Travel designer: chi è, come aprire Partita IVA e quanto costa?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per lavorare come travel designer apri Partita IVA, scegli il codice ATECO corretto da consulente, aderisci al regime fiscale più adatto e versi i contributi alla Gestione Separata INPS. Niente vendita pacchetti senza licenza.

  • Inquadramento: attività professionale di consulenza turistica con Partita IVA; codice ATECO consigliato 74.90.99. Niente intermediazione o vendita pacchetti senza autorizzazione da agenzia viaggi.
  • Fisco: scegli tra forfettario (aliquota 15% o 5% start) e ordinario con IVA e IRPEF a scaglioni vigenti. Principio di cassa per i professionisti.
  • Previdenza e operatività: iscrizione INPS Gestione Separata, fatturazione elettronica obbligatoria, marca da bollo su fatture senza IVA sopra 77,47 euro.

Travel designer: cosa fa davvero e dove si ferma per legge

Il travel designer progetta viaggi su misura. Analizza desideri, budget, vincoli del cliente. Costruisce itinerari dettagliati, seleziona esperienze, suggerisce strutture, ristoranti, musei, trasferimenti.

Non è un agente di viaggio. L’agente vende pacchetti turistici e intermedia servizi. Il travel designer, come consulente, non incassa per conto del cliente e non rivende servizi.

La distinzione non è formale, è giuridica. Il Codice del Turismo (D.Lgs. 79/2011, consultabile su Normattiva) disciplina pacchetti turistici, intermediazione e requisiti delle agenzie. Se vendi o intermedii, rientri nel perimetro delle agenzie viaggi. Servono SCIA/Autorizzazione presso il SUAP e i requisiti regionali.

Come consulente puro, resti fuori dal regime speciale agenzie viaggi IVA (art. 74-ter del D.P.R. 633/1972) e fatturi prestazioni professionali standard.

Codice ATECO corretto: come sceglierlo senza errori

ATECO consigliato per il travel designer consulente

Per la consulenza turistica su misura, senza vendita o intermediazione, il codice ATECO più usato è 74.90.99 “Altre attività professionali nca”. È un’attività professionale senza albo. Rientra tra i “professionisti” ai fini fiscali.

Questo inquadramento è coerente con: analisi bisogni, progettazione itinerari, consulenza su destinazioni, sicurezza, usi locali, gestione tempi e budget, supporto alla prenotazione effettuata direttamente dal cliente con i fornitori.

Quando valutare altri ATECO

  • 79.90.19 “Altri servizi di prenotazione e attività connesse” se fornisci servizi di prenotazione per conto del cliente (attenzione: rischi intermediazione). Verifica i confini operativi e gli obblighi regionali.
  • 79.90.20 “Attività delle guide e degli accompagnatori turistici” se accompagni i clienti e svolgi visite guidate nel rispetto delle abilitazioni locali.
  • Evita 74.13.00 (design di moda e industriale). Non descrive l’attività turistica e può generare incoerenze fiscali.

La scelta ATECO influenza: coefficiente di redditività nel forfettario, studi di settore/ISA, codifica del rischio IVA. Verifica la descrizione ISTAT e mantieni la coerenza tra servizi offerti e fatturazione.

Come aprire la Partita IVA: percorso pratico e tempi

Passo 1: apertura fiscale

Per l’attività professionale si usa il modello AA9/12 per persone fisiche. Lo invii all’Agenzia delle Entrate. Indichi dati anagrafici, ATECO, luogo attività, regime IVA, domicilio fiscale.

Puoi inviare la pratica online, a sportello o via raccomandata. L’apertura è gratuita. Se deleghi un intermediario, paghi solo il suo compenso.

Passo 2: posizioni previdenziali e comunicazioni

Iscriviti alla Gestione Separata INPS (Legge 335/1995, art. 2, comma 26). L’INPS pubblica ogni anno l’aliquota con propria circolare. Vale dall’1 gennaio.

Non serve iscrizione in Camera di Commercio per il professionista senza attività d’impresa. Non serve INAIL, salvo dipendenti o mutamento di attività.

Passo 3: strumenti operativi

Fatturazione elettronica obbligatoria per tutti i titolari di Partita IVA (D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti Agenzia delle Entrate). Serve un software o un canale accreditato.

