Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per vedere la fattura elettronica di un acquisto, entra nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate o usa il tuo gestionale se ricevi via codice destinatario/PEC. In alternativa, carica il file XML su un visualizzatore affidabile.
- Per vedere tutto il contenuto XML su Agenzia delle Entrate serve l’adesione alla consultazione. Senza adesione vedi solo i metadati.
- Se hai partita IVA e un codice destinatario/PEC attivi, la fattura arriva direttamente nel gestionale.
- Il file potrebbe essere .xml, .xml.p7m (firmato) o .zip. Serve un visualizzatore compatibile.
Cos’è la fattura elettronica e perché puoi visualizzarla
La fattura elettronica è un file XML con struttura FatturaPA. Passa dal Sistema di Interscambio (SdI) dell’Agenzia delle Entrate. SdI controlla forma e recapita al destinatario via codice destinatario, PEC o area riservata.
L’obbligo nasce dal Decreto Legislativo 127/2015, articolo 1. È stato esteso ai forfettari dal Decreto-Legge 36/2022, articolo 18, a regime dal 2024. Le regole tecniche sono nei provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate del 30 aprile 2018 e successivi aggiornamenti.
Per alcune spese sanitarie verso persone fisiche c’è il divieto di transito su SdI. Vale l’articolo 10-bis del Decreto-Legge 119/2018, con proroghe annuali. In questi casi il documento non compare su “Fatture e Corrispettivi”.
Puoi trovare i riferimenti normativi su Normattiva e sui portali istituzionali dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Le linee guida su firme e documenti digitali derivano dal Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005) e dal Regolamento eIDAS (UE) 910/2014.
SDI, codice destinatario e PEC: differenze pratiche
Il codice destinatario è un “indirizzo” a 7 caratteri che indica a SdI dove consegnare l’XML. La PEC è un indirizzo di posta certificata. Se non comunichi nulla, il fornitore usa “0000000”. In quel caso la fattura è disponibile nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate e il fornitore deve mandarti una copia di cortesia (di solito PDF).
La copia di cortesia aiuta a leggere. Non è il documento fiscale valido. L’unico file rilevante è l’XML che passa per SdI.
Dove vedere la fattura elettronica di un acquisto
Opzione 1: Area riservata dell’Agenzia delle Entrate (Fatture e Corrispettivi)
Accedi con SPID, CIE o CNS. Vai su Fatture e Corrispettivi. Entra in “Consultazione” e poi in “Fatture ricevute”. Imposta il periodo e avvia la ricerca. Scarica l’XML per conservarlo e visualizzarlo.
Se hai aderito al servizio di consultazione, vedi l’intero contenuto della fattura, anche in forma leggibile. Senza adesione vedi solo i metadati principali (dati fiscali essenziali). L’adesione si attiva nell’area riservata. La base è nei provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate dal 2019 in poi.
Se sei un consumatore senza partita IVA, accedi sempre con SPID o CIE. Trovi le fatture B2C che il fornitore ha inviato tramite SdI. Se il documento è sanitario emesso verso persona fisica e rientra nel divieto SdI, non lo troverai qui.
Opzione 2: Il tuo software gestionale (se hai partita IVA)
Hai comunicato al fornitore il tuo codice destinatario o PEC? In questo caso, dopo i controlli di SdI, la fattura si consegna automaticamente al gestionale. Apri la sezione “Fatture ricevute” o “Acquisti”. Cerca per data, numero o fornitore e visualizza.
Se non hai comunicato il codice o la PEC, oppure il fornitore ha usato “0000000”, la fattura non arriva nel gestionale. In questo caso usa l’area dell’Agenzia delle Entrate o chiedi al fornitore la copia di cortesia. Puoi anche impostare un indirizzo predefinito nel tuo profilo su Fatture e Corrispettivi.
Opzione 3: Visualizzatori online dell’XML
Scarica l’XML dal portale dell’Agenzia delle Entrate o dal gestionale. Caricalo su un visualizzatore che supporta il tracciato FatturaPA. Leggi i dati in chiaro o esporta un PDF non fiscale.
Fai attenzione alla privacy. L’XML contiene dati personali, fiscali e talvolta IBAN. Usa servizi conformi al GDPR e, se possibile, che non archivino i file. Evita reti pubbliche. Conserva il file in modo sicuro.
Casi particolari ed errori comuni
Non hai comunicato il codice destinatario
Il fornitore usa “0000000”. La fattura finisce nella tua area riservata. Entraci e scarica l’XML. Poi imposta un indirizzo predefinito per il futuro, così le prossime fatture arrivano al gestionale.
