Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Esistono quattro modelli F24: ordinario, semplificato, ELIDE e accise. Scegli in base al tributo e agli elementi richiesti. I titolari di partita IVA usano sempre l’invio telematico. Verifica codici tributo e scadenze.
- I modelli: Ordinario per la maggior parte dei tributi; Semplificato per tributi locali; ELIDE per versamenti con dati identificativi; Accise per imposte su energia, alcolici e giochi.
- Obblighi 2026: titolari di partita IVA solo canali telematici; F24 con compensazione sempre telematico; F24 a zero non ammesso allo sportello.
- Norme chiave: D.Lgs. 241/1997 (F24 e compensazione), D.L. 66/2014 (invio telematico), D.Lgs. 471/1997 e 472/1997 (sanzioni e ravvedimento), DPR 602/1973 (riscossione).
Cos’è il modello F24 e perché ne esistono quattro
Il modello F24 unifica il pagamento di imposte, contributi e tributi. Con un solo modulo versi IRPEF, IVA, INPS, IMU e altro. La base normativa è il D.Lgs. 241/1997, consultabile sul portale Normattiva.
Esistono quattro varianti. Ogni variante è pensata per esigenze diverse. Cambiano le sezioni, i campi e gli elementi identificativi richiesti. Scegli la versione giusta per evitare scarti e sanzioni.
I quattro modelli in sintesi
F24 Ordinario: è il formato completo. Copre imposte erariali, INPS, regioni, IMU e altri enti. Lo usi nella maggior parte dei casi.
F24 Semplificato: è più leggero. Si usa spesso per tributi locali come IMU. È comodo allo sportello e nei pagamenti per enti locali.
F24 ELIDE: significa “versamenti con elementi identificativi”. Serve quando devi indicare dati che il modello ordinario non contiene. Esempi: imposta di registro locazioni e IVA immatricolazione auto UE.
F24 Accise: dedicato alle accise e ai versamenti verso l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Si usa per energia, alcolici, tabacchi e giochi.
Quando usare Ordinario, Semplificato, ELIDE o Accise
F24 Ordinario: casi d’uso tipici
Lo usi per IRPEF, IRES, addizionali, IVA periodica, ritenute, INPS artigiani e commercianti, gestione separata, regioni, IMU e INAIL. È il modello standard per chi ha partita IVA, qualunque sia il tipo di partita IVA e di regime fiscale scelto.
Se compensi crediti e debiti nella stessa delega, resta il modello corretto. La compensazione segue l’articolo 17 del D.Lgs. 241/1997 e i Provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
F24 Semplificato: quando è utile
Preferiscilo per tributi locali gestiti dai Comuni o dalle Regioni. Per esempio IMU sulle seconde case. Molti Comuni inviano il precompilato in formato semplificato.
Oggi molti enti usano PagoPA. Ma il semplificato resta accettato dove previsto. Controlla sempre l’avviso di pagamento del tuo Comune.
F24 ELIDE: elementi identificativi obbligatori
Lo usi quando il versamento richiede dati specifici. Per esempio estremi del contratto o del veicolo. Casi tipici: imposta di registro e bollo su locazioni, sanzioni e interessi connessi, IVA immatricolazione auto intracomunitarie.
Compilalo con attenzione. Gli “elementi identificativi” non sono facoltativi. Senza quei dati l’Agenzia non riesce ad abbinare il pagamento.
F24 Accise: per energia, alcolici, tabacchi e giochi
Serve per accise e versamenti verso l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. È obbligatorio nei settori regolati. Richiede codici tributo ADM e periodi di riferimento precisi.
Verifica sempre i Provvedimenti ADM. Le scadenze sono rigide. Gli errori generano sanzioni specifiche del Testo Unico Accise.
Come si compila: sezioni e campi fondamentali
Anagrafica
Inserisci codice fiscale, partita IVA se presente, dati anagrafici e domicilio fiscale. Usa il medesimo domicilio della dichiarazione. Aiuta i controlli incrociati dell’Agenzia.
Sezione Erario
Qui versi IRPEF, IRES, IVA, ritenute e tributi erariali. Indica il codice tributo, l’anno di riferimento e gli importi a debito o a credito. Le istruzioni ufficiali dell’Agenzia elencano i codici aggiornati.
