Avviare un’attività lavorativa autonoma: come fare e quanto costa?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per aprire un’attività: AA9/12 per liberi professionisti; ComUnica, SCIA e iscrizioni per ditte individuali. Scegli il regime fiscale (forfettario o ordinario), attiva la fatturazione elettronica e sistema i contributi.

  • Due percorsi: libero professionista con modello AA9/12; ditta individuale con ComUnica, iscrizioni a Registro Imprese/INPS/INAIL e SCIA al SUAP.
  • Regime forfettario con imposta sostitutiva e soglia di ricavi; regime ordinario con IVA e IRPEF su base analitica.
  • Iscrizione previdenziale: cassa professionale, Gestione Separata, o Gestione Artigiani/Commercianti; obbligo di fatturazione elettronica per tutti.

Due strade per aprire Partita IVA: professionista o ditta individuale

Libero professionista: quando e come usare il modello AA9/12

Se l’attività è intellettuale prevalente (avvocato, psicologo, consulente, copywriter, designer), apri Partita IVA come libero professionista. Usi il modello AA9/12. È il modulo dell’Agenzia delle Entrate per persone fisiche senza impresa.

Come si invia: puoi consegnarlo allo sportello, spedirlo con raccomandata, o inviarlo online tramite servizi telematici o tramite un intermediario abilitato. La base normativa è nel DPR 633/1972 (IVA) e nelle istruzioni del modello AA9/12 pubblicate dall’Agenzia delle Entrate.

Dopo l’apertura, ti iscrivi alla tua cassa professionale, se esiste per l’albo (es. Cassa Forense, ENPAP). Se non esiste una cassa, ti iscrivi alla Gestione Separata INPS (L. 335/1995). Il riferimento di prassi è nelle circolari INPS pubblicate ogni anno.

Ditta individuale: ComUnica, Registro Imprese e SCIA

Se l’attività è artigiana o commerciale prevalente (e-commerce, negozio, manutenzione, produzione), apri una ditta individuale. Usi la pratica ComUnica. È il fascicolo digitale per fare più iscrizioni in un colpo solo.

Con ComUnica richiedi: iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio, posizione INPS (Gestione Artigiani/Commercianti), eventuale posizione INAIL. La cornice normativa nasce dal D.L. 7/2007 convertito in L. 40/2007 e dal DM 2 novembre 2007; il procedimento SUAP è nel DPR 160/2010.

Se l’attività lo richiede, invii la SCIA al SUAP del Comune. La SCIA è la Segnalazione Certificata di Inizio Attività. Serve per comunicare che inizi subito e che rispetti i requisiti. La base normativa è la L. 241/1990 e il D.Lgs. 222/2016 (SCIA 2), che elencano cosa richiede SCIA, silenzio-assenso o autorizzazione.

Scelta del regime fiscale: forfettario o ordinario

Regime forfettario: come funziona davvero

Il regime forfettario è un regime agevolato. Paghi un’imposta sostitutiva al posto di IRPEF, addizionali e IRAP. L’aliquota è 15%, che scende al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti “start-up”. Imposta sostitutiva significa che rimpiazza più imposte con una sola.

La base imponibile si calcola applicando un coefficiente di redditività ai ricavi. Il coefficiente varia per codice ATECO. Non deduci i costi reali, tranne i contributi previdenziali pagati. Le regole sono nell’art. 1, commi 54-89 della L. 190/2014, come modificati dalla L. 145/2018 e dalla L. 197/2022.

Accesso ed esclusioni: il limite di ricavi/compensi annui è previsto dalla legge vigente e va verificato ogni anno nelle leggi di bilancio e nei documenti dell’Agenzia delle Entrate. Restano le esclusioni per chi applica regimi IVA speciali, per chi controlla società che svolgono attività riconducibili, e per chi fattura in modo prevalente al proprio datore di lavoro in situazioni di “falsa partita IVA”, secondo i commi dedicati della L. 190/2014 e successive modifiche.