Se il fornitore ha sbagliato codice, la fattura potrebbe non arrivare. In questi casi vedrai comunque il documento in area riservata se è stato emesso con “0000000”. Altrimenti chiedi al fornitore lo stato della trasmissione e la ricevuta SdI.
Perché non vedo la fattura sanitaria
Le fatture per prestazioni sanitarie verso persone fisiche non transitano su SdI, per ragioni di privacy. Lo prevede l’articolo 10-bis del Decreto-Legge 119/2018 e successive proroghe. Quindi non le troverai su Fatture e Corrispettivi.
In questi casi il professionista sanitario ti rilascia la fattura in formato cartaceo o digitale non transitato da SdI. I dati di spesa confluiscono nel Sistema Tessera Sanitaria e, se acconsenti, nel 730 precompilato. Verifica sempre con il fornitore.
File firmati digitalmente (.p7m) o compressi (.zip)
Alcuni fornitori firmano l’XML con firma digitale. Il file diventa .xml.p7m. La firma garantisce integrità e origine. È regolata dal CAD (D.Lgs. 82/2005) e dal Regolamento eIDAS (UE) 910/2014.
Per visualizzare il contenuto, usa un visualizzatore che legge file .p7m o verifica la firma e estrai l’XML. Se il file è .zip, decomprimilo prima. Non modificare mai l’XML: lo invalidi.
Conservazione, scadenze e prove
Quanto conservare e come
Conserva le fatture per 10 anni. Lo chiede il Codice Civile, articolo 2220, e il DPR 633/1972, articolo 39, per l’IVA. La conservazione elettronica deve rispettare le regole del DMEF 17 giugno 2014 e le Linee guida AgID.
Puoi usare la conservazione messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate oppure un servizio dedicato. L’adesione alla consultazione consente di visualizzare gli XML. Non sostituisce, da sola, un sistema di conservazione a norma se non attivi l’apposito servizio.
Salva sempre: XML originale, eventuale .p7m, ricevute SdI (consegna, scarto) e registrazioni contabili. Questi file sono le tue prove in caso di controllo.
Regola decisionale rapida
Regola decisionale rapida
Se hai partita IVA e hai comunicato codice destinatario o PEC al fornitore, allora apri il gestionale e vai su “Fatture ricevute”. Troverai lì il documento.
Se hai partita IVA ma non hai comunicato il codice o il fornitore ha usato “0000000”, allora entra nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate con SPID o CIE, sezione “Fatture ricevute”, e scarica l’XML.
Se sei un consumatore senza partita IVA e l’acquisto non è sanitario, allora accedi all’area riservata e controlla le “Fatture ricevute” B2C. In alternativa chiedi la copia di cortesia al fornitore.
Se l’acquisto è una prestazione sanitaria verso persona fisica, allora non troverai la fattura su SdI. Richiedi la fattura al professionista e verifica l’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria.
In tutti i casi, se scarichi un file .xml o .xml.p7m, allora usa un visualizzatore compatibile e conserva il file originale per 10 anni.
| Scenario | Requisiti | Dove la visualizzi | Passaggi e tempistiche | Note e rischi |
|---|---|---|---|---|
| P. IVA con codice destinatario/PEC comunicato | Codice/PEC attivi e impostati; fornitore aggiornato | Software gestionale (sezione acquisti) | Arrivo tipico in pochi minuti/ore dopo SdI; ricerca per fornitore/data; download XML | Verifica che il codice predefinito in AE sia corretto; conserva XML e ricevute |
| P. IVA senza codice comunicato o con “0000000” | Accesso SPID/CIE; adesione consultazione per vedere l’XML in chiaro | Agenzia delle Entrate, Fatture e Corrispettivi | Login; Consultazione > Fatture ricevute; scarica XML; eventuale import nel gestionale | Senza adesione vedi solo metadati; attenzione a non perdere le scadenze IVA |
| Consumatore (senza P. IVA) | SPID/CIE; fattura B2C transitata su SdI | Area riservata AE; eventualmente copia di cortesia via email | Login; verifica periodo; scarica XML o leggi i dati essenziali | Per spese sanitarie non vedi su SdI; conserva la copia ricevuta dal fornitore |
| Prestazioni sanitarie verso persona fisica | Documento fuori SdI; Sistema Tessera Sanitaria | Non disponibile su Fatture e Corrispettivi | Richiedi fattura al professionista; controlla nel 730 precompilato le spese se hai acconsentito | Divieto SdI: art. 10-bis DL 119/2018; tutela privacy |
| File firmato digitalmente (.p7m) | Visualizzatore compatibile o verifica firma | Viewer locale o servizio dedicato | Verifica firma; estrai o visualizza l’XML; stampa di cortesia se serve | Non alterare l’XML; riferimento a CAD ed eIDAS |
| Fornitore ha sbagliato codice destinatario | Controlli su AE; richiesta ricevute SdI al fornitore | AE se usato “0000000”; altrimenti rimissione | Verifica stato consegna; chiedi riemissione/correzione se necessario | Ritardi nella detrazione IVA; annota le date di ricezione effettiva |
FAQ
1) Come scarico l’XML completo dall’Agenzia delle Entrate e cosa succede se non vedo il contenuto?
