Disoccupazione: quali sono i documenti che servono per richiederla?

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Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

La NASpI spetta a chi perde il lavoro in modo involontario. Si richiede entro 68 giorni con SPID/CIE, DID e IBAN. Importo e durata dipendono da retribuzione e contributi degli ultimi quattro anni.

  • Requisiti base: disoccupazione involontaria, 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti, DID e adesione al patto di servizio.
  • Tempistiche: domanda entro 68 giorni; decorrenza dall’8° giorno o dal giorno successivo alla domanda.
  • Calcolo: formula INPS con soglia e massimale annuale; riduzione del 3% dal 6° mese (dall’8° per over 55), aggiornati ogni anno.

Cos’è la NASpI e quali norme la regolano

La NASpI è l’indennità di disoccupazione per lavoratori subordinati che perdono il lavoro senza colpa. È stata introdotta dal Decreto Legislativo 22/2015 (consultabile su Normattiva). L’INPS ne disciplina modalità e calcolo con circolari e messaggi attuativi.

La riforma avviata dalla Legge 234/2021 (Legge di Bilancio 2022) ha aggiornato requisiti e decorrenze, con istruzioni operative fornite da INPS (tra cui la Circolare n. 2/2022). Le condizionalità, cioè gli obblighi verso i Centri per l’Impiego, sono definite dal Decreto Legislativo 150/2015 (Ministero del Lavoro e ANPAL).

Ogni inizio anno l’INPS pubblica le soglie, i massimali e gli effetti della rivalutazione. Verifica sempre l’ultima circolare INPS annuale per importi e limiti aggiornati.

Requisiti 2026: chi ha diritto e chi è escluso

Hai diritto se sei disoccupato in modo involontario: licenziamento, scadenza di contratto a termine, risoluzione consensuale in sede protetta per rifiuto di trasferimento oltre 50 km, o dimissioni per giusta causa (ad esempio mancato pagamento retribuzioni).

Devi avere almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti l’inizio della disoccupazione. La Legge 234/2021 ha eliminato il vecchio requisito delle 30 giornate lavorate nell’ultimo anno. Restano validi i contributi utili non già usati per precedenti NASpI.

Servono anche: DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità) e adesione al patto di servizio personalizzato con il Centro per l’Impiego (norme su D.Lgs. 150/2015). Le dimissioni volontarie, in generale, escludono il diritto, salvo giusta causa o periodo di tutela maternità.

Domanda: canali ufficiali, documenti e tempistiche

Canali per presentare la domanda

Puoi presentarla online sul portale INPS con SPID, CIE o CNS. In alternativa, rivolgiti a patronati o intermediari abilitati, oppure al contact center INPS. La domanda è telematica e guidata.

Documenti aggiornati (2026)

  • Documento di identità e codice fiscale/tessera sanitaria.
  • IBAN intestato o cointestato per l’accredito. L’INPS ha abolito il modulo SR163; l’IBAN si autodichiara e l’Istituto effettua i controlli interni.
  • Dati del rapporto cessato: datore di lavoro, data inizio e fine, tipologia di cessazione, ultima busta paga utile per eventuali verifiche.
  • DID e disponibilità a sottoscrivere il patto di servizio presso il Centro per l’Impiego.
  • Contatti (telefono ed e-mail) per eventuali integrazioni documentali.
  • Se prevedi redditi da lavoro durante la prestazione: dichiarazione reddituale preventiva tramite modello NASpI-Com.

Tempistiche e decorrenza

Hai 68 giorni dalla cessazione per fare domanda (D.Lgs. 22/2015). Se presenti entro 8 giorni, la NASpI decorre dall’8° giorno successivo alla cessazione; se oltre l’8° giorno, decorre dal giorno dopo la domanda.

Rispetta i termini: oltre i 68 giorni perdi il diritto. Se rispetti il termine ma presenti tardi, perdi solo le mensilità tra la cessazione e la domanda.

