Fattura elettronica: entro quanti giorni va mandata?

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Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

Hai 12 giorni di calendario dall’operazione per trasmettere l’e-fattura al SdI. Se superi il termine scattano sanzioni; puoi ridurle con il ravvedimento operoso, che varia in base al ritardo.

  • Il termine dei 12 giorni decorre dalla data dell’operazione; la trasmissione al SdI equivale all’emissione.
  • Sanzioni art. 6 D.Lgs. 471/1997: 90%-180% dell’IVA se incide sulla liquidazione; 250-2.000 euro se non incide.
  • Ravvedimento art. 13 D.Lgs. 472/1997: riduzioni 1/10, 1/9, 1/8, 1/7, 1/6, 1/5, con interessi legali.

Quando scattano i 12 giorni: emissione e invio al SdI

La regola base è semplice. Hai 12 giorni di calendario per emettere la fattura immediata. Il conteggio parte dalla data dell’operazione. Per operazione intendo la cessione del bene o la conclusione del servizio.

L’emissione, con la fattura elettronica, coincide con la trasmissione al Sistema di Interscambio (SdI). Non basta creare il file. Devi inviarlo e ricevere la ricevuta di consegna o di messa a disposizione.

Questa logica deriva da due norme cardine: l’art. 21 del DPR 633/1972 (tempi di fatturazione) e l’art. 1 del D.Lgs. 127/2015 (fattura elettronica via SdI).

Fattura immediata vs fattura differita

Fattura immediata: riguarda vendite o servizi singoli. Hai 12 giorni dall’operazione per inviare al SdI. Esempio: prestazione il 3 giugno, invio entro il 15 giugno.

Fattura differita: la usi con DDT o documenti equipollenti. Riepiloga consegne o servizi del mese. La emetti e invii entro il 15 del mese successivo, con riferimenti ai DDT. Base normativa: art. 21, comma 4, DPR 633/1972.

Acconti e saldi: se incassi un acconto imponibile, fatturalo entro 12 giorni dall’incasso. Il saldo si fattura a completamento del servizio o consegna merce.

La trasmissione al SdI “fa fede”

L’art. 1, D.Lgs. 127/2015 stabilisce che l’invio al SdI equivale all’emissione. La data documento nel file .xml rappresenta il riferimento civilistico e fiscale, ma senza invio non hai emesso.

Se il SdI scarta la fattura, il documento è come non emesso. Devi ripresentarlo corretto. La norma tecnica la trovi nei provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate del 30 aprile 2018 e successivi aggiornamenti.

Conserva sempre ricevute e notifiche SdI. Sono la tua prova di tempestività.

Sanzioni per invio oltre i 12 giorni

Le sanzioni dipendono dall’effetto sulla tua dichiarazione IVA. La base normativa è l’art. 6 del D.Lgs. 471/1997. La logica è: più l’errore incide sull’IVA, più la sanzione cresce.

Ci sono due casi principali. Vediamoli in modo pratico.

Violazione che incide sulla liquidazione IVA

Se il ritardo ha fatto versare meno IVA o farlo più tardi, la sanzione va dal 90% al 180% dell’imposta relativa all’operazione. C’è anche un minimo di 500 euro.

Esempio: prestazione il 5 maggio, invio il 25 giugno. L’IVA di maggio è stata liquidata in meno. Qui scatta la sanzione percentuale, oltre agli interessi sul ritardato versamento.

Questo vale per chi applica l’IVA: regime ordinario, semplificato o chiunque debba liquidare l’imposta.

Violazione che non incide sulla liquidazione IVA

Se il ritardo non altera la liquidazione IVA, la sanzione è fissa: da 250 a 2.000 euro. Rientrano in questo caso i contribuenti in regime forfettario o di vantaggio, che non addebitano l’IVA in fattura.

Esempio: forfettario che invia dopo 12 giorni. Non c’è IVA da liquidare. La sanzione è nel range fisso. La misura concreta dipende dalla gravità e dalla recidiva.

Se emetti la fattura in ritardo ma entro la stessa liquidazione periodica e l’IVA è comunque confluita correttamente, l’Agenzia può applicare la sanzione fissa. La valutazione si fa caso per caso.

