Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
Apri la Partita IVA in 24 ore se sei professionista; servono in media 5-7 giorni lavorativi per una ditta individuale per ComUnica, SCIA e iscrizioni INPS/INAIL.
- Professionista: modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate, codice ATECO corretto, scelta del regime fiscale; nessuna iscrizione in Camera di Commercio.
- Ditta individuale: ComUnica verso Registro Imprese, INPS artigiani/commercianti, eventuale INAIL e SCIA allo SUAP.
- Costi vivi d’apertura ridotti per professionisti; maggiori per ditte (diritti CCIAA, bollo, diritti SUAP, eventuale firma digitale e PEC).
Tempi di apertura: perché cambiano tra professionista e ditta individuale
Il tempo per aprire una Partita IVA dipende dagli adempimenti richiesti dal tuo tipo di attività.
Se sei un libero professionista, l’unico passaggio indispensabile è la dichiarazione di inizio attività all’Agenzia delle Entrate, con il modello AA9/12. L’attribuzione del numero di Partita IVA avviene di norma in 24 ore. La base normativa è il DPR 633/1972 per l’IVA e il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate sul modello AA9/12 (versione vigente).
Se apri una ditta individuale (artigiano o commerciante), devi usare la Comunicazione Unica (ComUnica) per iscriverti al Registro delle Imprese, all’INPS e, se serve, all’INAIL. ComUnica è prevista dall’articolo 9 del Decreto-Legge 7/2007, convertito nella Legge 40/2007, e dalle regole tecniche ministeriali. I tempi medi sono 5-7 giorni lavorativi, perché più enti devono lavorare la pratica.
Professionista: percorso in 24 ore
Per professionista si intende chi svolge un’attività intellettuale, come consulente, copywriter, designer, avvocato, psicologo. Non è richiesta l’iscrizione al Registro Imprese, perché non si è imprenditori ai sensi della Legge 580/1993 sul sistema camerale.
Passi operativi semplici:
- Scegli il codice ATECO. È la classificazione ISTAT che descrive la tua attività.
- Compila il modello AA9/12. È la dichiarazione di inizio attività per persone fisiche.
- Invia all’Agenzia delle Entrate. Puoi consegnarlo allo sportello, inviarlo via PEC o usare i servizi telematici con SPID/CIE.
Ricevi la Partita IVA entro 24 ore in media. Se appartieni a un Ordine professionale, valuta anche la tua Cassa previdenziale di categoria (esempio: Cassa Forense, ENPAP, Inarcassa). Le casse sono previste da leggi speciali di settore e dal sistema previdenziale delineato dal Ministero del Lavoro e dall’INPS.
Ditta individuale: perché servono più giorni
La ditta individuale richiede l’iscrizione al Registro Imprese, l’INPS artigiani o commercianti e l’INAIL, se c’è rischio infortunistico. Tutto si avvia con ComUnica.
ComUnica invia una pratica unica a più enti. È prevista dall’art. 9 del DL 7/2007, conv. L. 40/2007. La SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) allo sportello SUAP del Comune può essere necessaria per l’avvio. La SCIA è regolata dagli artt. 18-19 della Legge 241/1990, dal DPR 160/2010 per il SUAP e dal D.Lgs. 222/2016 che elenca i procedimenti abilitativi.
Di solito la Camera di Commercio protocolla in 1-3 giorni. INPS e INAIL si allineano nei 3-5 giorni successivi. Se il SUAP chiede integrazioni, i tempi si allungano.
Documenti, moduli e scelte fiscali indispensabili
Modello AA9/12 e affidamento dell’invio
Il modello AA9/12 è lo standard per aprire, modificare o cessare la tua Partita IVA di persona fisica. Lo compili con i tuoi dati, il codice ATECO, il luogo di tenuta delle scritture e la scelta del regime contabile.
Percorsi d’invio possibili:
- Consegna all’Agenzia delle Entrate.
- Invio telematico via area riservata dei servizi dell’Agenzia delle Entrate con SPID o CIE.
- Intermediario abilitato (commercialista).
La base giuridica dell’attribuzione del numero IVA è nel DPR 633/1972. L’Anagrafe tributaria è regolata dal DPR 605/1973.
