Vendere dei corsi online: come fare e quale licenza serve?

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per vendere corsi online, in genere non servono licenze: serve Partita IVA (professionista o impresa), corretta gestione IVA/OSS per corsi registrati e adempimenti SUAP solo in casi specifici.

  • Inquadramento: puoi operare come libero professionista (Gestione Separata INPS) o come impresa/ditta individuale (Gestione Commercianti). La scelta dipende da organizzazione e modalità di erogazione.
  • IVA estera: i corsi registrati sono servizi elettronici TBE. Con clienti UE consumer applichi l’IVA del paese del cliente e dichiari con OSS oltre la soglia UE.
  • SCIA: non serve per formazione online in sé. È richiesta per commercio elettronico retail o per locali aperti al pubblico; verifica con il SUAP comunale.

Quando serve una licenza per vendere corsi online

Per la formazione privata non regolamentata non servono licenze specifiche. Puoi vendere corsi online con Partita IVA e con il corretto codice ATECO.

Servono invece autorizzazioni o accreditamenti se rilasci titoli riconosciuti o gestisci corsi finanziati pubblici. In quel caso si applicano requisiti regionali di accreditamento, docenze, locali e regolamenti didattici.

La base normativa generale sui procedimenti amministrativi è nel D.Lgs. 222/2016 (SCIA 2) e nel D.Lgs. 59/2010. Puoi verificarla sul portale Normattiva. Le regole sul commercio elettronico sono nel D.Lgs. 70/2003.

Attività libera: formazione privata non riconosciuta

Se vendi video-corsi, webinar o percorsi non riconosciuti dallo Stato o dalle Regioni, l’attività è libera. Non hai licenze o nulla osta. Restano gli adempimenti fiscali e informativi obbligatori.

Devi aprire la Partita IVA, impostare l’inquadramento previdenziale, scegliere il regime fiscale e rispettare gli obblighi su contratti, privacy e consumatori.

Attività soggetta ad accreditamento regionale

Se vuoi erogare corsi finanziati pubblici o riconosciuti, serve l’accreditamento presso la tua Regione. Ogni Regione fissa requisiti precisi su sedi, sicurezza, qualità, figure professionali.

Trovi gli atti regionali sui siti istituzionali e le basi generali su Normattiva. Il Ministero del Lavoro fornisce indirizzi generali sulla formazione professionale.

Professionista o impresa: quale inquadramento scegliere

Hai due strade: operare come libero professionista o come impresa/ditta individuale. La differenza dipende da come svolgi il lavoro.

Usa questa regola semplice: se vendi competenze personali in modo diretto e senza struttura complessa, rientri nella prestazione professionale. Se organizzi piattaforme, personale docente e marketing strutturato, rientri nell’impresa.

Libero professionista (senza albo) – quando è la scelta giusta

È adatta se la prestazione è personale, intellettuale e senza organizzazione prevalente di mezzi. Esempio: formatore che crea e vende i propri corsi e tiene live interattivi.

Adempimenti: apertura Partita IVA da formatore con modello AA9/12 presso l’Agenzia delle Entrate, iscrizione alla Gestione Separata INPS. Non serve iscrizione alla Camera di Commercio. Non serve SCIA.

Base normativa: DPR 633/1972 (IVA), L. 190/2014 e successive modifiche per il regime forfettario. Consultabile su Normattiva e documenti dell’Agenzia delle Entrate.

Ditta individuale/impresa – quando è necessaria

È adatta se esiste organizzazione di mezzi e persone. Esempio: piattaforma di e-learning con catalogo docenti, customer care, campagne strutturate e personale.

Adempimenti: Comunicazione Unica al Registro Imprese, iscrizione INPS Gestione Commercianti, eventuale INAIL se hai personale, SCIA solo se fai commercio elettronico retail o apri locali al pubblico.

Base normativa: D.Lgs. 59/2010, D.Lgs. 222/2016 (SCIA 2), D.Lgs. 114/1998 per il commercio, consultabili su Normattiva. Lo sportello SUAP del Comune conferma i titoli abilitativi.

Codici ATECO consigliati

I codici più usati per i corsi online sono nella sezione 85 (Istruzione). Scegli in base al contenuto offerto.

  • 85.59.20 – Corsi di formazione e corsi di aggiornamento professionale: per formazione su competenze lavorative.
  • 85.59.10 – Corsi di lingue e conversazione: per scuole di lingue e percorsi linguistici.
  • 85.52.09 – Altra formazione culturale e ricreativa n.c.a.: per musica, scrittura creativa, fotografia, cinema.