Accedi con SPID o CIE. Entra in Fatture e Corrispettivi. Vai su “Consultazione” e poi su “Fatture ricevute”. Imposta il periodo di ricerca, seleziona la fattura e scarica il file XML. Se hai aderito al servizio di consultazione, puoi anche vedere il contenuto in chiaro e talvolta una resa grafica. Se non vedi il contenuto, probabilmente non hai aderito alla consultazione. In assenza di adesione, il portale mostra solo i metadati essenziali (dati fiscali principali) e non l’XML completo. Attiva l’adesione nell’area riservata e riprova. Ricorda che l’Agenzia conserva i file per finalità istituzionali, ma la consultazione integrale è subordinata al tuo consenso informato, previsto dai provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate successivi al 2019.
2) Ho ricevuto solo un PDF via email: è valido? Posso detrarre l’IVA senza l’XML?
Il PDF inviato dal fornitore è una copia di cortesia. Serve a leggere la fattura, ma non è il documento fiscale trasmesso a SdI. Il documento valido è l’XML. Per detrarre l’IVA e registrare correttamente in contabilità, devi fare riferimento alla fattura elettronica transitata da SdI. Se non hai ricevuto nulla nel gestionale, controlla in Fatture e Corrispettivi e scarica l’XML. Se risulta che la fattura non è mai transitata da SdI, chiedi al fornitore la trasmissione corretta o una nota di variazione seguita da nuova emissione. La base normativa è nel D.Lgs. 127/2015 e nei provvedimenti tecnici dell’Agenzia delle Entrate.
3) Qual è la differenza tra codice destinatario, PEC e “0000000”? Come recupero fatture vecchie se non le ho ricevute nel gestionale?
Il codice destinatario è un indirizzo a 7 caratteri del tuo intermediario/gestionale. La PEC è l’indirizzo di posta certificata dove SdI può recapitare la fattura. “0000000” si usa quando il fornitore non ha un indirizzo da te comunicato. In quel caso, la fattura è messa a disposizione nella tua area riservata dell’Agenzia delle Entrate. Per recuperare fatture vecchie, entra in Fatture e Corrispettivi e usa la ricerca per periodo. Se non hai aderito alla consultazione, attiva l’adesione per vedere l’XML integrale, se disponibile. Imposta poi un indirizzo predefinito (codice o PEC) nel tuo profilo per ricevere automaticamente le future fatture nel gestionale. Queste possibilità discendono dai provvedimenti tecnici dell’Agenzia delle Entrate del 2018 e successivi aggiornamenti.
4) Vedo file .xml.p7m: come li apro e come verifico che la firma sia valida?
Un file .xml.p7m è un XML firmato digitalmente. La firma garantisce che il file non sia stato alterato e identifica chi l’ha firmato. È regolata dal D.Lgs. 82/2005 (CAD) e dal Regolamento eIDAS (UE) 910/2014. Per aprirlo, usa un visualizzatore che legge direttamente i .p7m o verifica la firma con un software di verifica firma riconosciuto. Se la firma è valida, puoi estrarre o visualizzare l’XML. Non convertire il file modificandolo. In contabilità e in conservazione conserva la versione originale come prova. Se la firma risulta scaduta o revocata, la validità si valuta rispetto al momento dell’apposizione: conserva anche le marche temporali e le ricevute SdI per dimostrare integrità e data certa.
5) Perché alcune fatture sanitarie non compaiono su Fatture e Corrispettivi? Come posso ottenerne una copia?
Per ragioni di tutela dei dati sensibili, le fatture relative a prestazioni sanitarie verso persone fisiche non devono transitare su SdI. Lo stabilisce l’articolo 10-bis del Decreto-Legge 119/2018, con proroghe nel tempo. Questi documenti non compaiono nella tua area Fatture e Corrispettivi. Il professionista sanitario deve rilasciarti la fattura direttamente, in formato cartaceo o digitale non transitato da SdI. I dati di spesa, se presti il consenso, confluiscono nel Sistema Tessera Sanitaria e alimentano la dichiarazione precompilata. Se non trovi la fattura, chiedi al professionista la copia. Se hai partita IVA e l’operazione è tra soggetti IVA, il transito su SdI è possibile: in tal caso verifica con SPID o gestore che la fattura sia stata regolarmente trasmessa e conservane l’XML.
