Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per aprire una ditta individuale: scegli il codice ATECO, definisci il regime fiscale, attiva PEC e firma digitale, invia ComUnica e SCIA. Costi iniziali tipici: 0–500 euro, variabili per attività e Comune.
- Regime forfettario: soglia 85.000 euro; imposta 15% o 5% start-up; uscita immediata oltre 100.000 euro.
- INPS: artigiani/commercianti con contributi fissi più percentuale; professioni senza albo in Gestione Separata a percentuale.
- Obbligo fatturazione elettronica per tutti; corrispettivi telematici per vendite al dettaglio.
Aprire una ditta individuale: cos’è, quando serve e cosa cambia rispetto al “libero professionista”
La ditta individuale è un’impresa con un solo titolare. Il titolare risponde con tutto il suo patrimonio. Lo dice il Codice Civile sull’imprenditore (art. 2082 e seguenti).
Serve quando svolgi attività d’impresa: commercio, artigianato, produzione, servizi con struttura organizzata. In questi casi ti iscrivi al Registro delle Imprese e al REA della Camera di Commercio.
Il libero professionista, invece, non è impresa. Apre solo Partita IVA all’Agenzia delle Entrate e non si iscrive in Camera di Commercio. Esempi: consulenti, designer, formatori senza laboratorio. La scelta incide su adempimenti, previdenza e costi.
Fonti consultabili su Normattiva e siti istituzionali: Codice Civile; D.P.R. 581/1995 (Registro Imprese); circolari Unioncamere.
Passi operativi: dalla scelta del codice ATECO all’invio della ComUnica
1) Scegli il codice ATECO giusto
Il codice ATECO identifica l’attività. Esempio: e-commerce di scarpe 47.91.10; idraulico 43.22.01. Il codice incide su coefficienti del forfettario, rischi INAIL, autorizzazioni. Se apri un negozio online, vedi quanto costa la Partita IVA per un e-commerce.
Controlla che il codice descriva cosa venderai o farai. Se svolgi più attività, indica la prevalente e aggiungi le secondarie. È possibile integrare o variare il codice in seguito.
Fonte: classificazione ATECO Istat (ATECO 2007) e prassi Agenzia delle Entrate.
2) Scegli il regime fiscale: forfettario o ordinario
Regime forfettario: è un regime “semplificato”. Calcola il reddito applicando un coefficiente di redditività ai ricavi. Il coefficiente dipende dall’ATECO. Si paga un’imposta sostitutiva del 15%. Scende al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti start-up. Si applica il principio di cassa, cioè tassazione sugli incassi effettivi.
Soglia: puoi restare nel forfettario finché i ricavi non superano 85.000 euro annui. Se superi 100.000 euro in corso d’anno, esci subito e applichi l’IVA dal momento dello sforamento. Base normativa: Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89; modifiche Legge 197/2022 (Legge di Bilancio 2023); risposte AE e circolari interpretative consultabili su Normattiva e Agenzia delle Entrate.
Regime ordinario semplificato: è il regime “normale”. Tieni la contabilità IVA. Deduci costi effettivi. Applichi gli scaglioni IRPEF (dal 23% al 43% secondo il TUIR, D.P.R. 917/1986, con aggiornamenti annuali). È adatto quando hai molti costi o investimenti. Principio di cassa per imprese minori e professionisti (D.P.R. 917/1986; D.P.R. 442/1997 per opzioni).
IVA: l’imposta sul valore aggiunto è nel D.P.R. 633/1972. Nel forfettario non addebiti IVA e non la detrai. Nell’ordinario emetti, detrai e versi IVA con liquidazioni periodiche.
3) Strumenti digitali: PEC e firma digitale
PEC: è la posta elettronica certificata. Serve per dialogare con PA e SUAP. È obbligatoria per imprese e professionisti iscritti in albi.
Firma digitale: è la “carta d’identità” per firmare atti online. Serve per ComUnica e molti invii telematici. È spesso su smart card o token USB o in cloud.
Costo annuo tipico: PEC 5–30 euro; firma 30–70 euro. I prezzi variano per gestore e durata.
4) Invia la ComUnica e, se serve, la SCIA
ComUnica: è la pratica unica che attiva tutto in una volta. Apri Partita IVA, iscrivi la ditta al Registro Imprese/REA, apri posizioni INPS e, se necessario, INAIL. Base normativa: D.P.R. 581/1995 e progetto ComUnica Unioncamere. L’apertura della sola Partita IVA all’Agenzia è gratuita; i diritti CCIAA e bolli variano.
