Tasse per un artigiano online in Partita IVA: quali e quante sono?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Se sei un artigiano e vendi online i prodotti che realizzi, tasse e contributi dipendono dal regime fiscale scelto, dall’IVA sulle vendite (Italia/UE/extra-UE) e dai contributi INPS Artigiani obbligatori.

  • Regimi 2026: ordinario IRPEF a scaglioni 23%–33%–43%; forfettario 5% primi 5 anni poi 15%, limite ricavi 85.000 euro.
  • IVA: e-commerce “indiretto” con regole del D.P.R. 633/1972; OSS UE oltre 10.000 euro annui complessivi B2C intra-UE.
  • INPS Artigiani: contributi fissi 4.521,36 euro più variabili oltre 18.808 euro, con aliquote 24% e 25% sui redditi eccedenti.

Chi è l’artigiano che vende online: inquadramento e codici ATECO

Un artigiano produce beni con prevalenza del proprio lavoro. La base è la Legge-quadro per l’artigianato (L. 443/1985). Devi iscriverti al Registro Imprese e all’Albo delle Imprese Artigiane presso la Camera di Commercio.

Il codice ATECO principale è produttivo, se realizzi tu i beni. Esempio: confezione di capi, lavorazioni del legno, oreficeria. L’attività di vendita è accessoria alla produzione e resta inquadrata come impresa artigiana individuale.

Serve aggiungere l’ATECO del commercio online?

Se vendi quasi esclusivamente via internet, molte Camere di Commercio chiedono il codice 47.91.10 come attività secondaria. Se la vendita online è occasionale o accessoria, spesso non è richiesto. Verifica con SUAP e CCIAA locali.

La pratica amministrativa passa dal SUAP comunale con SCIA, come da D.P.R. 160/2010. In seguito attivi INPS Artigiani e, se necessario, INAIL per la sicurezza.

Regimi fiscali 2026 per l’artigiano online

Puoi scegliere tra regime ordinario e regime forfettario. La scelta influenza calcolo delle imposte, IVA e contabilità. Le regole base discendono dal TUIR (D.P.R. 917/1986) e dalla L. 190/2014 sul forfettario, con modifiche successive.

Regime ordinario: come si calcola l’IRPEF

Nel regime ordinario tassazione a scaglioni IRPEF 2026: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.001 a 50.000 euro; 43% oltre 50.000 euro. Si applicano anche addizionali regionali e comunali.

Base imponibile: ricavi meno costi inerenti meno contributi previdenziali. Vale il principio di cassa semplificata per imprese minori, previsto dal TUIR: contano incassi e pagamenti reali dell’anno.

Regime forfettario: aliquote, limiti e coefficienti

Il forfettario si applica fino a 85.000 euro di ricavi annui. Imposta sostitutiva 5% per i primi 5 anni, poi 15%. Norme: L. 190/2014 e successive leggi di bilancio.

Il reddito si calcola con il coefficiente di redditività, che è una percentuale fissata per ATECO. Per produzione artigianale, il coefficiente tipico è 67%. Non deduci costi specifici, salvo i contributi INPS.

Uscita immediata se superi 100.000 euro nell’anno: da quel momento applichi l’IVA e perdi il forfettario per quell’anno. La regola è stata introdotta dalle recenti leggi di bilancio e dalle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.

Contributi nel forfettario: riduzione 35%

Come forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi INPS Artigiani. La possibilità discende dall’art. 1, comma 77, L. 190/2014. Attenzione: la riduzione impatta anche la futura pensione.

I contributi pagati si deducono dal reddito forfettario prima di calcolare l’imposta sostitutiva. La deduzione è espressamente prevista dalla L. 190/2014 e dal TUIR per oneri previdenziali.

Esempi di calcolo 2026

Esempio forfettario: ricavi 40.000. Reddito forfettario 67% = 26.800. Contributi fissi 4.521,36 più variabili 24% su 26.800−18.808 = 7.992, cioè 1.918,08. Totale 6.439,44.

Base imposta sostitutiva 26.800−6.439,44 = 20.360,56. Aliquota 5% = 1.018,03. Se chiedi la riduzione contributiva del 35%, i contributi scendono e l’imposta sale di poco.

