Ultimo aggiornamento: settembre 2026.
Che cosa cambia e perché serve muoversi subito: l’INPS ha richiamato, con il messaggio n. 3281 del 15 ottobre 2026, l’obbligo per i pensionati soggetti al divieto di cumulo parziale di comunicare i compensi da lavoro autonomo percepiti nel 2025 entro il termine della dichiarazione dei redditi (2 novembre 2026). Il mancato invio comporta conseguenze economiche rilevanti e possibili trattenute provvisorie sulla pensione per l’anno in corso.
Esempio pratico: Mario percepisce una pensione con decorrenza 2024 e nel 2025 ha emesso fatture per 10.000 euro come libero professionista. Entro il 2 novembre 2026 deve comunicare all’INPS l’ammontare dei compensi 2025; se nel 2026 continua l’attività, dovrà indicare anche il reddito presunto 2026 ai fini delle trattenute provvisorie.
Cosa prevede la norma
Base normativa: l’obbligo di comunicazione è previsto dall’art. 10 del D.lgs. 30 dicembre 1992, n. 503, che disciplina l’incumulabilità della pensione con i redditi da lavoro; in particolare il comma 4 impone la produzione, entro il termine della dichiarazione IRPEF, della dichiarazione dei redditi da lavoro autonomo riferiti all’anno precedente. La legge n. 662/1996 ha introdotto disposizioni integrative (tra cui i commi 4‑bis e 8‑bis) che regolano le trattenute provvisorie e la sanzione per omissione.
Meccanismi operativi principali: l’INPS effettua trattenute provvisorie sulla pensione sulla base del reddito presunto comunicato dal pensionato; le trattenute vengono poi conguagliate sulla base della dichiarazione effettiva dei redditi. In caso di omessa dichiarazione, ai sensi del citato art. 10 (comma 8‑bis), il titolare di pensione è tenuto a versare una somma pari all’importo annuo della pensione riferito all’anno oggetto della dichiarazione.
Chi riguarda e cosa fare
Soggetti coinvolti: l’obbligo riguarda i titolari di prestazioni pensionistiche che rientrano nel regime di divieto di cumulo parziale con i redditi da lavoro autonomo (in sostanza le posizioni per le quali, per normativa o decorrenza della prestazione, è prevista una limitazione alla cumulabilità). L’INPS individua le posizioni interessate e le esclusioni nel messaggio n. 3281: tra le esclusioni figurano, a titolo esemplificativo, categorie individuate nella comunicazione (pensioni di vecchiaia/anzianità totalmente cumulabili, casi specifici di inabilità/invalidità per la Gestione Dipendenti Pubblici, soggetti INPGI, lavoro sportivo regolato, magistrati onorari con regime non esclusivo etc.). Verificare sempre la propria posizione prima di procedere.
Limiti rilevanti: per alcune tipologie (es. titolari di pensione o assegno di invalidità) il divieto non opera se il reddito da lavoro autonomo annuo non supera l’importo del trattamento minimo; per il 2025 il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti è stato determinato in 7.844,20 euro (603,40 euro mensili x 13 mensilità), valore che INPS utilizza ai fini delle verifiche di incumulabilità.
Quali redditi comunicare e come calcolarli: i redditi da lavoro autonomo vanno indicati al netto dei contributi previdenziali e assistenziali e al lordo delle ritenute fiscali; analoghe regole di quadratura si applicano al reddito d’impresa, con l’attenzione alle eventuali perdite deducibili imputabili all’anno. Le istruzioni operative e le modalità di presentazione sono riportate dall’INPS.
Come gestire gli adempimenti in sicurezza
Checklist operativa (passi obbligatori):
- Verifica preliminare: accertare se la propria pensione è soggetta al divieto parziale di cumulo (consultare la comunicazione INPS o il cedolino/prescrizione del trattamento).
- Raccolta documenti: CU 2026 (redditi 2025), fatture/compensi 2025, quietanze contributive, eventuali documenti che giustificano esclusioni o riduzioni.
- Calcolo del reddito da comunicare: indicare l’ammontare netto dei compensi da lavoro autonomo (al netto dei contributi previdenziali e assistenziali). Se si svolge attività anche nel 2026, predisporre la stima del reddito presunto 2026 per le trattenute provvisorie.
- Invio all’INPS: utilizzare il servizio “RED Precompilato” su MyINPS, tramite patronato o Contact Center multicanale nei casi consentiti; l’invio deve avvenire entro il 2 novembre 2026 (termine della dichiarazione IRPEF relativa al 2025). Conservare la ricevuta telematica della trasmissione.
- Conservare evidenze: ricevuta RED, documentazione fiscale e calcoli usati per la stima del reddito presunto (utile in caso di successivi controlli o conguagli).
- Attenzione alle omissioni: l’omessa dichiarazione, quando obbligatoria, espone a sanzione pecuniaria significativa (pari all’importo annuo della pensione per l’anno di riferimento) e ad eventuali trattenute e conguagli.
Note pratiche finali: agire per tempo, verificare con il proprio consulente o patronato la corretta classificazione dei compensi e il calcolo netto da comunicare; se l’attività prosegue nel 2026, indicare il reddito presunto per evitare trattenute errate che poi verranno conguagliate. Le istruzioni e i dettagli operativi sono pubblicati dall’INPS nel messaggio n. 3281/2026 e nelle circolari correlate (art. 10 D.lgs. 503/1992 e successive modifiche).
