Ultimo aggiornamento: settembre 2026.
Dal 13 ottobre 2026 l’INPS ha reso operativa una nuova procedura telematica denominata “Domanda Rimborso Unico”, accessibile dal Cassetto previdenziale del contribuente, che centralizza la gestione delle richieste di restituzione delle somme indebitamente versate. La funzionalità è stata rilasciata in prima battuta per la Gestione separata e sarà estesa progressivamente alle altre gestioni dell’Istituto; il servizio consente la compilazione, l’invio e il monitoraggio delle domande, anche da parte di intermediari abilitati.
Cosa prevede la novità
La procedura introduce un punto unico di accesso per più tipologie di rimborso relative alla Gestione separata: istanze presentate dal contribuente (libero professionista senza cassa), dal committente (per la quota di sua competenza) e dai lavoratori parasubordinati, con possibilità di gestire cause diverse quali superamento del massimale, versamenti duplicati, aliquote errate o altri errori di versamento. Il servizio permette inoltre di salvare bozze, consultare lo stato di lavorazione e ricevere notifiche amministrative.
Per l’accesso è richiesta l’identità digitale (SPID almeno livello 2, CIE livello 3, CNS o eIDAS), e la procedura è integrata con il “Cassetto previdenziale del contribuente”. In questa fase la funzione è utilizzabile dagli iscritti alla Gestione separata, dai committenti e dai loro intermediari abilitati; INPS ha annunciato che, a seguito del collaudo, l’ambito operativo sarà esteso anche alle altre gestioni previdenziali.
Rilevanza normativa: la Gestione separata è disciplinata dall’articolo 2 della legge n. 335/1995 (comma 26 e ss.), che individua i soggetti obbligati e le regole generali di contribuzione; il meccanismo di massimale contributivo trova riferimento nello stesso articolo (comma 18). Le attività di INPS che informano i contribuenti sul superamento del massimale sono già attive da messaggi precedenti dell’Istituto.
Chi riguarda e cosa fare
Soggetti coinvolti (sintesi operativa):
- Liberi professionisti senza cassa e altri iscritti alla Gestione separata: possono presentare direttamente la richiesta di rimborso per contributi versati in eccesso o per errori amministrativi; in caso di superamento del massimale, l’INPS individua le situazioni e consente la procedura di rimborso.
- Committenti (imprese individuali, S.r.l., S.p.A., società di persone): possono proporre istanza per la quota a loro imputabile (ad esempio la parte di contributo a carico del committente in caso di superamento del massimale o pagamenti duplicati). Il committente agisce anche per posizioni denunciate tramite UniEmens.
- Lavoratori parasubordinati: interessati nelle ipotesi di superamento del massimale o di versamenti errati; l’INPS invia comunicazioni informative tramite MyINPS nelle ipotesi previste.
- Intermediari abilitati (consulenti del lavoro, commercialisti, CAF, avvocati autorizzati): possono operare per conto dei contribuenti se abilitati e delegati; l’accesso è consentito secondo le abilitazioni previste.
Nota su regime forfettario: la presente procedura riguarda la gestione previdenziale (iscrizione alla Gestione separata) e non costituisce di per sé riferimento al regime fiscale (forfettario o ordinario); molti titolari di Partita IVA in regime forfettario possono essere iscritti alla Gestione separata se privi di casse professionali, pertanto la procedura può riguardarli quando sussistono le condizioni previdenziali indicate.
I rischi pratici e come ridurli
Principali criticità riscontrabili: dati contributivi non aggiornati sul flusso UniEmens, errata imputazione percentuale (aliquota segnalata diversa da quella effettiva), duplicazione dei versamenti, mancata compensazione tramite dichiarazione dei redditi. Per il rischio legato al superamento del massimale, l’INPS ha già predisposto comunicazioni informative e avvisi.
Consigli operativi immediati:
- Controllare periodicamente il Cassetto previdenziale e le notifiche MyINPS per eventuali comunicazioni di superamento massimale o anomalie.
- Mantenere aggiornati i flussi UniEmens (per i committenti) e le denunce di compenso; verificare che aliquote e codici di contribuzione siano corretti prima dell’invio.
- Se si ritiene di aver versato indebitamente, predisporre la documentazione probatoria (buste paga, elementi UniEmens, matricole, quietanze) prima di avviare la Domanda Rimborso Unico.
I passi pratici per adeguarsi alle novità
Checklist operativa:
- Accedere al Cassetto previdenziale del contribuente con SPID/CIE/CNS/eIDAS e selezionare “Domanda Rimborso Unico”.
- Verificare la tipologia di rimborso (superamento massimale, duplicazione, aliquota errata, ecc.) e scegliere il modulo corrispondente; compilare la richiesta allegando la documentazione di supporto.
- Per i committenti: verificare i flussi UniEmens e, se necessario, predisporre le rettifiche e la rendicontazione che dimostrano l’eccedenza a proprio carico.
- Salvare la domanda in bozza se incompleta e monitorare lo stato di lavorazione attraverso la funzione di tracking della procedura; conservare ricevute e identificativi INPS della pratica.
- Coinvolgere l’intermediario abilitato (se delegato) per assistenza tecnica nella compilazione e per la gestione delle comunicazioni con INPS.
Fonti principali e riferimenti di verifica: comunicato INPS contenente il Messaggio n. 3247 del 13.10.2026 sull’attivazione della “Domanda Rimborso Unico”; pagine operative INPS sui rimborsi di contributi e documentazione INPS relativa alla gestione integrata degli indebiti; messaggio INPS n. 1561/2025 e la disciplina della Gestione separata (art. 2, legge n. 335/1995). Si raccomanda, per casi complessi o contestazioni, di predisporre la documentazione e, se del caso, richiedere assistenza qualificata prima di procedere.
