La visura camerale è il documento ufficiale del Registro delle Imprese con i dati legali ed economici di un’impresa: sede, attività, amministratori, soci e stato. La rilascia la Camera di Commercio, non l’Agenzia delle Entrate. Ti serve per controllare un fornitore, partecipare a un bando o chiedere un finanziamento, e la ottieni online in pochi minuti.
Cos’è la visura camerale: quadro normativo e funzione
La visura camerale è un documento informativo che riporta ciò che un’impresa dichiara e deposita al Registro delle Imprese. Il Registro è un archivio pubblico, tenuto per legge dalle Camere di Commercio.
«Camerale» vuol dire «della Camera di Commercio». È lo stesso aggettivo che trovi in certificato camerale, diritti camerali o registro camerale.
La base normativa è nel Codice Civile, articoli 2188-2202, nella Legge 580/1993 e nel Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) 581/1995. L’articolo 8 della Legge 580/1993 affida a ogni Camera di Commercio la tenuta del Registro. Queste norme, che trovi su Normattiva, definiscono come funziona il Registro, quali dati sono pubblici e quanto costa consultarli.
Lo scopo è la trasparenza. Chiunque può conoscere stato, organi, oggetto sociale, capitale e principali informazioni amministrative di un’impresa. Per questo la visura ti è utile quando scegli un fornitore, un cliente o un partner.
Visura o certificato: differenze pratiche
La visura serve a informarti. Non ha valore di certificato: non puoi usarla per dimostrare ufficialmente un dato davanti a un ente o in una causa. Per gare o pratiche formali ti possono chiedere il certificato camerale del Registro delle Imprese.
Il certificato camerale riporta clausole d’uso ed eventuali diciture antimafia o sulle procedure in corso. Ha una validità temporale (di norma sei mesi), come prevede l’articolo 41 del DPR 445/2000. Prevede anche l’imposta di bollo, salvo esenzioni di legge.
Per un controllo interno ti basta la visura. Se devi allegarla a una domanda ufficiale, chiedi prima se serve il certificato. Per capire quanto resta utilizzabile, leggi la guida su dopo quanto tempo scade la visura camerale.
Ufficio camerale o Agenzia delle Entrate: chi rilascia la visura
La visura camerale la rilascia l’ufficio del Registro delle Imprese della Camera di Commercio, quello che molti chiamano «ufficio camerale»: l’Agenzia delle Entrate non la emette. Ogni Camera di Commercio ha il suo ufficio, competente per le imprese con sede nella sua provincia.
Online trovi anche portali privati che vendono visure con nomi simili, come «ufficio camerale». Il documento è sempre quello del Registro delle Imprese: prima di pagare, confronta il prezzo con le tariffe ufficiali che trovi più sotto.
L’Agenzia delle Entrate gestisce invece i dati fiscali. Sul suo sito c’è il servizio di verifica della Partita IVA dell’Agenzia delle Entrate: inserisci il numero e vedi se è attiva, sospesa o cessata, a chi è intestata e da quando è in attività.
È un controllo veloce, ma non sostituisce la visura. Non ti dice chi amministra l’impresa, che attività svolge davvero o se ci sono procedure in corso. Se ti servono queste informazioni, parti dalla Partita IVA e richiedi la visura al Registro delle Imprese.
Se invece cerchi la visura di un immobile, quella sì riguarda l’Agenzia delle Entrate. Si chiama visura catastale ed è un documento diverso, che non contiene dati sulle imprese.
Come richiedere la visura: canali, tempi e costi
Puoi richiedere la visura camerale online sul portale del Registro delle Imprese, allo sportello della Camera di Commercio oppure, se è la tua impresa, gratis con la tua identità digitale.
Richiesta online e allo sportello
Puoi richiederla online sul portale del Registro delle Imprese. Inserisci Partita IVA, codice fiscale o denominazione. Se hai la Partita IVA, usa quella: individua l’impresa senza rischio di omonimie. Poi scegli il tipo di visura e paghi con carta.
In alternativa, vai allo sportello della Camera di Commercio competente per territorio. Porta i dati identificativi dell’impresa e chiedi l’estrazione. Te la rilasciano stampata o su file.
Per scaricare atti e bilanci può servire una registrazione al servizio telematico dedicato. Per la sola visura, di solito non è necessaria.
Visura gratis per la tua impresa
Se sei titolare o legale rappresentante, la visura della tua impresa non costa nulla. Come spiega la Camera di Commercio di Roma, la scarichi dal Cassetto digitale dell’imprenditore su impresa.italia.it. Accedi con SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, con la Carta d’Identità Elettronica (CIE) o con CNS, la Carta Nazionale dei Servizi. Trovi i passaggi nella guida sulla visura camerale gratis.
