Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Quanto paghi dipende dal tuo regime fiscale: ordinario con IRPEF per scaglioni (23%–33%–43%) sull’imponibile, oppure forfettario con imposta sostitutiva 15% o 5% su imponibile “forfettizzato”.
- Regime ordinario: IRPEF per scaglioni su reddito imponibile calcolato come ricavi meno costi deducibili e contributi. Fonti: TUIR, art. 11 su Normattiva.
- Regime forfettario: imposta sostitutiva 15% o 5% per start-up. Soglia ricavi 85.000 euro, uscita immediata oltre 100.000. Fonti: Legge 190/2014 e Legge 197/2022.
- Coefficienti di redditività: 78% per attività professionali (es. 74.20.19), 67% per produzione video/film (es. 59.11.00). Fonti: allegati alla Legge 190/2014 come modificati dalla Legge 208/2015.
Come si determina davvero quante tasse paghi
La prima scelta è il regime fiscale. In ordinario paghi IRPEF a scaglioni sul reddito netto. In forfettario paghi un’unica imposta sul reddito calcolato con un coefficiente.
Il “reddito imponibile” è la base su cui applichi le aliquote. In ordinario lo ottieni togliendo costi e contributi dai ricavi. In forfettario fai prima: applichi il coefficiente e poi sottrai i contributi.
Le regole arrivano da norme precise. Per l’IRPEF si guarda al TUIR (DPR 917/1986) e alla Legge di Bilancio in vigore. Per il forfettario valgono Legge 190/2014 e successive modifiche. Puoi verificare il testo aggiornato su Normattiva e le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.
Regime ordinario: scaglioni IRPEF 2026 e base imponibile
Nel 2026 l’IRPEF segue scaglioni progressivi. 23% fino a 28.000 euro. 33% da 28.000,01 a 50.000 euro. 43% oltre 50.000,01 euro. La base normativa è l’art. 11 del TUIR, come risultante dagli aggiornamenti pubblicati su Normattiva e dalle Leggi di Bilancio recenti.
La base imponibile in ordinario è ricavi meno costi deducibili e meno contributi previdenziali pagati. I professionisti in contabilità semplificata seguono il principio di cassa. Vuol dire che contano gli incassi e i pagamenti. Riferimento: art. 54 e art. 66 del TUIR. Le imprese in ordinaria seguono, in generale, il principio di competenza.
Ricorda le addizionali regionale e comunale. Sono percentuali extra fissate da Regione e Comune. Vanno sullo stesso imponibile IRPEF. Le trovi nei documenti del Ministero dell’Economia e delle Finanze e nei siti istituzionali degli enti locali.
Esempio pratico regime ordinario
Incassi 30.000 euro. Hai costi deducibili per 4.000 euro. Hai versato contributi per 3.000 euro. L’imponibile IRPEF è 23.000 euro (30.000 − 4.000 − 3.000).
Calcolo IRPEF: 23.000 euro ricadono nel primo scaglione al 23%. Imposta 5.290 euro. Il guadagno netto fiscale, prima delle addizionali e di eventuali detrazioni, è 17.710 euro.
Potrai poi applicare detrazioni per lavoro autonomo e carichi familiari. Sono regole del TUIR e dei provvedimenti annuali. Consulta l’Agenzia delle Entrate per gli importi vigenti nell’anno.
Regime forfettario: aliquote, soglie e calcolo
Il forfettario usa un’imposta sostitutiva fissa. Paghi il 15% sul reddito forfettario. Scende al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti di start-up. Il riferimento è la Legge 190/2014, art. 1 commi 54–89, come modificata nel tempo.
Puoi accedere se i ricavi/compensi non superano 85.000 euro. Se superi 100.000 euro in corso d’anno, esci subito dal forfettario. Applichi l’IVA dalla fattura che fa sforare. Queste soglie sono state introdotte e chiarite dalla Legge 197/2022 e dai documenti dell’Agenzia delle Entrate.
