Regime ordinario o semplificato: cosa sono e quali sono i vantaggi?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Il regime ordinario semplificato conviene se hai costi importanti e vuoi dedurli e detrarre l’IVA. Richiede contabilità, liquidazioni IVA e IRPEF a scaglioni. Valuta rispetto al forfettario con una regola decisionale rapida.

  • Deducibilità piena dei costi inerenti e detrazione IVA sugli acquisti, con principio di cassa per il reddito d’impresa semplificato.
  • Accesso legato ai ricavi annui (art. 18, DPR 600/1973) e obblighi di registri IVA e cespiti.
  • IRPEF per scaglioni e addizionali; liquidazioni IVA periodiche e versamenti con F24 nei termini.

Che cos’è il regime ordinario semplificato

È un regime contabile per ditte individuali e società di persone con ricavi contenuti. Semplifica gli adempimenti rispetto alla contabilità ordinaria. Ma consente deduzioni e detrazioni piene, a differenza del regime forfettario.

Il reddito si calcola con il metodo analitico. Sommi i ricavi e sottrai i costi inerenti. Poi sottrai i contributi previdenziali deducibili. Paghi l’IRPEF a scaglioni.

Il “principio di cassa” significa che conti incassi e pagamenti effettivi. Non conti solo le fatture emesse o ricevute. Per i professionisti vale da sempre (art. 54, TUIR). Per le imprese semplificate vale dal 2017 (art. 66, TUIR).

Riferimenti normativi essenziali

Regole su accesso e scritture: art. 18 del DPR 600/1973 (Normattiva). Reddito d’impresa in semplificata: art. 66 del TUIR, DPR 917/1986 (Normattiva). Reddito di lavoro autonomo: art. 54 TUIR. IVA: DPR 633/1972, registri e liquidazioni. E-fattura: DLgs 127/2015 e provvedimenti Agenzia delle Entrate. Rapporti di lavoro: normativa del Ministero del Lavoro.

Chi può adottarlo e quando si esce

Puoi adottarlo se i ricavi dell’anno precedente non superano le soglie di legge. Le soglie dipendono dal tipo di attività. In genere: servizi con limite più basso; commercio e produzione con limite più alto (art. 18, DPR 600/1973).

Se superi la soglia, esci dall’anno successivo e passi all’ordinaria. Se rientri sotto la soglia per due anni, puoi tornare in semplificata. La verifica è annuale sui ricavi di bilancio o registri IVA.

Vantaggi concreti del regime ordinario semplificato

Deduci tutti i costi inerenti. “Inerenti” significa necessari per produrre il reddito. Esempi: canoni di affitto dello studio, hardware e software, arredi, consulenze, advertising, assicurazioni, utenze.

Puoi ammortizzare i beni strumentali. L’ammortamento è la ripartizione del costo su più anni. Vale per macchinari, attrezzature, computer, arredi. Si applicano i coefficienti fiscali del DM 31/12/1988.

Poi detrai l’IVA sugli acquisti. Se compri un computer con IVA, puoi recuperare quell’IVA dalle vendite. Paghi allo Stato solo la differenza tra IVA incassata e IVA sugli acquisti.

Nessun limite ai compensi dei collaboratori. Puoi assumere dipendenti o ingaggiare autonomi. Non ci sono soglie come nel forfettario. Vale la normale disciplina del lavoro e dei contratti.

Puoi detenere quote societarie, anche di maggioranza. Non perdi il regime. Le limitazioni valgono per il forfettario. In semplificata segui solo le regole civilistiche e fiscali generali.

Svantaggi e costi da considerare

Paghi l’IRPEF a scaglioni progressivi, più le addizionali. Devi stimare saldi e acconti. La pianificazione diventa essenziale per non avere sorprese di cassa.

Gestisci l’IVA. Devi applicarla in fattura salvo esenzioni. Incassi l’IVA dai clienti e la versi periodicamente. Serve disciplina sui flussi e sulla prima nota.

Hai adempimenti contabili. Devi tenere i registri IVA e il registro dei beni ammortizzabili. Serve metodo nel conservare documenti e nel classificare i costi.

La contabilità ha un costo. Avrai onorari professionali e software. Tuttavia ottieni dati utili per governare il business e per ottimizzare le imposte.