Tempi e costi indicativi
Il rilascio online è immediato e il PDF si scarica subito. Allo sportello la stampa richiede pochi minuti.
I costi sono composti da diritti di segreteria e, per alcuni documenti, dall’imposta di bollo (DPR 642/1972). Di norma la visura costa pochi euro e l’importo cambia in base alla forma dell’impresa e al documento. Queste sono le tariffe online pubblicate dal Registro delle Imprese:
| Tipo di visura | Imprese individuali e altre forme | Società di persone | Società di capitali |
|---|---|---|---|
| Visura ordinaria | 3,00 € | 3,50 € | 5,00 € |
| Visura storica | 4,00 € | 4,50 € | 6,00 € |
Conserva la ricevuta. Ti serve per le note spese o per dimostrare in che data hai raccolto le informazioni.
Tipologie di visura disponibili e cosa contengono
Le visure principali sono due: l’ordinaria, che mostra la situazione attuale, e la storica, che aggiunge tutte le modifiche dall’iscrizione. Esistono poi visure specifiche su soci, cariche e partecipazioni.
Visura ordinaria
È la fotografia dell’impresa alla data in cui la scarichi. Include denominazione, natura giuridica, sede legale e unità locali, codice fiscale e Partita IVA, codice REA, il numero nel Repertorio Economico Amministrativo.
Trovi oggetto sociale, attività ATECO (la classificazione delle attività economiche) e stato dell’impresa: attiva, inattiva, in liquidazione o in procedura. Sono indicati organi sociali, amministratori, soci quando sono pubblici e capitale sociale.
Per ditte individuali riporta titolare, iscrizione al REA e, se l’impresa è artigiana, l’iscrizione all’Albo Artigiani (L. 443/1985). Spesso vedi anche gli addetti medi dichiarati.
Visura storica
Contiene tutto quello che c’è nell’ordinaria, più la cronologia delle variazioni dall’iscrizione. Vedi i cambi di sede, oggetto, soci, amministratori, capitale e unità locali nel tempo.
Ti è utile per una due diligence, cioè la verifica approfondita prima di comprare un’impresa o entrarci come socio, per una causa, una verifica di continuità o per ricostruire i passaggi societari. È più lunga e dettagliata.
Altre visure utili
Visura assetti proprietari: riepiloga soci e quote delle società di capitali, quando sono pubblici. Ti serve per capire chi controlla la società.
Visura cariche e partecipazioni su persona fisica: mostra dove una persona ha cariche o partecipazioni. È utile per valutare conflitti di interesse.
Visura in inglese: il Registro delle Imprese rilascia anche il Company Registration Report, con gli stessi dati della visura ordinaria e allo stesso costo. Ti serve quando devi presentare l’impresa a un cliente o a un partner estero.
Elenco atti depositati e bilanci: non è una visura in senso stretto, ma ti dice se l’impresa ha depositato i bilanci e ti permette di scaricarli. Il deposito dei bilanci è previsto dagli articoli 2423 e seguenti del Codice Civile.
Norme, fonti e attendibilità
Puoi fidarti dei dati della visura perché vengono da un registro pubblico tenuto per legge dalle Camere di Commercio. Pubblicità legale vuol dire che questi dati sono pubblici e chiunque può consultarli. Il principio è nel Codice Civile, articoli 2188-2193.
I documenti digitali hanno valore legale come prevede il Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD, D.Lgs. 82/2005). La firma digitale del file garantisce integrità e provenienza. Trovi queste norme su Normattiva e sui portali istituzionali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Le informazioni sulle crisi d’impresa seguono il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019). Se c’è una procedura, la visura la indica con un’annotazione: liquidazione, concordato, amministrazione straordinaria o composizione negoziata. In questi casi valuta con attenzione il rischio che l’impresa non riesca a pagarti o a consegnare quello che ha promesso.
La visura riporta anche il domicilio digitale dichiarato, cioè la PEC, la Posta Elettronica Certificata. Ogni impresa deve comunicarlo al Registro, come prevede l’articolo 37 del DL 76/2020. L’articolo 6-bis del CAD istituisce invece l’Indice nazionale dei domicili digitali di imprese e professionisti (INI-PEC). Se devi ancora attivarla, leggi la guida sulla PEC per la Partita IVA.
Firma digitale, QR e verifica
Il file PDF è firmato digitalmente. La firma attesta chi ha emesso il documento e che nessuno lo ha modificato.
