Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
La visura camerale ordinaria fotografa lo stato attuale dell’impresa; la visura storica ricostruisce tutte le variazioni dalla costituzione. Si richiedono al Registro delle Imprese pagando diritti di segreteria stabiliti per legge.
- Base normativa: Legge 580/1993 e DPR 581/1995 sul Registro delle Imprese; consultabili su Normattiva e siti istituzionali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
- Ordinarie e storiche differiscono per orizzonte temporale: “oggi” vs “dall’inizio a oggi”.
- Costi contenuti e rilascio rapido: in genere pochi euro e disponibilità immediata in PDF con firma digitale.
Cos’è la visura camerale e perché conta nel 2026
La visura camerale è un documento ufficiale del Registro delle Imprese. Il Registro è l’archivio pubblico gestito dalle Camere di Commercio. Raccoglie e pubblica i dati legali ed economici delle imprese.
Serve per verificare esistenza, stato e assetto dell’impresa. Lo usi con banche, clienti, fornitori, PA e in gare. Ha valore di pubblicità legale. Significa che i terzi possono farvi affidamento.
Le basi giuridiche: Legge 580/1993 (riordino delle Camere di Commercio) e DPR 581/1995 (regolamento del Registro delle Imprese). Puoi leggerle su Normattiva o sui portali istituzionali. Per privacy e riuso dei dati valgono il GDPR (Regolamento UE 2016/679) e il Codice Privacy (D.Lgs. 196/2003).
Ordinaria vs storica: la distinzione operativa
La visura ordinaria è una fotografia aggiornata. Riporta la situazione alla data di rilascio. Indica denominazione, sede, stato attività (attiva, sospesa, liquidazione), capitale sociale, soci e quote per le società, titolare per imprese individuali, cariche, PEC/domicilio digitale, Partita IVA, codice REA (registro amministrativo), ATECO, addetti, unità locali e certificazioni dichiarate.
La visura storica include gli stessi dati ma elenca tutte le variazioni nel tempo. Dalla costituzione fino alla data del documento. Utile se devi ricostruire passaggi societari, fusioni, cambi sede o oggetto sociale.
Entrambe si ottengono pagando i diritti di segreteria. In alcuni casi si aggiunge l’imposta di bollo, secondo la normativa fiscale vigente e le esenzioni previste.
Quadro normativo essenziale (fonti ufficiali)
Norme cardine e cosa disciplinano
Legge 580/1993: definisce funzioni e compiti delle Camere di Commercio, tra cui la tenuta del Registro delle Imprese e l’accesso ai dati da parte del pubblico.
DPR 581/1995: regola il funzionamento del Registro delle Imprese. Stabilisce iscrizioni, depositi, certificazioni e visure.
Codice Civile: disciplina forme societarie, amministrazione e pubblicità legale di atti e fatti. Le iscrizioni al Registro rendono opponibili ai terzi le informazioni.
GDPR e Codice Privacy: indicano limiti e finalità del trattamento dei dati personali presenti in visura. Consentono la consultazione per legittimo interesse e obblighi di legge.
Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005): definisce valore dei documenti informatici e della firma digitale. Spiega perché la visura PDF firmata digitalmente vale come originale.
Contenuti della visura: cosa trovi e come leggerlo
Anagrafica e assetto
Denominazione o ditta, codice fiscale e Partita IVA (qui trovi i diversi tipi di Partita IVA e regimi fiscali). Trovi sede legale e domicilio digitale (PEC). Il domicilio digitale è la casella certificata ufficiale dell’impresa. La legge lo rende obbligatorio.
Per le società leggi la forma (SRL, SPA, SNC, SAS, cooperative). Vedi lo statuto depositato, se previsto, e l’oggetto sociale. L’oggetto spiega cosa fa l’impresa.
Cariche, soci e capitale
Leggi amministratori, sindaci, soci e relative percentuali. Per le società di capitali compare il capitale sottoscritto e versato. Per società di persone vedi i soci illimitatamente responsabili.
Attività, unità locali, REA e dipendenti
ATECO indica la categoria dell’attività economica. Lo usi per fisco e contributi. REA è il repertorio amministrativo, con numero assegnato dalla Camera di Commercio.
Le unità locali sono sedi operative diverse dalla sede legale. Gli addetti indicano il numero medio di dipendenti nell’anno. È un dato indicativo e aggiornato periodicamente.
Certificazioni e abilitazioni
Alcune visure riportano certificazioni dichiarate (per esempio qualità). Oppure iscrizioni speciali (albi, ruoli) quando previste. Sono utili per gare e qualificazioni.
Costi, imposte e pagamenti nel 2026
I diritti di segreteria sono fissati per legge e aggiornati con provvedimenti ministeriali. Le Camere di Commercio applicano un tariffario uniforme, consultabile sui siti istituzionali.