Evita 47.91.10 (Commercio elettronico di prodotti) se vendi servizi formativi. Quel codice serve per vendita di beni. Potresti invece usarlo se vendi materiali fisici didattici.

Il codice ATECO influenza studi statistici e, nel regime forfettario, il coefficiente di redditività. Consulta le tabelle ufficiali dell’Agenzia delle Entrate per l’aliquota corretta.

Regime fiscale: forfettario o ordinario

Il regime forfettario è un regime agevolato. Applica un’imposta sostitutiva in luogo di IRPEF, addizionali e IRAP. È semplice da gestire.

Requisiti principali: ricavi/compensi annui fino a 85.000 euro e assenza di specifiche cause di esclusione. La norma base è nell’art. 1, commi 54-89, L. 190/2014 e successive modifiche, consultabili su Normattiva.

Aliquote: 15% ordinaria; 5% per le nuove attività con i requisiti di start-up per i primi 5 anni. Nel forfettario non addebiti IVA in Italia, salvo regole speciali per i servizi elettronici UE trattate sotto.

Il regime ordinario prevede IRPEF a scaglioni, addizionali e IVA. Al 2026 risultano confermate le tre aliquote IRPEF introdotte dalla riforma recente; verifica ogni anno la Legge di Bilancio su Normattiva per gli scaglioni aggiornati.

Contributi previdenziali: Gestione Separata vs Commercianti

Libero professionista: versi alla Gestione Separata INPS. Contributo percentuale sul reddito imponibile, aliquota fissata ogni anno da circolare INPS (valori intorno al 26% negli ultimi anni).

Ditta individuale (Commercianti): contributi fissi minimi ogni anno e contributi variabili percentuali oltre il minimale di reddito. Gli importi cambiano annualmente con circolare INPS. Consulta le circolari INPS per le cifre 2026.

Entrambi i regimi consentono la deducibilità dei contributi versati dal reddito imponibile.

IVA e vendite transfrontaliere: attenzione ai corsi registrati

La regola IVA cambia a seconda del tipo di corso. I corsi pre-registrati, fruibili senza intervento umano significativo, sono servizi elettronici TBE (Telecom, Broadcasting, Elettronici).

Normativa UE: Direttiva 2006/112/CE, Regolamento UE 282/2011 art. 7 e 58, Regolamenti UE 2017/2455 e 2019/1995. In Italia, recepimento con D.Lgs. 83/2021. Le fonti sono consultabili su Normattiva e documenti dell’Agenzia delle Entrate.

  • B2C UE (consumatori): per i TBE applichi l’IVA del paese del cliente. Sotto la soglia UE di 10.000 euro annui complessivi di vendite transfrontaliere TBE puoi restare con IVA italiana; oltre, devi applicare l’IVA di destinazione e puoi usare il regime OSS (One Stop Shop).
  • B2B UE: in genere inversione contabile (reverse charge) con IVA del cliente. Conserva il numero VAT del cliente e la prova dello status.
  • B2C extra-UE: fuori campo IVA UE. Verifica eventuali obblighi locali del paese del cliente.

Attenzione: il forfettario non addebita IVA in Italia, ma per i servizi elettronici B2C UE deve comunque applicare l’IVA del paese del consumatore e utilizzare l’OSS. È un’eccezione importante confermata dall’Agenzia delle Entrate.

Webinar e lezioni live

Se la lezione live prevede interazione umana significativa, in genere non è un servizio elettronico TBE. Si applicano le regole IVA ordinarie sui servizi.

Per B2C spesso l’IVA si applica nel paese del prestatore; per B2B si applica il reverse charge. Valuta caso per caso con riferimento alle norme UE citate.

Obblighi legali del sito e dei contratti

Il D.Lgs. 70/2003 impone informazioni chiare sul sito: dati del prestatore, Partita IVA, recapiti, PEC, estremi di iscrizione (se impresa), prezzi e condizioni contrattuali.

Il D.Lgs. 206/2005 (Codice del Consumo) impone informative precontrattuali e il diritto di recesso di 14 giorni per i contratti a distanza. Esistono eccezioni.

Eccezione principale: per contenuti digitali non su supporto materiale, il consumatore perde il recesso se acconsente espressamente all’inizio dell’esecuzione e accetta di perdere il diritto. È l’art. 59 del Codice del Consumo.

Privacy: applica il Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) e il D.Lgs. 196/2003 come modificato. Redigi informativa privacy, registro trattamenti, nomina responsabili. Per cookie e tracciamento segui le Linee guida cookie del Garante Privacy.