In forfettario non addebiti IVA e non detrai l’IVA sugli acquisti. Non subisci ritenuta d’acconto. Indichi in fattura la norma che esonera da IVA e ritenute. Le formule operative sono nelle guide dell’Agenzia delle Entrate.
Coefficienti di redditività e codici ATECO tipici del videomaker
Il coefficiente di redditività traduce gli incassi in reddito imponibile. Dipende dal settore ATECO. Le tabelle sono negli allegati della Legge 190/2014, aggiornati dalla Legge 208/2015 e relativi decreti attuativi.
Due casi comuni nel video:
ATECO 74.20.19 “Altre attività fotografiche specializzate”. È il caso di chi produce video su richiesta e vende servizi professionali. Coefficiente 78% (quindi costi figurativi 22%).
ATECO 59.11.00 “Attività di produzione cinematografica, di video e di programmi televisivi”. È il caso di chi produce cortometraggi o film. Coefficiente 67% (costi figurativi 33%).
Esempio con incassi 25.000 euro e contributi versati 2.000 euro:
ATECO 74.20.19: imponibile forfettario 25.000 × 78% = 19.500 euro. Reddito imponibile dopo contributi 17.500 euro. Imposta sostitutiva 15% = 2.625 euro. In start-up 5% = 875 euro.
ATECO 59.11.00: imponibile forfettario 25.000 × 67% = 16.750 euro. Reddito imponibile dopo contributi 14.750 euro. Imposta 15% = 2.212,50 euro. In start-up 5% = 737,50 euro.
Contributi previdenziali: dove ti iscrivi e quanto incidono
I contribuenti senza cassa professionale si iscrivono di norma alla Gestione Separata INPS. Pagano contributi percentuali sul reddito. La misura è fissata annualmente da INPS con circolari.
Se l’attività è impresa artigiana o commerciale, si applica la Gestione Artigiani e Commercianti INPS. Include contributi fissi minimali e una quota percentuale. Verifica il corretto inquadramento con Camera di Commercio e INPS.
Per alcune professioni dello spettacolo si applica il Fondo Pensioni Lavoratori dello Spettacolo INPS. Le regole riguardano figure specifiche. Consulta le circolari INPS e la normativa di settore.
Adempimenti, scadenze e acconti
Fatturazione e IVA
In forfettario emetti fattura elettronica senza IVA. Inserisci la dicitura di esonero prevista dall’art. 1, commi 54–89, della Legge 190/2014. Non applichi ritenuta d’acconto.
In ordinario, applichi l’IVA secondo le regole del DPR 633/1972. L’aliquota ordinaria è 22%, salvo eccezioni. Gestisci registri IVA e liquidazioni periodiche. Se operi con estero, valuta inversione contabile e modelli Intrastat.
Imposte dirette: saldo, acconti, addizionali
Pagi saldo e acconto con il modello F24. Le scadenze canoniche sono 30 giugno per saldo e primo acconto e 30 novembre per il secondo acconto. Le date possono variare con proroghe e decreti. Controlla ogni anno i comunicati del Ministero dell’Economia e dell’Agenzia delle Entrate.
L’acconto si calcola, di norma, sulla base dell’imposta dell’anno prima. Si versa in una o due rate, secondo soglie e regole vigenti. Vale sia per IRPEF che per l’imposta sostitutiva del forfettario.
Le addizionali regionali e comunali seguono le aliquote deliberate da Regione e Comune. Si pagano con le stesse scadenze del saldo IRPEF. Le trovi nei provvedimenti pubblicati dagli enti e su Normattiva.
Regola decisionale rapida
Quando scegliere forfettario
Scegli forfettario se:
- Ricavi previsti sotto 85.000 euro e costi reali bassi rispetto agli incassi.
- Hai diritto al 5% start-up e puoi massimizzare il risparmio nei primi 5 anni.
- Vuoi semplicità: niente IVA a debito e niente ritenute subite.
Quando scegliere ordinario
Scegli ordinario se:
- Hai costi elevati e documentati che riducono molto l’imponibile.