Marca da bollo virtuale da 2 euro su fatture senza IVA oltre 77,47 euro (D.P.R. 642/1972, Tariffa, parte I, art. 13). L’imposta di bollo si versa trimestralmente.

Regimi fiscali: come scegliere e come si calcola

Regime forfettario: quando conviene

È un regime agevolato (Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89, e successive modifiche) con ricavi/compensi fino a 85.000 euro annui. Uscita immediata se superi 100.000 euro nell’anno.

Aliquota imposta sostitutiva: 15%. Scende al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti di start (nuova attività, assenza di continuazione sostanziale, altri vincoli previsti dalla legge).

Base imponibile: incassi annui moltiplicati per il coefficiente di redditività del tuo gruppo ATECO, meno i contributi previdenziali versati. Per i “professionisti” il coefficiente ordinariamente è 78%.

IVA: non la addebiti e non la detrai. In fattura inserisci dicitura di operazione in franchigia regime forfettario con riferimento alla Legge 190/2014.

Ritenuta d’acconto: non si applica né si subisce (art. 1, comma 67, Legge 190/2014). Fai attenzione quando fatturi a sostituti d’imposta.

Regime ordinario: quando serve

È utile se hai costi elevati con IVA significativa da detrarre o compensi oltre i limiti. I professionisti applicano il principio di cassa (art. 54 TUIR, D.P.R. 917/1986): contano gli incassi e i pagamenti effettivi.

IVA: applichi l’aliquota ordinaria 22% (D.P.R. 633/1972), salvo casi particolari. Detrai l’IVA sugli acquisti inerenti. Liquidazioni trimestrali o mensili in base ai volumi.

IRPEF: imposta progressiva per scaglioni vigenti nel 2026. A titolo esemplificativo, molti contribuenti applicano 23% fino a 28.000 euro, 33% tra 28.001 e 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro. Verifica sempre gli scaglioni ufficiali su Normattiva e i provvedimenti MEF.

Ritenuta d’acconto: quando fatturi a sostituti d’imposta, si applica la ritenuta del 20% (D.P.R. 600/1973, art. 25) sulla base imponibile al netto di contributi previdenziali eventualmente addebitati in rivalsa.

Esempi numerici rapidi

Forfettario (ATECO professionale, coefficiente 78%). Incassi 50.000 euro. Reddito forfettario 39.000. Contributi INPS (ipotesi 26%): 10.140. Base imposta 28.860. Imposta 15%: 4.329 (oppure 5%: 1.443). Totale oneri annui fiscali/previdenziali: contributi + imposta.

Ordinario. Incassi 90.000, costi deducibili 15.000, contributi 5.000. Reddito imponibile IRPEF 70.000. Applichi gli scaglioni vigenti. L’IVA si calcola a parte sulle operazioni imponibili e non influenza l’IRPEF.

Contributi INPS Gestione Separata: quanto e come si paga

I professionisti senza cassa versano alla Gestione Separata INPS. L’aliquota la comunica ogni anno l’INPS con circolare (di norma tra il 26% e il 27%, includendo aliquote aggiuntive per tutele). Si applica al reddito imponibile previdenziale.

Versamenti con F24 alle scadenze IRPEF: saldo e primo acconto a giugno-luglio, secondo acconto a novembre. Gli acconti si calcolano sul dovuto dell’anno precedente.

Le somme versate riducono la base imponibile IRPEF e, nel forfettario, la base dell’imposta sostitutiva. Conserva ricevute e calcoli per controlli.

Operatività quotidiana: fatture, acconti, contratti

Fatture elettroniche: indica oggetto “consulenza e progettazione viaggio su misura”. Descrivi le voci: analisi esigenze, itinerario, dossier di viaggio, assistenza. Se sei in forfettario, inserisci la dicitura di non applicazione IVA e la marca da bollo quando dovuta.

Acconti: puoi fatturare acconti per la consulenza. Se il cliente rimborsa spese vive intestate a te, in ordinario valuta la natura imponibile/anticipazioni ex art. 15 D.P.R. 633/1972. Meglio che le spese le paghi il cliente direttamente ai fornitori.

Contratto: definisci scope, compenso, tempi, esclusioni (niente vendita pacchetti), responsabilità, gestione variazioni. Rispetta la privacy (Regolamento UE 2016/679) e conserva il consenso informato.

