Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per ottenere la NASpI anticipata: presenta la NASpI, avvia o dichiara l’attività autonoma/cooperativa e chiedi l’anticipo entro 30 giorni. L’INPS eroga in unica soluzione, mediamente entro 60 giorni dall’istanza completa.
- Scadenza perentoria: 30 giorni dall’avvio attività (o dalla domanda NASpI se la Partita IVA era già attiva).
- Importo: residuo teorico di NASpI che avresti percepito mensilmente, in unica soluzione.
- Tempi medi INPS: 30-60 giorni; possibili sospensioni se mancano documenti o comunicazioni obbligatorie.
Cos’è la NASpI anticipata e su quali norme si basa
La NASpI anticipata è l’erogazione in unica soluzione del residuo della NASpI. Serve a finanziare l’avvio di un’attività autonoma o l’ingresso in una cooperativa come socio lavoratore. È una misura pensata per favorire il reimpiego rapido.
La base normativa è nel Decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22. L’articolo 8 disciplina l’anticipazione per autoimpiego e cooperativa. Le regole generali della NASpI sono negli articoli 1-7. La prassi applicativa è nelle circolari INPS, tra cui la n. 94/2015 e gli aggiornamenti successivi.
Per l’aggiornamento dei requisiti NASpI dal 2022 in poi (es. degressività e requisiti contributivi) fai riferimento anche alla circolare INPS n. 2/2022. Le norme vigenti sono consultabili su Normattiva e sui portali INPS e del Ministero del Lavoro.
Requisiti: quando puoi chiedere la NASpI anticipata
Chi ha diritto alla NASpI
Devi avere diritto alla NASpI ordinaria. Quindi: perdita del lavoro per causa involontaria (licenziamento, scadenza termine, risoluzione consensuale in sede protetta, dimissioni per giusta causa o nel periodo tutelato di maternità). Devi avere almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti. Dal 2022 non serve più il requisito dei 30 giorni di lavoro effettivo nell’ultimo anno.
Presenta la domanda di NASpI entro 68 giorni dalla cessazione. La decorrenza parte dall’ottavo giorno se presenti entro 8 giorni, o dal giorno successivo alla domanda se oltre gli 8 giorni ma entro 68.
Attività ammesse per l’anticipo
Può chiedere l’anticipazione chi:
– avvia un’attività autonoma con Partita IVA (professionista o ditta individuale);
– avvia un’impresa individuale artigiana o commerciale (iscrizione INPS Artigiani/Commercianti);
– entra in una cooperativa come socio lavoratore prestando attività personale.
La mera sottoscrizione di quote senza lavoro personale non basta. Per le società di persone (SNC/SAS) l’INPS valuta favorevolmente quando il socio presta lavoro personale. Per le società di capitali (SRL/SPA) la sola qualità di socio non è sufficiente; serve un ruolo con lavoro effettivo coerente con l’autoimpiego. Verifica sempre le istruzioni INPS aggiornate.
Quando presentare la richiesta
Hai due casi pratici:
– Partita IVA già attiva prima della cessazione: presenti la domanda NASpI e, entro 30 giorni da questa domanda, chiedi l’anticipazione dichiarando reddito presunto e allegando documenti dell’attività.
– Partita IVA non ancora attiva: presenti la domanda NASpI, apri la Partita IVA o formalizzi l’ingresso in cooperativa e, entro 30 giorni dall’avvio, chiedi l’anticipazione.
La scadenza dei 30 giorni è perentoria. Se la superi, l’INPS può negare l’anticipo e, se resti in NASpI mensile, applica le regole di cumulo e riduzione.
Procedura operativa: passo dopo passo
1) Domanda NASpI
Accedi ai servizi INPS con SPID, CIE o CNS. Entra nella tua area personale e compila la domanda NASpI. Allegati tipici: dati del rapporto cessato, IBAN per il pagamento, eventuali documenti su cause di cessazione. Puoi verificare quali documenti servono per richiedere la disoccupazione prima di inviare l’istanza.
Il datore di lavoro invia il flusso UniEmens e il modello SR41/UniEmens-Cig per i dati di pagamento. Senza questi dati i pagamenti possono slittare.
2) Avvio dell’attività autonoma o ingresso in cooperativa
Apri la Partita IVA con ComUnica o procedura AA9/12 presso l’Agenzia delle Entrate. Se sei artigiano o commerciante, iscriviti all’INPS di categoria e alla Camera di Commercio. Se sei professionista senza albo, iscriviti alla Gestione Separata INPS. Per attività soggette a SCIA, presentala al Comune competente.
