Quando esci dal regime forfettario passi al regime ordinario che prevede:
• Il pagamento dell’IRPEF con il sistema degli scaglioni progressivi di reddito:
| Scaglione di reddito | % IRPEF |
|---|---|
| fino a 28.000€ | 23% |
| da 28.000,01€ a 50.000€ | 33% (aliquota ridotta rispetto al 35% del 2025) |
| oltre 50.000,01€ | 43% |
• L’applicazione dell’IVA ai prezzi dei tuoi prodotti o servizi, con l’obbligo di addebitarla ai tuoi clienti e versarla allo Stato tramite modello F24 a cadenza mensile o trimestrale.
• L’inclusione negli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA, ex studi di settore).
• La comunicazione dei dati delle fatture da e verso i paesi esteri tramite l’adempimento dell’esterometro.
Esci dal regime forfettario e passi al regime ordinario in due momenti diversi a seconda dei casi:
• A partire dall’anno successivo: se registri incassi compresi tra 85.000,01€ e 99.999,99€, oppure se perdi uno degli altri requisiti fondamentali durante l’anno.
• Immediatamente nell’anno in corso: se i tuoi incassi superano la soglia critica dei 100.000€.
I requisiti generali per accedere e mantenere il regime forfettario sono:
• Avere incassi inferiori a 85.000€ all’anno. Questo limite viene riproporzionato (ragguagliato ad anno) in base alla data esatta di apertura della Partita IVA (ad esempio, se decidi di aprirla a metà anno avrai a disposizione una soglia ridotta a 42.500€).
• Avere la residenza o la sede legale in Italia.
• Non avere partecipazioni in società di persone, associazioni professionali o imprese familiari.
• Non controllare quote di maggioranza in società di capitali che operano nello stesso settore economico della tua nuova attività autonoma.
• Avere un’eventuale RAL (reddito da lavoro dipendente) percepita nell’anno precedente inferiore a 30.000€.
• Versare eventuali compensi a dipendenti o collaboratori per un importo inferiore a 20.000€ lordi all’anno.
Rimanere all’interno del regime forfettario offre numerosi vantaggi:
• Tassazione agevolata: un’imposta sostitutiva del 15% che può essere ridotta ad appena il 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti startup.
• Spese forfettarie: non scarichi analiticamente i costi sostenuti, ma questi vengono stimati in percentuale dallo Stato tramite il coefficiente di redditività associato al tuo codice ATECO.
• Esoneri fiscali: non sei soggetto agli indici ISA, all’esterometro e non devi applicare l’IVA in fattura. Questo ti permette di abbassare i prezzi finali ed essere più competitivo sul mercato, oppure di aumentare i tuoi margini di guadagno netto rispetto ai concorrenti in regime ordinario.
Per conoscere nel dettaglio cosa succede quando esci dal regime forfettario e monitorare costantemente la tua situazione contabile, il commercialista è il professionista giusto a cui rivolgerti.
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