Come si calcola il reddito e l’IRPEF

Il procedimento è lineare. Parti dai ricavi incassati. Sottrai i costi pagati e inerenti. Sottrai i contributi previdenziali deducibili. Ottieni il reddito imponibile IRPEF.

Applichi gli scaglioni IRPEF vigenti nell’anno. In molte casistiche 2026 si utilizza una struttura a tre scaglioni. 23% fino a 28.000 euro. Aliquota intermedia su fascia 28.000-50.000 euro. 43% oltre 50.000 euro. Verifica sempre la Legge di Bilancio e i decreti attuativi pubblicati su Gazzetta Ufficiale e Normattiva.

Poi aggiungi le addizionali regionali e comunali. Le aliquote variano per territorio e reddito. Trovi i valori aggiornati nelle delibere regionali e comunali e nelle schede dell’Agenzia delle Entrate.

Esempio numerico semplificato

Marco è dietista con partita IVA da 2 anni. Nell’ultimo anno ha incassato 50.000 euro. Ha pagato 20.000 euro di costi e 10.000 euro di contributi.

Reddito imponibile: 50.000 – 20.000 – 10.000 = 20.000 euro. IRPEF: interamente nel primo scaglione. 20.000 x 23% = 4.600 euro. A parte calcola addizionali. L’IVA si gestisce a parte con liquidazioni periodiche.

IVA: applicazione, detrazione e versamenti

Emetti fattura elettronica con IVA, salvo esenzioni. Le aliquote più comuni sono 22%, 10% e 5%. Le esenzioni sono nell’art. 10 del DPR 633/1972. Verifica la corretta natura dell’operazione.

Liquidazioni: mensili entro il giorno 16 del mese successivo. Oppure trimestrali se ne ricorrono i requisiti, con 1% di interessi. La scelta va comunicata e seguita per tutto l’anno.

Detrazione: puoi portare in detrazione l’IVA sugli acquisti inerenti e con fattura. Hai bisogno di registrare correttamente le fatture nei registri IVA.

IVA per cassa: regime speciale che ti fa versare l’IVA quando incassi. E detrarre quando paghi. Vale entro una certa soglia di volume d’affari. È disciplinato dall’art. 32-bis del DPR 633/1972. Non va confuso con la contabilità semplificata, anche se spesso è compatibile.

Adempimenti contabili e documentali

Registri IVA acquisti e vendite. Obbligo di annotare tempestivamente le fatture. Le regole sono negli artt. 23, 24 e 25 del DPR 633/1972.

Registro dei beni ammortizzabili. Serve per tracciare quote e residui dei cespiti. Il riferimento è il TUIR e le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.

Conservazione sostitutiva dei documenti. Le fatture elettroniche transitano dallo SDI. Devi comunque garantire conservazione e reperibilità. Consulta i provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.

Comunicazioni IVA periodiche. Trasmissione delle liquidazioni periodiche IVA. Presentazione della dichiarazione IVA annuale tra 1 febbraio e 30 aprile.

Regola decisionale rapida

Quando scegliere il regime ordinario semplificato

Sceglilo se:

  • I tuoi costi superano il 20-25% dei ricavi in modo stabile. La deduzione batterà la percentuale forfettaria.
  • Hai investimenti e ammortamenti rilevanti nei prossimi 2-3 anni. Ammortizzare abbassa l’imponibile.
  • Hai fornitori con IVA e vuoi detrarla. Migliori il margine netto.
  • Hai o avrai personale o molti collaboratori. Servono flessibilità e nessun limite di spesa.

Quando può convenire il regime forfettario

Valutalo se:

  • Hai pochi costi e spese limitate. La percentuale di redditività risulta più favorevole.
  • Fatturi a privati sensibili al prezzo. La non applicazione dell’IVA è un vantaggio competitivo.
  • Vuoi adempimenti minimi e semplicità estrema. Hai un’attività snella.

Nesso logico da applicare

Stima i ricavi. Stima i costi certi e futuri. Calcola l’imponibile nei due regimi. Considera IVA e contributi. Confronta l’IRPEF attesa. Scegli il regime con imposta e cassa migliori a parità di rischi.