Uscita rapida: se superi la soglia massima prevista per legge con incassi molto alti nell’anno (cd. soglia di fuoriuscita immediata), esci dal forfettario dall’anno stesso. La disciplina è definita dalla L. 197/2022 e dagli aggiornamenti successivi. Verifica ogni anno le soglie aggiornate su Normattiva e sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Fatturazione elettronica: è obbligatoria anche per i forfettari. L’obbligo deriva dal D.L. 36/2022, convertito in L. 79/2022, con estensione generalizzata dal 2024. Vale anche nel 2026. Emissione, conservazione e tempi di invio sono gestiti tramite Sistema di Interscambio.

Regime ordinario: IVA, IRPEF e deduzioni analitiche

Il regime ordinario è il regime “pieno”. Applichi l’IVA secondo le regole del DPR 633/1972. Il reddito si calcola in modo analitico: incassi meno costi deducibili. Deducibile significa che il costo riduce la base tassata.

Le imposte dirette sono l’IRPEF e le addizionali regionali e comunali. Le aliquote IRPEF e gli scaglioni possono cambiare ogni anno con la Legge di Bilancio e i decreti attuativi. Nel 2026 verifica gli scaglioni vigenti su Normattiva o Ministero dell’Economia e delle Finanze. Attenzione agli acconti e saldi secondo il TUIR (DPR 917/1986) e al calendario dei versamenti.

Il criterio di imputazione dei componenti varia: per i professionisti vale il principio di cassa (art. 54 TUIR: tasso ciò che incasso). Per le imprese minori si applicano regole semplificate o per cassa (art. 66 TUIR e norme speciali). Per le imprese in contabilità ordinaria vale il principio di competenza: rilevi ricavi e costi quando maturano.

Previdenza: quale gestione scegliere e come calcolare i contributi

Professionisti con cassa

Se appartieni a un albo con cassa (avvocati, commercialisti, psicologi, architetti, ecc.), ti iscrivi alla cassa di categoria. Ogni cassa definisce aliquote, minimi e scadenze. Le fonti sono gli statuti delle casse, i regolamenti e le delibere pubblicate. Verifica ogni anno circolari e minimali.

Gestione Separata INPS

Se non hai una cassa di categoria, ti iscrivi alla Gestione Separata. È il fondo INPS per professionisti senza albo o senza cassa. L’aliquota varia ogni anno con circolare INPS. Paghi con acconti e saldo insieme alle imposte. La base contributiva è il reddito imponibile fiscale.

Artigiani e Commercianti INPS

Per ditte individuali artigiane o commerciali, iscrizione alla Gestione Artigiani e Commercianti. Versi contributi fissi minimi su un reddito minimale, anche se fatturi poco. Se superi il minimale, versi contributi aggiuntivi a percentuale. Aliquote, minimali e massimali cambiano ogni anno con circolari INPS.

Adempimenti iniziali e ricorrenti

Fatturazione elettronica, PEC e firma

Tutti emettono fatture elettroniche tramite Sistema di Interscambio. Devi avere una PEC attiva per comunicazioni ufficiali. Per la ditta individuale è necessaria la firma digitale per inviare ComUnica e per adempimenti societari presso il Registro Imprese.

Codice ATECO e SCIA

Scegli il codice ATECO corretto. Descrive cosa fai e guida coefficienti, INPS e talvolta requisiti SCIA. Il D.Lgs. 222/2016 e i regolamenti comunali elencano quali attività richiedono SCIA, asseverazioni tecniche o autorizzazioni.

Libri e registri

Nel forfettario non tieni i registri IVA, ma conservi le fatture elettroniche e le ricevute SDI. Nell’ordinario tieni i registri IVA e, se impresa in ordinaria, i libri contabili. Le regole sono nel DPR 633/1972 e nel codice civile per la contabilità.

Regola decisionale rapida

Quale percorso seguire, in tre mosse logiche

1) Natura dell’attività: se prevale l’intelletto e vendi servizi professionali, usa AA9/12 da libero professionista. Se produci, trasformi, vendi beni o gestisci un negozio, apri ditta individuale con ComUnica.

2) Regime fiscale: se i ricavi previsti restano sotto le soglie di legge e non rientri nelle esclusioni, valuta il forfettario per semplicità e imposta sostitutiva. Se prevedi molti costi deducibili o superi le soglie, scegli l’ordinario per dedurre analiticamente e gestire l’IVA.

