Visura camerale online: cos’è e come si richiede?

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Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

Puoi richiedere la visura camerale online dal portale ufficiale del Registro delle Imprese, pagando i diritti di segreteria; rilascio immediato in PDF. Costi: da 3€ a 6€ secondo tipo di visura e forma giuridica.

  • La visura si ottiene inserendo Partita IVA, codice fiscale o numero REA dell’attività e pagando i diritti di segreteria con strumenti elettronici. Il PDF è disponibile subito.
  • Base normativa: Codice civile artt. 2188-2196; Legge 580/1993; D.P.R. 581/1995; Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005). La visura non è un certificato e non richiede bollo.
  • Costi indicativi 2026: ordinaria 3€-5€; storica 4€-6€ a seconda della forma giuridica. I diritti possono variare con provvedimenti del Ministero competente.

Che cos’è la visura camerale e perché serve

La visura camerale è un documento informativo estratto dal Registro delle Imprese. Riporta i dati ufficiali depositati dall’impresa presso la Camera di Commercio.

Il Registro delle Imprese è l’anagrafe legale delle imprese. La sua disciplina sta nel Codice civile (artt. 2188-2196), nella Legge 580/1993 e nel D.P.R. 581/1995. Queste norme definiscono cosa si iscrive, come si aggiorna e chi può consultare.

La visura non è un “certificato”. Un certificato camerale è un atto con valore legale esterno e di solito richiede imposta di bollo. La visura, invece, fotografa i dati presenti, con valore informativo. Molti soggetti la accettano per prassi (banche, partner, fornitori) perché aggiornata e dettagliata.

Quadro normativo essenziale (fonti e come orientarsi)

Per capire funzioni e limiti della visura, parti dalle fonti. Il Codice civile regola il Registro delle Imprese e l’efficacia delle iscrizioni. La Legge 580/1993 riordina le Camere di Commercio e i servizi annessi. Il D.P.R. 581/1995 disciplina tenuta e consultazione del Registro.

Il Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005) conferma validità e conservazione dei documenti informatici. Le Linee guida AgID regolano formati, metadati e conservazione. Il Regolamento UE 910/2014 (eIDAS) governa firme e sigilli elettronici.

Per imposte e bolli, la cornice è il D.P.R. 642/1972. I diritti di segreteria sono fissati da decreti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (ex MISE) e da deliberazioni applicative del sistema camerale. Consulta Normattiva e i portali istituzionali per verifiche aggiornate.

Tipologie di visura e contenuti: cosa aspettarti nel PDF

Visura ordinaria (definizione e uso tipico)

La visura ordinaria mostra la situazione attuale dell’impresa. È utile per verifiche rapide su attività, sede, cariche, capitale sociale, unità locali e PEC.

Contenuti tipici: denominazione o ditta; Partita IVA e codice fiscale; numero REA (Repertorio Economico Amministrativo, il numero camerale interno); sede legale e PEC; codice ATECO (attività); forma giuridica; stato attività (attiva, sospesa, cessata); cariche e poteri; partecipazioni rilevanti.

Visura storica (quando richiederla)

La visura storica ricostruisce l’evoluzione dell’impresa dalla nascita. Elenca tutte le modifiche iscritte: trasferimenti sede, cambi cariche, trasformazioni, fusioni, aumenti di capitale.

Serve quando devi attestare il percorso dell’impresa nel tempo. È spesso richiesta in due diligence, contenziosi, contributi pubblici o bandi.

Altre sezioni e visure specifiche

Oltre a ordinaria e storica, puoi richiedere prospetti mirati: elenco soci e quote (per società di persone e capitali, nei limiti pubblici), partecipazioni dell’impresa in altre società, unità locali, attività al REA, start-up o PMI innovative iscritte nelle relative sezioni speciali.

Alcune informazioni possono risultare parzialmente oscurate per normativa privacy (D.Lgs. 196/2003 e Regolamento UE 2016/679). I dati essenziali restano consultabili per l’interesse pubblico alla pubblicità legale.

Come richiederla online: passo per passo

1) Identifica l’impresa

Tieni pronti almeno uno tra: Partita IVA, codice fiscale o numero REA. Sono i tre identificativi più rapidi. Se non li hai, cerca per denominazione e provincia.

2) Scegli il tipo di documento

Decidi tra visura ordinaria o storica. Se ti serve solo un elemento (es. cariche o PEC), verifica la disponibilità di una sezione dedicata per ridurre tempi e costi.

3) Conferma i dati e verifica l’anteprima

Prima di pagare, controlla denominazione, sede e forma giuridica sul riepilogo. Eviti di scaricare la visura dell’omonimo sbagliato.

4) Paga i diritti di segreteria

Paghi con strumenti elettronici. Il sistema rilascia ricevuta di pagamento. In molti casi è integrato con pagoPA e accetta carte.

5) Scarica il PDF e conservalo

Il rilascio è immediato. Scarica il PDF e archivialo in modo ordinato. Se devi inviarlo a terzi, verifica che riporti data di estrazione leggibile.

