Codice destinatario SDI della Partita IVA: dove si trova?

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Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

Il codice SDI (codice destinatario) si trova nel tuo gestionale o presso l’intermediario; è 0000000 se usi il portale dell’Agenzia delle Entrate. Per clienti esteri usa XXXXXXX; per privati italiani 0000000.

  • Per partite IVA italiane: codice destinatario a 7 caratteri; per PA: codice univoco ufficio a 6 caratteri (IPA).
  • La “registrazione dell’indirizzo telematico” nel portale Fatture e Corrispettivi prevale sul codice indicato in fattura.
  • Se il codice è errato, la fattura è comunque visibile nell’area riservata del cliente; puoi usare anche la PEC del destinatario.

Cos’è il codice SDI e perché è decisivo

Il codice SDI, chiamato anche “codice destinatario”, è l’indirizzo telematico per recapitare le fatture elettroniche via Sistema di Interscambio (SdI). È un codice alfanumerico a 7 caratteri per B2B/B2C.

Per le Pubbliche Amministrazioni non si usa il 7 caratteri, ma il “codice univoco ufficio” a 6 caratteri (IPA). Serve a identificare lo specifico ufficio che riceve la fattura.

Lo SdI controlla il file XML, effettua i riscontri formali e recapita la fattura all’indirizzo indicato. Se non riesce a consegnare, deposita la fattura nell’area riservata del destinatario.

Base normativa: obbligo di fattura elettronica disciplinato dal D.Lgs. 127/2015; estensione B2B/B2C dalla Legge 205/2017, art. 1 commi 909-916; regole tecniche nel Provvedimento Agenzia delle Entrate 30 aprile 2018 n. 89757 e nelle Specifiche tecniche FatturaPA. I testi sono disponibili su Normattiva e sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Dove reperire il tuo codice destinatario

Se usi un gestionale o un intermediario accreditato SdI

Il tuo fornitore di servizi ti assegna un codice destinatario a 7 caratteri. È il canale su cui ricevi le fatture. Di solito lo trovi:

– nel contratto o nella documentazione di attivazione;

– nelle impostazioni del profilo del gestionale;

– chiedendolo all’assistenza clienti del servizio.

Se non hai un canale dedicato, puoi comunque ricevere le fatture nel portale dell’Agenzia delle Entrate. In questo caso il codice da comunicare ai fornitori è 0000000.

Se usi il portale Fatture e Corrispettivi

Se non hai un codice proprio, comunica 0000000. Le fatture arrivate saranno visibili e scaricabili nella tua area riservata del portale Fatture e Corrispettivi. È il metodo base e sempre valido.

Puoi anche registrare un “indirizzo telematico” di default (codice o PEC). Questa registrazione è una preferenza che SdI usa per la consegna, anche se il fornitore mette un codice diverso in fattura.

Base normativa: funzionalità di registrazione canale prevista dal Provvedimento Agenzia delle Entrate 30 aprile 2018 n. 89757 e successive modifiche; prassi e specifiche tecniche sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Come trovare il codice SDI del tuo cliente

Clienti con partita IVA italiana (B2B)

Chiedi al cliente il suo codice destinatario. In alternativa chiedi la sua PEC dedicata alla fatturazione. Se ti invia il suo QR Code anagrafico, puoi leggerlo con il gestionale per acquisire i dati corretti.

Se il cliente ha registrato un indirizzo telematico nel portale Fatture e Corrispettivi, SdI userà quello, anche se tu inserisci un codice differente. È una tutela contro gli errori in fattura.

Buona prassi: salva il codice nel tuo gestionale, associato all’anagrafica del cliente, e aggiorna se il cliente cambia intermediario.

Fatture verso Pubbliche Amministrazioni (PA)

Non serve il codice a 7 caratteri. Devi usare il codice univoco ufficio (6 caratteri) reperibile sull’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA). Chiedi sempre al RUP o all’ufficio amministrativo qual è il codice corretto per quell’ordine.

Se indichi un codice ufficio errato, lo SdI scarterà il file. Correggi e reinvia entro i termini contrattuali o dell’ordine.

Privati consumatori (B2C) e soggetti esteri

Per privati senza partita IVA: indica 0000000. Se il cliente privato ti dà una PEC, compila anche il campo PECDestinatario. In ogni caso devi mettere a disposizione una copia analogica o elettronica della fattura.