SCIA: è la Segnalazione Certificata di Inizio Attività. Si invia al SUAP del Comune. Serve per commercio al dettaglio, somministrazione alimenti e bevande, laboratori artigiani, edilizia, e altro. Norme: D.P.R. 160/2010 (SUAP) e D.Lgs. 222/2016 (tabella dei procedimenti). Spesso richiede marca da bollo e diritti comunali.
INAIL: obbligatoria per attività con rischio infortunistico, tipiche dell’artigianato e della produzione. Le attività puramente intellettuali di norma non vi rientrano. Fonti: D.P.R. 1124/1965 e circolari INAIL.
5) Fatturazione elettronica e corrispettivi telematici
Fatturazione elettronica obbligatoria per tutti i titolari di Partita IVA, compresi i forfettari. La norma è nel D.Lgs. 127/2015 e nel D.L. 36/2022 convertito in L. 79/2022, con progressiva estensione fino all’obbligo generalizzato. Si usa il Sistema di Interscambio (SdI) dell’Agenzia delle Entrate.
Corrispettivi telematici: obbligatori per vendite al dettaglio e somministrazione. Serve un registratore telematico o un’app omologata. I dati vanno all’Agenzia in via giornaliera. Fonti: D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti AE.
Bollo in e-fattura: 2 euro quando dovuto (operazioni esenti o fuori campo oltre soglia). L’Agenzia riepiloga trimestralmente e richiede il versamento con F24.
Tempi, costi e scadenze iniziali
Tempistiche: la Partita IVA arriva spesso in 1–2 giorni lavorativi. L’iscrizione in Camera di Commercio e INPS richiede in media 3–7 giorni. La SCIA, se completa, produce effetto immediato dalla presentazione, salvo controlli successivi.
Costi tipici all’avvio: diritti e bolli CCIAA/REA, marca da bollo per SCIA, eventuali diritti SUAP, PEC, firma digitale, eventuale consulenza. L’intervallo realistico è 0–500 euro, secondo attività, Provincia e gestione autonoma o con intermediario.
Prime scadenze: diritto annuale CCIAA (se impresa), eventuali acconti e saldi imposte, contributi INPS, canone registratore telematico se necessario. Le scadenze seguono il calendario fiscale (versamenti F24) e i regolamenti camerali. Per capire quando si iniziano a pagare le tasse con la Partita IVA, conta il primo anno di attività.
Fonti: Normattiva; Agenzia delle Entrate; Unioncamere; SUAP comunali; Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT).
Previdenza: quale gestione INPS si applica e quanto si paga
Artigiani e commercianti: si iscrivono alla Gestione IVS Artigiani/Commercianti. Pagano contributi fissi su un reddito minimale annuo, più una percentuale sulla quota eccedente. Gli importi e le aliquote si aggiornano ogni anno con circolare INPS. È possibile chiedere la riduzione del 35% se in forfettario (opzione previa domanda).
Professioni senza albo: si iscrivono alla Gestione Separata. Pagano una percentuale sul reddito imponibile. Non ci sono contributi fissi minimi. L’aliquota varia per anno e per presenza di altra copertura. Fonti: Legge 335/1995 e circolari INPS.
Professioni ordinistiche: alcune casse professionali sostituiscono l’INPS (es. ingegneri, avvocati). In quel caso si seguono i regolamenti della Cassa. Va verificato lo statuto della Cassa di riferimento.
Regola decisionale rapida
Usa questi nessi logici per scegliere in modo pratico:
- Se prevedi ricavi entro 85.000 euro, costi bassi e poca IVA a credito, il forfettario è spesso conveniente.
- Se hai molti costi, investimenti, e clienti con IVA detraibile, l’ordinario tende a convenire.
- Se produci o ripari beni o vendi al dettaglio, sei un’impresa: fai ComUnica, INPS art/com e spesso SCIA/INAIL.
- Se vendi solo servizi intellettuali senza organizzazione d’impresa, valuta l’attività professionale e non la ditta individuale.
- Se apri un punto vendita o un laboratorio, prepara SCIA e requisiti locali prima, per evitare blocchi e sanzioni.
- Se fatturi a consumatori finali, attiva i corrispettivi telematici; se fatturi a imprese, focalizzati su e-fatture.
Fonti: Legge 190/2014 e L. 197/2022 sul forfettario; D.P.R. 633/1972 sull’IVA; D.Lgs. 127/2015 e D.L. 36/2022 su e-fattura; D.P.R. 160/2010 e D.Lgs. 222/2016 su SCIA; Legge 335/1995 su INPS. Documenti consultabili su Normattiva, Agenzia delle Entrate, Ministero del Lavoro, INPS, INAIL.