Rischi da evitare: quando scatta l’agenzia viaggi

Se incassi somme per conto dei clienti, rivendi servizi, combini trasporto+alloggio+altri servizi turistici con un prezzo “tutto compreso”, entri nell’ambito “pacchetto turistico” (D.Lgs. 79/2011). Servono autorizzazione regionale, requisiti professionali, polizza RC, garanzia finanziaria.

Per restare consulente: consigli, progettazione, assistenza informativa. Il cliente paga direttamente vettori, hotel e fornitori. Tu fatturi solo la tua consulenza.

Regola decisionale rapida

Se… allora… perché

  • Se non vendi né intermedii servizi, allora apri Partita IVA come professionista con ATECO 74.90.99, perché svolgi pura consulenza.
  • Se prevedi ricavi entro 85.000 euro e pochi costi IVA, allora scegli il forfettario, perché semplifica imposte e adempimenti.
  • Se hai molti costi con IVA e clienti business, allora scegli l’ordinario, perché detrai l’IVA e deduci le spese reali.
  • Se il cliente ti chiede di pagare fornitori per lui, allora rifiuta o qualifica il rapporto come intermediazione con tutti i titoli richiesti, perché altrimenti rischi di operare come agenzia senza licenza.
  • Se accompagni fisicamente i clienti o fai visite, allora verifica abilitazioni locali (guide/accompagnatori), perché sono attività regolamentate.

Riferimenti normativi utili

Codice del Turismo: D.Lgs. 79/2011, perimetro pacchetti e agenzie, consultabile su Normattiva.

IVA: D.P.R. 633/1972, con art. 21 (fatturazione), art. 15 (anticipazioni), art. 74-ter (regime agenzie viaggi).

TUIR: D.P.R. 917/1986, art. 53-54, redditi lavoro autonomo e principio di cassa.

Regime forfettario: Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89, e modifiche succedutesi nelle leggi di bilancio; limite 85.000 euro e uscita sopra 100.000 euro come da norme vigenti.

Ritenute: D.P.R. 600/1973, art. 25.

Gestione Separata INPS: Legge 335/1995, art. 2, comma 26; aliquote fissate da circolari INPS annuali.

Fatturazione elettronica: D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate.

Imposta di bollo: D.P.R. 642/1972, Tariffa, parte I, art. 13.

Tabella scenari, requisiti e tempistiche

Scenario operativo Inquadramento/ATECO Requisiti e adempimenti Tempistiche tipiche
Consulenza pura (progettazione itinerari, nessuna vendita) Professionista ATECO 74.90.99 Partita IVA (AA9/12), INPS Gestione Separata, fattura elettronica, bollo su fatture senza IVA, niente ritenuta in forfettario Apertura IVA: 1-3 giorni; INPS: 1-7 giorni; operativo subito
Prenotazioni assistite (cliente paga i fornitori) Valutare 74.90.99 o 79.90.19 con confini chiari Contratto che esclude intermediazione; evitare incassi per conto terzi; aggiornare informative privacy Come sopra; contrattualistica: 1-5 giorni
Accompagnamento/visite guidate 79.90.20 (guide/accompagnatori) o doppio ATECO Abilitazioni regionali/comunali dove previste; assicurazione RC consigliata; rispetto normativa locale Abilitazioni: variabile per regione; da settimane a mesi
Vendita/intermediazione pacchetti Agenzia viaggi (attività d’impresa, ATECO sezione 79) SCIA/Autorizzazione SUAP e Regione, direttore tecnico dove previsto, polizza RC, garanzia finanziaria, regime IVA art. 74-ter Iter autorizzativo: da 30 a 120 giorni secondo la regione

FAQ

1) Qual è il codice ATECO migliore per un travel designer che non vende pacchetti?

Per chi offre solo consulenza e progettazione di viaggi su misura, il codice ATECO più coerente è 74.90.99 “Altre attività professionali nca”. Inquadra l’attività come professione intellettuale senza albo. Consente il principio di cassa, l’iscrizione alla Gestione Separata INPS e, in caso di regime forfettario, l’uso del coefficiente di redditività tipico dei professionisti. Evita 74.13.00 (design di moda/industriale) perché non rappresenta il contenuto turistico della tua prestazione. Se inizi ad accompagnare gruppi o a svolgere visite, valuta l’aggiunta di 79.90.20 (guide/accompagnatori) nel rispetto delle abilitazioni locali. Se, invece, vuoi prenotare per conto del cliente, la linea di confine con l’intermediazione è sottile: prima di cambiare ATECO verso la sezione 79, verifica gli obblighi regionali e il rischio di rientrare nel regime delle agenzie viaggi disciplinato dal D.Lgs. 79/2011.