Per clienti esteri: indica XXXXXXX nel campo CodiceDestinatario. Compila IdPaese e IdCodice nella sezione del cessionario/committente. Se il cliente ha una PEC italiana funzionante, valorizza anche PECDestinatario.

Riferimenti: Specifiche tecniche FatturaPA (campi CodiceDestinatario, PECDestinatario, IdPaese/IdCodice). Fondamento dell’obbligo e modalità di messa a disposizione: Legge 205/2017 e Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 2018.

Errori frequenti, scarti e “mancata consegna”

Se il file XML non rispetta le specifiche, lo SdI emette uno “scarto” e la fattura non esiste ai fini fiscali. Devi correggere e inviare un nuovo file con stesso numero o con nuova numerazione, secondo le tue regole interne.

Se il file è formalmente corretto ma il canale non è raggiungibile o il codice è sbagliato, avrai una “mancata consegna”. In questo caso la fattura è valida e lo SdI la deposita nell’area riservata del cliente.

Cosa fare in caso di mancata consegna:

– comunica al cliente che la fattura è disponibile nel portale;

– se hai la PEC, invia una copia di cortesia in PDF e l’XML se richiesto;

– verifica e aggiorna l’anagrafica con il codice corretto per le future fatture.

Il deposito nell’area riservata è possibile perché l’XML contiene il codice fiscale o la partita IVA del cliente. Se questi dati sono errati, non c’è recapitabilità e il file può essere scartato.

Regola decisionale rapida

– Cliente PA? Usa codice ufficio IPA (6 caratteri). Se sconosciuto, chiedi all’ente. Non usare 0000000.

– Cliente con partita IVA italiana? Preferisci il suo codice destinatario a 7 caratteri. In assenza, usa la sua PEC e metti 0000000 nel codice.

– Cliente privato italiano senza partita IVA? Metti 0000000. Fornisci copia analogica o elettronica al cliente.

– Cliente estero? Metti XXXXXXX. Compila IdPaese e IdCodice. Se disponibile, inserisci una PEC italiana valida.

– Hai dubbi sul codice? Verifica se il cliente ha registrato l’indirizzo telematico nel portale: quella preferenza prevale sempre.

Inquadramento normativo e adempimenti collegati

Base legale dell’e-fattura: D.Lgs. 127/2015. Estensione ai rapporti tra privati: Legge 205/2017, art. 1, commi 909-916. Le regole operative sono dettate dal Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 30 aprile 2018 n. 89757 e dalle Specifiche tecniche FatturaPA.

Obbligo per i forfettari: entrata graduale con il D.L. 36/2022; da gennaio 2024 l’obbligo è generalizzato per tutti i forfettari, con eccezioni limitate. Le fonti sono consultabili su Normattiva e sui portali istituzionali dell’Agenzia delle Entrate e del MEF.

Conservazione: conserva le fatture per 10 anni (art. 2220 c.c. e art. 39 DPR 633/1972). Puoi usare un sistema di conservazione digitale conforme alle Linee guida AgID sui documenti informatici. Mantieni l’integrità dell’XML firmato e l’ordinata reperibilità.

Privacy: inserisci in fattura solo dati necessari. Evita dati sanitari o informazioni eccedenti, nel rispetto dei principi di minimizzazione del GDPR.

Operatività: campi da compilare nell’XML

CodiceDestinatario e PEC

– CodiceDestinatario: 7 caratteri per B2B/B2C; 6 caratteri (IPA) per PA. Per esteri usa XXXXXXX; per privati 0000000.

– PECDestinatario: opzionale; compilalo quando invii via PEC al cliente. Se valorizzi la PEC, in B2B/B2C usa comunque 0000000 nel CodiceDestinatario.

Dati anagrafici del cliente

Compila sempre correttamente partita IVA o codice fiscale. Per esteri usa IdPaese (sigla ISO) e IdCodice. In assenza di questi dati corretti, rischi lo scarto o l’irrecapitabilità.

