Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Emetti un’autofattura quando devi integrare o regolarizzare l’IVA su acquisti particolari: reverse charge, fornitori esteri o UE, produttori agricoli esonerati, fatture mancanti o errate, omaggi/auto-consumo.
- Documento elettronico via Sistema di Interscambio (SDI) con codici TD corretti (TD16, TD17, TD18, TD19, TD20, TD21, TD27).
- Termini stretti: in genere entro il 15 del mese successivo; casi UE e regolarizzazioni hanno scadenze specifiche.
- Sanzioni diverse: da 2 euro per operazione fino a sanzioni percentuali sull’IVA non assolta (D.Lgs. 471/1997).
Che cos’è l’autofattura e quando serve davvero
L’autofattura è una fattura che emetti a tuo nome per documentare e liquidare correttamente l’IVA in casi in cui il fornitore non la espone. È un meccanismo di “auto-imposizione”.
La base normativa è nel DPR 633/1972 (IVA), in particolare art. 17 (inversione contabile), art. 2 e 3 (operazioni imponibili), art. 21 (contenuto della fattura). Le regole UE sono nel D.L. 331/1993 per scambi intracomunitari. Le sanzioni stanno nel D.Lgs. 471/1997. Tutti i testi sono consultabili su Normattiva.
Dal 2019 la fattura è elettronica per quasi tutti. Dal 2024 l’obbligo si estende anche ai forfettari. Si usa SDI, come previsto dal D.Lgs. 127/2015 e dai Provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate sulla fatturazione elettronica.
I casi più frequenti previsti dalla legge
- Reverse charge interno: acquisti in cui la legge sposta l’IVA sul cliente (art. 17, DPR 633/1972). Esempio: subappalti edili in certe condizioni.
- Acquisti da estero: servizi da soggetti non stabiliti in Italia e beni da UE (art. 17, DPR 633/1972; art. 46-47, D.L. 331/1993).
- Fattura non ricevuta o errata: regolarizzazione entro termini (art. 6, commi 8 e 9-bis, D.Lgs. 471/1997; art. 46, comma 5, D.L. 331/1993).
- Acquisti da produttori agricoli esonerati: emetti autofattura con percentuali di compensazione (art. 34, DPR 633/1972).
- Omaggi e autoconsumo: cessioni gratuite senza rivalsa quando hai detratto l’IVA all’acquisto (art. 2, comma 2, n. 4, DPR 633/1972).
Come si emette l’autofattura elettronica in pratica
Si invia sempre tramite SDI, usando i codici tipo documento (TD) stabiliti dall’Agenzia delle Entrate. Questi codici guidano il trattamento IVA. I più usati per l’autofattura sono:
- TD16: integrazione per reverse charge interno.
- TD17: integrazione/autofattura per servizi da soggetti esteri.
- TD18: integrazione per acquisto di beni intracomunitari.
- TD19: integrazione/autofattura per acquisti di beni ex art. 17, comma 2 (extra-UE con introduzione in Italia).
- TD20: autofattura per regolarizzazione o integrazione fatture (art. 6, D.Lgs. 471/1997).
- TD21: autofattura per autoconsumo o cessioni gratuite senza rivalsa (omaggi).
- TD27: autofattura per splafonamento (uso improprio del plafond, per esportatori abituali).
Compilazione essenziale:
- Cedente/prestatore e cessionario/committente coincidono. Indichi i tuoi dati in entrambi i riquadri.
- Data documento: dipende dal caso (vedi sezione scadenze). Metti la data di effettuazione o di regolarizzazione.
- Aliquota IVA: applichi l’aliquota italiana corretta. Per reverse charge interno non usi codici “Natura” esenti; integri con IVA.
- Descrizione: indica sempre il riferimento normativo e la causale (es. “Reverse charge art. 17 DPR 633/1972 – integrazione fattura fornitore estero”).
