Ultimo aggiornamento: settembre 2026.
Stato della situazione: a metà ottobre 2026 Confindustria e Assonime hanno rilanciato, nel convegno “Fisco, imprese e competitività”, una serie di richieste rivolte al Governo in vista della prossima legge di bilancio, chiedendo semplificazioni amministrative e fiscali, incentivi agli investimenti di lungo periodo e l’eliminazione di norme giudicate penalizzanti per la crescita d’impresa. L’orientamento delle associazioni prende le mosse dalle criticità già emerse con la legge di bilancio 2026 e dalle misure attuative pubblicate fino ad oggi; queste istanze vanno seguite con attenzione perché possono influire su iperammortamento, crediti d’imposta per ZES e disciplina sulle partecipazioni infragruppo.
Cosa prevede (o su cosa intervengono le richieste)
Le richieste delle imprese e delle associazioni si concentrano su alcuni ambiti tecnici identificabili:
- Orizzonte temporale degli incentivi agli investimenti: Confindustria sollecita l’estensione pluriennale dell’iperammortamento e degli altri incentivi per dare certezza alla programmazione industriale; nella legge di bilancio 2026 l’iperammortamento è stato riproposto ma con durata e condizioni che, secondo l’associazione, risultano limitate.
- Credito d’imposta ZES Unica: la legge di bilancio 2026 ha prorogato e rimodulato il credito d’imposta per il Mezzogiorno per il triennio 2026‑2028; l’Agenzia delle Entrate ha già predisposto i modelli di comunicazione utili alla fruizione del beneficio (provvedimenti di gennaio‑febbraio 2026). Le imprese chiedono stabilità tecnica e chiarimenti operativi.
- Misure ritenute penalizzanti: Confindustria ha segnalato interventi che, a suo avviso, aggravano l’incertezza (es. modifica della tassazione dei dividendi infragruppo; limitazioni alle compensazioni in F24 con debiti previdenziali), chiedendo una loro revisione.
- Semplificazioni amministrative e certezza del diritto: Assonime e Confindustria sollecitano chiarimenti interpretativi e norme che riducano i rischi di esclusione da appalti o di blocco delle operazioni a causa di piccoli errori formali, oltre a interventi su contabilità e adempimenti correlati.
Chi riguarda e cosa fare subito
Soggetti coinvolti. Le istanze qui illustrate riguardano prioritariamente le imprese e le società (S.r.l., S.p.A.), le società di persone e le ditte individuali che effettuano investimenti produttivi o utilizzano crediti d’imposta; salvo espressa previsione normativa, le misure discusse non si applicano al regime forfettario.
Azioni pratiche da compiere ora.
- Verificare gli investimenti pianificati e la loro tempistica (data di impegno contrattuale, consegna, contabilizzazione): molte agevolazioni fanno riferimento a criteri temporali specifici (es. momento di avvio o competenza secondo il TUIR). Per il credito ZES la prassi dell’Agenzia chiarisce modalità e termini di comunicazione.
- Controllare la possibilità di utilizzo in compensazione dei crediti d’imposta: il divieto o i limiti di compensazione segnalati come criticità dalla rappresentanza imprenditoriale possono incidere sulla liquidità aziendale e richiedono attenzione in sede di dichiarazione e di predisposizione dell’F24.
- Monitorare l’attività di prassi e i provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate: per molte misure (ZES, iperammortamento) esistono già provvedimenti direttoriali e modelli che definiscono le modalità operative.
- Rivedere clausole contrattuali e piani di investimento triennali: le imprese che puntano su incentivi con efficacia condizionata al periodo d’investimento dovrebbero aggiornare i piani industriali per massimizzare la fruizione delle agevolazioni in caso di conferma o estensione normativa.
Come gestire gli adempimenti in sicurezza
Checklist operativa rapida:
- Raccogliere e conservare prova delle date rilevanti (contratti, ordini, bolle di consegna, fatture) per dimostrare il “momento di avvio” o la competenza degli investimenti; molte agevolazioni sono sensibili a queste date.
- Verificare compatibilità tra regime contabile adottato (IAS/IFRS o ordinario) e specifiche deduzioni o esclusioni previste dalla manovra; Assonime ha chiesto chiarimenti sulla deducibilità extracontabile di alcuni beni immateriali per i soggetti IAS.
- Predisporre una simulazione di impatto cash‑flow che consideri eventuali limiti di compensazione in F24 e ritardi nell’erogazione dei riscontri dall’Agenzia delle Entrate.
- Mantenere aggiornato il calendario normativo: la legge 196/2009 e il Documento programmatico di finanza pubblica regolano i termini di presentazione del disegno di legge di bilancio; nei prossimi giorni (timeline parlamentare) è probabile la pubblicazione di ulteriori spunti e di emendamenti.
- Predisporre richieste di interpello o quesiti formali all’Agenzia delle Entrate per profili di incertezza rilevanti o operazioni di rilevante portata economica, quando la prassi disponibile non offra risposte chiare.
Nota pratica finale: le istanze di Confindustria e Assonime delineano priorità chiare (stabilità degli incentivi, semplificazione e tutela della liquidità aziendale) ma l’effettiva modifica normativa dipenderà dall’iter parlamentare e dai testi definitivi della legge di bilancio; per questo motivo la verifica delle fonti primarie (testo di legge pubblicato in Gazzetta Ufficiale, provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate e documenti ufficiali del MEF) rimane imprescindibile per ogni decisione operativa.