Calcolo dell’importo e durata

Formula di base

L’INPS calcola una retribuzione media mensile partendo dalle retribuzioni imponibili degli ultimi 4 anni. La NASpI mensile è:

  • 75% della retribuzione media, fino alla soglia annuale fissata dall’INPS;
  • più il 25% della parte eccedente la soglia;
  • comunque entro il massimale mensile INPS.

Dal 6° mese l’importo si riduce del 3% ogni mese (decalage). Per chi ha almeno 55 anni, la riduzione parte dall’8° mese, come da istruzioni INPS successive alla Legge 234/2021. Soglia e massimale sono aggiornati ogni anno da INPS.

Durata

La durata massima è pari alla metà delle settimane di contribuzione maturate negli ultimi 4 anni e non già usate per precedenti prestazioni. Con contribuzione piena nei 4 anni, la durata può arrivare fino a 24 mesi.

Le settimane di contribuzione utili si contano al netto dei periodi già indennizzati. La durata non include periodi coperti da contratti di lavoro durante i quali la prestazione è sospesa.

Tassazione e conguagli

La NASpI è tassata come reddito assimilato a lavoro dipendente. L’INPS applica le ritenute IRPEF e le addizionali. Le detrazioni da lavoro e per carichi familiari possono ridurre l’imposta. Il totale confluisce nel 730 o nel Modello Redditi.

Compatibilità, cumulabilità e anticipo

Lavoro subordinato durante la NASpI

Se trovi un lavoro a tempo determinato o indeterminato, devi comunicarlo all’INPS. In alcuni casi la prestazione si sospende; in altri si cumula in parte, in base al reddito e alla durata del contratto.

  • Contratto breve e/o reddito basso: possibile cumulo con riduzione, se rispetti i limiti di reddito annuali e segnali il reddito presunto con NASpI-Com.
  • Contratto lungo o a tempo indeterminato: in genere scatta sospensione o decadenza, secondo le regole INPS pro tempore vigenti.

Regola prudente: comunica sempre entro 30 giorni l’avvio del lavoro e il reddito annuo previsto, per evitare sanzioni o recuperi.

Lavoro autonomo e partita IVA (anche in regime forfettario)

Se apri la partita IVA o avvii un’attività autonoma, devi inviare il modello NASpI-Com entro 30 giorni, indicando il reddito annuo presunto. La NASpI si riduce in misura percentuale (regola dell’80% sul reddito dichiarato), nel rispetto dei limiti fissati da INPS.

Il regime forfettario è un regime fiscale semplificato per chi ha una piccola partita IVA. È compatibile con la NASpI se comunichi subito il reddito previsto. In alternativa puoi chiedere l’anticipazione in unica soluzione (vedi sotto).

Anticipazione in unica soluzione

Puoi chiedere la liquidazione anticipata della NASpI per avviare un’attività autonoma, aprire una partita IVA, associarti in cooperativa o entrare come socio lavoratore. La base giuridica è l’articolo 8, comma 4, del D.Lgs. 22/2015.

L’INPS ti paga in un’unica soluzione le mensilità residue al netto delle somme già erogate. Dopo l’anticipo, la NASpI mensile si estingue e non è più dovuta. La domanda di anticipo va presentata prima dell’avvio o entro 30 giorni dall’avvio dell’attività.

Obblighi, controlli e decadenza

DID, patto di servizio e offerta congrua

Devi registrare la DID e firmare il patto di servizio personalizzato con il Centro per l’Impiego (D.Lgs. 150/2015). Devi partecipare a colloqui, corsi e iniziative di ricollocazione. Il rifiuto ingiustificato di un’offerta congrua comporta sanzioni progressive fino alla decadenza.

Per offerta congrua si intende una proposta di lavoro adatta a competenze, distanza e condizioni economiche, secondo i criteri definiti da Ministero del Lavoro e ANPAL. I Centri per l’Impiego applicano tali regole nei controlli.

