Ultimo aggiornamento: settembre 2026.
Dal 28 ottobre 2025 l’INPS ha pubblicato la circolare che illustra la procedura operativa per il cosiddetto “Nuovo Bonus Mamme”: si tratta di un’integrazione al reddito prevista per l’anno 2025, erogata dall’INPS a domanda, che riconosce 40 euro mensili alle lavoratrici madri che rispettino specifici requisiti anagrafici, lavorativi e reddituali; la circolare è stata seguita dal messaggio operativo dell’INPS del 31 ottobre 2025 con le istruzioni per la presentazione delle domande.
Cosa prevede la norma
Base normativa: la misura è stata introdotta dall’articolo 6 del Decreto‑Legge 30 giugno 2025, n. 95, convertito con modificazioni dalla Legge 8 agosto 2025, n. 118; l’INPS ha quindi emanato la circolare n. 139 del 28 ottobre 2025 e il messaggio n. 3289 del 31 ottobre 2025 per le istruzioni operative.
Importo e regime fiscale: il “Nuovo Bonus Mamme” consiste in 40 euro netti al mese per ogni mese o frazione di mese di vigenza del rapporto di lavoro o di effettiva attività nell’anno 2025; l’importo è non imponibile ai fini fiscali e contributivi e non rileva ai fini ISEE. L’INPS ha previsto la liquidazione in unica soluzione per le mensilità riconosciute, con calendarizzazione delle erogazioni indicata nella circolare.
Requisiti essenziali: (i) numero di figli: madri con due figli (il figlio più piccolo non oltre il decimo anno) o madri con tre o più figli (figlio più piccolo non oltre il diciottesimo anno); (ii) attività di lavoro: rapporto di lavoro dipendente (pubblico o privato) con esclusione del lavoro domestico oppure attività autonoma iscritta a casse previdenziali obbligatorie o alla Gestione separata; (iii) requisito economico: reddito da lavoro complessivo annuo ≤ €40.000 per l’anno 2025. La consumazione e gli eventuali casi di incompatibilità (es. madri con 3+ figli titolari di rapporto a tempo indeterminato possono fruire dell’esonero contributivo previsto da precedenti disposizioni) sono esplicitati dalla circolare.
Chi riguarda e cosa fare
Soggetti interessati: lavoratrici madri dipendenti (escluse le addette ai servizi domestici), lavoratrici autonome iscritte alle casse professionali obbligatorie o alla Gestione separata, nonché rapporti intermittenti e somministrazione; sono escluse le titolari di cariche sociali e le imprenditrici non iscritte all’Assicurazione Generale Obbligatoria. L’accesso è condizionato al possesso congiunto dei requisiti indicati (numero di figli, periodo di attività, reddito ≤ €40.000).
Decorrenze e termini: l’INPS ha reso disponibile la procedura telematica “Nuovo Bonus Mamme” a fine ottobre 2025; il termine ordinario per la presentazione è stato fissato al 9 dicembre 2025 per le interessate che avevano già maturato i requisiti, mentre è stato previsto un termine integrativo fino al 31 gennaio 2026 per le lavoratrici che maturino i requisiti entro il 31 dicembre 2025. Consultare lo stato pratica tramite il portale INPS o tramite patronato/Contact Center.
Impatto pratico per professionisti e imprese: per le aziende non deriva alcun onere diretto di pagamento dell’importo (la somma è erogata dall’INPS a domanda), ma è utile che il personale HR verifichi i casi di sospensione/riattivazione del diritto (es. trasformazione del contratto da tempo determinato a tempo indeterminato) e renda disponibili le informazioni necessarie alle lavoratrici; per le lavoratrici autonome occorre verificare periodi di iscrizione/attività presso la propria cassa o la Gestione separata.
Come gestire gli adempimenti in sicurezza
- Verifica dei requisiti anagrafici e reddituali: controllare che il numero dei figli e la loro età rientrino nei parametri e calcolare il reddito da lavoro 2025 (limite €40.000).
- Controllo della posizione previdenziale: per le autonome accertare l’iscrizione alla cassa obbligatoria o alla Gestione separata; per le dipendenti verificare la natura del rapporto (esclusione del lavoro domestico).
- Presentazione della domanda: usare il servizio telematico INPS (“Nuovo Bonus mamme”) con SPID/CIE/CNS o rivolgersi a patronati; rispettare le scadenze 9 dicembre 2025 (termine ordinario) e 31 gennaio 2026 (termine integrativo per maturazione requisiti).
- Documentazione e controllo dei mesi spettanti: conservare documenti che attestino i periodi di lavoro effettivo (buste paga, contratti, certificazioni di iscrizione alla cassa) per eventuali richieste di riesame; utilizzare la funzione “Chiedi riesame” prevista dall’INPS in caso di errori.
- Coordinamento azienda‑lavoratrice: l’ufficio paghe/HR deve monitorare trasformazioni contrattuali e periodi di sospensione che possono incidere sul diritto; le imprese devono segnalare le informazioni richieste se richieste dall’interessata per l’istruttoria.
Nota di coerenza fiscale e soggetti esclusi: la misura non costituisce reddito imponibile né rileva ai fini ISEE; non è automaticamente incompatibile con regimi fiscali particolari: l’accesso dipende dalla posizione previdenziale e dal rispetto dei requisiti (in particolare l’iscrizione alla gestione obbligatoria per le autonome e il tetto reddituale), pertanto l’eventuale situazione di contribuenti in regime forfettario va valutata rispetto all’iscrizione previdenziale e al reddito effettivo. Per i casi dubbi è consigliabile consultare la circolare INPS n. 139/2025 e il messaggio n. 3289/2025 che disciplinano casi concreti e forniscono le FAQ ufficiali.