Casi particolari: collaborazioni, soci e IRAP

Collaboratori e dipendenti: nessun limite di spesa nel regime semplificato. Devi solo rispettare regole giuslavoristiche. Contratti, buste paga, sicurezza e contribuzione sono in carico al datore di lavoro. Fonti: Ministero del Lavoro.

Partecipazioni societarie: puoi detenere quote anche di maggioranza. Non ci sono preclusioni specifiche. Attenzione però a transfer pricing familiare, antielusione e trasparenza fiscale ove rilevanti.

IRAP: per imprenditori individuali e professionisti, l’IRAP non si applica dal 2022. Lo prevede la Legge di Bilancio 2022. Resta per società di persone e capitali. Verifica sempre la tua forma giuridica.

Pianificazione di cassa: saldi, acconti e scadenze

IRPEF saldo e primo acconto si pagano tra giugno e luglio, secondo calendario fiscale. Il secondo acconto si paga a fine novembre. Usa F24 e codici tributo corretti.

INPS: gli acconti seguono la logica dell’IRPEF se sei in Gestione Separata. Per artigiani e commercianti ci sono minimali trimestrali e conguagli. Fonti: circolari INPS e L. 335/1995.

IVA: versamenti mensili o trimestrali entro il 16. Le sanzioni scattano in caso di ritardo. Puoi usare il ravvedimento operoso per rimediare. Le basi sono nel DLgs 471/1997 e 472/1997.

Costi deducibili e detraibilità: linee guida

Inerenza e documentazione sono le parole chiave. Ogni spesa deve essere necessaria per l’attività. Devi avere fattura o idoneo documento.

Spese promiscue, come telefono o auto, si deducono in parte. Auto aziendale: deducibilità limitata nel TUIR e detrazione IVA ridotta. Verifica percentuali aggiornate nelle guide dell’Agenzia delle Entrate.

Formazione, fiere e trasferte sono deducibili se pertinenti. Conserva biglietti, ricevute e note spese. Applica le regole su vitto e alloggio previste dal TUIR.

Come si entra o si passa alla semplificata

Nuova apertura: dichiari la scelta in fase di avvio attività. Valuti i ricavi attesi e gli obblighi. Molti iniziano in semplificata se non possono o non vogliono il forfettario.

Transito da forfettario: avviene quando superi i limiti o per opzione. Devi abilitarti all’IVA, aggiornare il gestionale e predisporre registri. Serve ricalibrare prezzi e contratti.

Opzione volontaria per ordinaria: possibile anche sotto soglia. Dura almeno un triennio. Valuta l’impatto su adempimenti e accesso al credito.

Fonti e verifiche ufficiali

Per le regole di contabilità e imposte dirette consulta Normattiva: DPR 600/1973, art. 18; DPR 917/1986, artt. 54 e 66. Per l’IVA consulta il DPR 633/1972 e i provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate. Per lavoro e contratti consulta il Ministero del Lavoro. Per scaglioni IRPEF e addizionali verifica la Legge di Bilancio annuale e le delibere regionali e comunali.

Scenario Requisiti di accesso Adempimenti principali Tempistiche chiave
Consulente con costi elevati (software, team) Ricavi entro le soglie art. 18 DPR 600/1973 Fattura elettronica, registri IVA, cespiti, liquidazioni IVA IVA mensile o trimestrale entro il 16; saldo IRPEF giugno-luglio; 2° acconto novembre
E-commerce beni con magazzino Ricavi entro soglia commercio; gestione inventario Corrispettivi telematici, registri IVA, ammortamenti, gestione resi Lipe trimestrali; dichiarazione IVA 1 feb-30 apr; inventario a fine anno
Studio professionale con collaboratori Partita IVA lavoro autonomo; nessun limite su collaborazioni Fatture FE, Gestione ritenute, CU e 770, versamenti ritenute Ritenute entro il 16; CU entro marzo; 770 entro fine ottobre
Artigiano/commerciante con investimenti Ricavi entro soglie; iscrizione INPS Art/Comm Registri IVA, cespiti, minimali INPS, scontrini elettronici Minimali INPS trimestrali; IVA entro il 16; saldo e acconti imposte estate/autunno

FAQ

Quali spese posso dedurre in regime ordinario semplificato e come dimostro l’inerenza?