Contributi figurativi, sospensioni e decadenza

Durante la NASpI maturi contributi figurativi utili alla pensione, entro i massimali previsti. La prestazione decade in caso di perdita dello stato di disoccupazione, mancata partecipazione alle politiche attive, mancata comunicazione di redditi o avvio attività, oppure superamento dei limiti previsti.

Se inizi un rapporto di lavoro, la NASpI può essere sospesa per la durata del contratto e riprendere al termine, secondo i casi. La mancata comunicazione comporta recupero delle somme indebitamente percepite.

Regola decisionale rapida

Usa questa sequenza logica per capire cosa fare:

  • Se la cessazione è involontaria o per giusta causa, allora verifica le 13 settimane contributive nei 4 anni.
  • Se hai i requisiti, allora fai subito la DID e prenota il patto di servizio.
  • Se sei entro 8 giorni dalla cessazione, allora presenta la domanda subito per massimizzare la decorrenza.
  • Se prevedi redditi da lavoro o apri la partita IVA, allora invia NASpI-Com entro 30 giorni con il reddito presunto.
  • Se vuoi metterti in proprio, allora valuta l’anticipazione in unica soluzione prima di avviare l’attività.
  • Se ricevi convocazioni dal CPI, allora presentati e rispetta gli impegni per evitare sanzioni.

Tabella scenari, requisiti e tempistiche

Scenario Requisiti specifici Termine domanda e decorrenza Note su calcolo/durata
Licenziamento (giustificato motivo, collettivo, disciplinare) Disoccupazione involontaria + 13 settimane contributive in 4 anni + DID Entro 68 giorni; decorrenza dall’8° giorno o dal giorno dopo la domanda Importo con soglia/massimale INPS; decalage 3% dal 6° mese (8° se ≥55 anni); durata = 1/2 settimane utili
Scadenza contratto a termine Come sopra; nessuna colpa del lavoratore Entro 68 giorni dalla scadenza naturale Stesse regole; attenzione a contratti successivi che sospendono la prestazione
Dimissioni per giusta causa Prova della giusta causa (es. mancato pagamento salari); 13 settimane contributive Entro 68 giorni dall’evento che ha reso impossibile proseguire Stesse regole di calcolo e durata; INPS può richiedere documentazione probatoria
Anticipazione in unica soluzione Avvio attività autonoma, partita IVA o cooperativa; richiesta entro 30 giorni Domanda di anticipo prima o entro 30 giorni dall’avvio Liquidazione in unica soluzione delle mensilità residue; niente rate mensili dopo l’anticipo
Lavoro durante NASpI (part-time o TD) Comunicazione con NASpI-Com; limiti di reddito per cumulo NASpI sospesa o ridotta dal mese di inizio lavoro Riduzione proporzionale o sospensione; al termine il pagamento riprende se residuo

FAQ

Quali documenti servono nel 2026 per presentare la NASpI e cosa è cambiato rispetto al passato?

Servono: documento di identità, codice fiscale/tessera sanitaria, IBAN intestato o cointestato, dati del rapporto cessato (datore, date inizio/fine, tipologia di cessazione), ultima busta paga utile e i tuoi contatti. Devi inoltre avere la DID attiva e presentarti al Centro per l’Impiego per il patto di servizio. Se pensi di lavorare durante la NASpI o di aprire la partita IVA, prepara una stima del reddito annuo da dichiarare con NASpI-Com.

La novità operativa consolidata è l’abolizione del modulo SR163: oggi l’IBAN si autodichiara e l’INPS effettua verifiche interne. Restano invece invariati i canali: portale INPS con SPID/CIE/CNS, patronati o contact center. Ricorda: la domanda va fatta entro 68 giorni dalla cessazione, altrimenti perdi il diritto.

Come si calcola l’importo mensile della NASpI e come incide l’IRPEF sul netto che ricevo?

