Nuove Partite IVA nel II trimestre 2026: cosa è successo e come orientarti

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di Francesca Ciani

23 Settembre 2026

Ultimo aggiornamento: settembre 2026.

Tra aprile e giugno 2026 sono state aperte in Italia 124.170 nuove Partite IVA, un aumento del 2,2% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il fenomeno è guidato soprattutto da persone fisiche e da giovani under‑35: oltre la metà delle aperture riguarda infatti contribuenti fino a 35 anni. Questi numeri non sono solo statistiche: significano più soggetti che entrano nel mercato del lavoro autonomo e che devono prendere decisioni rapide su regime fiscale, iscrizioni previdenziali e gestione amministrativa.

Esempio pratico: Marco, 28 anni, sviluppatore freelance, riceve a settembre l’incarico che prevede un fatturato annuo stimato di 40.000 €. Alla luce dei dati e delle regole vigenti, Marco dovrà valutare subito se aprire la Partita IVA e se optare per il regime forfettario (semplice e spesso conveniente per chi inizia), prevedendo però la necessità di monitorare il fatturato e la natura dei compensi che riceverà.

Cosa prevede la norma

I dati di apertura vengono raccolti e pubblicati trimestralmente dall’Osservatorio sulle Partite IVA del Dipartimento delle Finanze; l’aggiornamento con i numeri del secondo trimestre 2026 è stato reso pubblico l’11 settembre 2026. Nel riepilogo vengono fornite le suddivisioni per natura giuridica, età, settore (ATECO) e regime fiscale adottato dalle nuove aperture.

Per quanto riguarda il regime forfettario, le regole applicabili nel 2026 prevedono:

  • limite di ricavi/compensi per l’accesso e la permanenza: 85.000 € (soglia generale da verificare in base al codice ATECO e alla specifica attività);
  • limite relativo ai redditi da lavoro dipendente o assimilati che può escludere dall’accesso: eccezionalmente confermato a 35.000 € anche per il 2026 (provvedimento contenuto nella Legge di Bilancio 2026);
  • aliquota sostitutiva ordinaria del 15% (ridotta al 5% per i primi 5 anni per i requisiti di start‑up previsti dalla norma), insieme alle altre regole di compatibilità del regime forfettario.

Importante novità di prassi: l’Agenzia delle Entrate, a seguito di alcune risposte ad interpello nel 2026, ha chiarito che le somme percepite per errore e integralmente restituite non devono automaticamente concorrere al superamento della soglia degli 85.000 € ai fini della fuoriuscita dal regime forfettario; la prassi (risposta a interpello n. 68/2026) valorizza la valutazione caso per caso sulla “effettiva spettanza” del compenso. Questo ha implicazioni pratiche rilevanti per chi riceve pagamenti errati e poi li restituisce.

Chi riguarda e cosa fare

I principali soggetti interessati sono:

  • persone fisiche che avviano attività professionali o commerciali (nel II trimestre 2026 il 68% delle aperture è stato effettuato da persone fisiche);
  • giovani under‑35 (il 50,4% delle nuove aperture), categoria che deve valutare con attenzione scelta del regime e contributi previdenziali;
  • chi apre attività con previsione di ricavi vicino alle soglie previste per il forfettario o con redditi da lavoro dipendente che potrebbero superare il limite dei 35.000 €;
  • imprese (società di capitali) che mostrano anch’esse una dinamica in crescita e che devono decidere forma giuridica e regime fiscale all’avvio.

Cosa fare concretamente (passi pratici):

  • Verifica preventiva dei numeri: prima di aprire la Partita IVA, stima il fatturato annuo e valuta se rientrare nel forfettario (o in un altro regime). Se il ricavo stimato è ben sotto gli 85.000 €, il forfettario è spesso la scelta più semplice; se è vicino alla soglia, pianifica controlli periodici.
  • Considera il reddito da lavoro dipendente: se nell’anno precedente hai percepito redditi da lavoro dipendente/assimilati, verifica che non superino il limite (35.000 € per il 2026) che può precludere l’accesso o la permanenza nel forfettario.
  • Iscrizione previdenziale corretta: scegli la gestione INPS corretta (Gestione Separata, artigiani/commercianti o casse professionali) e iscriviti al momento dell’apertura della Partita IVA.
  • Scelta ATECO e fatturazione: assegna il codice ATECO adeguato (attenzione alla nuova classificazione ATECO 2025 che ha influito sui confronti temporali dei dati) e cura correttamente le fatture (indicazione regime, ritenute quando necessarie, ecc.).
  • Documenta ogni anomalia di incassi: in caso di incassi errati, conserva prova della fattispecie e della restituzione: la prassi dell’Agenzia delle Entrate richiede una valutazione documentale caso per caso per escludere tali somme dal computo delle soglie.

Come gestire la tua Partita IVA in tranquillità

Di seguito una checklist pratica per ridurre il rischio di errori e per mantenere il controllo fiscale e previdenziale nella fase di avvio:

  • Prima dell’apertura: stima il fatturato annuo, valuta il regime (forfettario vs ordinario) e verifica redditi da lavoro dipendente dell’anno precedente.
  • Al momento dell’apertura: comunica ATECO corretto, apri la posizione INPS e, se necessario, contatta un professionista per la valutazione della forma giuridica.
  • Gestione operativa: tieni traccia mensile dei ricavi, conserva documentazione di pagamenti anomali, verifica trimestralmente l’aderenza ai limiti del regime scelto.
  • In caso di incassi errati: documenta la restituzione e, se necessario, prepara la dichiarazione integrativa o l’istanza di rimborso in base alle indicazioni della prassi dell’Agenzia delle Entrate.
  • Quando sei in dubbio: rivolgiti a un commercialista o a un CAF: una consulenza iniziale evita errori costosi in fase di controllo.

In sintesi: i dati dell’Osservatorio mostrano un’Italia con più giovani e più partite IVA che scelgono la strada autonoma; le regole fiscali per il 2026 confermano le soglie chiave del forfettario (85.000 € e il limite transitorio di 35.000 € per i redditi da lavoro dipendente) e la prassi dell’Agenzia delle Entrate del 2026 ha introdotto chiarimenti importanti su casi concreti (incassi errati). Monitorare i numeri, documentare le operazioni e programmare l’assistenza professionale sono le azioni che ti permettono di trasformare l’apertura di una Partita IVA in un’opportunità gestibile e serena.

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