Fase start up: cos’è, come funziona e quanto dura?

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

La “fase di startup” nel regime forfettario dura cinque periodi d’imposta con imposta sostitutiva al 5%, se rispetti i requisiti. Dal sesto anno si applica il 15%. Per le società, lo status di “startup innovativa” dura fino a 5 anni.

  • Durata: 5 periodi d’imposta al 5% per nuove attività in regime forfettario, poi 15%.
  • Requisiti chiave: nessuna attività simile nei 3 anni precedenti; non mera prosecuzione di lavoro; limiti ordinari del forfettario.
  • Soglie 2026: accesso entro 85.000 euro; uscita immediata oltre 100.000 euro nello stesso anno.

Cos’è la “fase di startup” nel 2026: quadro normativo e pratico

Nel linguaggio fiscale corrente, “fase di startup” indica il quinquennio agevolato del regime forfettario. In questi primi cinque periodi d’imposta, la tua nuova attività può applicare l’imposta sostitutiva al 5% invece del 15% ordinario.

La base giuridica è nella Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89, come modificata. Le soglie attuali derivano dalla Legge 197/2022 (Legge di Bilancio 2023). Puoi verificare i testi su Normattiva.

Per le società che chiedono l’iscrizione come “startup innovativa”, lo status speciale dura al massimo cinque anni dalla costituzione. La disciplina nasce col Decreto-Legge 179/2012 convertito in Legge 221/2012, anch’essa consultabile su Normattiva.

Regime forfettario: definizione semplice

Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato per persone fisiche con partita IVA. Calcoli il reddito con un coefficiente di redditività. Il coefficiente è una percentuale fissa sui ricavi, variabile per codice ATECO.

Applichi il “principio di cassa”. Significa che paghi le imposte solo sugli incassi effettivi dell’anno, non sulle semplici fatture emesse ma non riscosse.

L’imposta sostitutiva sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP. L’IVA non si applica in fattura e non la versi. Dal 2024 la fatturazione elettronica è obbligatoria anche per i forfettari.

Società e “startup innovativa”: non confondere i piani

La durata quinquennale vale anche per lo status di “startup innovativa” delle società, ma è un istituto diverso. Qui si parla di requisiti tecnologici, governance e adempimenti al Registro Imprese.

Per le ditte individuali in forfettario, i cinque anni sono legati all’aliquota al 5% e ai requisiti di “nuova attività” della Legge 190/2014. Non serve iscriversi alla sezione speciale come “startup innovativa”.

Aliquota 5% per cinque anni: requisiti di accesso e durata effettiva

La riduzione al 5% spetta per i primi cinque periodi d’imposta se rispetti tre condizioni cumulative (Legge 190/2014, art. 1, c. 65):

I tre requisiti della “nuova attività”

1) Nessuna attività artistica, professionale o d’impresa esercitata nei tre anni precedenti. Se avevi una partita IVA inattiva senza ricavi, la prassi ammette l’agevolazione, ma valuta i dettagli con documenti alla mano.

2) L’attività non è mera prosecuzione di lavoro dipendente o autonomo svolto prima, con eccezione del praticantato obbligatorio (per esempio per avvocati o commercialisti). “Mera prosecuzione” significa continuità economica sostanziale: stessi clienti, stesse mansioni, stesso mercato.

3) Se subentri in un’attività svolta da un altro soggetto, i ricavi/compensi realizzati da quel soggetto nell’anno precedente non devono superare i limiti di accesso al forfettario (oggi 85.000 euro).

Cause di esclusione e paletti del forfettario (2026)

Oltre ai tre requisiti, devi rispettare le regole generali del forfettario (Legge 190/2014, art. 1, c. 54-57 e seguenti):

  • Soglia di accesso: ricavi/compensi non superiori a 85.000 euro nell’anno precedente.
  • Uscita immediata: se superi 100.000 euro durante l’anno, esci dal regime da quel momento (norma introdotta dalla Legge 197/2022).
  • Divieto di adozione di regimi IVA speciali (per esempio agricoltura, editoria, agenzie di viaggio).
  • Niente partecipazioni in società di persone/associazioni professionali.
  • Nessun controllo, diretto o indiretto, in Srl che svolgono attività riconducibile a quella individuale (verifica oggetto sociale e operatività).
  • Attività non prevalentemente rivolta all’attuale ex datore di lavoro degli ultimi due periodi d’imposta. Serve reale autonomia e un portafoglio clienti diversificato.
  • Residenza fiscale in Italia. Ammessi anche residenti in UE/SEE con almeno il 75% del reddito prodotto in Italia (verifica condizioni e convenzioni).