L’INPS calcola la retribuzione media mensile usando le retribuzioni imponibili degli ultimi 4 anni. Applica poi la regola: 75% della media fino alla soglia annua fissata dall’INPS più il 25% della parte eccedente; il tutto entro il massimale mensile. Dal 6° mese parte una riduzione del 3% al mese (dall’8° mese per chi ha almeno 55 anni), in base alle istruzioni INPS successive alla Legge 234/2021. Soglia e massimale cambiano ogni anno con adeguamento all’inflazione, quindi controlla la circolare INPS di inizio anno.

La NASpI è tassata con IRPEF e addizionali regionali e comunali. L’INPS trattiene l’imposta in busta NASpI, applicando le detrazioni spettanti. Se durante l’anno hai altri redditi, il conguaglio avviene nel 730 o nel Modello Redditi. Questo può generare un rimborso o un debito. Per stimare il netto, considera: importo lordo, detrazioni, addizionali, eventuale decalage e mesi pagati nell’anno.

Posso prendere la NASpI se apro una partita IVA in regime forfettario? Meglio cumulo o anticipo in unica soluzione?

Sì, puoi mantenere la NASpI se apri la partita IVA, anche in regime forfettario (regime fiscale semplificato con imposta sostitutiva). Devi inviare entro 30 giorni il modello NASpI-Com indicando il reddito annuo presunto dell’attività. L’INPS riduce l’indennità in misura proporzionale secondo le regole vigenti (applicazione dell’80% del reddito previsto ai fini della riduzione). Se non comunichi per tempo, rischi la decadenza e il recupero delle somme.

In alternativa, puoi chiedere l’anticipazione in unica soluzione (art. 8, c. 4, D.Lgs. 22/2015). Conviene se hai spese iniziali o vuoi investire subito. Dopo l’anticipo, la NASpI mensile si chiude e non potrai ripristinarla. Se temi di non fatturare molto all’inizio, il cumulo con riduzione può darti liquidità mensile e più flessibilità. Valuta: fabbisogno di cassa immediato, piani di investimento, rischi e scadenze fiscali del forfettario.

Cosa succede alla NASpI se trovo un lavoro a termine o part-time? Devo comunicarlo sempre?

Devi comunicare sempre all’INPS l’avvio di qualsiasi lavoro, entro 30 giorni, usando il NASpI-Com e indicando il reddito presunto annuo. In base al tipo di contratto e al reddito, la NASpI può essere sospesa oppure ridotta e cumulata.

In caso di contratto breve o reddito basso, spesso si applica il cumulo con riduzione. Per contratti più lunghi o a tempo indeterminato, scatta in genere la sospensione o la decadenza. Al termine del contratto, se restano mensilità NASpI, il pagamento può riprendere. La regola d’oro è la trasparenza: comunica subito e conserva contratti e buste paga per eventuali controlli. In caso di mancata comunicazione, l’INPS può richiedere la restituzione delle somme.

Quali sono gli errori più comuni che fanno perdere la NASpI e come evitarli?

I più frequenti sono: domanda oltre i 68 giorni; mancata DID o mancata firma del patto di servizio; rifiuto ingiustificato di offerte o convocazioni dal Centro per l’Impiego; mancata comunicazione di avvio lavoro subordinato o autonomo; mancata indicazione del reddito presunto con NASpI-Com; apertura partita IVA senza informare l’INPS; omissione di documenti richiesti in istruttoria.

Per evitarli: segna le scadenze, invia subito la domanda se rientri nei requisiti, attiva la DID e partecipa alle politiche attive, usa il NASpI-Com per ogni cambiamento entro 30 giorni, controlla le comunicazioni INPS e del Centro per l’Impiego. Tieni traccia di ogni invio e conserva ricevute. Le condizionalità e sanzioni sono definite dal D.Lgs. 150/2015, mentre requisiti e termini dalla normativa NASpI (D.Lgs. 22/2015) e dalle circolari INPS.

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