Diritto d’autore: se usi opere di terzi, ottieni licenze. La norma base è nella L. 633/1941, consultabile su Normattiva.

Regola decisionale rapida

Se vendi corsi live o registrati creati e tenuti da te, senza struttura complessa: apri Partita IVA da libero professionista, Gestione Separata, niente CCIAA, niente SCIA.

Se gestisci una piattaforma con più docenti, marketing, assistenza clienti strutturata: apri ditta individuale/impresa, iscriviti a CCIAA e INPS Commercianti. SCIA solo se fai vendita al dettaglio via web o apri locali.

Se vendi pre-registrati a consumatori UE oltre 10.000 euro annui: registra l’OSS e applica l’IVA del paese del cliente, anche se sei in forfettario.

Se offri corsi riconosciuti o finanziati: avvia percorso di accreditamento regionale prima di vendere.

Se vendi anche beni fisici (kit, libri): aggiungi codice ATECO commercio e presenta la SCIA per commercio elettronico al SUAP. Valuta prima i costi di apertura e gestione di un negozio online.

Operatività: tempi, costi e strumenti

PEC, firma digitale e apertura

Per l’impresa servono PEC e firma digitale per la Comunicazione Unica. Per il professionista la PEC è fortemente consigliata. La firma digitale serve se invii pratiche telematiche.

I costi di PEC partono da poche decine di euro l’anno. La firma digitale ha un costo iniziale e un rinnovo periodico, variabile in base al provider.

Fatturazione, incassi e ricevute

La fatturazione elettronica via SdI è obbligatoria per quasi tutti i soggetti, inclusi i forfettari. In B2C emetti fattura solo se richiesta, salvo particolari casi; se la emetti, passa comunque da SdI.

Per vendite OSS continua ad emettere documenti commerciali secondo le regole IVA estere ma versi tutto tramite il portale OSS nazionale. Conserva le prove di localizzazione del cliente finale per 10 anni come da normativa UE.

Termini e condizioni

Scrivi condizioni chiare: oggetto, prezzi, modalità di fruizione, divieto di condivisione, proprietà intellettuale, policy di recesso e rimborsi, gestione dei reclami e foro competente. Questo riduce contestazioni e chargeback.

Tabella scenari, requisiti e tempistiche

Scenario Requisiti/Licenze Adempimenti iniziali Tempistiche e costi indicativi
Formatore singolo con corsi live/registrati Nessuna licenza. No SCIA. Privacy e consumo obbligatori. Partita IVA professionista (AA9/12), INPS Gestione Separata, PEC, fatturazione elettronica. 1-3 giorni lavorativi per P.IVA. Costi: marca da bollo, PEC; contributi percentuali su reddito.
Piattaforma formativa con più docenti Nessuna licenza per corsi privati. SCIA solo per locali o commercio al dettaglio via web. Comunicazione Unica CCIAA, INPS Commercianti, PEC e firma digitale, eventuale SCIA SUAP. 5-10 giorni. Costi: diritti CCIAA, PEC/firma, contributi fissi INPS + variabili.
Corsi registrati venduti a consumatori UE Regime IVA OSS oltre 10.000 € UE per TBE. Nessuna licenza aggiuntiva. Valutazione soglia, registrazione OSS, adeguamento prezzi IVA paese cliente, prove di localizzazione. OSS attivo in pochi giorni. Costi: gestione periodica dichiarazioni OSS trimestrali.
Corsi riconosciuti/accreditati o finanziati Accreditamento regionale con requisiti su sedi, docenti, qualità. Istruttoria regionale, adeguamento locali, manuali qualità, figure responsabili. 1-6 mesi secondo Regione. Costi: istruttoria, adeguamenti strutturali e organizzativi.

FAQ

Serve la SCIA per vendere corsi online dal mio sito?

Di norma no. La SCIA è richiesta per attività espressamente soggette a segnalazione, come il commercio al dettaglio (anche via web) o l’apertura di locali aperti al pubblico. La formazione privata online, come servizio, non rientra tipicamente nelle attività soggette a SCIA secondo il D.Lgs. 222/2016. Se però vendi anche beni fisici (libri, kit, materiali) con codice ATECO di commercio, allora devi presentare la SCIA per commercio elettronico al SUAP del Comune. In presenza di una sede con accesso al pubblico per lezioni o esami, il Comune può richiedere titoli ulteriori (es. agibilità, antincendio se superi determinate capienze). Verifica sempre con lo SUAP competente: è l’ufficio che, sulla scorta delle norme citate e dei regolamenti locali, ti conferma l’esatto perimetro degli adempimenti.

