Auto aziendali: rincaro fiscale dal 2026 e quando la trattenuta in busta paga lo azzera

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di Francesca Ciani

05 Ottobre 2026

Ultimo aggiornamento: settembre 2026.

Cosa cambia e perché conta subito: la legge di bilancio 2025 ha modificato il criterio di determinazione del fringe benefit per le autovetture concesse in uso promiscuo, aumentando la percentuale forfettaria che concorre a formare il reddito del dipendente per molti veicoli; insieme alla pubblicazione delle tabelle ACI per il 2026 questo ha prodotto un aumento potenziale della tassazione in busta paga per i lavoratori titolari di auto aziendale, ma le trattenute effettuate in busta paga per l’uso privato possono neutralizzare l’aumento se gestite correttamente.

Cosa prevede la norma

Il punto normativo centrale è l’art. 51, comma 4, lett. a) del TUIR, novellato dalla legge di bilancio 2025: per i contratti di assegnazione in uso promiscuo stipulati a decorrere dal 1° gennaio 2025 la base imponibile è determinata applicando una percentuale sulla percorrenza convenzionale di 15.000 km desunta dalle tabelle ACI. Per i veicoli non elettrici la percentuale fissata è pari al 50%; la percentuale è ridotta al 20% per i veicoli ibridi plug‑in e al 10% per i veicoli elettrici a batteria.

Le tabelle ACI, che determinano il costo chilometrico di esercizio utilizzato per il calcolo del fringe benefit convenzionale, vengono aggiornate annualmente; quelle applicabili al periodo d’imposta 2026 sono state pubblicate in Gazzetta Ufficiale e rese disponibili dall’ACI nel dicembre 2025. Il valore convenzionale così ottenuto va ragguagliato al periodo di assegnazione del mezzo nell’anno.

Impatto pratico: come si traduce in busta paga

La sostituzione del criterio (percentuale più elevata per molti veicoli) comporta un aumento del valore imponibile attribuito al dipendente e, quindi, maggiore IRPEF e contributi previdenziali a carico del lavoratore — salvo che il dipendente non corrisponda al datore di lavoro somme a titolo di contributo per l’uso privato. L’articolo 51 prevede infatti che dal valore convenzionale sia detratto l’ammontare delle somme eventualmente trattenute al dipendente per l’uso personale del veicolo.

La prassi recente (Risposta all’istanza di interpello n. 14/2026 dell’Agenzia delle Entrate) chiarisce due punti operativi rilevanti: 1) il datore può azzerare il valore del fringe benefit trattenendo in busta paga, nel corso del periodo d’imposta, un importo pari al valore convenzionale annuo; 2) tuttavia le somme ulteriori versate dal dipendente per coprire il residuo costo aziendale (oltre il valore convenzionale) non possono essere sottratte dalla retribuzione lorda a fini di esclusione dal reddito: esse devono essere trattenute dal netto (ad esempio dalla retribuzione variabile netta) perché la quota eccedente concorre alla formazione del reddito complessivo del dipendente. Questo orientamento ha effetti pratici sul timing e sulla modalità delle trattenute in payroll.

Chi riguarda e cosa fare

Soggetti interessati: tutte le imprese e i datori di lavoro che assegnano veicoli in uso promiscuo ai dipendenti (S.r.l., S.p.A., società di persone, datori individuali con dipendenti, enti pubblici/privati), nonché i provider di car‑policy aziendali e consulenti HR/retribuzioni. Questa materia non si applica ai contribuenti che operano nel regime forfettario (per i quali la determinazione dell’imponibile segue regole diverse e non può essere “mescolata” con le discipline proprie delle società).

Sul piano della deducibilità per l’impresa, le regole dell’art. 164 TUIR continuano a valere: i costi relativi ai veicoli concessi in uso promiscuo ai dipendenti sono in genere deducibili nella misura del 70% (con le condizioni richieste dalla norma), mentre per gli altri soggetti/tipologie si applicano percentuali e limiti differenti. Pertanto il maggior valore imponibile in capo al dipendente non modifica automaticamente la deducibilità aziendale, ma richiede attenzione alla documentazione di assegnazione e alla corretta imputazione delle trattenute.

I passi pratici per adeguarsi alle novità

Checklist operativa sintetica:

  • Revisionare la car policy: aggiornare i modelli di contratto/accettazione dell’auto indicando chiaramente importo convenzionale ACI, modalità e tempistica delle trattenute e il trattamento delle eventuali somme eccedenti; conservarne copia firmata.
  • Calcolare il fringe benefit con le nuove tabelle ACI: usare la percorrenza convenzionale 15.000 km e la percentuale prevista (50%/20%/10%) per il veicolo assegnato; ragguagliare al periodo di assegnazione.
  • Programmare le trattenute in payroll: se si vogliono azzerare gli effetti fiscali per il dipendente, effettuare trattenute mensili in busta pari al valore convenzionale; attenersi al principio che somme eccedenti la soglia convenzionale sono da trattenere dal netto della retribuzione variabile o comunque trattate come reddito da lavoro secondo la prassi dell’Agenzia delle Entrate.
  • Documentare e giustificare: mantenere evidenze (accordi, fatture di noleggio/lease, calcoli ACI, cedolini) per rispondere a eventuali verifiche fiscali e per certificare correttamente imponibile e deducibilità.
  • Coinvolgere payroll e consulenza fiscale: aggiornare i criteri di calcolo in cedolini e testing a inizio anno; chiedere supporto al consulente del lavoro per l’inserimento delle trattenute e la corretta comunicazione ai dipendenti.

Esempio numerico pratico (semplificato): se la tabella ACI rileva un valore convenzionale annuo pari a €2.624 per un determinato modello, il datore può trattenere mensilmente circa €219 per azzerare il fringe; se tuttavia il costo aziendale annuo è superiore e il dipendente versa somme addizionali, la quota eccedente dovrà essere imputata a reddito e trattenuta conformemente alla prassi dell’Agenzia. (Valore esemplificativo preso dalla casistica dell’interpello n.14/2026).

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