Importi tipici nel 2026 restano contenuti. Per la visura ordinaria di un’impresa individuale si pagano pochi euro. Per società di persone leggermente di più. Per società di capitali un importo ancora modesto. La visura storica costa in genere un euro in più rispetto all’ordinaria.
Il pagamento avviene con strumenti elettronici, spesso tramite sistemi integrati con PagoPA. Allo sportello puoi usare carte o altri metodi abilitati. Online ottieni il PDF firmato subito dopo il pagamento.
Accesso digitale e formati
Puoi richiedere la visura sul portale del Registro delle Imprese. Serve identificarti con SPID, CIE o CNS, se richiesto dal servizio. In molti casi basta cercare per denominazione o codice fiscale e pagare.
Il documento arriva in PDF con firma digitale. La firma garantisce integrità e origine. Puoi verificare la firma con software di verifica riconosciuti. La copia stampata è una riproduzione, ma il valore probatorio pieno è del PDF firmato.
Quando scegliere l’ordinaria e quando la storica
Scegli la visura ordinaria quando devi dimostrare la situazione attuale. È la versione più richiesta per banca, contratti, iscrizioni a piattaforme.
Scegli la visura storica quando devi vedere tutto il percorso. Ti serve in due casi tipici: due diligence e contenzioso. Oppure quando la PA domanda “storica recente”.
Regola decisionale rapida
Se devi provare che l’impresa esiste ed è attiva oggi, prendi l’ordinaria.
Se devi capire “chi è stato dentro” e “quando è cambiato cosa”, prendi la storica.
Se un bando chiede “visura non più vecchia di 3 mesi”, prendi l’ordinaria aggiornata al giorno della domanda.
Se stai valutando rischi su governance, passaggi di quote, fusioni o scissioni, prendi la storica.
Se non sai quale scegliere, inizia dall’ordinaria. Se emergono dubbi (per esempio recenti variazioni), passa alla storica.
Come si richiede: passaggi pratici
Richiesta online
1) Cerca l’impresa sul portale del Registro delle Imprese. Usa denominazione, codice fiscale o Partita IVA.
2) Seleziona tipo di visura: ordinaria o storica. Controlla i dati previsualizzati.
3) Paga i diritti di segreteria. In molti casi il pagamento è tramite sistemi integrati con PagoPA.
4) Scarica la visura in PDF firmato digitalmente. Salvala in archivio. Rinomina il file con data per ritrovarlo facilmente.
Richiesta allo sportello
1) Vai alla Camera di Commercio competente. Porta i dati dell’impresa: denominazione, sede, codice fiscale.
2) Compila la domanda. Specifica ordinaria o storica.
3) Paga i diritti di segreteria alla cassa.
4) Ritira la stampa della visura. Chiedi, se serve, anche il file su supporto digitale o l’invio alla tua PEC.
Tempi e validità pratica
Online il rilascio è immediato. Allo sportello richiede in genere pochi minuti. Non esiste una scadenza legale della visura. Ma molti enti chiedono un documento “aggiornato”, spesso entro 3 mesi. Verifica sempre il requisito temporale del destinatario.
Errori frequenti e come evitarli
Richiedere la visura dell’impresa sbagliata perché l’omonimia trae in inganno. Soluzione: usa codice fiscale o Partita IVA.
Usare una visura datata per una gara o una banca. Soluzione: rifalla il giorno stesso dell’invio.
Stampare il PDF e inviarlo senza il file firmato. Alcuni destinatari vogliono il PDF nativo per verificare la firma. Soluzione: allega sempre il PDF firmato.
Confondere visura con certificato camerale. Il certificato è un atto con valore certificativo richiesto per specifiche finalità e può costare e richiedere bolli diversi. Se serve un certificato, richiedilo come tale.
Usi tipici e cautele su dati personali
Usi contrattuali, bancari e PA
La visura supporta l’apertura di conti aziendali, l’accesso al credito, la partecipazione a gare e la stipula di contratti. Serve anche per bonus e contributi pubblici che richiedono prova dell’attività.
Per antiriciclaggio gli intermediari la usano per identificare la titolarità e le cariche. Incrocia i dati con quanto autodichiarato dal cliente.
Privacy e riutilizzo
I dati di visura sono pubblici ma non “liberi”. Puoi usarli per finalità legittime, nel rispetto del GDPR. Evita diffusione indiscriminata, scraping massivo e usi non collegati a un interesse concreto. Se tratti dati personali, informa e proteggi gli interessati.