Sezione INPS
Versi contributi artigiani, commercianti, iscritti alla Gestione Separata e altri. Inserisci codice sede, causale, periodo e numero di riferimento. Segui le circolari INPS per le scadenze trimestrali e annuali.
Sezione Regioni
Per addizionali regionali o tributi regionali. Inserisci il codice regione e il tributo specifico. Verifica le delibere regionali per aliquote e codici.
Sezione IMU e altri tributi locali
Usata per IMU su seconde case e aree edificabili. Indica codice comune, codice tributo, rateazione e detrazione se prevista. Le istruzioni per IMU sono aggiornate annualmente dal MEF.
Enti previdenziali e assicurativi
Per INAIL e altri enti. Compila i campi richiesti da ciascun ente. Controlla sempre i codici tributo aggiornati nelle risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate.
Invio e pagamento: canali e obblighi nel 2026
Chi deve usare il canale telematico
I titolari di partita IVA devono usare canali telematici per tutti gli F24. Lo prevede l’articolo 11 del D.L. 66/2014. Niente sportello cartaceo per imprese e professionisti.
Per i privati senza partita IVA, il cartaceo è ammesso in assenza di compensazioni e sotto soglie operative. Ma l’uso telematico resta preferibile e più sicuro.
Quali canali puoi usare
Puoi usare i servizi dell’Agenzia delle Entrate (F24 web/online), l’home banking, il Corporate Banking Interbancario o un intermediario abilitato. Scegli in base ai flussi e alle deleghe necessarie.
Gli F24 con compensazione o a saldo zero richiedono sempre il canale telematico. Lo indicano le istruzioni ufficiali dell’Agenzia.
Compensazioni, blocchi e controlli
Come funziona la compensazione
La compensazione permette di usare crediti per pagare debiti. È prevista dall’articolo 17 del D.Lgs. 241/1997. Serve indicare importi a credito nelle stesse sezioni del debito.
La compensazione è ammessa nei limiti e con i vincoli previsti dalle norme. Controlla sempre le risoluzioni dell’Agenzia per i codici tributo compensabili.
Blocchi per debiti iscritti a ruolo
Se hai debiti scaduti e iscritti a ruolo oltre soglie fissate, la compensazione si limita. La regola è nell’articolo 31 del D.L. 78/2010. Prima regolarizza i ruoli o chiedi rateazione.
Usare crediti mentre hai ruoli scaduti può far scartare l’F24 o generare sanzioni. Verifica l’estratto debitorio prima di inviare.
Crediti IVA e controlli preventivi
Per crediti IVA sono previsti controlli rafforzati. Devi presentare le dichiarazioni o modelli TR prima di usare il credito. Alcuni importi richiedono visto di conformità o garanzie.
Consulta le istruzioni dell’Agenzia e il portale Normattiva per i riferimenti aggiornati. Evita l’uso anticipato di crediti non disponibili.
Errori, scarti e come rimediare
Correggere codici tributo o anni errati
Se sbagli codice tributo o anno, puoi chiedere la riliquidazione con istanza all’ufficio competente. In molti casi basta un’istanza di correzione con quietanza e dettagli del pagamento.
Agisci in fretta. Gli uffici correggono più facilmente errori tempestivi e documentati. Conserva sempre la ricevuta telematica o la quietanza bancaria.
Ravvedimento operoso per ritardi
Se paghi in ritardo, usa il ravvedimento operoso. È previsto dall’articolo 13 del D.Lgs. 472/1997. Versa imposta, interessi legali e una sanzione ridotta.
La sanzione piena per omesso o tardivo versamento è nel D.Lgs. 471/1997. Il ravvedimento la riduce in base ai giorni di ritardo. Prima paghi, meno sanzioni subisci.
F24 scartato: cosa fare
Uno scarto telematico non produce versamento. Correggi l’errore e reinvia. Leggi il codice errore nella ricevuta Entratel o nel tuo home banking.
Se lo scarto avviene oltre la scadenza, ravvedi subito gli importi con interessi e sanzioni ridotte. Eviti l’avviso bonario.
