Ultimo aggiornamento: settembre 2026.
La riforma dell’ordinamento della professione di dottore commercialista e di esperto contabile (disegno di legge delega A.C. 2628) introduce principi e criteri diretti a rivedere il tirocinio, le incompatibilità e la disciplina degli incarichi. Il cambiamento interessa sia i percorsi di accesso alla professione sia le regole di esercizio per chi già opera nello studio: esempio pratico — uno studente che completa il corso di laurea in economia potrebbe svolgere una parte più rilevante del tirocinio durante gli studi, mentre un professionista con incarichi pubblici dovrà verificare nuove regole di compatibilità per mantenere l’iscrizione e gli incarichi fiduciari.
Cosa prevede la norma
Si tratta di una legge-delega approvata in CdM l’11 settembre 2025 che affida al Governo l’adozione di uno o più decreti legislativi per riordinare l’ordinamento professionale. Tra i temi esplicitamente richiamati vi sono: individuazione delle attività riservate, disciplina dell’esercizio in forma associata o societaria, aggiornamento del sistema di incompatibilità, revisione del tirocinio e disciplina degli incarichi e dei parametri retributivi. Il testo parlamentare (A.C. 2628) indica princìpi e criteri direttivi cui i decreti attuativi dovranno attenersi.
Sul tirocinio il testo delega prevede la possibilità di riorganizzare il periodo di praticantato e, secondo le indicazioni emerse durante l’esame parlamentare, anche di consentire lo svolgimento di parte o dell’intero tirocinio durante il percorso universitario, fermo restando l’adozione di misure per garantire la qualità formativa. Parallelamente, in sede di Commissione sono state esaminate proposte sull’eventuale retribuzione del tirocinio; una proposta in tal senso è stata respinta nelle fasi iniziali dell’iter legislativo, ma la materia resta oggetto di emendamenti e di possibili scelte regolamentari future da parte del Governo delegato.
Le disposizioni vigenti di riferimento non sono abrogate automaticamente: all’attuale quadro normativo fanno capo, tra gli altri, l’art. 42 del D.lgs. 28 giugno 2005, n. 139 (che disciplina i regolamenti e i contenuti del tirocinio) e il Regolamento attuativo del tirocinio (D.M. 7 agosto 2009, n. 143), che fissano già oggi requisiti minimi (durata minima, soggetti abilitati ad ospitare tirocinanti, limiti numerici e forme di vigilanza degli Ordini). I decreti delegati dovranno quindi chiarire come e quando intervenire rispetto a queste norme esistenti.
Chi riguarda e cosa fare
Soggetti direttamente coinvolti:
- Aspiranti praticanti e studenti: potenziali beneficiari della possibilità di svolgere tirocinio integrato nei percorsi universitari; devono monitorare requisiti e tempistiche dei decreti attuativi per la validità ai fini dell’abilitazione.
- Professionisti tutor e studi professionali: chiamati a rispettare eventuali nuovi limiti sul numero di tirocinanti, requisiti formativi e obblighi di rendicontazione formativa previsti dal CNDCEC o dal regolamento statale.
- Ordini e Consigli nazionali: responsabili dell’adeguamento dei regolamenti interni, della vigilanza sul tirocinio e dell’aggiornamento del codice deontologico in linea con i nuovi criteri.
- Titolari di incarichi pubblici o politici: la riforma prevede un riordino delle incompatibilità; chi ricopre cariche pubbliche o incarichi di nomina politica dovrà verificare la nuova disciplina e le eventuali decadenze o limitazioni.
Nota tassativa: la riforma dell’ordinamento professionale riguarda regolazione dell’accesso, delle incompatibilità e delle modalità di esercizio della professione; non si applica come tale al regime fiscale forfettario delle partite IVA, che rimane regolato dalle norme tributarie specifiche.
I passi pratici per adeguarsi alle novità
Checklist operativa per studi, praticanti e ordini:
- Monitorare il calendario dei decreti attuativi: la legge-delega specifica princìpi e criteri, ma le norme operative arriveranno con i decreti legislativi — è essenziale seguire pubblicazioni ufficiali e bollettini parlamentari.
- Rivedere convenzioni con le università: adeguare patti formativi e convenzioni per consentire l’eventuale tirocinio integrato nel percorso di studi; definire modalità di valutazione e supervisione.
- Aggiornare regolamenti interni e procedure di onboarding del praticante: includere controlli su incompatibilità, sanzioni disciplinari e limiti numerici previsti dal regolamento dell’Ordine o dal nuovo decreto.
- Verificare incarichi e compatibilità pubbliche: professionisti con cariche pubbliche o nomine politiche devono richiedere pareri all’Ordine e valutare la cessazione o la conversione degli incarichi alla luce delle nuove regole.
- Formare i responsabili interni: nominare un referente per il tirocinio che curi la documentazione formativa, la rendicontazione e i rapporti con l’Ordine territoriale e l’Università.
Come gestire gli adempimenti in sicurezza
Fino alla pubblicazione dei decreti attuativi mantenere l’osservanza delle norme vigenti (D.lgs. 139/2005 e D.M. 143/2009) e adottare un approccio conservativo: non modificare unilateralmente i percorsi formativi interni, predisporre clausole quadro nelle convenzioni con studenti e università che consentano aggiornamenti formali e documentare ogni attività di tirocinio con patti formativi firmati. Tenere traccia delle audizioni e dei documenti ufficiali pubblicati dalla Camera e dagli organismi rappresentativi (CNDCEC, ANC) per valutare impatti concreti e aggiornare le policy aziendali non appena i decreti delegati saranno pubblicati.