Nota 2026: non esiste un tetto di redditi da lavoro dipendente (per esempio “RAL 30.000” o “35.000”) per entrare nel forfettario. Il discrimine è il rapporto con l’ex datore e la prevalenza dei rapporti, non la RAL in sé.

Come si conta il quinquennio e quando finisce il 5%

I “cinque anni” sono cinque periodi d’imposta. Se apri a ottobre 2026, il 2026 conta come primo anno. Dal sesto periodo d’imposta passi al 15%.

Perdi il 5% prima dei cinque anni se decade uno dei requisiti di nuova attività (per esempio emerge una prosecuzione mascherata) o se esci dal forfettario per superamento soglie o altre cause di esclusione. Se resti nel forfettario ma i cinque anni sono finiti, passi al 15%.

Soglie, monitoraggio ricavi e gestione dei passaggi

Soglia 85.000 e uscita oltre 100.000

Con ricavi/compensi fino a 85.000 euro mantieni il forfettario per l’anno successivo. Se superi 85.000 ma resti sotto 100.000, il regime termina dall’anno dopo.

Se superi 100.000 euro durante l’anno, l’uscita è immediata: applichi l’IVA e il regime ordinario dal momento del superamento. Questa regola è stata introdotta dalla Legge 197/2022 e vale anche nel 2026.

Collaboratori e costi: cosa conta davvero

Nel forfettario non deduci i costi analitici. Il fisco presume i costi con il coefficiente di redditività. Non c’è un tetto ai compensi per collaboratori ai fini dell’accesso (il vecchio limite non è vigente).

Attenzione però al lavoro “prevalente” verso un ex datore di lavoro. E valuta l’impatto contributivo dei collaboratori. Gli oneri non riducono l’imponibile forfettario ma influiscono sulla cassa.

Contributi previdenziali in fase di startup

Artigiani e commercianti (INPS IVS)

Pagano contributi fissi minimi e una quota percentuale sul reddito. È possibile chiedere la riduzione del 35% dei contributi IVS per chi è nel forfettario, presentando domanda all’INPS.

La riduzione vale finché resti nel forfettario e non è automatica. Verifica le istruzioni aggiornate nelle circolari INPS (per esempio circolare n. 35/2016 e successivi messaggi).

Professionisti senza cassa (Gestione Separata INPS)

Non ci sono minimi. Contribuisci solo su quanto incassi, con aliquota Gestione Separata. Non esiste riduzione del 35% in questa gestione. L’aliquota varia per anno; consulta l’INPS e il Ministero del Lavoro per i tassi vigenti.

Professionisti con casse ordinistiche

Avvocati, ingegneri e altri iscritti a casse private seguono i loro regolamenti. Spesso prevedono minimi e contributi percentuali. Il forfettario non incide sulle regole contributive della cassa.

Regola decisionale rapida

Decidi in 6 passi logici

1) Hai avuto un’attività identica o simile negli ultimi 3 anni? Se sì, niente 5%. Se no, prosegui.

2) La nuova attività è la mera prosecuzione del tuo lavoro da dipendente o autonomo? Se sì, niente 5% (salvo praticantato obbligatorio). Se no, prosegui.

3) Subentri a un’altra partita IVA? Se i suoi ricavi dell’anno precedente superavano 85.000 euro, niente 5%. Se no, prosegui.

4) Hai partecipazioni vietate (società di persone) o controlli una Srl con attività riconducibile? Se sì, niente forfettario. Se no, prosegui.

5) Lavorerai prevalentemente per il tuo attuale o recente datore (ultimi 2 anni)? Se sì, rischio esclusione. Se no, prosegui.

6) Stimi ricavi sotto 85.000 euro e monitori di restare sotto 100.000 in corso d’anno? Se sì, il 5% per cinque anni è praticabile.

Semplificazioni operative: IVA, contabilità e fatture

IVA e adempimenti

Nel forfettario non addebiti IVA e non detrai l’IVA sugli acquisti. Non compili registri IVA. Restano la tenuta dei documenti e il calcolo dell’imposta sostitutiva.

