Ultimo aggiornamento: settembre 2026.
L’Agenzia delle Entrate sta inviando comunicazioni di compliance — spesso via PEC — ai contribuenti per segnalare discrepanze tra i dati delle fatture elettroniche (emesse o ricevute) e quanto dichiarato per il periodo d’imposta 2023. Il rischio pratico è semplice: fatture registrate dallo SDI o presenti nel Cassetto fiscale che non trovano corrispondenza nella dichiarazione IVA o nei quadri reddituali, con conseguente invito a chiarire o regolarizzare la posizione. Esempio concreto: una società che nel 2023 ha emesso fatture per prestazioni non indicate nel modello Redditi 2024 (redditi 2023) può ricevere una lettera che chiede spiegazioni o l’autorettifica.
Cosa prevede la norma
La prassi di invio di “lettere di compliance” si basa su compiti informativi e di controllo dell’Amministrazione finanziaria: le anomalie rilevate tramite incrocio dei dati (fatture elettroniche, corrispettivi telematici, dati dell’anagrafe tributaria) vengono segnalate al contribuente, che può fornire chiarimenti o regolarizzare spontaneamente la posizione. Le comunicazioni sono inviate telematicamente (PEC) o rese disponibili nel Cassetto fiscale e nella sezione “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia. Prima di procedere a iscrizioni a ruolo o ad azioni definitive l’Amministrazione è tenuta, in presenza di incertezze su aspetti rilevanti, a invitare il contribuente a fornire spiegazioni in un termine congruo (norma di rango primario: Statuto del contribuente, art. 6).
Per i contribuenti forfettari l’Agenzia ha predisposto campagne specifiche: con il Provvedimento del Direttore n. 325550/2023 sono state definite modalità e contenuti degli inviti alla compliance rivolti ai forfettari per omissioni nel quadro RS; analoghe procedure sono state applicate per segnalazioni relative ad anomalie IVA.
Se la segnalazione è corretta, il contribuente può regolarizzare con il ravvedimento operoso (istituto disciplinato dall’art. 13 del D.Lgs. n. 472/1997), che prevede una riduzione delle sanzioni in funzione della tempestività della regolarizzazione; le modalità e le scadenze variano in base al tipo di omissione e al momento in cui avviene la regolarizzazione.
Chi riguarda e cosa fare
Chi riguarda: tutte le categorie titolari di partita IVA che hanno emesso o ricevuto fatture nel 2023 e che sono tenute a dichiarare quelle operazioni, incluse S.r.l., S.p.A., società di persone, ditte individuali e professionisti. Per i contribuenti che nel 2024/2025 hanno ancora lo status di forfettario, attenzione: l’obbligo di fatturazione elettronica è stato esteso e, dal 1° gennaio 2024, anche i contribuenti in regime forfettario sono obbligati all’emissione della fattura elettronica tramite SdI (salvo specifiche eccezioni), pertanto gli incroci dei dati sono effettivamente operativi anche su questa platea. Se la notifica riguarda elementi di IVA, le imprese che applicano regimi particolari devono valutare l’impatto separatamente.
Cosa fare subito (ordine di priorità operativo):
- Verificare la PEC: controllare la casella PEC risultante dall’INI‑PEC e scaricare la comunicazione; in mancanza di PEC la comunicazione può essere inviata per posta ordinaria.
- Accedere al Cassetto fiscale e a “Fatture e Corrispettivi” per consultare i documenti segnalati dall’Agenzia e confrontarli con le registrazioni contabili e le dichiarazioni presentate.
- Raccogliere la documentazione che giustifica le operazioni (contratti, ordini, note di credito, prove di annullamento o di invio in modalità alternativa): questo è il materiale utile per rispondere alla comunicazione oppure per presentare una dichiarazione integrativa o un ravvedimento.
- Valutare la risposta: se l’anomalia è un falso positivo (es. fattura duplicata, fattura non attribuibile, cliente che ha richiesto storno) segnalarlo con prova documentale all’Agenzia nei termini indicati; in caso di omissione effettiva, valutare dichiarazione integrativa e ravvedimento operoso per minimizzare sanzioni e interessi.
- Non ignorare la comunicazione: l’inerzia può trasformare l’invito in atto più grave (accertamento o iscrizione a ruolo) quando emergano elementi certi di maggiore imposta non dichiarata.
Come gestire gli adempimenti in sicurezza
Checklist operativa rapida:
- Controllare immediatamente la PEC e scaricare la lettera di compliance.
- Accedere a Cassetto fiscale e “Fatture e Corrispettivi” e salvare copia delle fatture segnalate.
- Confrontare fatture SDI con libro IVA, registrazioni e Modello Redditi/IVA presentati per il 2023.
- Se l’omissione è vera, predisporre dichiarazione integrativa o versamento mediante ravvedimento operoso: rispettare le finestre temporali previste dall’art. 13 D.Lgs. 472/1997 per ottenere riduzioni sanzionatorie.
- Se si ritiene trattarsi di errore dell’Agenzia, inviare la documentazione a supporto entro i termini indicati nella comunicazione (anche tramite intermediario abilitato), chiedendo la rettifica del dato.
- Conservare traccia di tutte le comunicazioni inviate e ricevute (PEC, ricevute SDI, estratti conto, note contabili).
- Se emergono dubbi tecnici o rischio di contestazioni rilevanti, attivare il consulente fiscale prima della scadenza indicata nella lettera.
Le lettere di compliance sono strumenti di ricognizione e di stimolo alla regolarizzazione: affrontarle con rapidità e documentazione riduce il rischio di procedure più invasive e consente di sfruttare gli istituti di autotutela previsti dalla normativa.