Costi da mettere a budget nel primo anno
Costi amministrativi
PEC: 5–30 euro annui. Firma digitale: 30–70 euro. Diritti e bolli CCIAA/REA: importi variabili per Provincia. Marca da bollo per SCIA: tipicamente 16 euro, più diritti SUAP variabili.
Eventuale diritto annuale CCIAA: dovuto dall’anno di iscrizione, calcolato dalla Camera di Commercio. Verifica importi nel tuo territorio.
Consulenza e software
Parcella del professionista o servizio di apertura: 0–300 euro tipici, secondo complessità e urgenza. Software fatturazione elettronica: molte soluzioni sono gratuite o low cost; verifica anche la memoria del registratore telematico se vendi al dettaglio.
Contributi e imposte
INPS artigiani/commercianti: contributi fissi distribuiti trimestralmente, più una percentuale oltre il minimale. INPS Gestione Separata: percentuale sui compensi, con acconti e saldo a giugno/novembre come imposte.
Imposte: forfettario paga l’imposta sostitutiva (15% o 5% start-up) con acconti e saldo. Ordinario paga IRPEF per scaglioni, addizionali e IVA periodica. Base: TUIR D.P.R. 917/1986; D.P.R. 633/1972; Legge 190/2014.
Operatività dopo l’apertura: adempimenti periodici
Fatturazione elettronica: emetti, invia a SdI e conserva digitalmente le fatture. Gestisci il bollo dove dovuto. Rispetta la numerazione e le date.
IVA e corrispettivi: nel regime ordinario versi IVA mensile o trimestrale. Se fai retail o somministrazione, invii i corrispettivi giornalieri e fai la chiusura. Mantieni il registratore telematico aggiornato.
Imposte dirette: gestisci acconti e saldi con F24. Valuta rateazioni. Controlla le detrazioni e deduzioni disponibili, soprattutto in ordinario.
INPS: versa alle scadenze ufficiali. Per artigiani/commercianti, pianifica i trimestri. Per Gestione Separata, pianifica con acconti/saldo.
Altri adempimenti: eventuale SCIA sanitaria o rinnovi, DVR e sicurezza se assumi personale, privacy GDPR se tratti dati clienti, etichettatura e metrologia per vendita di beni.
Fonti e riferimenti utili
Norme principali: Codice Civile (impresa e imprenditore); D.P.R. 633/1972 (IVA); D.P.R. 917/1986 TUIR (IRPEF); Legge 190/2014 e L. 197/2022 (regime forfettario); D.P.R. 442/1997 (opzioni fiscali); D.Lgs. 127/2015 e D.L. 36/2022 convertito in L. 79/2022 (fatturazione elettronica e corrispettivi); D.P.R. 581/1995 (Registro Imprese); D.P.R. 160/2010 e D.Lgs. 222/2016 (SUAP e SCIA); D.P.R. 1124/1965 (INAIL); Legge 335/1995 (previdenza).
Consulta i testi su Normattiva. Per prassi e moduli, verifica i siti di Agenzia delle Entrate, INPS, INAIL, Ministero del Lavoro, MIMIT, Unioncamere e SUAP comunale.
Tabella scenari, requisiti e tempistiche
| Scenario | Adempimenti iniziali | Previdenza | SCIA/Permessi | Tempistiche medie | Costi iniziali tipici |
|---|---|---|---|---|---|
| Professionista digitale senza laboratorio (es. web designer) | Partita IVA; scelta regime; PEC; e-fattura; niente Registro Imprese | INPS Gestione Separata | Di norma non serve SCIA | 1–3 giorni | PEC+firma 35–100 euro; consulenza 0–300 euro |
| E-commerce senza magazzino aperto al pubblico | ComUnica CCIAA; Partita IVA; PEC e firma; e-fattura; corrispettivi se vendi anche offline | INPS Commercianti | SCIA per commercio a distanza secondo Comune | 3–7 giorni | Diritti CCIAA 50–150 euro; SUAP 0–100 euro; strumenti 35–100 euro |
| Negozio al dettaglio (non alimentare) | ComUnica; Partita IVA; PEC e firma; registratore telematico | INPS Commercianti | SCIA commerciale al SUAP; eventuali requisiti locali | 5–10 giorni | CCIAA 50–150 euro; SUAP 30–150 euro; RT 200–800 euro |
| Artigiano con laboratorio (es. idraulico/officina) | ComUnica; Partita IVA; PEC e firma; INAIL; sicurezza | INPS Artigiani | SCIA artigiana; eventuale edilizia/rumore | 5–10 giorni | CCIAA 50–150 euro; SUAP 30–150 euro; INAIL anticipo variabile |
| Bar o attività alimentare | ComUnica; Partita IVA; PEC e firma; registratore telematico; HACCP | INPS Commercianti | SCIA sanitaria; requisiti professionali alimentari (SAB); eventuale occupazione suolo | 7–15 giorni | CCIAA 50–150 euro; SUAP 50–200 euro; corsi e RT variabili |
FAQ: domande frequenti sulla ditta individuale
Quanto tempo serve davvero per aprire una ditta individuale e quando posso iniziare a fatturare?