Regimi fiscali 2026: forfettario o ordinario
Il regime forfettario è un regime semplificato con imposta sostitutiva e contabilità ridotta. È previsto dall’art. 1, commi 54-89, della Legge 190/2014, come modificato dalla Legge 145/2018 e dalla Legge 197/2022 che ha fissato la soglia a 85.000 euro. Nel 2026 la soglia risulta invariata salvo futuri aggiornamenti.
Il regime ordinario usa il principio di competenza per le imprese e di cassa per i professionisti, con IVA ordinaria e IRPEF progressiva. Le regole sono nel TUIR (DPR 917/1986) e nel DPR 633/1972 per l’IVA.
La scelta del regime va indicata nel modello AA9/12 o in ComUnica. Conviene forfettario se stimi ricavi contenuti e costi bassi. Conviene ordinario se hai costi elevati con IVA detraibile.
Contributi previdenziali: quale gestione ti riguarda
Per i professionisti senza cassa di categoria, la gestione è la Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, Legge 335/1995). Per gli artigiani e i commercianti, l’iscrizione è alla gestione INPS di settore (art. 1, commi 202-208, Legge 662/1996). Le aliquote e i minimali sono definite annualmente dall’INPS.
Se sei iscritto a un Ordine con Cassa privata, versi i contributi alla tua Cassa e non alla Gestione Separata, salvo casi particolari (per esempio attività miste).
Obblighi digitali: PEC, firma digitale ed e-fattura
La PEC è obbligatoria per imprese e professionisti. La base è il DL 185/2008, convertito nella Legge 2/2009, e il Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005). Per ComUnica serve la firma digitale del titolare o dell’intermediario.
La fatturazione elettronica è obbligatoria per quasi tutti i titolari di Partita IVA, inclusi i forfettari dal 2024. Le regole sono nel D.Lgs. 127/2015 e nel DL 36/2022. Prepara fin da subito un canale per inviare fatture al Sistema di Interscambio.
SCIA e SUAP: quando è necessaria
La SCIA si presenta quando l’attività lo richiede per legge o regolamento comunale. Il riferimento è la Legge 241/1990 e il D.Lgs. 222/2016, che indica se serve SCIA, autorizzazione o comunicazione semplice.
Esempi pratici:
- Estetista, parrucchiere, idraulico, commercio al dettaglio: in genere SCIA al SUAP, talvolta con requisiti professionali.
- Attività in locali aperti al pubblico: spesso SCIA con planimetrie e conformità edilizia.
- Settori alimentari: possibili pareri ASL e requisiti HACCP.
La SCIA produce effetti immediati, ma il Comune può controllare e bloccare se mancano i requisiti. Questo è previsto dall’art. 19 della Legge 241/1990.
NASpI anticipata e impatto sui tempi
Se chiedi l’anticipazione della NASpI in unica soluzione per avviare l’attività autonoma, devi coordinare bene le date. La NASpI è disciplinata dal D.Lgs. 22/2015. L’INPS richiede la presentazione della domanda entro i termini e documenti sull’avvio.
In pratica, l’apertura della Partita IVA e l’invio della SCIA possono attendere la protocollazione della domanda di anticipazione, se vuoi evitare incoerenze temporali. Questo può allungare di qualche giorno l’avvio effettivo.
Errori che allungano i tempi
I ritardi nascono spesso da un codice ATECO errato, una SCIA incompleta o una ComUnica senza PEC o firma digitale. Anche carenze sui requisiti professionali fermano la pratica.
Prima di inviare, verifica i requisiti nel portale del SUAP del tuo Comune, le schede camerali della tua attività e le circolari INPS per l’inquadramento previdenziale.
Regola decisionale rapida
Se devi scegliere il percorso più veloce
Se svolgi un’attività intellettuale senza locale aperto al pubblico né vendita di beni, agisci come professionista: AA9/12 e via in 24 ore. Non ti serve ComUnica né SCIA, salvo eccezioni regolamentari locali.
Se produci o vendi beni, o apri un negozio o un laboratorio, sei una ditta individuale: ComUnica, INPS artigiani/commercianti e spesso SCIA. Metti in conto 5-7 giorni.
Se hai bisogno della NASpI anticipata, prepara prima la domanda all’INPS e allinea l’apertura per evitare problemi con le date.