Per la cooperativa, occorre la delibera di ammissione a socio lavoratore, l’atto costitutivo/statuto, e l’inquadramento del rapporto mutualistico.
3) Domanda di NASpI anticipata
Entro 30 giorni, nell’area INPS, cerca la funzione “Anticipazione NASpI” e compila l’istanza. Allegati usuali:
– attestazione apertura Partita IVA (ricevuta Agenzia Entrate);
– ComUnica o visura camerale aggiornata, se impresa individuale/società;
– iscrizione previdenziale (Artigiani/Commercianti o Gestione Separata);
– SCIA o titolo abilitativo, se richiesto;
– per cooperative: delibera di ammissione e dichiarazione di socio lavoratore;
– dichiarazione di non cumulo con altri incentivi incompatibili e di avvio attività.
Se avevi già la Partita IVA, allega anche una dichiarazione di reddito presunto per l’anno, come richiesto dalle circolari INPS. Serve a gestire eventuali riduzioni se non ti riconoscono l’anticipo ma la NASpI mensile.
4) Istruttoria e pagamento
L’INPS verifica i requisiti NASpI e la coerenza dell’attività. Se tutto è regolare, liquida in unica soluzione il residuo NASpI spettante. I tempi medi reali sono 30-60 giorni dalla domanda di anticipo completa. Se l’INPS chiede integrazioni, i tempi ripartono dalla tua risposta.
Importo, degressività e tassazione
Come si calcola l’importo
L’importo corrisponde al residuo teorico di NASpI che avresti percepito mese per mese. Si applicano le regole di calcolo standard della NASpI, inclusi massimali e degressività. Dal 2022 la degressività è del 3% al mese a partire dal sesto mese; per chi ha almeno 55 anni in alcuni casi decorre più tardi, secondo la prassi INPS vigente.
Se hai già incassato alcune mensilità di NASpI prima di chiedere l’anticipo, l’INPS paga solo il residuo. Non è riconosciuta contribuzione figurativa sull’anticipo, perché non si tratta di mensilità pagate mese per mese.
Trattamento fiscale
La NASpI, anche anticipata, è tassata come reddito assimilato al lavoro dipendente. L’INPS effettua le ritenute IRPEF come sostituto d’imposta e rilascia la Certificazione Unica. L’anticipo non è un ricavo della tua Partita IVA, non è soggetto a IVA e non rileva ai fini IRAP. Se sei nel regime forfettario, l’anticipo non entra nel calcolo del fatturato.
Obblighi dopo l’erogazione e rischi di restituzione
Comunicazioni e controlli
Dopo l’erogazione, prosegui l’attività per cui hai chiesto l’anticipo. Conserva tutta la documentazione di avvio e di esercizio. L’INPS può fare controlli successivi per verificare la veridicità delle dichiarazioni e la continuità minima dell’attività.
Restituzione dell’anticipo
Se entro il periodo teorico di fruizione della NASpI instaur i un nuovo rapporto di lavoro subordinato, l’INPS può chiedere la restituzione dell’intero anticipo. La ratio è che l’anticipazione finanzia l’autoimpiego, non il rientro immediato nel lavoro dipendente. Le circolari INPS prevedono eccezioni specifiche, ad esempio per i soci lavoratori della cooperativa per cui è stato chiesto l’anticipo. Valuta il tuo caso con attenzione prima di accettare un’assunzione.
Se l’attività autonoma non parte davvero o viene meno subito dopo l’anticipo, l’INPS può revocare il beneficio e richiedere la restituzione. La prova dell’effettivo avvio (fatture, iscrizioni, pagamenti contributivi, SCIA) è decisiva.
Regola decisionale rapida
– Vuoi avviare subito una Partita IVA o entrare in cooperativa e hai bisogno di liquidità? Scegli l’anticipo. Ti dà cassa immediata e semplifica la gestione NASpI.
– Hai già commesse ma incerte e vuoi “testare” l’attività? Valuta di restare in NASpI mensile. In caso di lavoro autonomo, comunichi il reddito presunto e subisci la riduzione prevista. Così non rischi la restituzione dell’anticipo se torni dipendente presto.
– Hai già la Partita IVA aperta: se prevedi fatturato sostanziale nei prossimi mesi, l’anticipo conviene. Se prevedi attività minima, la NASpI mensile con riduzione può essere più prudente.
– Stai entrando in una cooperativa come socio lavoratore: l’anticipo è la via naturale. Verifica con la cooperativa la corretta qualifica di socio lavoratore e i tempi di ammissione.