Fatturazione elettronica

Dal 2024 la e-fattura è obbligatoria anche per i forfettari. Nel 2026 emetti e ricevi solo fatture elettroniche, salvo rari casi particolari. Conserva a norma i documenti.

Stima del reddito e coefficienti

Per stimare l’imposta, moltiplica i ricavi per il coefficiente del tuo codice ATECO. Sul reddito forfettario applichi l’aliquota (5% o 15%). Aggiungi i contributi previdenziali deducibili prima del calcolo dell’imposta sostitutiva.

Errori frequenti e come evitarli

Confondere “nuova attività” con cambio codice ATECO

Non basta cambiare codice ATECO per avere il 5%. Se l’attività economica è sostanzialmente la stessa di prima, il fisco la considera prosecuzione.

Prosecuzione con ex datore mascherata da contratto

Se continui a lavorare quasi solo per il tuo ex datore, l’Agenzia delle Entrate può negare il regime. Dimostra autonomia: contratti con clienti diversi, mezzi propri, rischio economico tuo.

Subentro senza verificare i ricavi del cedente

Prima di rilevare un’attività, chiedi al cedente i ricavi/compensi dell’anno precedente. Se superano 85.000 euro, perdi il 5% pur restando nel forfettario (se ne hai i requisiti).

Superamento dei 100.000 euro a fine anno

Puoi sforare all’improvviso con un incasso grande a dicembre. Se passi i 100.000 euro, l’uscita è immediata. Tieni un cruscotto di monitoraggio mensile.

Fonti e riferimenti normativi

Regime forfettario: Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89 (testo su Normattiva). Modifiche soglie e uscita immediata: Legge 197/2022 (Legge di Bilancio 2023). Chiarimenti su “mera prosecuzione” e accesso: circolari Agenzia delle Entrate, tra cui n. 10/E del 2016 e n. 9/E del 2019.

Riduzione contributi 35% per forfettari iscritti IVS: circolari e messaggi INPS, tra cui circolare n. 35/2016. Per aliquote Gestione Separata e regole del lavoro autonomo, consulta INPS e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Startup innovativa (società): Decreto-Legge 179/2012, convertito in Legge 221/2012, e disciplina del Registro Imprese (verificabile su Normattiva).

Scenario pratico Requisiti/prove da raccogliere Regime/aliquota applicabile Tempistiche e snodi
Neo-professionista senza precedenti P.IVA Autodichiarazione assenza attività ultimi 3 anni; verifica soglia 85.000 Forfettario 5% per 5 periodi, poi 15% Apri P.IVA; 2026 è 1° anno; rinnovi requisiti annualmente
Ex dipendente che avvia la stessa attività Valuta “mera prosecuzione”; differenzia clienti/servizi; documenta autonomia Di norma niente 5%; possibile 15% se forfettario ammesso Rischio contestazione se lavori prevalentemente per ex datore (ultimi 2 anni)
Subentro in attività altrui (cessione/affitto d’azienda) Prova ricavi del cedente anno precedente ≤ 85.000; contratto di subentro 5% se tutti i requisiti; altrimenti 15% o ordinario Decorrenza dal passaggio; 1° periodo è l’anno del subentro
Ricavi tra 85.001 e 100.000 Monitoraggio incassi; stime coefficienti Resti forfettario nell’anno; dal successivo esci Pianifica passaggio a ordinario al 1° gennaio dell’anno dopo
Ricavi oltre 100.000 a ottobre Report incassi aggiornato; emissione fatture con IVA da superamento Uscita immediata; regime ordinario da quel momento Variazione dati entro termini; adeguamento contabile e IVA
Imprenditore che controlla una Srl collegata Verifica controllo diretto/indiretto; oggetto sociale Srl riconducibile? Escluso dal forfettario se attività riconducibile Valuta riorganizzazione societaria prima di aprire P.IVA
Professionista con Gestione Separata Stima contributi su incassi; niente minimi 5% o 15% a seconda dei requisiti Acconti/imposte per cassa; aggiorna previsioni trimestrali

FAQ

Quanto dura esattamente il 5% e come si calcola il “periodo d’imposta” se apro a metà anno?