Ravvedimento operoso: come ridurre la sanzione

Il ravvedimento operoso ti permette di pagare sanzioni ridotte e chiudere l’irregolarità in modo spontaneo. La norma è l’art. 13 del D.Lgs. 472/1997.

Funziona così: paghi la sanzione in misura ridotta, aggiungi gli interessi legali maturati, e regolarizzi l’adempimento. Devi farlo prima di controlli o contestazioni definitive.

Le riduzioni tipiche sono:

  • 1/10 se regolarizzi entro 30 giorni.
  • 1/9 se regolarizzi entro 90 giorni.
  • 1/8 se regolarizzi entro il termine per la dichiarazione IVA annuale.
  • 1/7 se regolarizzi entro il termine per la dichiarazione IVA dell’anno successivo.
  • 1/6 se vai oltre il termine dell’anno successivo.
  • 1/5 se regolarizzi dopo la contestazione delle irregolarità.

Gli interessi sono al tasso legale pro tempore. Si calcolano giorno per giorno sul tributo eventualmente versato in ritardo.

Come applicare il ravvedimento in pratica

Passi operativi chiari:

  • Invia subito la fattura elettronica mancante o tardiva al SdI.
  • Individua il tipo di violazione: con o senza impatto IVA.
  • Calcola la sanzione base (percentuale o fissa) e applica la riduzione in base ai giorni trascorsi.
  • Versa sanzione e, se dovuta, l’IVA e gli interessi legali.
  • Conserva calcoli, ricevute di pagamento e ricevute SdI.

Per il calcolo, parti sempre dalla sanzione “piena” prevista dall’art. 6 D.Lgs. 471/1997. Applica poi il coefficiente di riduzione dell’art. 13 D.Lgs. 472/1997 in base alla tua finestra temporale.

Codici destinatario, casi particolari e soggetti obbligati

L’obbligo di fatturazione elettronica è generalizzato. Riguarda i soggetti in regime ordinario, semplificato e i forfettari. L’estensione ai forfettari è stata introdotta e gradualmente ampliata da D.L. 36/2022 e Legge di Bilancio 2023, con obbligo totale dal 2024.

Fanno eccezione le operazioni sanitarie verso persone fisiche soggette all’invio al Sistema Tessera Sanitaria, per esigenze di privacy. In questi casi non si trasmette via SdI. La disciplina è frutto dei provvedimenti del MEF e del Garante Privacy, in coordinamento con l’art. 1 del D.Lgs. 127/2015.

Codici destinatario nel file .xml

  • Cliente con sede in Italia (B2B): codice destinatario alfanumerico a 7 caratteri.
  • Privato consumatore o soggetto senza canale attivo: usare 0000000. Il SdI deposita nel cassetto fiscale. Fornisci copia di cortesia al cliente.
  • Cliente estero: usare XXXXXXX. La fattura non transita verso sistemi esteri. Gestisci adempimenti IVA con le regole per operazioni internazionali.

Per le Pubbliche Amministrazioni devi indicare il Codice Univoco Ufficio (CUU), di 6 caratteri alfanumerici. L’elenco è reperibile sull’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA).

Professionisti sanitari e Sistema Tessera Sanitaria

Se eroghi prestazioni sanitarie a persone fisiche, non devi emettere fattura elettronica via SdI. Devi inviare i dati al Sistema Tessera Sanitaria. Questa esclusione nasce da misure di tutela dei dati personali.

Se fatturi a soggetti diversi dalle persone fisiche (es. società o PA) per attività non soggette al Sistema Tessera Sanitaria, si applica la fattura elettronica ordinaria via SdI.

Scarto del SdI, correzioni e tempistiche

Se il SdI scarta la fattura, legalmente la fattura non esiste. Devi correggerla e reinviarla. Hai 5 giorni dalla notifica di scarto per rimetterla in conservazione della tempestività originaria.

Questo deriva dalle regole tecniche dell’Agenzia delle Entrate (Provvedimento 30 aprile 2018 e s.m.i.). Mantieni lo stesso numero e la stessa data del documento se reinvii entro 5 giorni.

Se superi i 5 giorni, la fattura risulta tardiva. Si applicano le sanzioni dell’art. 6 D.Lgs. 471/1997, con possibilità di ravvedimento.