Puoi verificarla con un software di verifica della firma o con i servizi pubblici indicati sui siti istituzionali. Le regole sono quelle del CAD e del regolamento europeo eIDAS sull’identificazione elettronica e i servizi fiduciari.
Spesso trovi anche un codice QR o un codice identificativo. Serve a verificare autenticità e data di emissione rispetto agli archivi ufficiali.
Cosa leggere in una visura: sezioni chiave spiegate
In una visura controlla quattro blocchi: dati identificativi e stato, oggetto sociale e ATECO, organi e soci, unità locali e addetti.
Dati identificativi e stato attività
Controlla denominazione, natura giuridica, sede, P.IVA e codice fiscale. Verifica il codice REA e lo stato: attiva, inattiva, sospesa, in liquidazione, in procedura.
Se vedi “in liquidazione”, l’impresa sta chiudendo e vende i suoi beni. Se leggi “procedura concorsuale”, c’è una procedura di crisi in corso. In entrambi i casi valuta l’impatto sul rischio.
Per le ditte individuali verifica l’iscrizione al REA e l’eventuale qualifica artigiana. Ti serve per contributi o bandi dedicati.
Oggetto sociale e ATECO
L’oggetto sociale descrive cosa può fare l’impresa. Il codice ATECO indica l’attività svolta ai fini statistici e fiscali e lo trovi nella sezione dedicata all’attività. Deve essere coerente con il contratto che stai per firmare.
Se manca l’attività che ti serve, chiedi un’integrazione. La modifica si fa con una pratica al Registro.
Oggetto e ATECO incidono su licenze, contributi e rischi assicurati dall’INAIL, l’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro. Leggili sempre.
Organi sociali, soci e capitale
Individua chi gestisce l’impresa e chi ne controlla i conti: amministratori, sindaci e revisori. Verifica poteri di firma e rappresentanza: chi firma il contratto deve avere i poteri indicati.
Leggi soci e quote, quando sono pubblici. Nelle società di persone trovi i soci illimitatamente responsabili, che rispondono dei debiti anche con i propri beni. Nelle società di capitali vedi quanto capitale i soci hanno sottoscritto, cioè promesso, e quanto ne hanno versato davvero.
Se per firmare servono più amministratori insieme, chiedi la delibera o la procura. Così eviti firme non valide.
Unità locali, addetti e licenze
Controlla le unità locali operative. Capisci dove l’impresa produce o eroga servizi. Verifica eventuali iscrizioni ad Albi e ruoli, e le annotazioni sulle autorizzazioni, quando sono state comunicate. Controlla anche le SCIA: la SCIA è la Segnalazione Certificata di Inizio Attività.
Gli addetti medi indicano la dimensione. È un dato utile per bandi per le piccole e medie imprese o per clausole contrattuali sulla capacità produttiva.
Se servono requisiti speciali, chiedi anche i provvedimenti comunali o regionali.
Quando basta la visura e quando serve il certificato
La visura basta per verifiche interne, qualifica di un fornitore, valutazioni commerciali e aggiornamento delle anagrafiche clienti.
Il certificato ti serve per bandi pubblici, appalti, pratiche notarili, uso all’estero e ogni volta che l’ente chiede espressamente un “certificato camerale” con diciture. Il certificato ha valore ufficiale, la visura no.
Nel dubbio, chiedi all’ente che lo riceve. La scelta giusta evita respingimenti e perdite di tempo. Se il bando chiede una visura ma non sei iscritto al Registro, chiedi se puoi usare una dichiarazione o il certificato di iscrizione all’Albo.
La tabella mette a confronto le situazioni più comuni: per ognuna trovi il documento da chiedere, cosa controllare e quanto resta valido.
| Scenario pratico | Documento consigliato | Requisiti e note | Chi lo richiede | Tempi e validità |
|---|---|---|---|---|
| Nuovo fornitore da valutare | Visura ordinaria | Controlla stato, oggetto, poteri di firma, procedure | Acquisti e amministrazione | Immediato; valida come fotografia alla data |
| Domanda di finanziamento bancario | Certificato camerale + bilanci | La banca può chiedere certificato recente e ultimi bilanci | Impresa o consulente | 1 giorno; certificato di solito valido 6 mesi |
| Gara o bando pubblico | Certificato camerale | Richieste specifiche nel bando; verifica diciture | Ufficio gare | Immediato/1 giorno; validità temporale indicata dal bando |
| Due diligence su target M&A | Visura storica + atti e assetti | Integra con assetti proprietari e bilanci | Consulente o avvocato | Immediato; aggiorna vicino alla firma |
| Verifica cariche di un amministratore | Visura cariche e partecipazioni | Ricerca per codice fiscale della persona fisica | Ufficio controlli interni | Immediato; controlla anche eventuali incompatibilità |
Regola decisionale rapida
Quale documento ti serve
- Se devi solo conoscere dati aggiornati, scegli la visura ordinaria.