3) Previdenza: se hai una cassa ordinistica, iscriviti lì. Se non hai cassa e sei professionista, vai in Gestione Separata. Se sei artigiano o commerciante, iscriviti alla gestione INPS dedicata. Verifica aliquote e minimali nelle circolari INPS dell’anno.

Riferimenti normativi essenziali

Le basi da conoscere e dove verificarle

IVA: DPR 633/1972. Redditi e IRPEF: DPR 917/1986 (TUIR) e leggi di bilancio annuali. Regime forfettario: L. 190/2014, art. 1 commi 54-89, come modificata da L. 145/2018 e L. 197/2022. Fatturazione elettronica: D.L. 36/2022 convertito in L. 79/2022. SCIA e procedimenti: L. 241/1990 e D.Lgs. 222/2016; SUAP: DPR 160/2010. ComUnica: D.L. 7/2007 convertito in L. 40/2007 e DM 2 novembre 2007. Previdenza: L. 335/1995 e circolari INPS. Consulta sempre Normattiva, Agenzia delle Entrate, Ministero del Lavoro e Camere di Commercio per gli aggiornamenti ufficiali.

Scenario Adempimenti obbligatori Regole/Soglie chiave Tempistiche e responsabilità
Libero professionista senza cassa Modello AA9/12; iscrizione Gestione Separata INPS; attivazione fattura elettronica e PEC Regime forfettario se sotto le soglie di legge e senza esclusioni; principio di cassa per redditi professionali AA9/12 entro 30 giorni dall’inizio; INPS subito dopo apertura; gestione fatture entro 12 giorni dall’operazione
Professionista con cassa ordinistica AA9/12; iscrizione all’Albo e alla Cassa; PEC; e-fattura Contributi secondo regolamento di cassa; forfettario o ordinario a scelta secondo requisiti Iscrizione all’Albo secondo regolamento; AA9/12 entro 30 giorni; versamenti secondo scadenze cassa
Ditta individuale artigiana ComUnica (Registro Imprese, INPS Artigiani, eventuale INAIL); SCIA al SUAP se richiesta; PEC e firma digitale Minimali INPS fissi più percentuali eccedenti; possibile SCIA con asseverazione tecnica ComUnica prima dell’avvio; SCIA prima dell’apertura al pubblico; assicurazione INAIL se c’è rischio
Ditta individuale commerciale (negozio/e-commerce) ComUnica; SCIA commerciale al SUAP; INPS Commercianti; e-fattura; registri IVA Ordinario se molti costi e investimenti; forfettario se requisiti e soglie rispettate SCIA prima dell’apertura; ComUnica all’avvio; invii IVA periodici secondo calendario
Attività con locali aperti al pubblico SCIA con planimetrie, requisiti igienico-sanitari; eventuali autorizzazioni specifiche Requisiti urbanistici e sicurezza; eventuale notifica sanitaria se alimenti SCIA prima dell’uso dei locali; eventuale controllo a campione del Comune/ASL

FAQ

1) Devo aprire come libero professionista o come ditta individuale? Come lo decido senza sbagliare codice ATECO?

Pensa a cosa vendi davvero. Se vendi tempo e competenze intellettuali (consulenze, progettazione, prestazioni d’opera intellettuale), in genere sei un libero professionista. Se produci o rivendi beni, o eroghi servizi con organizzazione tipica d’impresa (laboratorio, officina, negozio, magazzino), sei una ditta individuale. Il codice ATECO deve rispecchiare l’attività prevalente. Usa la descrizione più aderente a ciò che farai ogni giorno. Sbagliare ATECO può sballare coefficienti forfettari, INPS e requisiti SCIA. Se svolgi più attività, indica quella prevalente e aggiungi secondarie. Se cambi nel tempo, puoi aggiornare il codice con pratica all’Agenzia delle Entrate (professionisti) o con pratica al Registro Imprese (imprese). Le regole sui procedimenti sono nel DPR 160/2010 (SUAP) e nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per variazioni anagrafiche. In caso di dubbi, confronta i testi ufficiali su Normattiva e gli elenchi ATECO dell’ISTAT.

2) Quali sono oggi i requisiti principali per il regime forfettario e come verifico le soglie nel 2026?