Regola decisionale rapida
Se devi versare IRPEF, IRES, IVA, ritenute, INPS o IMU e non servono dati particolari, scegli F24 Ordinario. È la scelta standard e copre quasi tutti i casi.
Se versi un tributo locale e il Comune ti fornisce un F24 precompilato breve, usa F24 Semplificato. In assenza di precompilato, verifica se il Comune accetta F24 o richiede PagoPA.
Se il pagamento richiede di indicare targa, estremi contratto, atto o altri identificativi, usa F24 ELIDE. Tipico per imposta di registro delle locazioni e IVA immatricolazione auto UE.
Se versi accise o paghi somme verso l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, usa F24 Accise. Le scadenze sono stringenti e i codici sono specifici ADM.
Se compensi crediti, invia sempre in via telematica. Verifica blocchi per debiti a ruolo e disponibilità del credito prima dell’invio.
Riferimenti normativi utili
D.Lgs. 241/1997 sul versamento unitario e sulla compensazione.
DPR 602/1973 sulle norme di riscossione.
D.L. 66/2014 sull’obbligo di invio telematico per i titolari di partita IVA.
D.Lgs. 471/1997 e D.Lgs. 472/1997 su sanzioni e ravvedimento operoso.
D.L. 78/2010, articolo 31, sulla compensazione con debiti iscritti a ruolo.
Istruzioni e risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate; circolari INPS; disposizioni dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Consulta i testi integrali su Normattiva e i siti istituzionali.
| Scenario pratico | Modello F24 | Requisiti e dati chiave | Canale consigliato/obbligo | Tempistiche e scadenze | Rischi e note operative |
|---|---|---|---|---|---|
| Saldo IVA mensile o trimestrale con eventuale compensazione | Ordinario | Codici tributo IVA, anno/periodo, crediti disponibili | Telematico obbligatorio per partita IVA | Entro il 16 del mese; verifica proroghe | Compensazione soggetta a controlli; invio scartato se credito indisponibile |
| Versamento ritenute dipendenti e autonomi | Ordinario | Codici 1001/1040 e simili; mese e anno | Telematico obbligatorio per sostituti d’imposta | Entro il 16 del mese successivo | Sanzione per tardivo versamento; ravvedimento possibile |
| IMU seconda casa | Semplificato o Ordinario | Codice comune, codice tributo, acconto/saldo, detrazioni | Telematico consigliato; cartaceo ammesso senza compensazione | Acconto giugno; saldo dicembre | Molti Comuni inviano F24 precompilato; controlla aliquote locali |
| Contributi INPS artigiani/commercianti | Ordinario | Codice sede, causale, periodo, importi fissi e a conguaglio | Telematico obbligatorio per partita IVA | Scadenze trimestrali e saldo a conguaglio | Attenzione a codici sede e causali; errori rallentano l’accredito |
| Imposta di registro su locazione | ELIDE | Estremi contratto (identificativo, data, annualità), codici 1500-1510 | Telematico consigliato; obbligatorio per intermediari | Entro 30 giorni dalla stipula o annualità | Mancati “elementi identificativi” causano scarto; sanzioni per ritardo |
| IVA immatricolazione auto intracomunitaria | ELIDE | VIN o targa provvisoria, dati veicolo, codice tributo IVA dedicato | Telematico consigliato | Prima dell’immatricolazione al PRA | Verifica importi e dati veicolo; blocco pratica in caso di errore |
| Accise su energia elettrica | Accise | Codici ADM, periodo di riferimento, autorizzazioni | Telematico obbligatorio per operatori | Secondo calendario ADM | Sanzioni specifiche e controlli ADM; zero tolleranza sui ritardi |
| F24 con compensazione a saldo zero | Ordinario | Crediti e debiti corretti per annullare il saldo | Telematico obbligatorio | Stessa scadenza del debito | Se scartato, nessun pagamento avvenuto; reinvia e ravvedi se scaduto |
FAQ
Qual è la differenza pratica tra F24 Ordinario e F24 Semplificato?