Il 5% dura cinque periodi d’imposta. Il periodo d’imposta coincide con l’anno solare per le persone fisiche. Se apri la partita IVA a novembre 2026, l’intero 2026 è già il tuo primo periodo d’imposta, anche se hai fatturato solo due mesi. Seguiranno 2027, 2028, 2029 e 2030. Dal 2031 l’aliquota passa al 15%, sempre che tu resti nel forfettario. Se cambi attività o modifichi i requisiti durante il percorso, non “resetti” il conteggio: contano i periodi d’imposta in cui sei stato operativo, non i mesi effettivi di lavoro. Questa interpretazione è coerente con la struttura della Legge 190/2014 e con la prassi dell’Agenzia delle Entrate sul computo dei periodi agevolati.

Se ho avuto partita IVA negli ultimi tre anni ma non ho mai emesso fatture, posso avere il 5%?

In linea di principio sì, perché il requisito richiede che tu non abbia “esercitato” attività nei tre anni precedenti. Una partita IVA mai utilizzata e senza ricavi in dichiarazione, con assenza di operazioni, non vale come esercizio. Devi però poterlo dimostrare con documenti: dichiarazioni presentate a zero, registri senza movimenti, eventuale chiusura della precedente posizione. Valuta sempre il rischio di “mera prosecuzione”: se riparti con la stessa clientela o lo stesso datore, anche senza ricavi pregressi, potresti perdere l’agevolazione. Le fonti utili sono la Legge 190/2014 e i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate (circolari interpretative) reperibili su Normattiva e documentazione di prassi.

Posso lavorare per il mio ex datore di lavoro senza perdere il forfettario o il 5%?

La norma non vieta rapporti con l’ex datore in assoluto, ma impedisce il forfettario se l’attività è “prevalentemente” svolta per il datore attuale o per quelli dei due anni precedenti. La prevalenza si misura sui ricavi/compensi e sulla sostanza del rapporto. Se la tua attività dipende per lo più da quell’unico committente e ricalca mansioni e modalità del lavoro precedente, rischi l’esclusione dal regime o la qualificazione come “mera prosecuzione”, con perdita del 5%. Per mitigare il rischio: diversifica i clienti, definisci contratti chiari da autonomo, usa strumenti e organizzazione propri, accetta il rischio economico tipico dell’autonomia. Questi elementi sono coerenti con i criteri della Legge 190/2014 e con i principi elaborati dalla prassi dell’Agenzia.

Se subentro in un’attività molto avviata, come capisco se ho diritto al 5%?

Devi verificare i ricavi/compensi del soggetto cedente nell’anno precedente il subentro. Se superavano la soglia di accesso al forfettario (85.000 euro nel 2026), non puoi applicare il 5%, anche se tu personalmente sei una nuova partita IVA. Chiedi dichiarazioni fiscali o attestazioni scritte del cedente e inserisci clausole specifiche nell’atto di cessione o nel contratto di affitto d’azienda. Ricorda che il requisito sul subentro incide solo sull’aliquota al 5%: potresti comunque rimanere nel forfettario al 15% se rispetti gli altri paletti. La disciplina è indicata nella Legge 190/2014, art. 1, comma 65, consultabile tramite Normattiva.

Cosa succede se durante l’anno supero i 100.000 euro di incassi mentre sono al 5%?

Scatta l’uscita immediata dal regime forfettario nello stesso anno in cui superi la soglia. Da quel momento devi applicare l’IVA sulle operazioni successive e adottare il regime ordinario per il resto dell’anno. L’imposta sostitutiva al 5% resta applicabile solo ai redditi prodotti fino al momento del superamento, secondo il principio di cassa. È fondamentale monitorare gli incassi mese per mese e prevedere le soglie. La regola dell’uscita immediata è stata introdotta dalla Legge 197/2022 e resta valida nel 2026. Prepara in anticipo una check-list di adempimenti: variazione dati IVA, aggiornamento software di fatturazione elettronica, nuovi registri IVA e gestione delle liquidazioni periodiche.

Parla con un nostro consulente fiscale

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Un servizio eccezionale

Fiscozen è un servizio eccezionale per chi ha bisogno di gestire la propria partita iva in modo efficace ed efficiente. Ciò che mi ha colpito maggiormente in Fiscozen è stata la...

Yuri B.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Luciana P.

Disponibilità e gentilezza

Come primo approccio ho trovato una grande disponibilità da parte di Riccardo! Ringrazio per la pazienza, sono nuova per quanto riguarda questo mondo!

Samantha L.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Giacomo Z.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.