Buone prassi operative

  • Monitora le notifiche SdI ogni giorno lavorativo.
  • Preimposta controlli automatici su partite IVA, codici destinatario e aliquote IVA.
  • Predisponi un registro delle fatture scartate con date di scarto e reinvio.
  • Conserva digitalmente XML, notifiche e ricevute per 10 anni (art. 2220 c.c. e art. 39 DPR 633/1972). Puoi usare il servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate o sistemi conformi.

Regola decisionale rapida

Sei in ritardo? Ecco come decidere in pochi passaggi

  • Domanda 1: la fattura è stata inviata al SdI entro 12 giorni dall’operazione (o entro il 15 del mese successivo se differita)? Se sì, tutto ok. Se no, vai avanti.
  • Domanda 2: il ritardo ha posticipato o ridotto il versamento dell’IVA periodica? Se sì, sei nel caso “incide sulla liquidazione IVA” (sanzione 90%-180% dell’imposta). Se no, caso “non incide” (sanzione 250-2.000 euro).
  • Domanda 3: puoi ravvederti? Se non è arrivata una contestazione definitiva, sì. Applica la riduzione in base ai giorni trascorsi (1/10 entro 30 giorni, 1/9 entro 90, e così via) e aggiungi interessi legali.
  • Domanda 4: il SdI ha scartato la fattura? Se sì, reinviala corretta entro 5 giorni mantenendo data e numero originari. Se superi i 5 giorni, applica il ravvedimento.
  • Domanda 5: sei un sanitario che fattura a persone fisiche? Non usare il SdI. Invia al Sistema Tessera Sanitaria secondo i decreti MEF e le istruzioni del Ministero dell’Economia.

Riferimenti normativi testuali: art. 21 DPR 633/1972; art. 1 D.Lgs. 127/2015; D.L. 36/2022 e Legge di Bilancio 2023 per l’estensione ai forfettari; art. 6 D.Lgs. 471/1997 per le sanzioni; art. 13 D.Lgs. 472/1997 per il ravvedimento; Provvedimento Agenzia delle Entrate 30 aprile 2018 (regole tecniche); disposizioni MEF e Garante Privacy sul Sistema Tessera Sanitaria. Basi consultabili su portali istituzionali come Normattiva, Agenzia delle Entrate e Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Tabella scenari, requisiti, tempistiche e rimedi

Scenario Termine di invio al SdI Sanzione base prevista Azione di rimedio e tempistiche
Fattura immediata (B2B/B2C Italia) Entro 12 giorni dalla data dell’operazione Se incide su liquidazione IVA: 90%-180% dell’imposta (min. 500 euro). Se non incide: 250-2.000 euro Ravvedimento: 1/10 entro 30 giorni; 1/9 entro 90; 1/8 entro dichiarazione IVA; 1/7 entro dichiarazione anno successivo; 1/6 oltre. Interessi legali
Fattura differita con DDT Entro il 15 del mese successivo, con riferimenti ai DDT Come sopra, in base all’impatto sulla liquidazione IVA Se oltre il 15, invia subito e ravvedi la sanzione. Verifica impatto sulla liquidazione del mese precedente
Forfettario (nessuna IVA in fattura) Entro 12 giorni (o 15 per differita) 250-2.000 euro (violazione formale che non incide sulla liquidazione IVA) Ravvedimento con riduzioni dell’art. 13 D.Lgs. 472/1997. Conserva prove di invio e motivazioni
Scarto SdI Reinvio entro 5 giorni dalla notifica di scarto Nessuna sanzione se reinvio nei 5 giorni con stessa data/numero. Oltre, si applicano le sanzioni ordinarie Correggi l’XML, mantieni numerazione e data se nei 5 giorni; se oltre, ravvedi e valuta impatto IVA
Prestazioni sanitarie a persone fisiche Non via SdI; invio al Sistema Tessera Sanitaria secondo decreti MEF Sanzioni specifiche in caso di omissione/ritardo invii STS; non si applica la sanzione per e-fattura via SdI Allineati al calendario STS; in caso di ritardo, ravvedimento ove previsto e invio tempestivo dei dati mancanti

FAQ

Entro quando devo inviare la fattura elettronica e come calcolo i 12 giorni? Esempi pratici

Devi inviare entro 12 giorni di calendario dalla data dell’operazione. Se la prestazione è il 2 giugno, conta 12 giorni: hai tempo fino al 14 giugno incluso. Se vendi beni il 20 giugno, invii entro il 2 luglio. Il termine è di calendario, non lavorativo. Per prudenza evita di appoggiarti a possibili slittamenti per festività. Se usi la fattura differita con DDT, riepiloga le consegne di giugno ed emetti/trasmetti entro il 15 luglio, indicando i DDT. Ricorda: l’invio al SdI equivale all’emissione. Preparare il file senza inviarlo non basta. La prova sta nelle ricevute SdI (consegna o messa a disposizione).