L’Ordinario è il contenitore completo per quasi tutti i tributi: erario, INPS, regioni, IMU e altri enti. Ha più sezioni e consente anche la compensazione strutturata di crediti e debiti. Il Semplificato ha una struttura ridotta e si usa soprattutto per tributi locali, come IMU, quando il Comune fornisce un precompilato o quando serve un modulo più snello allo sportello. In termini di effetti, entrambi perfezionano il pagamento. Cambiano i campi disponibili e la gestione dei codici. Se devi versare tributi misti o compensare, l’Ordinario è la scelta naturale. Se hai un unico tributo locale con dati essenziali, il Semplificato è più rapido. Le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate chiariscono i casi d’uso e l’uso combinato con PagoPA dove previsto.
Quando devo usare l’F24 ELIDE e quali dati non posso dimenticare?
L’ELIDE si usa quando la norma richiede elementi identificativi non presenti nell’Ordinario. Esempi classici: imposta di registro e bollo per locazioni, con indicazione dell’identificativo del contratto, dell’annualità pagata e delle eventuali sanzioni o interessi; IVA per immatricolazione auto intracomunitarie, dove devi indicare targa provvisoria o VIN del veicolo e i dati dell’intestatario. Senza questi elementi, l’ufficio non associa correttamente il versamento all’atto o al bene. L’ELIDE non è quindi una scelta estetica, ma un obbligo logico-legale dettato dalle istruzioni ufficiali e dai Provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. Prima di pagare, recupera sempre gli estremi dell’atto o del contratto e i relativi codici tributo aggiornati.
Posso presentare un F24 cartaceo in banca o in posta nel 2026?
Sì, ma con limiti. Se hai la partita IVA, devi usare il canale telematico in ogni caso, come stabilito dal D.L. 66/2014. Per i privati senza partita IVA, il cartaceo è possibile solo quando non usi crediti in compensazione e quando l’importo e il tipo di tributo lo consentono secondo le istruzioni dell’Agenzia. Gli F24 con compensazioni, o a saldo zero, sono sempre telematici. Inoltre, molti enti locali spingono su PagoPA per TARI e altri pagamenti. Quindi il cartaceo oggi è residuale e spesso sconsigliato. La via più sicura resta l’invio telematico, anche tramite intermediario abilitato, perché riduce gli errori e produce una ricevuta digitale con marca temporale.
Come funziona la compensazione dei crediti in F24 e quali rischi ci sono?
La compensazione, prevista dal D.Lgs. 241/1997, consente di usare crediti d’imposta e contributivi per pagare debiti nella stessa delega. Devi indicare i crediti negli appositi campi, rispettare i limiti e presentare prima la dichiarazione o le comunicazioni che generano il credito, quando richiesto. L’Agenzia può bloccare compensazioni non spettanti o fatte in presenza di debiti iscritti a ruolo scaduti, secondo l’articolo 31 del D.L. 78/2010. Se compensi un credito inesistente o non utilizzabile, rischi sanzioni, interessi e lo scarto del file. In casi gravi, si configura l’utilizzo indebito di crediti. Per ridurre i rischi, verifica sempre la disponibilità del credito, i codici tributo ammessi e gli eventuali visti di conformità o garanzie necessari. In dubbio, usa un credito minore e integra con pagamento a debito per evitare lo scarto.
Ho sbagliato un codice tributo o l’anno di riferimento: come correggo senza sanzioni?
Se l’imposta giusta è stata pagata alla voce sbagliata, puoi chiedere la correzione all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente tramite istanza. Allegaci la quietanza del pagamento, il modello F24 trasmesso e una breve nota che spiega l’errore. In molti casi l’ufficio effettua la riliquidazione interna senza sanzioni, perché il pagamento è stato comunque eseguito. Se invece l’errore ha causato un versamento insufficiente o tardivo, devi integrare con ravvedimento operoso, ai sensi dell’articolo 13 del D.Lgs. 472/1997, versando differenza, interessi legali e sanzione ridotta in base ai giorni trascorsi. Agisci subito: la tempestività facilita la correzione e limita i costi. Conserva sempre ricevute telematiche e comunicazioni con l’ufficio per tracciare l’intervento.