Il forfettario richiede ricavi/compensi entro la soglia fissata dalla legge vigente, l’assenza di regimi IVA speciali e l’assenza di controllo di società che svolgono attività riconducibili alla tua. Vale l’imposta sostitutiva 15% (5% per start-up che rispettano i requisiti). I costi non si deducono in modo analitico, salvo i contributi previdenziali. Le cause di esclusione e le soglie sono nell’art. 1, commi 54-89 della L. 190/2014, aggiornate dalla L. 145/2018 e dalla L. 197/2022. Nel 2026 verifica gli importi precisi consultando i testi consolidati su Normattiva e le guide dell’Agenzia delle Entrate. Molti controlli si basano su incassi dell’anno e su eventuali superamenti che fanno uscire subito dal regime. Se punti a costi elevati, valuta se l’ordinario è più conveniente.

3) Devo fare sempre la SCIA? Cosa cambia tra SCIA, silenzio-assenso e autorizzazione espressa?

No, non sempre serve la SCIA. Dipende dal tipo di attività e dai regolamenti locali. Il D.Lgs. 222/2016 elenca, voce per voce, se l’attività richiede SCIA, comunicazione, silenzio-assenso o autorizzazione espressa. La SCIA ti consente di iniziare subito, dichiarando il possesso dei requisiti e allegando certificazioni o asseverazioni tecniche quando previste. Il silenzio-assenso significa che, presentata la domanda, decorso un termine senza risposta, l’istanza si intende accolta. L’autorizzazione espressa richiede un provvedimento scritto prima di iniziare. Per commercio e somministrazione spesso basta la SCIA al SUAP del Comune. Per attività con impatto sanitario, ambientale o di sicurezza, possono servire autorizzazioni ulteriori. Consulta sempre il SUAP del tuo Comune e, in caso di locali aperti al pubblico, verifica i requisiti edilizi, igienico-sanitari e di prevenzione incendi. Le basi sono nella L. 241/1990, nel DPR 160/2010 e nel D.Lgs. 222/2016.

4) Come funzionano contributi e imposte insieme? In che ordine si calcolano e si versano durante l’anno?

Il flusso tipico è questo. Emetti fatture elettroniche man mano che lavori. Se sei in ordinario con IVA, versi l’IVA periodica secondo le liquidazioni. A fine anno calcoli il reddito: in forfettario usi il coefficiente di redditività sui ricavi, in ordinario fai ricavi meno costi deducibili. I contributi previdenziali si calcolano su quel reddito. I contributi versati riducono l’imponibile fiscale. Paghi imposte e contributi con acconti e saldo. Gli acconti si versano nell’anno in corso, il saldo a giugno-luglio dell’anno successivo, secondo il calendario del MEF. Le regole sono nel TUIR (DPR 917/1986), nelle circolari INPS annuali, e nelle risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate. Se sei artigiano o commerciante, versi contributi minimi a rate trimestrali e un conguaglio a saldo. Se sei in Gestione Separata, versi con gli F24 insieme a imposte. Tieni d’occhio eventuali proroghe ufficiali pubblicate dal MEF.

5) Quali errori pratici evitare nei primi 90 giorni per non ricevere sanzioni?

Primo: codice ATECO errato. Porta a INPS sbagliata o SCIA mancante. Verifica prima dell’invio. Secondo: dimenticare la PEC o la firma digitale per la ComUnica. Senza, la pratica si blocca. Terzo: non inviare la SCIA quando serve. Rischi sanzioni e sospensione. Quarto: emettere fatture fuori tempo massimo o non farle passare dallo SDI. Le regole sono nel DPR 633/1972 e nelle specifiche tecniche di fatturazione elettronica. Quinto: scegliere il forfettario senza valutare soglie e cause di esclusione della L. 190/2014. Sesto: trascurare i contributi minimi INPS per artigiani/commercianti. Arrivano avvisi e sanzioni. Settimo: non comunicare variazioni (indirizzo, attività, inizio/cessazione) entro i termini. Le variazioni vanno presentate all’Agenzia delle Entrate o al Registro Imprese secondo i casi. Per ogni dubbio, verifica i testi aggiornati su Normattiva, l’Agenzia delle Entrate, l’INPS e il SUAP del Comune.

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