Se dubiti sul regime fiscale: stima ricavi e costi. Hai costi bassi e ricavi sotto 85.000 euro? Il forfettario semplifica e riduce la burocrazia. Hai costi IVA rilevanti o ricavi elevati? L’ordinario può convenire.
Se il Comune richiede autorizzazioni particolari (es. settore alimentare), considera tempi più lunghi per pareri ASL e conformità locali.
Riferimenti normativi utili (testuali)
Le principali basi legali
DPR 633/1972 (IVA). DPR 605/1973 (Anagrafe tributaria). Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate sul modello AA9/12. DL 7/2007, art. 9, convertito nella Legge 40/2007 (Comunicazione Unica). Legge 241/1990, artt. 18-19 (SCIA). DPR 160/2010 (SUAP). D.Lgs. 222/2016 (SCIA 2). D.Lgs. 82/2005 (Codice dell’Amministrazione Digitale). DL 185/2008 convertito nella Legge 2/2009 (PEC). D.Lgs. 127/2015 e DL 36/2022 (fatturazione elettronica). Legge 190/2014, commi 54-89; Legge 145/2018; Legge 197/2022 (regime forfettario). DPR 917/1986 (TUIR). Legge 335/1995 (Gestione Separata INPS). Legge 662/1996 (gestioni artigiani e commercianti). DPR 1124/1965 (INAIL). D.Lgs. 22/2015 (NASpI).
| Scenario | Adempimenti essenziali | Requisiti/Documenti chiave | Tempi medi (giorni lavorativi) |
|---|---|---|---|
| Professionista senza Albo (es. copywriter) | AA9/12 all’Agenzia Entrate; scelta regime; attivazione e-fattura | Documento identità; codice ATECO; indirizzo attività; PEC consigliata | 1 |
| Professionista con Albo e Cassa (es. avvocato) | AA9/12; iscrizione/posizione Cassa; e-fattura | Iscrizione Ordine; dati Cassa; eventuale domicilio professionale | 1-2 |
| Ditta individuale artigiana senza locale aperto | ComUnica (Registro Imprese + INPS); eventuale INAIL | PEC; firma digitale; codice ATECO; requisiti professionali se previsti | 3-5 |
| Ditta individuale con negozio | ComUnica; SCIA SUAP; INPS; eventuale INAIL | PEC; firma digitale; planimetrie; conformità locali; requisiti commercio | 5-7 |
| Attività alimentare (somministrazione) | ComUnica; SCIA con requisiti igienico-sanitari; eventuali pareri ASL | HACCP; planimetrie; titolo abilitativo locali | 7-15 |
| Ambulante (tipo A/B) | Autorizzazione commercio; ComUnica; INPS; eventuale SCIA | Posteggio o itinerante; requisiti professionali commercio | 7-20 |
| Ditta individuale con NASpI anticipata | Domanda anticipazione INPS; ComUnica; SCIA | Documentazione INPS; allineamento date avvio | 7-15 |
| Professionista con regime forfettario | AA9/12 con opzione; attivazione e-fattura | Verifica cause ostative; stima ricavi sotto soglia | 1 |
FAQ
Quanto tempo impiega davvero l’Agenzia delle Entrate ad assegnare la Partita IVA a un professionista?
Nella pratica, l’attribuzione avviene entro 24 ore, spesso nella stessa giornata lavorativa. Serve il modello AA9/12 compilato con i dati anagrafici, il codice ATECO, il domicilio fiscale e la scelta del regime contabile. L’invio può essere allo sportello o via servizi telematici con SPID o CIE. La base normativa è il DPR 633/1972 per l’IVA e il provvedimento dell’Agenzia relativo al modello AA9/12. Se l’ufficio rileva incongruenze (ad esempio un ATECO incompatibile o dati mancanti), richiede integrazioni e i tempi si allungano. In condizioni standard, tuttavia, un professionista senza obblighi camerali riceve la Partita IVA in un giorno e può emettere subito e-fatture, dato l’obbligo generalizzato previsto dal D.Lgs. 127/2015 e dal DL 36/2022.
Perché la ditta individuale richiede ComUnica e come funziona operativamente?