Posso restare in regime forfettario vendendo corsi in tutta l’UE?

Sì, se rispetti i requisiti del forfettario (art. 1, commi 54-89, L. 190/2014 e successive). Attenzione però a una particolarità: se vendi corsi pre-registrati considerati servizi elettronici TBE a consumatori UE, devi applicare l’IVA del paese del cliente oltre la soglia UE di 10.000 euro annui complessivi di vendite TBE. Per gestirla senza aprire posizioni IVA in tutti i paesi, usi l’OSS nazionale. Questa eccezione IVA si applica anche ai forfettari, come chiarito dall’Agenzia delle Entrate. Operativamente, continuerai a determinare il reddito forfettario in Italia e a versare l’imposta sostitutiva (5% o 15%), ma per l’IVA delle vendite TBE userai l’OSS e le aliquote estere. Conserva le prove di localizzazione del cliente per 10 anni (Regolamento UE 282/2011).

Qual è l’inquadramento previdenziale corretto per chi vende corsi online?

Dipende da come lavori. Se la tua è una prestazione professionale personale, senza struttura organizzata, in genere rientri nella Gestione Separata INPS. Apri Partita IVA come professionista, non ti iscrivi alla Camera di Commercio e versi contributi in percentuale al reddito, con aliquota stabilita ogni anno da circolare INPS. Se invece gestisci un’attività organizzata in forma di impresa (ditta individuale), ti iscrivi al Registro Imprese e alla Gestione Commercianti INPS. Qui versi contributi fissi minimi più un contributo percentuale oltre il minimale di reddito. In caso di dubbio, valuta: numero di docenti collaboratori, presenza di personale amministrativo, investimenti in piattaforme proprietarie, campagne strutturate, customer care. Più questi elementi sono rilevanti, più l’inquadramento d’impresa è coerente. Le prassi sono coerenti con i principi del D.Lgs. 59/2010 e con le istruzioni INPS.

Devo riconoscere il diritto di recesso ai miei studenti? Ci sono eccezioni?

Sì, per i contratti a distanza con consumatori vale il diritto di recesso entro 14 giorni senza costi e senza motivazioni (D.Lgs. 206/2005). Esistono però eccezioni importanti. Per contenuti digitali non su supporto materiale (es. video-corsi) il recesso non si applica se il consumatore acconsente espressamente all’inizio dell’esecuzione durante il periodo di recesso e accetta di perdere il diritto. Serve quindi un meccanismo chiaro di doppio consenso informato al checkout. Per i servizi (es. lezioni live) il recesso decade se il servizio è completamente eseguito con l’accordo del consumatore. Se offri sia live sia registrati, regola in modo distinto termini, tempi e modalità di fruizione. Ricorda anche gli obblighi informativi su identità del professionista, caratteristiche del corso, prezzo totale, modalità di pagamento e gestione dei reclami, imposti dal D.Lgs. 70/2003 e dal Codice del Consumo.

Quali sono gli obblighi tecnici e documentali minimi del sito di corsi online?

Servono: pagina legale con condizioni generali di vendita, informativa privacy conforme al GDPR (Reg. UE 2016/679) e al D.Lgs. 196/2003, cookie banner e policy in linea con le Linee guida del Garante Privacy, indicazione di Partita IVA e recapiti, indicazioni su PEC e iscrizione REA se impresa (D.Lgs. 70/2003). Sul piano fiscale: fatturazione elettronica via SdI quando emetti fattura, numerazione progressiva dei documenti, conservazione digitale a norma, e, se applichi l’OSS, dichiarazioni trimestrali e conservazione delle prove di localizzazione del cliente per 10 anni. Sul piano IP: indicazioni sulla proprietà dei contenuti e divieti di copia e condivisione, più eventuali licenze se usi materiale di terzi (L. 633/1941). Implementa, infine, procedure di KYC soft per B2B estero (verifica VAT) e controlli antifrode sui pagamenti per ridurre i chargeback.

Parla con un nostro consulente fiscale

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Un servizio eccezionale

Fiscozen è un servizio eccezionale per chi ha bisogno di gestire la propria partita iva in modo efficace ed efficiente. Ciò che mi ha colpito maggiormente in Fiscozen è stata la...

Yuri B.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Luciana P.

Disponibilità e gentilezza

Come primo approccio ho trovato una grande disponibilità da parte di Riccardo! Ringrazio per la pazienza, sono nuova per quanto riguarda questo mondo!

Samantha L.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Giacomo Z.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.