- Hai importanti detrazioni e oneri deducibili che in forfettario perderesti.
- Prevedi ricavi oltre 85.000 euro o alta crescita nel breve termine.
Nesso logico
Se i costi reali sono maggiori dei costi “figurativi” del tuo coefficiente, l’ordinario tende a convenire. Se i costi reali sono minori, il forfettario è spesso vantaggioso. Verifica sempre l’effetto di contributi, detrazioni e addizionali.
Errori comuni e come evitarli
Confondere incassi con imponibile
In ordinario contano incassi al netto dei costi e dei contributi. In forfettario contano incassi moltiplicati per il coefficiente, meno i contributi. Non applicare percentuali a importi sbagliati.
Ignorare addizionali e acconti
Molti valutano solo l’IRPEF o l’imposta sostitutiva. Ma le addizionali e gli acconti pesano. Inseriscili nel preventivo fiscale per evitare sorprese di cassa.
Usare il codice ATECO sbagliato
Il codice ATECO influenza il coefficiente e l’INPS di riferimento. Scelta errata significa calcoli errati e possibili sanzioni. Verifica l’ATECO su documentazione Istat e chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Superare le soglie del forfettario senza adeguarsi
Se superi 85.000 euro, esci dall’anno successivo. Oltre 100.000 euro, esci subito e applichi l’IVA dalla fattura che fa sforare. Sono regole della Legge 197/2022. Servono controlli mensili dei ricavi.
Dimenticare ritenute, IVA estera e esterometro
In ordinario potresti subire o applicare ritenute. Con clienti esteri serve valutare IVA, reverse charge e comunicazioni fiscali. Segui DPR 633/1972 e istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.
| Scenario | Requisiti/uscita | Base imponibile e calcolo | Tempistiche e adempimenti |
|---|---|---|---|
| Professionista in regime ordinario (semplificato) | Nessuna soglia di ricavi. Tenuta registri incassi/pagamenti. Ritenute d’acconto se il cliente è sostituto (DPR 600/1973). | Ricavi − costi deducibili − contributi. IRPEF per scaglioni 23%/33%/43% + addizionali. Detrazioni TUIR. | F24 saldo/1° acconto al 30/06, 2° acconto al 30/11. Liquidazioni IVA periodiche. ISA se dovuti. |
| Impresa individuale in ordinario (contabilità ordinaria) | Obbligatoria sopra soglie civil-fiscali. Scritture complete, inventari, registri IVA (DPR 633/1972). | Reddito per competenza. IRPEF a scaglioni + addizionali. Deduzioni contributi INPS Artigiani/Commercianti. | F24 alle scadenze IRPEF. Liquidazioni IVA mensili. Dichiarazioni IVA e Redditi secondo calendario annuale. |
| Forfettario ATECO 74.20.19 (coefficiente 78%) | Ricavi ≤ 85.000 euro. Uscita immediata se > 100.000. Niente ritenute. Requisiti start-up per 5%. | Incassi × 78% − contributi. Imposta sostitutiva 15% (o 5%). Niente IVA a debito/credito. | F24 saldo/anticipi alle scadenze imposte dirette. Fattura e-fattura senza IVA con dicitura di esonero. |
| Forfettario ATECO 59.11.00 (coefficiente 67%) | Stesse soglie del forfettario. Verifica eventuale inquadramento previdenziale specifico spettacolo. | Incassi × 67% − contributi. Imposta sostitutiva 15% (o 5%). Niente ritenute. | Stesse scadenze del forfettario. Conservazione elettronica fatture e gestione corrispettivi se previsti. |
| Superamento soglia forfettario | > 85.000: uscita dall’anno successivo. > 100.000: uscita immediata con IVA da fattura “di sforamento”. | Passaggio a ordinario: ricavi − costi − contributi. Adegua calcolo IVA e ritenute. | Comunicazioni in dichiarazione. Da uscita immediata: IVA e registri dal mese di sforamento. |
FAQ
Qual è la differenza pratica tra IRPEF in ordinario e imposta sostitutiva in forfettario?
