dall’anno successivo. Se superi 100.000 euro, la fuoriuscita è immediata: per le operazioni successive al superamento applichi le regole IVA e d’imposta proprie del regime ordinario. Questa disciplina è stata introdotta e modificata dalle Leggi di Bilancio recenti (ad esempio Legge 197/2022) e potrebbe essere aggiornata. Tieni un prospetto degli incassi mese per mese per non superare inavvertitamente le soglie. Se sai che le supererai, preparati per tempo alle liquidazioni IVA, alla detraibilità dell’IVA sugli acquisti e all’applicazione delle ritenute. Ricorda che il passaggio di regime impatta anche su acconti e saldi di imposte e contributi.

Quali costi posso dedurre in ordinario e quali detrazioni posso usare a prescindere dal regime?

In ordinario deduci i costi inerenti e documentati: software, hosting, attrezzatura foto/video (ammortamenti), canoni strumenti di marketing, pubblicità, consulenze, coworking, viaggi di lavoro e trasferte legate a progetti, formazione professionale entro i limiti vigenti, telefonia e internet con le percentuali di deducibilità previste. Le auto seguono regole specifiche del TUIR (art. 164). I pasti e la rappresentanza hanno limiti e percentuali precise. Il principio è l’inerenza: il costo deve servire all’attività. In entrambi i regimi puoi dedurre i contributi previdenziali. Le persone fisiche possono fruire di detrazioni IRPEF per oneri personali (ad esempio spese sanitarie al 19% oltre franchigia, istruzione, assicurazioni, interessi mutuo, secondo le norme vigenti). Le regole e i limiti sono nel TUIR e nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate. Conserva sempre fatture e giustificativi e verifica annualmente le percentuali aggiornate.

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