Il SdI ha scartato la mia fattura dopo la scadenza: come mi comporto con data e numero? Rischio sanzioni?

Lo scarto rende la fattura inesistente. Le regole tecniche dell’Agenzia delle Entrate ti danno 5 giorni dalla notifica di scarto per reinviare la fattura corretta, mantenendo stesso numero e stessa data del documento. Se reinvii entro i 5 giorni, non si considera tardiva. Conserva la notifica di scarto e la ricevuta di reinvio: dimostrano la tua diligenza. Se superi i 5 giorni, la fattura risulta emessa in ritardo. In tal caso si applicano le sanzioni dell’art. 6 D.Lgs. 471/1997. Puoi però usare il ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997) per ridurre la sanzione. Valuta se il ritardo ha inciso sulla liquidazione IVA: se sì, la sanzione è percentuale (90%-180% dell’IVA); se no, è fissa (250-2.000 euro).

Come si calcola il ravvedimento per invio tardivo? Devo pagare anche interessi? Quali passi seguire

Procedi così: determina la sanzione “piena” prevista dall’art. 6 D.Lgs. 471/1997. Se l’errore ha inciso sulla liquidazione IVA, parti dalla sanzione percentuale calcolata sull’imposta; se non ha inciso (es. sei forfettario), parti dalla sanzione fissa entro il range. Applica la riduzione dell’art. 13 D.Lgs. 472/1997 in base ai giorni trascorsi: 1/10 entro 30 giorni, 1/9 entro 90, 1/8 entro la dichiarazione IVA annuale, 1/7 entro la dichiarazione dell’anno successivo, 1/6 oltre, 1/5 dopo contestazione. Se l’IVA è stata versata in ritardo, aggiungi gli interessi legali pro die sul tributo. Esegui i versamenti e conserva calcoli e ricevute. Infine, verifica che l’XML corretto sia regolarmente trasmesso e accettato dal SdI.

Sono in regime forfettario: cosa succede se invio la fattura oltre i 12 giorni? Devo indicare un codice destinatario particolare

I forfettari sono obbligati alla fattura elettronica. Se invii oltre i 12 giorni (o oltre il 15 per la differita), non avendo IVA in fattura, la violazione non incide sulla liquidazione IVA. Si applica la sanzione fissa da 250 a 2.000 euro (art. 6, D.Lgs. 471/1997), riducibile con ravvedimento (art. 13, D.Lgs. 472/1997). Per il codice destinatario: usa il codice a 7 caratteri se il cliente lo comunica; in alternativa, 0000000. Il SdI deposita la fattura nel cassetto fiscale del cliente. Ricorda di inviare una copia di cortesia. Con clienti esteri usa XXXXXXX e gestisci gli adempimenti IVA specifici delle operazioni internazionali. Se fatturi a persone fisiche per prestazioni sanitarie soggette a Sistema Tessera Sanitaria, non usare il SdI.

Come funzionano le fatture alla Pubblica Amministrazione e cosa devo indicare per evitare scarti

Le PA accettano solo fatture elettroniche in formato FatturaPA. Devi indicare il Codice Univoco Ufficio (CUU) di 6 caratteri, reperibile sull’indice ufficiale delle PA. Compila correttamente CIG e CUP quando richiesti, indica il capitolo di spesa se previsto e rispetta i termini contrattuali. Se il CUU è errato, il SdI può scartare la fattura. In caso di scarto, hai 5 giorni per reinviare con lo stesso numero e data. Ricorda che valgono sempre le regole generali di emissione (art. 21 DPR 633/1972), la definizione di emissione tramite invio al SdI (art. 1 D.Lgs. 127/2015) e le sanzioni dell’art. 6 D.Lgs. 471/1997 in caso di tardiva regolarizzazione oltre i 5 giorni.

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