L’IRPEF è progressiva. Aumenta per scaglioni. Quindi il reddito più alto paga percentuali più alte sulla parte eccedente. In ordinario deduci i costi reali e i contributi. Applichi poi le aliquote 23%, 33% e 43% previste dal TUIR. In più calcoli addizionali regionale e comunale. Puoi usare detrazioni e deduzioni del TUIR per abbassare l’imposta finale.
La sostitutiva del forfettario è piatta. Applichi il 15% o il 5% all’imponibile forfettario. L’imponibile si ottiene con il coefficiente della tua attività e poi sottraendo i contributi versati. Non puoi dedurre i costi reali. Non paghi addizionali. L’imposta sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP. La base giuridica è la Legge 190/2014 e le modifiche successive pubblicate su Normattiva.
Come verifico il mio coefficiente di redditività e il codice ATECO corretto?
Identifica prima l’attività prevalente. Se vendi servizi professionali di ripresa e montaggio su richiesta, spesso rientri in 74.20.19. Se produci opere audiovisive con organizzazione di mezzi e terzi, spesso rientri in 59.11.00. L’Istat fornisce descrizioni ATECO ufficiali.
Una volta definito l’ATECO, controlli il coefficiente associato nelle tabelle del regime forfettario. Le tabelle sono negli allegati alla Legge 190/2014 come aggiornati dalla Legge 208/2015 e dai relativi decreti ministeriali. Puoi consultare i testi su Normattiva e le guide dell’Agenzia delle Entrate. Il coefficiente incide molto. Se sbagli ATECO, sbagli il calcolo delle imposte e il versamento dei contributi INPS.
Quando conviene davvero il 5% start-up e quali sono i requisiti da rispettare?
Il 5% conviene quando parti da zero o quasi. Riduce molto le imposte nei primi cinque anni. Attenzione però ai requisiti: la Legge 190/2014 prevede condizioni sul non aver esercitato attività simili nei tre anni precedenti e sull’avvio di una nuova attività. Serve anche non essere mera prosecuzione di lavoro dipendente salvo i casi ammessi.
Verifica sempre le condizioni aggiornate nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate e nel testo di legge su Normattiva. Se non rispetti i requisiti, devi applicare l’aliquota ordinaria del 15%. In caso di dubbi, conservi la documentazione che prova la novità dell’attività e la mancanza di prosecuzione vietata.
Come funzionano gli acconti e come evito di pagare troppo o troppo poco?
L’acconto si basa di norma sull’imposta dell’anno precedente. Per IRPEF e per la sostitutiva del forfettario si applicano percentuali fissate dalla normativa vigente. Di solito si paga in due rate. La prima con il saldo a fine giugno, la seconda a fine novembre. Le percentuali e le soglie possono cambiare con la Legge di Bilancio o decreti.
Puoi usare il metodo previsionale. Stimi l’imposta dell’anno in corso e versi l’acconto su quella stima. È utile se prevedi un calo dei ricavi. Ma occhio alle sanzioni per carenza. Le regole su termini e sanzioni sono nel DPR 600/1973 e nello Statuto del Contribuente. Controlla sempre i comunicati annuali del Ministero dell’Economia e dell’Agenzia delle Entrate.
Quali sono le principali differenze operative in fattura tra ordinario e forfettario?
In ordinario addebiti l’IVA quando dovuta. Applichi ritenuta d’acconto sulle fatture a clienti sostituti d’imposta, se sei professionista. Indichi natura e aliquota dell’IVA secondo DPR 633/1972. Se lavori con estero, valuti il reverse charge e compili eventuali Intrastat.
In forfettario non addebiti IVA. Non subisci ritenuta d’acconto. In fattura inserisci la dicitura di esonero da IVA e ritenuta secondo la Legge 190/2014. Usi sempre la fattura elettronica salvo esenzioni specifiche che oggi sono residuali. Conservi le fatture in modalità elettronica come previsto dal Codice dell’Amministrazione Digitale e dai provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