La ditta individuale è un’impresa. Per legge deve iscriversi al Registro delle Imprese, attivare la posizione INPS artigiani o commercianti e, se sussiste il rischio infortuni, aprire la posizione INAIL. La Comunicazione Unica (ComUnica) consente di inviare in un’unica pratica digitale tutte le istanze. Nasce dall’art. 9 del DL 7/2007, convertito in Legge 40/2007. Operativamente ti serve la firma digitale del titolare o dell’intermediario e una casella PEC attiva. Prepari i moduli, alleghi i documenti (compresa l’eventuale SCIA) e trasmetti. La Camera di Commercio protocolla in 1-3 giorni; INPS e INAIL si allineano entro pochi giorni. Eventuali richieste di integrazione da CCIAA o SUAP possono estendere i tempi a 7-15 giorni, specie se servono pareri ASL o verifiche edilizie.
La SCIA è sempre necessaria? In quali casi posso aprire senza SCIA e quando invece serve autorizzazione preventiva?
No, la SCIA non è sempre necessaria. È obbligatoria solo per le attività che la normativa o i regolamenti comunali individuano come soggette a segnalazione. Il quadro è definito dalla Legge 241/1990 (art. 19), dal DPR 160/2010 (SUAP) e dal D.Lgs. 222/2016 (cosiddetto “SCIA 2”) che cataloga, settore per settore, se serve SCIA, autorizzazione espressa o semplice comunicazione. Esempi tipici: acconciatori, estetisti, idraulici, attività commerciali al dettaglio in sede fissa, spesso richiedono SCIA. Se svolgi un’attività professionale intellettuale senza locale aperto al pubblico e senza impianti o vincoli, in genere non serve SCIA. In ambito alimentare o sanitario, possono servire SCIA condizionata o autorizzazioni con pareri dell’ASL prima dell’avvio. Verifica sempre la scheda del procedimento sul portale SUAP del tuo Comune, perché i dettagli (allegati, diritti, tempistiche) variano per territorio.
Quali sono i costi reali di apertura nel 2026 per professionista e ditta individuale? Cosa può farli aumentare?
Per un professionista l’apertura della Partita IVA è gratuita se compili e invii da solo il modello AA9/12. I costi possono emergere solo se deleghi a un intermediario o se attivi una PEC a pagamento. Per una ditta individuale, considera: diritti e bolli per la pratica camerale (tipicamente diritti di segreteria intorno a poche decine di euro e imposta di bollo), diritto camerale annuale dovuto dal primo anno, eventuali costi per la SCIA allo SUAP (importi e diritti variano in base al Comune e alla tipologia, da alcune centinaia di euro a importi maggiori), rilascio firma digitale e PEC. Se l’attività richiede pareri tecnici, planimetrie, asseverazioni o corsi abilitanti (ad esempio HACCP, requisiti professionali nel commercio), i costi aumentano. I contributi previdenziali non sono “costi di apertura”, ma rappresentano oneri da stimare: la Gestione Separata è a percentuale sul reddito; artigiani e commercianti hanno minimali fissi e contributi percentuali. Le aliquote e gli importi sono fissati annualmente dall’INPS e possono variare di anno in anno.
Come scelgo correttamente il codice ATECO e il regime fiscale senza rischiare errori o ritardi?
Scegli il codice ATECO partendo dall’attività principale che produrrà la maggior parte dei tuoi ricavi. Consulta la classificazione ISTAT ATECO e verifica le note esplicative. Un codice errato può rendere incoerenti i tuoi adempimenti, far scattare richieste di integrazione o inquadrare male la previdenza (Gestione Separata vs artigiani/commercianti). Quanto al regime fiscale, verifica i requisiti del forfettario previsti dalla Legge 190/2014 (come modificata) e l’assenza di cause ostative. Se prevedi ricavi sotto 85.000 euro e costi contenuti, il forfettario di solito conviene. Se acquisti beni e servizi con IVA consistente o operi con margini ridotti, l’ordinario può essere più efficiente per la detrazione IVA e la deducibilità piena dei costi. Indica la scelta nel modello AA9/12 o in ComUnica. Ricorda che il cambio di regime ha finestre e regole; consulta le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate e, in caso di dubbi, confrontati con un professionista prima dell’invio, così eviti rettifiche e ritardi.