Errori frequenti e come evitarli
Perdita dei 30 giorni
È l’errore più comune. Imposta un promemoria dal giorno di apertura della Partita IVA o dalla delibera di ammissione in cooperativa. Presenta l’anticipo subito dopo. Un giorno di ritardo può costarti il beneficio.
Documenti incompleti
Mancano spesso: ricevuta apertura Partita IVA, iscrizione previdenziale, SCIA, delibera di ammissione in cooperativa. Prepara una checklist prima di inviare la domanda.
Attività non coerente
Se chiedi l’anticipo per autoimpiego ma non presti lavoro personale, l’INPS può respingere. Inquadra correttamente il tuo ruolo. Per società, dimostra il lavoro personale nella compagine.
IBAN e dati anagrafici errati
Controlla nominativo intestatario, IBAN e residenza fiscale. Errori minimi bloccano i pagamenti. Aggiorna l’Anagrafica INPS prima di inviare l’istanza.
Confusione tra anticipo e cumulo
L’anticipo esclude la NASpI mensile. Se non chiedi l’anticipo ma apri la Partita IVA, devi comunicare il reddito presunto. L’INPS riduce la NASpI mensile secondo le regole di cumulo fissate dalle circolari.
Fonti ufficiali da consultare
D.Lgs. 4 marzo 2015, n. 22 (articoli 3, 6, 8); circolare INPS n. 94/2015; circolare INPS n. 2/2022; schede servizio e messaggi INPS su NASpI anticipata; portale Normattiva; portale del Ministero del Lavoro.
Tempi e scenari: cosa aspettarti
| Scenario | Cosa fare e quando | Documenti chiave | Tempi medi INPS | Rischi/Note |
|---|---|---|---|---|
| Partita IVA già attiva prima del licenziamento | 1) Domanda NASpI; 2) Entro 30 giorni dalla domanda NASpI, istanza di anticipo con dichiarazione reddito presunto | Visura/attestazione P.IVA; iscrizione previdenziale; eventuale SCIA; dichiarazione reddito presunto | 30-45 giorni dall’istanza di anticipo completa | Attenzione alla scadenza dei 30 giorni; dimostra lavoro personale effettivo |
| Nuova Partita IVA dopo il licenziamento | 1) Domanda NASpI; 2) Apertura P.IVA; 3) Entro 30 giorni dall’apertura, istanza di anticipo | Ricevuta Agenzia Entrate; ComUnica/visura; iscrizione INPS; SCIA se dovuta | 45-60 giorni, se tutti i flussi (UniEmens/SR41) sono acquisiti | Ritardi se manca l’iscrizione previdenziale o la SCIA |
| Ingresso come socio lavoratore in cooperativa | 1) Domanda NASpI; 2) Delibera di ammissione; 3) Anticipo entro 30 giorni dalla delibera | Atto/statuto cooperativa; delibera ammissione; inquadramento socio lavoratore | 30-60 giorni | Eccezione restituzione se assunto dalla stessa cooperativa secondo le regole INPS |
| Società di persone (SNC/SAS) con lavoro personale | 1) Domanda NASpI; 2) Costituzione e iscrizioni; 3) Anticipo entro 30 giorni dall’avvio | Atto costitutivo; visura CCIAA; iscrizioni INPS/INAIL; eventuale SCIA | 45-60 giorni | La mera qualità di socio non basta; evidenzia l’apporto lavorativo |
| Resto in NASpI mensile e avvio attività “light” | Entro 30 giorni dall’avvio, comunica all’INPS il reddito presunto per riduzione NASpI | Dichiarazione reddito presunto; eventuale apertura P.IVA | Pagamenti mensili regolari con riduzione | Niente anticipo; si applica la riduzione secondo prassi INPS |
FAQ sulla NASpI anticipata (2026)
1) Chi può chiedere la NASpI anticipata oggi e quali sono i requisiti aggiornati?
Può chiederla chi ha diritto alla NASpI ordinaria secondo il D.Lgs. 22/2015: perdita involontaria del lavoro, almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni e presentazione della domanda entro 68 giorni dalla cessazione. Dal 2022 non serve più il requisito dei 30 giorni di lavoro effettivo nell’ultimo anno, come chiarito dalla prassi INPS successiva alla legge di bilancio 2022. Per l’anticipo serve inoltre l’avvio di un’attività autonoma, l’apertura di Partita IVA o l’ingresso come socio lavoratore in cooperativa. La richiesta di anticipo va presentata entro 30 giorni dall’avvio (o entro 30 giorni dalla domanda NASpI se la Partita IVA era già attiva). Restano esclusi i casi di dimissioni volontarie senza giusta causa, salvo eccezioni di legge (ad esempio durante la maternità tutelata). Le fonti ufficiali sono il D.Lgs. 22/2015 (articoli 3, 6, 8), la circolare INPS n. 94/2015 e gli aggiornamenti consultabili su INPS, Normattiva e Ministero del Lavoro.
