Ultimo aggiornamento: settembre 2026.
Il modello 730 precompilato ha registrato quest’anno un’ulteriore accelerazione: circa 5,5 milioni di invii diretti da parte dei contribuenti (5,7 milioni includendo le presentazioni congiunte), con un incremento rispetto ai volumi del 2021 pari al 40% e una quota di dichiarazioni accettate integralmente che si attesta sul 31%. Questi numeri, evidenziati dalla vicedirezione dell’Agenzia delle Entrate nel corso dello Speciale Telefisco, mostrano l’efficacia delle integrazioni informative e l’adozione crescente del “fai‑da‑te” digitale.
Introduzione: cosa cambia e perché conta (con un esempio concreto)
Cosa cambia: la maggiore qualità dei flussi informativi e l’estensione delle informazioni preinserite rendono possibile l’invio diretto del 730 da parte di un numero crescente di contribuenti, con effetti pratici sui controlli amministrativi e sui tempi dei rimborsi. Per capire l’impatto, consideriamo un lavoratore dipendente che ha spese sanitarie comunicate automaticamente tramite il Sistema Tessera Sanitaria: se accetta il 730 così com’è, non dovrà esibire le ricevute per quelle spese e potrà ricevere il rimborso entro i tempi ordinari del sostituto d’imposta, salvo verifiche successive di merito.
Cosa prevede la disciplina e i riferimenti normativi essenziali
Regole sui controlli: la disciplina della dichiarazione precompilata si fonda sulle disposizioni che regolano i controlli formali (art. 36‑ter del D.P.R. n. 600/1973) e sulle norme introdotte con il D.lgs. n. 175/2014 (che hanno dato struttura alla precompilata). In sintesi, se il contribuente accetta il 730 predisposto dall’Agenzia senza apportare modifiche che incidano su reddito o imposta, l’amministrazione non esegue i controlli formali sui dati degli oneri trasmessi da soggetti terzi; modifiche sostanziali possono invece riattivare controlli mirati. Le modifiche normative più recenti (anche quelle intervenute con successivi decreti) hanno uniformato e chiarito il perimetro dei controlli preventivi.
Tempi e scadenze pratiche: per la stagione corrente l’Agenzia ha reso disponibile la dichiarazione in consultazione e ha indicato il periodo utile per accettare o modificare il 730 (la finestra operativa dell’area riservata è uno dei riferimenti ufficiali per i termini di invio). Chi accetta senza modifiche beneficia della semplificazione sui controlli; chi modifica deve conservare la documentazione giustificativa per le voci variate.
Chi riguarda e cosa fare — soggetti coinvolti e azioni pratiche
Soggetti interessati: il modello 730 precompilato è pensato per i contribuenti che possono utilizzare il 730 (principalmente lavoratori dipendenti e pensionati, nonché altre categorie indicate dall’Agenzia per l’anno di imposta di riferimento). I titolari di partita IVA in regime forfettario generalmente non rientrano nell’ambito del 730 e devono utilizzare il modello Redditi PF: se il tema non si applica ai forfettari, va dichiarato esplicitamente che i forfettari non usano il 730 e devono seguire il percorso del modello Redditi.
Intermediari e CAF: CAF e professionisti restano parti centrali per i contribuenti che scelgono l’assistenza. La normativa individua profili di responsabilità (visto di conformità) e regole specifiche sui controlli quando la dichiarazione è presentata tramite intermediario; in caso di visto infedele le responsabilità pecuniarie sono disciplinate dalla normativa vigente.
Cosa fare subito (operazioni prioritarie): verificare la Certificazione Unica (CU) non appena disponibile; controllare i dati sanitari acquisiti dal Sistema Tessera Sanitaria; integrare solo le voci effettivamente necessarie e conservare la documentazione delle spese eventualmente aggiunte (tenere conto dei termini di conservazione indicati nelle istruzioni alla compilazione).
I passi pratici per adeguarsi alle novità
1) Controllo preliminare dei flussi: verificare entro la fase di consultazione (area riservata) la presenza e la correttezza di CU, dati di mutuo, premi assicurativi e spese sanitarie trasmesse da terzi; annotare eventuali anomalie.
2) Valutare l’accettazione senza modifiche: se i dati sono completi e corretti, accettare il 730 evita i controlli formali sulle voci preinserite; tuttavia il contribuente resta responsabile dei requisiti soggettivi per le detrazioni (es. condizioni di disabilità, residenza, ecc.).
3) Se si modifica, documentare e conservare: apportare variazioni solo se necessarie; per le voci modificate conservare fatture, ricevute o bonifici e tenere la documentazione secondo i termini indicati nelle istruzioni dell’Agenzia.
4) Ruolo del professionista/CAF: se si ricorre all’assistenza, concordare prima il perimetro di verifica e la responsabilità del visto; ricordare che, in presenza di modifiche, il controllo formale può essere esercitato sull’elemento variato.
5) Monitorare l’evoluzione normativa e operativa: il CNDCEC ha annunciato l’avvio di un tavolo con MEF e Agenzia delle Entrate per ripensare la struttura della dichiarazione — con l’ipotesi di una doppia scadenza (una scadenza anticipata per la determinazione della base imponibile e delle imposte e una scadenza successiva per i dati informativi/di monitoraggio) — operazione che, se adottata, richiederà adeguamenti tecnici e procedurali da parte di contribuenti, intermediari e amministrazione. Seguire gli sviluppi del tavolo istituzionale è quindi essenziale per programmare processi e sistemi.
Checklist operativa rapida
- Verifica CU e flussi TS (prima di accettare).
- Valuta se accettare senza modifiche (risparmio sui controlli formali ma responsabilità sostanziale resta).
- Se modifichi, conserva la documentazione (fatture/bonifici/scontrini) per i termini indicati nelle istruzioni ufficiali.
- Coordinate con il CAF/professionista per ruolo e responsabilità sul visto di conformità.
- Segui l’evoluzione del tavolo CNDCEC‑MEF‑Entrate per l’eventuale re‑ingegnerizzazione della dichiarazione in due fasi.
In sintesi: l’aumento degli invii e la maggiore percentuale di accettazioni senza modifiche consolidano la transizione verso una dichiarazione più assistita dai flussi informativi pubblici; tuttavia, fino a che la riforma dichiarativa ipotizzata non sarà formalmente approvata, resta fondamentale per contribuenti e intermediari seguire le istruzioni ufficiali dell’Agenzia e adottare pratiche documentali rigide per gestire eventuali verifiche future.