2) Posso incassare io i soldi del cliente per hotel e voli se sono solo travel designer?

No, se incassi tu e rivendi servizi di viaggio, entri nell’ambito dell’intermediazione/vendita di pacchetti. Il Codice del Turismo (D.Lgs. 79/2011) assegna queste attività alle agenzie viaggi, che necessitano di autorizzazione, polizza RC e garanzia finanziaria. Operare senza tali requisiti espone a sanzioni e responsabilità verso il consumatore. Per restare consulente: progetta l’itinerario, seleziona le opzioni, fornisci link o riferimenti ai fornitori, ma fai pagare tutto direttamente al cliente. Tu fatturi la tua consulenza. In questo modo non applichi il regime IVA speciale agenzie (art. 74-ter D.P.R. 633/1972) e resti in un quadro di prestazione professionale standard.

3) Nel regime forfettario come calcolo imposta e contributi da travel designer?

Passi chiave. Uno: somma gli incassi dell’anno. Due: applica il coefficiente di redditività del tuo gruppo ATECO (per i professionisti, in genere 78%). Tre: sottrai i contributi previdenziali versati nell’anno per ottenere la base dell’imposta sostitutiva. Quattro: applica l’aliquota 15% oppure 5% per i primi 5 anni se rispetti tutte le condizioni di start. Esempio: incassi 50.000 euro, coefficiente 78% = 39.000. Contributi INPS ipotetici 26% su 39.000 = 10.140. Base imposta: 28.860. Imposta 15% = 4.329. L’importo dei contributi dipende dall’aliquota che l’INPS comunica ogni anno con circolare (Legge 335/1995). Versi saldo e acconti con F24 alle stesse scadenze dell’IRPEF. Ricorda: nel forfettario non addebiti IVA, non subisci ritenuta d’acconto, ma applichi la marca da bollo da 2 euro sulle fatture senza IVA sopra 77,47 euro (D.P.R. 642/1972).

4) In ordinario pago l’IVA: come funziona sulle mie fatture di consulenza?

In ordinario, le tue prestazioni di consulenza sono imponibili IVA al 22% (D.P.R. 633/1972), salvo eccezioni particolari non tipiche del travel design. Addebiti l’IVA in fattura ai clienti italiani soggetti passivi o privati; detrai l’IVA sugli acquisti inerenti (software, attrezzature, formazione, viaggi di prova se inerenti e documentati). Se lavori con clienti esteri, applichi le regole territoriali IVA: per clienti business UE, di norma inversione contabile; per privati extra-UE, valuta la non imponibilità per servizi generici fuori campo in base alla residenza del committente. Indica sempre in fattura il riferimento normativo corretto. L’IRPEF si calcola a parte sul reddito di lavoro autonomo per cassa (art. 54 TUIR). Se fatturi a sostituti d’imposta italiani, subisci ritenuta del 20% (D.P.R. 600/1973, art. 25) sulla parte imponibile. Tieni registri IVA, liquida l’imposta e versa con i codici tributo corretti alle scadenze.

5) Servono assicurazioni, privacy e contratti specifici per tutelarmi?

Sì, anche se non sempre obbligatori, sono fortemente consigliati. Predisponi un contratto di consulenza chiaro: definisci attività, deliverable (itinerario, dossier), esclusioni (niente intermediazione e vendita), responsabilità, limiti e cause di forza maggiore. Prevedi gestione di acconti e recesso. Per la privacy applica il Regolamento UE 2016/679: informativa, base giuridica del trattamento, misure di sicurezza, tempi di conservazione, eventuali trasferimenti extra-UE. Conserva il consenso documentato, specie se tratti dati sensibili (esigenze sanitarie per i viaggi). Una polizza RC professionale è utile per errori nella consulenza (un hotel chiuso, un visto non considerato, un rischio paese non aggiornato). Se accompagni gruppi o ti avvicini ad attività regolamentate, verifica coperture aggiuntive richieste dalle normative locali e, se oltrepassi la soglia della consulenza, rientra nella disciplina dell’agenzia viaggi come da D.Lgs. 79/2011.

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