2) Ho già la Partita IVA ma non ho mai fatturato: come funziona la richiesta e cosa devo dichiarare?
Se la tua Partita IVA era aperta prima della cessazione del lavoro dipendente, dopo la domanda di NASpI hai 30 giorni per chiedere l’anticipo. Devi allegare le prove che l’attività è effettiva o sta ripartendo (visura, iscrizione previdenziale, eventuale SCIA). L’INPS ti chiede una dichiarazione di reddito presunto. Serve per due motivi: 1) verificare la coerenza della richiesta di anticipo; 2) nel caso non ti riconoscano l’anticipo ma resti in NASpI mensile, applicare la riduzione della prestazione secondo la prassi (riduzione in proporzione al reddito presunto da lavoro autonomo rapportato al periodo di fruizione). Se non dichiari il reddito presunto rischi sospensione o rigetto. Ricorda che la mera esistenza di Partita IVA senza attività effettiva può creare dubbi: allega elementi concreti (contratti, preventivi, primo ciclo di fatture, spese di avvio).
3) Posso chiedere la NASpI anticipata se apro in regime forfettario? Ci sono effetti fiscali particolari?
Sì, il regime forfettario è pienamente compatibile con l’anticipo NASpI. L’anticipo non è un ricavo dell’attività e non entra nel calcolo del fatturato forfettario. Fiscalmente, la NASpI anticipata è tassata come reddito assimilato al lavoro dipendente. L’INPS effettua le ritenute e rilascia la Certificazione Unica. Nel regime forfettario continui a determinare il reddito con il coefficiente di redditività e l’imposta sostitutiva. Non sommi la NASpI anticipata ai corrispettivi della Partita IVA. Non c’è IVA sull’anticipo e non c’è contribuzione previdenziale su quell’importo. Attenzione però agli acconti IRPEF: l’INPS opera ritenute in base alle aliquote conosciute, ma il conguaglio annuale dipenderà dal tuo quadro complessivo di redditi. Valuta l’opportunità di nominare l’INPS come sostituto per il conguaglio o di gestire il conguaglio in dichiarazione.
4) Se dopo l’anticipo torno a lavorare come dipendente devo restituire i soldi? E se l’attività va male?
Regola generale: se instaur i un rapporto di lavoro subordinato entro il periodo teorico in cui avresti percepito la NASpI mensile, l’INPS può chiedere la restituzione dell’anticipo. La misura finanzia l’autoimpiego, non la transizione immediata al lavoro dipendente. La prassi INPS prevede eccezioni circoscritte, ad esempio per i soci lavoratori della stessa cooperativa oggetto dell’anticipo. Controlla sempre la circolare applicabile al tuo caso. Se l’attività non decolla o chiude presto, l’INPS può revocare e richiedere il rimborso, specie se manca la prova di un effettivo avvio. Mantieni traccia di fatture, iscrizioni, oneri contributivi e adempimenti di start-up. Se prevedi un’assunzione a breve, valuta di non chiedere l’anticipo e di restare in NASpI mensile con le regole di cumulo. Così eviti rischi di restituzione.
5) In quanto tempo paga l’INPS e come posso accelerare l’istruttoria?
I tempi medi reali sono 30-60 giorni dalla presentazione dell’istanza di anticipo completa. L’INPS deve prima riconoscere la NASpI, acquisire i flussi del datore (UniEmens e SR41/UniEmens-Cig) e poi istruire l’anticipo. Per accelerare: 1) invia una domanda pulita, con tutti gli allegati richiesti; 2) verifica che il datore abbia trasmesso i flussi retributivi; 3) aggiorna la tua anagrafica INPS (residenza, IBAN intestato a te, recapiti); 4) rispondi subito alle richieste di integrazione; 5) controlla lo stato domanda nell’area personale e, se necessario, contatta il Contact Center INPS o un patronato per segnalare fermi istruttori. Ricorda che le sedi INPS possono avere carichi diversi: una pratica ben documentata riduce i tempi ovunque.
