Sport e fisco: imposte non dovute pagate da migliaia di Partite Iva

Milano, 19 dicembre 2025. Oltre ventimila liberi professionisti del settore sportivo, come personal trainer, allenatori, preparatori atletici e specialisti tecnici di vario tipo, hanno versato allo Stato, per il 2023 e il 2024, imposte non dovute per decine di milioni di euro. Il caso, sollevato dalla tech company per i liberi professionisti Fiscozen, riguarda le Partite Iva in regime forfettario che non hanno goduto delle esenzioni previste dalla Riforma dello Sport per via di un’omissione dell’Agenzia delle Entrate nelle dichiarazioni dei redditi e che ora si trovano costrette a fare dichiarazioni integrative per recuperare quanto versato.

La Riforma, introdotta l’1 luglio 2023, prevede esenzioni fino a 15.000 euro ai fini fiscali e fino a 5.000 ai fini previdenziali. Si applica a tutte le Partite Iva non iscritte ad albi professionali che svolgono attività sportiva nei confronti di associazioni e società sportive dilettantistiche, federazioni sportive nazionali, enti di promozione sportiva del CONI, del CIP e di Sport e Salute S.p.a. Tuttavia, l’Agenzia delle Entrate si è espressa chiaramente sui beneficiari solo nel 2025, rispondendo a una consulenza giuridica del CONI, dato che nei due anni precedenti non aveva previsto uno specifico campo in dichiarazione dei redditi per applicare l’esenzione ai forfettari, che si sono quindi trovati nell’incertezza a versare imposte non dovute. In altre parole, un forfettario (aliquota al 15%) che poteva accedere alla Riforma, con un incassato da lavoro sportivo di 15mila euro annui, non avrebbe dovuto pagare le imposte ma si è ritrovato a versare un saldo complessivo di 3.510 euro per il 2023 e il 2024.

“Considerando che in Italia ci sono circa 20mila forfettari che avrebbero dovuto godere dell’esenzione e ipotizzando che tutti abbiano incassato annualmente 15mila euro, nelle casse dello Stato sarebbero entrati almeno 40 milioni di euro di imposte non dovute. Ora occorre aspettare che l'Agenzia delle Entrate effettui i chiarimenti ufficiali e le modifiche sulla dichiarazione dei redditi e solo successivamente tutte le Partite Iva coinvolte potranno richiedere al proprio commercialista di fare delle integrazioni sulle dichiarazioni del 2023 e 2024 per poter riavere quanto versato in eccedenza” spiega Elena Battistini, commercialista partner di Fiscozen.

Comunicato stampa 2.0

Sport e fisco, il caso delle imposte non dovute ma pagate da migliaia di Partite Iva

Milano, 23 dicembre 2025. Oltre ventimila liberi professionisti del settore sportivo hanno versato allo Stato, per il 2023 e il 2024, imposte non dovute per decine di milioni di euro. Il caso, sollevato dalla tech company per i lavoratori autonomi Fiscozen, riguarda le Partite Iva in regime forfettario che non hanno goduto delle esenzioni previste dalla Riforma dello Sport per via di una mancata chiarezza e di un’omissione da parte dell’Agenzia delle Entrate nelle dichiarazioni dei redditi.

La Riforma dello Sport, introdotta con il D.Lgs n. 36/2021 ed entrata in vigore il 1° luglio 2023, prevede un’esenzione ai fini fiscali fino a 15.000 euro e ai fini previdenziali fino a 5.000 euro con l’ulteriore agevolazione dell’applicazione di un’aliquota ridotta alla metà fino al 2027. Si applica a tutte le Partite IVA non iscritte ad albi professionali, che versano i contributi alla Gestione Separata INPS e che esercitano attività sportiva nei confronti di associazioni e società sportive dilettantistiche, Discipline sportive associate, Enti di promozione sportiva, associazioni paralimpici, CONI, CIP e di Sport e salute S.p.a. o di altro soggetto tesserato. È il caso, ad esempio, di: atleti non professionisti, allenatori, istruttori, direttori tecnici e sportivi, preparatori atletici e di gara, personal trainer, insegnanti di danza, arti marziali e affini, chinesiologi, arbitri e specialisti tecnici di vario tipo.

Per le dichiarazioni dei redditi 2023 e 2024 l’Agenzia delle entrate non ha previsto uno specifico campo per rendere applicabile l’esenzione fino ai 15.000 euro ai fini fiscali per le P.IVA in regime forfettario. Per far luce sulla situazione sono stati inviati alle varie sedi dell’Agenzia delle Entrate competenti diversi interpelli dagli esperti fiscali di Fiscozen Marina Tarallo e Fabio Barbati, con esiti poco esaustivi.

Sul piano previdenziale, invece, l’INPS ha espressamente confermato con una circolare l’applicazione dell’esenzione fino ai 5.000 euro per il regime forfettario. I forfettari hanno quindi potuto godere dell’esenzione sui contributi, ma non sulle imposte.

L’Agenzia delle Entrate si è espressa chiaramente sull’applicabilità della Riforma ai forfettari solo ad agosto 2025, rispondendo a una consulenza giuridica richiesta dal CONI nel febbraio 2024 (qui). Il CONI ha optato per una consulenza giuridica e non per un interpello perché con quest’ultimo si richiede un chiarimento per un caso specifico e concreto di una singola persona, mentre con la consulenza giuridica (che può essere effettuata solo da realtà che rappresentano interessi collettivi o istituzionali, come il CONI appunto) si risolve un dubbio di portata generale.

Per il 2023 e 2024 un forfettario con aliquota al 15% che aveva tutti i requisiti per accedere alla Riforma, con un incassato da lavoro sportivo di 15mila euro annui, avrebbe dovuto pagare zero imposte, ma si è ritrovato a versare un saldo complessivo di 3.510 euro nel biennio. Mentre, presupponendo la stessa identica situazione ma aliquota al 5% l’importo versato nelle casse dello Stato per il 2023 e 2024 sarebbe di 1170 euro.

Sabato 20 dicembre 2025, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato le bozze delle dichiarazione dei redditi 2026 (quindi con riferimento al 2025) inserendo nel quadro LM (campo per il calcolo delle imposte per i forfettari) un’apposita casella che permetterà l’applicabilità dell’esenzione fino ai 15.000 euro della Riforma ai forfettari (qui).

“Considerando che in Italia ci sono circa 20mila forfettari che avrebbero dovuto godere dell’esenzione e ipotizzando che tutti abbiano incassato annualmente 15mila euro, nelle casse dello Stato sarebbero entrati almeno 40 milioni di euro di imposte non dovute. Ora occorre aspettare che l'Agenzia delle Entrate effettui tutti i dovuti chiarimenti ufficiali attraverso Risoluzioni e/o Circolari Ministeriali e solo successivamente tutte le Partite Iva coinvolte potranno richiedere al proprio commercialista di fare delle integrazioni sulle dichiarazioni del 2023 e 2024 per poter riavere quanto versato in eccedenza” spiega Elena Battistini, commercialista partner di Fiscozen.

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