- Se devi ricostruire i cambi societari, scegli la visura storica.
- Se devi dimostrare requisiti a un ente pubblico o a una banca, chiedi il certificato camerale.
- Se devi sapere dove una persona ha cariche, richiedi la visura cariche e partecipazioni.
- Se devi vedere conti e volumi, scarica i bilanci depositati: la sola visura non basta.
Aggiornare o correggere i dati: come si fa
Se un’informazione è errata, presenta una pratica di variazione con la Comunicazione Unica. È una pratica online che, con un solo invio, aggiorna Registro delle Imprese, Agenzia delle Entrate, Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) e INAIL. Lo prevede l’articolo 9 del DL 7/2007, convertito in Legge 40/2007.
Per le società alcune modifiche, come il cambio di oggetto sociale o di capitale, richiedono una delibera dell’assemblea e un atto notarile. Per le ditte individuali basta una pratica telematica con i moduli firmati digitalmente. Se devi aggiungere un’attività, segui la guida su come aggiungere un codice ATECO alla Partita IVA.
L’ufficio controlla la pratica e aggiorna gli archivi. Di solito servono da uno a cinque giorni lavorativi, a meno che l’ufficio non ti chieda documenti in più. Dopo l’aggiornamento, scarica una nuova visura e verifica la correzione.
Limitazioni e cautele
La visura non mostra debiti fiscali o previdenziali. Per questi servono il DURC, il Documento Unico di Regolarità Contributiva, le certificazioni dell’Agenzia delle Entrate o l’estratto di ruolo, l’elenco dei debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
La visura non contiene nemmeno il fatturato: puoi ricavarlo solo dai bilanci. Il bilancio è obbligatorio per società di capitali, con eccezioni per micro-bilanci.
Per un’analisi completa del rischio controlla anche i bilanci depositati, gli eventuali pignoramenti nei registri immobiliari e le banche dati di settore.
I dati della visura sono pubblici per legge, per questo chiunque può richiederla. Le regole sulla privacy valgono insieme a quelle sulla pubblicità legale, prevista dal Codice Civile, articoli 2188-2193, e dalla Legge 580/1993.
Se hai dubbi sulla visura o sugli adempimenti della tua Partita IVA, ne parliamo insieme. Non ti preoccupare: prenota una consulenza gratuita con un esperto Fiscozen.
FAQ
Ho una Partita IVA da libero professionista: ho anche una visura camerale?
Dipende dall’attività. Se sei un professionista iscritto solo all’Agenzia delle Entrate, non sei nel Registro delle Imprese e non hai una visura camerale. È il caso tipico di avvocati e medici, disciplinati dagli articoli 2229 e seguenti del Codice Civile. Se invece hai una ditta individuale, commerciale o artigiana, sei iscritto e la visura esiste.
La visura camerale vale anche all’estero?
Per usi informativi sì: puoi usare anche la versione in inglese della visura. Per usi formali, l’ente estero può chiederti il certificato camerale, anche tradotto. In alcuni casi serve l’apostille, un timbro che conferma l’autenticità del documento: la appongono la Prefettura o le autorità competenti, secondo il Paese di destinazione.
Posso cercare un’impresa senza conoscere la Partita IVA?
Sì. Puoi cercarla per denominazione, codice fiscale o provincia: più dati inserisci, più la ricerca è precisa. Se non la trovi, controlla la denominazione esatta, le abbreviazioni e i caratteri speciali. Se l’impresa è stata cancellata, la visura storica ti mostra i suoi dati fino alla cancellazione.
La visura camerale scade?
No. La visura non ha una scadenza, perché fotografa l’impresa nel giorno in cui la scarichi. Chi la riceve, però, può chiederti un documento recente. Il certificato camerale invece, di norma, vale sei mesi dalla data di rilascio. Se devi presentarlo a una banca o a una gara, controlla la data prima di consegnarlo.
Dove trovo la PEC di un’impresa?
La trovi nella visura camerale, alla voce domicilio digitale, perché ogni impresa deve comunicarlo al Registro delle Imprese. In alternativa puoi consultare l’INI-PEC, l’elenco pubblico dei domicili digitali di imprese e professionisti. Ti serve quando devi mandare a un’impresa una comunicazione con valore legale.