Esempio ordinario: ricavi 40.000; costi documentati 15.000; contributi 6.000. Reddito 19.000. IRPEF al 23% su 19.000, più addizionali. L’IVA si gestisce secondo D.P.R. 633/1972.

IVA ed e-commerce: Italia, UE e extra-UE

La vendita online con spedizione al cliente è e-commerce “indiretto”. Lo chiarisce l’Agenzia delle Entrate nelle sue guide e nelle risoluzioni sul tema. Si applicano le regole IVA generali del D.P.R. 633/1972.

Vendite in Italia

Regime ordinario: emetti fattura elettronica e applichi l’IVA italiana. Oppure registri i corrispettivi se vendi a privati senza fattura obbligatoria. I corrispettivi telematici sono gestiti con RT o portali.

Regime forfettario: non addebiti IVA né detrai quella sugli acquisti. Indichi in fattura che operi in franchigia IVA ex art. 1, commi 54-89, L. 190/2014. Resta l’obbligo di e-fattura.

Vendite a privati UE (B2C) e OSS

Se le vendite B2C intracomunitarie superano 10.000 euro annui complessivi, applichi l’IVA del Paese del cliente tramite OSS. Base normativa: Direttiva UE 2017/2455 e 2019/1995, recepite in Italia con D.Lgs. 83/2021.

Anche chi è in forfettario può usare l’OSS per queste vendite. L’Agenzia delle Entrate lo consente nelle sue istruzioni. Registri l’OSS in Italia e versi l’IVA estera con dichiarazioni trimestrali OSS.

Marketplace e giacenze all’estero

Se usi magazzini esteri (es. programmi FBA) e spedisci da altri Paesi UE, potresti dover aprire posizioni IVA locali. In questi casi l’OSS non sempre basta. Valuta la logistica prima di attivare depositi esteri.

Se spedisci sempre dall’Italia, l’OSS copre le vendite B2C UE. Il marketplace non è “fornitore presunto” se sei stabilito in UE e spedisci da UE, salvo casi previsti dal pacchetto e-commerce UE.

Vendite extra-UE

Le esportazioni sono non imponibili IVA, articoli 8 e seguenti del D.P.R. 633/1972. Servono prove di uscita doganale. Occhio a dazi e IVA nel Paese di destino, che possono frenare la consegna.

Per spedizioni di basso valore verso consumatori esteri, verifica le regole doganali semplificate. Consulta il portale dell’Agenzia delle Dogane e i sistemi ICS2 per la sicurezza.

Fatturazione elettronica e documenti

L’e-fattura è obbligatoria anche per forfettari. La base è il D.Lgs. 127/2015 e i provvedimenti successivi, inclusi gli estesi obblighi dal 2024-2026. Usa il Sistema di Interscambio per tutte le vendite con fattura.

Per e-commerce indiretto a privati, puoi emettere fattura su richiesta del cliente. In alternativa registri i corrispettivi giornalieri. Tieni un tracciamento puntuale degli ordini e delle spedizioni.

Contributi INPS Artigiani 2026: importi e scadenze

Gli artigiani versano contributi fissi più contributi eccedenti, calcolati sul reddito artigiano. La gestione è INPS Artigiani. Le regole stanno nel Testo Unico e nelle circolari INPS annuali.

Importi 2026: quota fissa 4.521,36 euro in quattro rate. Scadenze: 16 maggio, 22 agosto, 16 novembre, 16 febbraio dell’anno successivo. Gli F24 sono generati nel Cassetto INPS.

Aliquote variabili 2026: 24% oltre 18.808 euro di reddito. Sulla parte oltre 56.224 euro l’aliquota sale al 25%. Il reddito previdenziale per il forfettario è quello forfettario, salvo opzioni.

I contributi si deducono dal reddito ai fini IRPEF e ai fini imposta sostitutiva. Il TUIR consente la deduzione degli oneri previdenziali obbligatori.

Regola decisionale rapida

Come scegliere il regime in 5 passi logici

1) Stimi i ricavi del primo anno. Se superano 85.000 euro, niente forfettario. Se tra 65.000 e 85.000, valuta margini e OSS UE.

2) Confronti margini e costi. Se hai molti costi deducibili (materie prime, packaging, advertising), l’ordinario spesso conviene. Se i costi sono leggeri, il forfettario vince.

