Ultimo aggiornamento: settembre 2026.
Cosa cambia subito: dalla dichiarazione e dalle trattenute 2026 l’IRPEF mantiene la struttura a tre scaglioni ma l’aliquota del secondo scaglione (la quota di reddito compresa tra €28.000 e €50.000) passa dal 35% al 33% per il periodo d’imposta 2026, per effetto della Legge di Bilancio 2026 (L. 30 dicembre 2025, n. 199). Questo modifica il calcolo della imposta lorda e ha effetti pratici su buste paga, pensioni e acconti.
Introduzione: perché è importante e esempio pratico
La riduzione di due punti percentuali sul secondo scaglione incide soprattutto sui contribuenti con redditi medi (in particolare su chi ha redditi compresi fra €28.000 e €50.000). Per capire immediatamente l’effetto, due calcoli rapidi su un reddito da lavoro dipendente lordo imponibile di €40.000:
- Con aliquote precedenti (23% fino a €28.000; 35% da €28.000 a €50.000): imposta lorda = €6.440 (23% su €28.000) + €4.200 (35% su €12.000) = €10.640.
- Con aliquote 2026 (23% / 33% / 43%): imposta lorda = €6.440 + €3.960 (33% su €12.000) = €10.400. Risparmio lordo = €240 annui (calcolo esemplificativo).
Il risparmio massimo teorico derivante dal solo taglio di aliquota è di €440 annui (che si ottiene se l’intero intervallo €28.000‑€50.000 è tassato alla differenza del 2% su €22.000).
Cosa prevede la norma: aliquote, riferimento legislativo e misure collegate
Dal periodo d’imposta 2026 l’imposta lorda ai fini IRPEF si calcola applicando i seguenti scaglioni e aliquote: 23% fino a €28.000; 33% sulla parte eccedente €28.000 e fino a €50.000; 43% oltre €50.000. La modifica è stata disposta dall’art. 1 della Legge di Bilancio 2026 (L. n. 199/2025), che ha sostituito la precedente percentuale del 35% con il 33% per il secondo scaglione.
Contestualmente la legge introduce disposizioni operative: a) modifica il regime delle detrazioni per alcuni oneri (con limitazioni per contribuenti con reddito complessivo superiore a €200.000), b) prevede forme di imposizione separata o sostitutiva per specifici incrementi retributivi e premi di risultato per il 2026. Le novità sul fronte detrazioni e meccanismi sostitutivi sono parte integrante della stessa manovra 2026.
Chi riguarda e cosa fare
La modifica interessa i soggetti assoggettati all’IRPEF ordinaria: lavoratori dipendenti, pensionati, lavoratori autonomi e titolari di redditi di lavoro/trasformazione che determinano l’imposta con le regole ordinarie. I contribuenti in regime forfettario non sono interessati dalla modifica delle aliquote IRPEF ordinarie, essendo soggetti ad imposta sostitutiva.
Implicazioni pratiche:
- Sostituti d’imposta (paghe): devono aggiornare i parametri applicati in busta paga per le ritenute d’acconto al fine di riflettere il nuovo profilo di imposta lorda e le detrazioni spettanti.
- Pensioni: l’INPS ha predisposto l’applicazione delle novità per le competenze 2026 (con conguagli dei mesi precedenti dove previsto), pertanto i trattamenti pensionistici sono stati adeguati in applicazione della manovra.
- Acconti IRPEF: la determinazione degli acconti per il 2026 presenta regole transitorie collegate a disposizioni legislative precedenti; è necessario verificare se il contribuente calcola gli acconti col metodo storico o con quello previsionale e tenere conto delle specifiche indicazioni legislative inserite nella manovra.
- Contribuenti con redditi elevati: per chi ha reddito complessivo oltre €200.000 è prevista una riduzione forfettaria di alcune detrazioni per compensare parzialmente il beneficio del taglio.
I passi pratici per adeguarsi alle novità
Checklist operativa
- Aggiornare i parametri di calcolo delle ritenute in payroll software (aliquota efficiente e scaglioni) e verificare i cedolini di gennaio/febbraio per eventuali conguagli.
- Controllare la gestione delle detrazioni e verificare se il cliente rientra nella platea con reddito >€200.000: applicare la riduzione di €440 dove prevista.
- Rivalutare il calcolo degli acconti 2026 (metodo storico vs previsionale) alla luce delle disposizioni transitorie previste dalla legge di bilancio e dalle disposizioni collegate; documentare le assunzioni adottate nel calcolo previsionale.
- Per i datori di lavoro: verificare i flussi paghe a livello gestionale e le comunicazioni ai lavoratori su eventuali conguagli e tassazioni sostitutive su incrementi retributivi previste per il 2026.
- Annotare in archivio la base legislativa (L. n. 199/2025 e relativi commi) e le principali istruzioni dell’Amministrazione finanziaria per poter documentare le scelte di calcolo in caso di controlli.
Nota finale: le novità legislative e le istruzioni pratiche possono essere integrate da circolari e risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate o da provvedimenti attuativi; per i casi complessi (acconti alternativi, posizioni con redditi misti, premi di risultato e tassazioni sostitutive) è consigliabile una verifica puntuale della normativa e della prassi vigente prima dell’applicazione.