Costi, imposte e ricevute: come leggere la spesa

I diritti di segreteria variano per tipo di visura e forma giuridica. Indicativamente:

  • Visura ordinaria: imprese individuali 3€; società di persone 3,5€; società di capitali 5€.
  • Visura storica: imprese individuali 4€; società di persone 4,5€; società di capitali 6€.

Questi importi sono indicativi e possono variare in base ad aggiornamenti ministeriali o a delibere del sistema camerale. Controlla sempre il totale nel carrello prima del pagamento.

Imposta di bollo: la visura, in quanto documento informativo, in genere non sconta bollo (riferimento D.P.R. 642/1972). Il certificato camerale, invece, è soggetto a bollo e a diritti maggiori. Chiedi un certificato solo se un ente lo richiede espressamente.

Ricevute e fatturazione: ottieni ricevuta digitale dei diritti. Se ti serve fattura elettronica, inserisci i dati fiscali al momento del pagamento. Conserva la ricevuta con il PDF della visura per tracciabilità.

Regola decisionale rapida

Se ti serve una “foto attuale” dell’impresa

Scegli la visura ordinaria. È economica, immediata e sufficiente per conoscere dati aggiornati su sede, attività e cariche.

Se ti serve la “storia completa”

Scegli la visura storica. Serve per ricostruire passaggi chiave (cambi soci, trasformazioni, fusioni) e dimostrare la continuità aziendale.

Se un ente chiede un documento con valore legale

Valuta il certificato camerale. Costa di più e richiede bollo, ma ha valore certificativo esterno. La base è la stessa anagrafe, ma cambia la natura giuridica del documento.

Se devi dimostrare una singola informazione

Richiedi la sezione mirata (es. cariche o PEC) quando disponibile. Risparmi tempo e costi, evitando una visura completa se non necessaria.

Se partecipi a bandi o pratiche delicate

Verifica nel disciplinare il tipo di documento richiesto. Se non è esplicitato, una visura ordinaria recente è spesso sufficiente. In caso di dubbio, chiedi conferma scritta all’ente.

Tempi, validità e aggiornamento dei dati

Tempi: la consegna è immediata in PDF. L’estrazione fotografa lo stato in quell’istante. Se un atto è stato appena depositato, può servire tempo tecnico per l’iscrizione.

Validità: non esiste una scadenza legale della visura, perché è informativa. Nella prassi, molti richiedenti la vogliono “aggiornata” (non oltre 3-6 mesi). È una regola di buon senso, non una norma.

Aggiornamenti: gli amministratori devono depositare atti e modifiche secondo i termini di legge. La pubblicità è curata dall’ufficio del Registro delle Imprese. Finché l’ufficio non iscrive, la visura non mostra il dato nuovo.

Errori, rettifiche e tutela dei dati personali

Se noti un errore in visura, verifica prima l’origine: spesso riflette un deposito errato o incompleto. La correzione richiede un’istanza o un nuovo deposito. Rivolgiti al professionista che gestisce gli adempimenti.

Privacy: alcuni dati di persone fisiche sono oscurati o parzialmente visibili per normativa privacy (D.Lgs. 196/2003 e Regolamento UE 2016/679). La tutela dei dati convive con la pubblicità legale per l’interesse pubblico dell’anagrafe.

Conservazione: il documento informatico va conservato integro e leggibile. Il CAD e le Linee guida AgID indicano prassi e requisiti di conservazione digitale.

Casi particolari e sezioni speciali

Imprese individuali e artigiane

Per le imprese individuali la visura riporta dati del titolare, attività, sede e unità locali. Per l’artigianato, verifica anche le iscrizioni alle sezioni speciali competenti.

Società di persone

La visura evidenzia i soci, i poteri di rappresentanza e le eventuali limitazioni. Utile per i fornitori per verificare chi può firmare contratti e ordini.

Società di capitali

Trovi capitale sociale, organi di amministrazione e controllo, sedi, statuto depositato e informazioni su assetti minimi pubblici. Per partecipazioni e soci, consulta le sezioni dedicate quando previste.

Start-up e PMI innovative

Le sezioni speciali mostrano requisiti e stato dell’iscrizione. Questi dati sono rilevanti per agevolazioni e rapporti con investitori.

Come leggere bene la visura: checklist pratica

Verifica denominazione, codice fiscale/Partita IVA e sede. Devono coincidere con i dati aziendali che usi in fatture e contratti.

Controlla attività ATECO e stato (attiva, sospesa, cessata). Molte banche bloccano pratiche se lo stato non risulta “attiva”.

Guarda cariche e poteri: chi può firmare, con quali limiti e se serve firma congiunta. Questo riduce rischi contrattuali.

Se serve la storia, sfoglia le annotazioni cronologiche e prendi nota delle date chiave: costituzione, aumenti capitale, cambi sede, fusioni.