3) Consideri l’IVA. Se compri con molta IVA e rivendi in Italia, l’ordinario ti fa recuperare l’IVA. Se vendi tanto B2C UE con OSS, l’impatto IVA va simulato.

4) Guardi ai contributi. In forfettario puoi chiedere riduzione 35% dei contributi. In ordinario non puoi. Valuta effetto su cassa e su pensione.

5) Proietti i prossimi 24 mesi. Se prevedi crescita veloce oltre soglie forfettarie o deposito estero, imposta subito l’ordinario per evitare doppi passaggi.

Adempimenti operativi: checklist di avvio

Apertura e iscrizioni

1) Comunicazione unica: apertura Partita IVA, iscrizione Registro Imprese e Albo Artigiani. 2) SCIA al SUAP. 3) Attivazione INPS Artigiani. 4) Eventuale INAIL se hai addetti.

5) PEC, SPID e firma digitale. 6) Registrazione al portale Fatture e Corrispettivi. 7) Valuta adesione OSS se vendi B2C UE oltre 10.000 euro.

Contabilità e documenti

Predisponi il sistema di fatturazione elettronica. Definisci procedure per corrispettivi e per resi. Archiviazione elettronica a norma dei documenti fiscali.

Predisponi listini IVA per Paesi UE se usi OSS. Mappa le regole doganali per extra-UE. Tieni evidenze delle prove di spedizione.

Errori comuni e come evitarli

ATECO e pratiche

Errore: non indicare l’attività secondaria 47.91.10 quando la vendita online è prevalente. Soluzione: chiedi conferma alla CCIAA in fase di pratica SUAP.

Errore: attivare magazzini esteri senza registrazione IVA locale. Soluzione: mappa i flussi e apri posizioni prima di spedire dal Paese estero.

IVA e fatturazione

Errore: ignorare la soglia 10.000 euro B2C UE e non applicare IVA del Paese del cliente. Soluzione: monitora le vendite e attiva OSS in tempo utile.

Errore: per i forfettari, pensare che l’OSS non sia accessibile. Soluzione: usa l’OSS anche in forfettario quando necessario.

Regime e contributi

Errore: scegliere il forfettario con costi elevati e margini bassi. Soluzione: simula numeri reali. Considera l’ordinario se recuperi molta IVA e deduci molti costi.

Errore: scordare le scadenze INPS fisse e gli acconti imposte. Soluzione: calendario fiscale e piani di cassa trimestrali.

Fonti normative di riferimento

TUIR D.P.R. 917/1986 per IRPEF e principio di cassa imprese minori. D.P.R. 633/1972 per IVA, esportazioni e vendite a distanza.

L. 190/2014 (regime forfettario) e successive modifiche in leggi di bilancio; Allegato con coefficienti di redditività per ATECO.

D.Lgs. 83/2021 attuazione pacchetto IVA e-commerce UE; Direttive UE 2017/2455 e 2019/1995 su OSS.

D.Lgs. 127/2015 per fatturazione elettronica; provvedimenti Agenzia Entrate 2022-2026 su estensione obbligo.

Circolari INPS annuali per contributi Artigiani e scadenze; L. 443/1985 sull’artigianato; D.P.R. 160/2010 per SUAP e SCIA. Consulta Normattiva e i portali istituzionali.

Scenario Requisiti e regime IVA / OSS Tempistiche e scadenze
Artigiano forfettario, vendite solo in Italia Ricavi fino a 85.000; coeff. 67% tipico produzione; imposta 5% o 15% Niente IVA in fattura; e-fattura; corrispettivi se senza fattura E-fatture entro 12 giorni; INPS fissi: 16/05, 22/08, 16/11, 16/02; imposte 30/06 e 30/11
Artigiano forfettario con B2C UE > 10.000 Forfettario invariato; OSS facoltativo ma consigliato IVA del Paese del cliente tramite OSS trimestrale Registrazione OSS prima del superamento; dichiarazioni OSS trimestrali entro fine mese successivo
Artigiano ordinario Italia + UE IRPEF a scaglioni; deduci costi e contributi; IVA detraibile IVA italiana su Italia; IVA Paese cliente via OSS per B2C UE Liquidazioni IVA mensili o trimestrali; esterometro per servizi; scadenze imposte e acconti
Marketplace con deposito UE (es. FBA) Possibile obbligo posizioni IVA locali; valutare uscita da forfettario OSS non copre stock multi-Paese; fatturazione secondo regole locali Apri IVA locale prima della giacenza; invii dichiarazioni periodiche per ciascun Paese

FAQ

Posso vendere online i prodotti che realizzo senza aggiungere l’ATECO del commercio via internet?