Puoi dedurre le spese necessarie alla tua attività. Esempi tipici: canone d’affitto per lo studio, attrezzature, computer, software, licenze, servizi cloud, pubblicità, consulenze, utenze, assicurazioni, manutenzioni, spese bancarie, formazione e trasferte. L’inerenza significa legame diretto o funzionale con il reddito. La dimostri con la documentazione: fattura intestata alla partita IVA, contratto, ordine, prova di pagamento, e-mail o progetto collegato. Per spese promiscue applichi le percentuali di legge. Auto e telefonia hanno limiti specifici nel TUIR e nella prassi dell’Agenzia delle Entrate. Conserva i giustificativi per 6 anni. Senza documento o senza inerenza la spesa è indeducibile e l’IVA indetraibile.

Come funziona l’ammortamento dei beni strumentali e quando conviene acquistare a fine anno?

I beni strumentali che durano più anni si ammortizzano. Dividi il costo su più esercizi, usando i coefficienti ministeriali. Per un computer spesso è 20-25% annuo. Applichi la quota pro-rata nel primo anno se il bene entra in funzione a metà esercizio. Conviene acquistare quando ti serve davvero. Se compri a fine anno dedurrai solo la quota proporzionale. Valuta la cassa e l’IVA: l’IVA si detrae alla registrazione della fattura, se l’operazione è detraibile. Pianifica con il consulente per sincronizzare investimenti, redditività e acconti. Riferimenti: TUIR artt. 102-104 e DM 31/12/1988.

Posso passare dal forfettario al regime semplificato in corso d’anno? Cosa cambia su IVA e contabilità?

Il passaggio ordinario avviene dall’anno successivo. Se superi i limiti previsti, entri in semplificata l’anno dopo. Ci sono casi particolari di fuoriuscita immediata previsti dalla legge, da verificare con il consulente. Quando entri in semplificata riattivi l’IVA. Emetti fatture con IVA da inizio anno. Devi registrare le fatture nei registri IVA. Allestisci il registro cespiti. Rivedi i prezzi perché ora l’IVA impatta sul cliente business in modo neutro, ma sul privato no. Attenzione alle ritenute: nel forfettario non subivi ritenute, in semplificata sì, se operi come lavoratore autonomo verso sostituti d’imposta. Consulta le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per i passaggi di regime e le comunicazioni da presentare.

Quali sono le scadenze principali per IVA, IRPEF e INPS nel 2026 e come evito sanzioni?

IVA: liquidazioni mensili o trimestrali entro il 16 del mese successivo; interessi 1% per il trimestrale. LIPE trimestrali secondo calendario. Dichiarazione IVA annuale tra 1 febbraio e 30 aprile. IRPEF: saldo e primo acconto tra giugno e luglio, secondo le scadenze annuali; secondo acconto a fine novembre. INPS: Gestione Separata con acconti e saldi insieme all’IRPEF; Artigiani e Commercianti con minimali trimestrali e conguagli a saldo. Per evitare sanzioni usa il ravvedimento operoso se sfori una scadenza. Paga con F24 con codici corretti. Verifica ogni anno le date nel calendario dell’Agenzia delle Entrate e nelle circolari INPS, perché possono variare con i decreti di proroga.

In semplificata ho limiti ai compensi dei collaboratori o alla detenzione di quote societarie?

No. Nel regime ordinario semplificato non esistono limiti ai compensi per collaboratori autonomi o dipendenti. Sei libero di strutturare il team secondo le esigenze. Devi però rispettare gli obblighi di legge su contratti, paghe, contribuzione e sicurezza sul lavoro. Le competenze sono del Ministero del Lavoro. Non ci sono limiti alla detenzione di quote societarie, anche di maggioranza. Le restrizioni su partecipazioni e lavoro dipendente incidono sul regime forfettario, non su quello semplificato. Valuta comunque possibili profili di conflitto di interessi, transfer pricing domestico e norme antielusive, se rilevanti per operazioni infragruppo. Per dubbi, controlla Normattiva e le guide dell’Agenzia delle Entrate.

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