Costi indicativi e tempi: scenari pratici
| Scenario | Tipo di visura consigliata | Requisiti e documenti | Costo indicativo 2026 | Tempo medio di rilascio |
|---|---|---|---|---|
| Apertura conto aziendale | Ordinaria | Denominazione o CF/P.IVA; pagamento diritti | 3–6 € impresa individuale; 3,5–6,5 € società di persone; 5–7 € società di capitali | Immediato online; 10–20 min allo sportello |
| Gara d’appalto/Accreditamento PA | Ordinaria recente; storica se richiesta dal bando | Eventuale marca da bollo se prevista per certificati; verifica anzianità richiesta | Come sopra; certificati camerali possono richiedere bolli aggiuntivi | Immediato per visure; certificati 1–2 giorni se particolari |
| Due diligence su partner | Storica | CF/P.IVA; eventuale elenco unità locali | 4–7 € impresa individuale; 4,5–7,5 € società di persone; 6–8 € società di capitali | Immediato online |
| Richiesta fido bancario | Ordinaria + storica se struttura complessa | Eventuali bilanci scaricati a parte | Visure pochi euro; bilanci a parte secondo tariffario | Visure immediate; bilanci immediati |
| Contenzioso o verifica di passaggi societari | Storica | Dati identificativi; eventuali atti depositati | Come fascia storica | Immediato online |
| Iscrizione a marketplace o fornitori | Ordinaria | Visura aggiornata entro 3 mesi | Come fascia ordinaria | Immediato |
I valori sono indicativi e soggetti a aggiornamenti periodici dei diritti di segreteria. Per i dettagli fare riferimento al tariffario pubblicato dalla Camera di Commercio e ai decreti ministeriali richiamati dalla Legge 580/1993. La presenza o meno dell’imposta di bollo dipende dal tipo di documento richiesto e dalle esenzioni applicabili.
FAQ sulla visura camerale nel 2026
La visura camerale ha una scadenza legale? Perché molti chiedono “non oltre 3 mesi”?
La visura non ha una scadenza per legge. È una fotografia dei dati al momento del rilascio. Tuttavia, banche, PA e grandi clienti vogliono informazioni “fresche”. Per questo indicano spesso una soglia di 90 giorni. È una regola di prassi, non una norma. Serve a ridurre il rischio di usare dati superati. Se invii una pratica importante, scarica la visura il giorno dell’invio. Così eviti dinieghi per documento “vecchio”.
Qual è la differenza tra visura camerale e certificato camerale?
La visura riporta dati informativi aggiornati e ha valore di pubblicità legale. Il certificato camerale è un atto che attesta ufficialmente specifiche informazioni alla data di rilascio. Spesso richiede imposta di bollo, salvo esenzioni. Molti bandi accettano la visura. Alcuni però pretendono il certificato con bollo. Leggi sempre il testo della richiesta. Se vedi parole come “certifica”, “ai fini”, “in bollo”, potrebbero volere un certificato camerale, non una semplice visura. In caso di dubbio, chiedi chiarimenti prima di pagare.
Posso usare la visura per verificare i veri titolari e chi firma i contratti?
Sì, entro certi limiti. La visura mostra amministratori, procuratori, soci e quote (per le società che le depositano). Ti aiuta a capire chi rappresenta l’impresa. Per l’antiriciclaggio, la visura è un tassello, non l’unico. Devi valutare anche documenti di identità, assetti indiretti, patti parasociali e informazioni da bilanci. Per i poteri di firma leggi bene le cariche e le eventuali procure depositate. Se servono limiti specifici (per esempio importi), richiedi gli atti registrati collegati, quando disponibili. Tutto nel rispetto del GDPR e del legittimo interesse.
Quali dati personali posso trattare dopo aver scaricato una visura?
Puoi trattare solo i dati necessari alla tua finalità legittima. Esempio: verifica di un fornitore prima di un contratto. Evita di diffondere la visura oltre i soggetti che devono conoscerla. Conserva il documento con misure di sicurezza adeguate. Aggiornalo periodicamente se l’uso prosegue. Se lo usi per marketing, valuta attentamente la base giuridica e i limiti del GDPR. Ricorda che la pubblicità legale non equivale a libera riutilizzabilità per qualunque scopo. Consulta le indicazioni del Garante Privacy e le linee guida della PA sul riuso dei dati pubblici.
Come variano i costi tra impresa individuale, società di persone e società di capitali?
La differenza di costo riflette la mole di dati e la complessità. In media, l’impresa individuale paga la fascia più bassa. Le società di persone hanno un leggero incremento. Le società di capitali hanno un costo poco superiore, specie per la storica. Nel 2026 gli importi restano di pochi euro. I diritti di segreteria sono definiti con provvedimenti ministeriali in attuazione della Legge 580/1993 e pubblicati dai canali istituzionali. Verifica sempre il tariffario aggiornato della Camera di Commercio prima di procedere, soprattutto se richiedi anche certificati o copie di atti che possono prevedere bolli o diritti aggiuntivi.