Scenario Documento consigliato Requisiti/Passi Tempistiche Costi indicativi
Verifica rapida dati aziendali per nuovo fornitore Visura ordinaria Inserisci P.IVA/CF o REA; seleziona ordinaria; paga online Immediato (PDF) 3€ imprese individuali; 3,5€ società di persone; 5€ società di capitali
Due diligence preliminare su target M&A Visura storica + sezioni soci/partecipazioni Ricerca soggetto; aggiungi visura storica e allegati specifici Immediato (più file) 4€-6€ visura; sezioni aggiuntive con diritti dedicati
Domanda di contributo che richiede “documento aggiornato” Visura ordinaria recente Verifica data estrazione; conserva ricevuta pagamento Immediato Come sopra per forma giuridica
Ente che pretende valore legale esterno Certificato camerale Seleziona “certificato”; applica bollo quando dovuto Immediato o entro poche ore Diritti più alti + imposta di bollo (D.P.R. 642/1972)
Verifica poteri di firma su contratto importante Visura ordinaria (sezione cariche/poteri) Controlla cariche e clausole su firma singola/congiunta Immediato Incluso nella visura
Controllo rete di partecipazioni Elenco partecipazioni Ricerca avanzata; scegli prospetto “partecipazioni” Immediato Diritti di segreteria specifici
Ricostruzione trasferimenti sede e trasformazioni Visura storica Seleziona “storica”; verifica cronologia eventi Immediato 4€ imprese individuali; 4,5€ società di persone; 6€ società di capitali

FAQ

La visura camerale ha valore legale? Quando basta e quando serve un certificato?

La visura è un documento informativo estratto dall’anagrafe ufficiale delle imprese. Si basa su norme del Codice civile, della Legge 580/1993 e del D.P.R. 581/1995. Attesta i dati pubblicati al momento dell’estrazione. Tuttavia non è un certificato. Quindi non produce gli stessi effetti probatori esterni di un certificato camerale rilasciato con bollo quando richiesto. Nella pratica, banche, fornitori e molti enti la accettano per conoscenza aggiornabile. Se un bando, una gara o un’autorità specificano “certificato camerale”, richiedi quello. Se dicono “visura aggiornata” o “documento camerale informativo”, la visura ordinaria recente è in genere sufficiente. In caso di dubbio, chiedi sempre una conferma scritta all’ente richiedente.

Quali sono le differenze tra visura ordinaria, visura storica e certificato camerale?

La visura ordinaria mostra la situazione attuale: denominazione, sede, attività, cariche, capitale, PEC, unità locali. È la “foto del presente”. La visura storica aggiunge la cronologia completa degli eventi societari e anagrafici: è la “storia dall’origine”. Il certificato camerale, invece, è un atto certificativo con valore legale esterno, soggetto a imposta di bollo e diritti superiori. Tutti attingono alla stessa banca dati pubblica, ma hanno natura e scopo diversi. Scegli la visura ordinaria per verifiche rapide e operative, la storica per due diligence e ricostruzioni, il certificato quando un soggetto pubblico o privato lo pretende espressamente nel disciplinare o nel contratto.

Chi può richiedere la visura e quali dati servono per trovarla?

Chiunque può richiedere una visura: l’accesso è pubblico per trasparenza e pubblicità legale. Per cercare l’impresa, usa uno tra Partita IVA, codice fiscale o numero REA. Il REA è il numero interno camerale, comodo per identificare imprese con nomi simili. Se non conosci questi dati, puoi cercare per denominazione e territorio. Per persone fisiche titolari di impresa individuale, la visura riporta il titolare e l’attività. Per società di persone e di capitali, troverai cariche, poteri, capitale e, dove previsto, informazioni su soci e partecipazioni nei limiti di pubblicità stabiliti dalla legge.

Quanto tempo ci vuole per ottenere la visura e per quanto “vale” agli occhi dei terzi?

Il rilascio è immediato in formato PDF, subito dopo il pagamento dei diritti di segreteria. La visura non ha una scadenza legale, perché è un documento informativo. Nella pratica, molti soggetti chiedono che sia “recente”. Alcuni richiedono estrazioni non più vecchie di 3 mesi, altri tollerano fino a 6 mesi. Non è un obbligo normativo, ma una regola di compliance. Se devi presentarla in una procedura sensibile (finanziamento, bando, onboarding fornitore), scaricala il più vicino possibile alla data di consegna per assicurarti che i dati siano aggiornati.

Ho trovato un errore in visura: come lo correggo e quali documenti servono?

La visura riflette quello che è iscritto al Registro delle Imprese. Se c’è un errore, di solito dipende da un deposito errato o incompleto, oppure da un atto non ancora iscritto. La correzione richiede un’istanza o un nuovo deposito presso il Registro, secondo le regole del D.P.R. 581/1995 e del Codice civile. Prepara la documentazione che prova il dato corretto: verbali, atti notarili, moduli aggiornati, eventuale relazione di accompagnamento. Una volta che l’ufficio registra l’aggiornamento, la visura successiva mostrerà il dato corretto. Se l’errore riguarda dati personali, ricorda che la normativa privacy (D.Lgs. 196/2003 e Regolamento UE 2016/679) tutela la persona, ma la pubblicità legale garantisce l’interesse pubblico: l’ufficio valuterà il bilanciamento secondo legge.

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