La Partita IVA arriva in 1–2 giorni lavorativi dalla presentazione corretta della pratica. Se operi come impresa, l’iscrizione al Registro Imprese e all’INPS richiede 3–7 giorni. Con SCIA, di solito puoi iniziare subito dopo l’invio, se la pratica è completa. Se vendi al dettaglio o somministri alimenti, devi avere prima registratore telematico configurato e SCIA accettata. Se fai solo servizi B2B e non serve SCIA, puoi fatturare appena ricevi la Partita IVA e imposti la fatturazione elettronica.
Ricorda: in caso di esercizio senza SCIA o senza adempimenti, rischi sanzioni e sospensione. Verifica sempre con il SUAP del tuo Comune le condizioni locali e gli orari di apertura consentiti.
Forfettario o ordinario: come scelgo senza sbagliare e posso cambiare in futuro?
Scegli il forfettario se prevedi ricavi entro 85.000 euro, pochi costi e clienti che non hanno interesse all’IVA. Paghi un’imposta sostitutiva semplice e tieni contabilità snella. Scegli l’ordinario se hai molti costi deducibili e investimenti, oppure clienti business che detrarrebbero l’IVA. In questo caso l’IVA diventa neutra e la deducibilità dei costi ti aiuta.
Il passaggio è possibile: puoi uscire dal forfettario per opzione o per superamento soglia (oltre 100.000 euro, uscita immediata per l’IVA). Le opzioni fiscali durano di solito per un triennio, secondo D.P.R. 442/1997, ma puoi rivedere la scelta alla scadenza o per causa di legge. Valuta bene con simulazioni di margine e cash flow.
Come funzionano i contributi INPS per ditta individuale e posso avere agevolazioni?
Artigiani e commercianti pagano contributi fissi anche se il reddito è basso. Oltre il minimale, pagano una percentuale sulla quota eccedente. Gli importi si aggiornano ogni anno con circolare INPS. Se sei nel forfettario, puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi, rinunciando però a una parte dell’accredito contributivo per pensione.
Le professioni senza albo pagano in Gestione Separata solo in base al reddito, senza minimi fissi. L’aliquota varia ogni anno. Esistono esoneri o riduzioni in casi particolari (maternità, malattia, contributi figurativi), ma vanno sempre verificati nelle circolari INPS. Consulta il sito INPS e la legge 335/1995 per la cornice normativa.
Quali sono i costi deducibili in ordinario e cosa cambia nel forfettario?
Nel regime ordinario deduci i costi inerenti e detrai l’IVA se sei soggetto IVA. Esempi: acquisti di merci, affitti, utenze, software, pubblicità, auto (con limiti), attrezzature, servizi professionali. La deducibilità segue le regole del TUIR (D.P.R. 917/1986) e la detraibilità segue il D.P.R. 633/1972. Occhio a limiti, pro-rata e documentazione.
Nel forfettario non deduci i costi analitici né detrai l’IVA. Il reddito si calcola con il coefficiente di redditività del tuo ATECO. Restano deducibili solo i contributi previdenziali versati. Questo semplifica ma può essere meno conveniente se sostieni spese elevate. Fai sempre un confronto con due scenari.
Supero 85.000 euro: cosa accade e come gestisco il passaggio?
Se superi 85.000 euro ma resti sotto 100.000, esci dal forfettario dall’anno successivo. Continui senza IVA fino a fine anno, poi passi all’ordinario. Se superi 100.000 euro in corso d’anno, esci subito: da quel momento devi applicare l’IVA sulle operazioni. Lo stabilisce la Legge 197/2022 che ha introdotto l’exit rule immediata.
Nel passaggio dovrai: numerare le fatture secondo il nuovo regime, gestire la detrazione IVA sugli acquisti successivi, adeguare il gestionale, avvisare i clienti, aggiornare la tua posizione con l’opzione contabile se necessaria. Pianifica gli acconti d’imposta perché l’impatto sul cash flow può essere rilevante nei primi mesi di regime ordinario.