Sì, se la tua attività principale resta la produzione artigianale e la vendita online è canale di vendita dei tuoi manufatti. In molte province, però, se il canale online diventa prevalente o strutturale, la Camera di Commercio chiede di aggiungere il codice 47.91.10 come attività secondaria. Questo non cambia la natura artigiana, ma rende più chiara la parte commerciale. Verifica sempre con SUAP e CCIAA al momento dell’iscrizione. La base generale è nella L. 443/1985 per l’artigianato e nel D.P.R. 160/2010 per le pratiche SUAP.

Nel forfettario posso usare l’OSS per vendere a consumatori UE e come funziona l’IVA?

Sì. Anche se nel forfettario non addebiti l’IVA in Italia, per le vendite B2C intracomunitarie oltre 10.000 euro annui devi applicare l’IVA del Paese del cliente. Lo fai con il regime OSS, previsto dal pacchetto e-commerce UE (Direttive 2017/2455 e 2019/1995, D.Lgs. 83/2021). Ti registri all’OSS in Italia, calcoli l’IVA estera sulle vendite, e invii una dichiarazione trimestrale OSS. Il versamento unico viene poi ripartito agli Stati membri. Sotto 10.000 euro puoi restare con IVA italiana, ma è spesso poco pratico se servi più Paesi. Conserva le prove per determinare il Paese di consumo, come indirizzi di spedizione e pagamenti.

Come confronto, con numeri concreti, forfettario e ordinario per un artigiano online?

Parti da tre grandezze: ricavi attesi, costi reali, investimenti con IVA. Nel forfettario il reddito si calcola a forfait con coefficiente (di norma 67% per produzione). Non deduci i costi, salvo contributi INPS. L’imposta è 5% o 15%. Nell’ordinario deduci i costi sostenuti e recuperi l’IVA sugli acquisti. Se la tua filiera ha molta materia prima e servizi con IVA, l’ordinario può ridurre imposte e migliorare la cassa grazie all’IVA detraibile. Fai due simulazioni: una con reddito forfettario al 67% dei ricavi; una con margine lordo reale (ricavi meno costi). Sottrai in entrambi i casi i contributi. Applica aliquote IRPEF 23%–33%–43% nell’ordinario e 5%/15% nel forfettario. Confronta anche gli acconti e la gestione IVA mensile o trimestrale.

Quali sono le scadenze fiscali e previdenziali principali se vendo online come artigiano?

Contributi INPS Artigiani: quattro rate fisse il 16 maggio, 22 agosto, 16 novembre e 16 febbraio dell’anno successivo. I contributi eccedenti si versano con saldo e acconti insieme alle imposte. Imposte sui redditi: saldo e primo acconto a fine giugno, secondo acconto a fine novembre, salvo proroghe. Liquidazioni IVA mensili o trimestrali per l’ordinario, con versamenti entro il giorno 16 del mese successivo o il trimestre successivo. Dichiarazioni OSS trimestrali entro la fine del mese successivo al trimestre. Fatture elettroniche entro 12 giorni dall’operazione o con fattura differita entro il 15 del mese successivo. Tieni un calendario e automatizza i promemoria.

Se inizio in forfettario ma cresco velocemente, cosa succede superando le soglie?

Fino a 85.000 euro resti nel forfettario. Tra 85.001 e 100.000 esci dall’anno successivo. Oltre 100.000 esci immediatamente: da quel momento scatteranno gli obblighi IVA e il passaggio al regime ordinario. Questa regola è stata introdotta dalle recenti leggi di bilancio e dalle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate. Se prevedi di superare 100.000 euro, valuta il passaggio programmato all’ordinario a inizio anno. Ti eviti di gestire doppie regole nel corso dell’anno. Ricorda anche gli effetti sui contributi INPS, perché il reddito previdenziale può crescere e generare acconti più alti. Pianifica la cassa con largo anticipo.

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