Scenario Codice da indicare Altri campi da compilare Esito e tempistiche
B2B Italia con codice destinatario 7 caratteri (fornito dal cliente/intermediario) Partita IVA cliente; eventuale registrazione indirizzo telematico già gestita da SdI Consegna immediata o in poche ore; ricevuta di consegna se canale raggiungibile
B2B Italia con invio via PEC 0000000 PECDestinatario; Partita IVA cliente Consegna via PEC; se PEC non disponibile, deposito in area riservata del cliente
Privato consumatore (B2C) italiano 0000000 Codice fiscale cliente; eventuale PEC se fornita Deposito in area riservata; obbligo di fornire copia analogica/elettronica al cliente
Cliente estero (senza stabile organizzazione) XXXXXXX IdPaese; IdCodice; eventuale PEC italiana se disponibile Consegna non via canale SdI; messa a disposizione secondo specifiche; copia al cliente
Pubblica Amministrazione Codice univoco ufficio (6 caratteri IPA) CIG/CUP se richiesti; riferimenti ordine; esigibilità IVA Consegna solo se codice ufficio è corretto; altrimenti scarto e reinvio

FAQ

1) Non conosco il codice SDI del mio cliente: posso emettere comunque la fattura?

Sì. Se il cliente ha partita IVA italiana ma non ti comunica il codice, puoi usare la sua PEC e indicare 0000000 nel campo CodiceDestinatario. Compila correttamente la partita IVA e il resto dei dati anagrafici. Lo SdI consegnerà via PEC o, se la PEC non è raggiungibile, depositerà la fattura nell’area riservata del cliente. Se il cliente è un privato consumatore, indica 0000000 e consegna una copia analogica o elettronica. Se è estero, usa XXXXXXX e compila IdPaese e IdCodice. Ricorda che la registrazione dell’indirizzo telematico del cliente, se presente nel portale Fatture e Corrispettivi, prevale sul codice che inserisci: in quel caso la fattura arriverà comunque al canale registrato.

2) Ho sbagliato codice destinatario ma il codice fiscale/partita IVA del cliente sono corretti: la fattura è valida?

Di norma sì. Se l’XML supera i controlli formali, la fattura è emessa a tutti gli effetti. Se lo SdI non riesce a recapitare al canale indicato, produce una “mancata consegna” e deposita la fattura nell’area riservata del cliente. Devi informare il cliente e, se possibile, inviare una copia di cortesia (PDF) e l’XML. Non emettere un duplicato con nuovo numero, per evitare doppie registrazioni. Se il cliente pretende la ricezione sul nuovo canale, potrai emettere una nota di variazione solo se serve correggere importi, imposta o dati fiscalmente rilevanti. Base di riferimento: Provvedimento Agenzia delle Entrate 30 aprile 2018 n. 89757 e prassi applicative dell’Agenzia.

3) Qual è la differenza pratica tra codice destinatario e PEC del cliente?

Il codice destinatario instrada la fattura sul canale accreditato SdI del cliente o del suo intermediario. È il metodo più robusto, perché consente un flusso automatizzato nel gestionale. La PEC è un canale alternativo: si usa inserendo 0000000 nel campo CodiceDestinatario e valorizzando il campo PECDestinatario. Funziona, ma può essere meno stabile per caselle piene o filtri. Inoltre, molte aziende gestiscono le fatture solo via codice per importarle automaticamente. Quando possibile, preferisci il codice; usa la PEC come fallback.

4) Cosa cambia per i forfettari nel 2026 riguardo a codice SDI e fattura elettronica?

Dal 1° gennaio 2024 l’obbligo di e-fattura è generalizzato anche ai forfettari, salvo eccezioni specifiche previste dalla normativa. Nel 2026, un forfettario emette e riceve fatture come qualsiasi altro titolare di partita IVA. Se usa un gestionale o un intermediario, avrà un codice destinatario a 7 caratteri; se usa solo il portale dell’Agenzia delle Entrate, comunicherà 0000000 ai fornitori. La base normativa discende dal D.Lgs. 127/2015, dalla Legge 205/2017 e dagli interventi successivi, incluso il D.L. 36/2022. I testi consolidati sono consultabili su Normattiva e sui portali istituzionali.

5) Come posso essere sicuro di ricevere sempre le fatture anche se i fornitori sbagliano il mio codice?

Registra l’indirizzo telematico di default nel portale Fatture e Corrispettivi. Puoi scegliere tra il tuo codice destinatario o la tua PEC. Da quel momento lo SdI userà sempre quel canale, anche se il fornitore inserisce un codice diverso o 0000000. È la misura più efficace per azzerare gli errori di recapito. Verifica periodicamente che il canale registrato sia attivo e raggiungibile, soprattutto se cambi intermediario o gestionale. In ogni caso, le fatture indirizzate correttamente al tuo codice fiscale/partita IVA resteranno consultabili nella tua area riservata.

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