- Numero documento: segui la tua numerazione dedicata agli “TD” per ordine cronologico chiaro.
Scadenze e registrazioni: cosa fare e quando
Reverse charge interno (TD16)
Ricevi una fattura senza IVA con dicitura inversione contabile. Devi integrare l’IVA e inviare il documento TD16 via SDI. Termine ordinario: entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione (art. 1, D.Lgs. 127/2015 e Provvedimenti AE).
Registrazione: registri la stessa imposta sia a debito sia a credito, se hai pieno diritto a detrazione. Se sei forfettario, versi l’IVA e non detrai.
Servizi da estero (TD17) e beni intracomunitari (TD18)
Per servizi da un soggetto non stabilito in Italia: emetti TD17 con IVA italiana. Per acquisti intracomunitari di beni: integri con TD18. Termine: invio entro il 15 del mese successivo a quello di ricezione o effettuazione, secondo le regole transfrontaliere.
Base normativa: art. 17, DPR 633/1972 e art. 46-47, D.L. 331/1993.
Fattura mancante o errata
Se non ricevi la fattura entro 4 mesi dall’operazione (acquisti interni), devi regolarizzare con TD20 e versare l’IVA (art. 6, comma 8, D.Lgs. 471/1997). Esegui entro 30 giorni dal decorso dei 4 mesi.
Se acquisti da UE e non ricevi la fattura entro un mese dall’operazione, emetti autofattura entro i 15 giorni successivi (art. 46, comma 5, D.L. 331/1993), sempre via SDI con TD18. Se la fattura UE è inferiore al dovuto, integri per la differenza con TD18 entro lo stesso termine.
Produttori agricoli esonerati
Con i produttori agricoli esonerati (art. 34, DPR 633/1972), l’acquirente emette autofattura applicando le percentuali di compensazione in luogo dell’IVA ordinaria. È una semplificazione per chi non addebita l’IVA.
In pratica indichi l’aliquota/percentuale di compensazione, registri il documento e assolvi i versamenti previsti.
Omaggi e autoconsumo
Se regali beni che fanno parte della tua attività e hai detratto l’IVA all’acquisto, l’uscita è imponibile. Emetti TD21 per “cessioni gratuite senza rivalsa/autoconsumo” (art. 2, comma 2, n. 4, DPR 633/1972).
Soglia pratica: beni di costo unitario fino a 50 euro hanno regole agevolate. Valuta il trattamento per evitare errori di detrazione.
Regola decisionale rapida
Seleziona il caso e applica il nesso logico
- Il fornitore è italiano e la legge prevede reverse charge? Allora integri l’IVA con TD16 entro il 15 del mese successivo.
- Il fornitore è estero e ti vende un servizio? Usi TD17, applichi l’IVA italiana, invio entro il 15 del mese successivo.
- Hai acquistato beni da un fornitore UE? Integri con TD18; se la fattura non arriva entro un mese, emetti autonoma TD18 entro i 15 giorni successivi.
- La fattura interna non arriva entro 4 mesi oppure è errata e il fornitore non la corregge? Regolarizzi con TD20 entro 30 giorni dalla scadenza dei 4 mesi.
- Compri da produttore agricolo esonerato? Emetti tu l’autofattura, applicando le percentuali di compensazione (art. 34).
- Fai omaggi o autoconsumi con IVA detratta? Emissione TD21, quantificando l’imponibile secondo il costo di acquisto o di produzione.
Questa catena decisionale minimizza il rischio sanzioni e allinea i termini con le norme italiane ed europee.
Sanzioni e compliance: cosa rischi e come evitarlo
Sanzioni documentali e sostanziali sono nel D.Lgs. 471/1997. In sintesi:
- Mancata integrazione/autofattura in reverse charge: sanzione percentuale sull’IVA non assolta (art. 6, comma 9-bis). L’importo può arrivare dal 90% al 180% nei casi ordinari.
- Operazioni transfrontaliere non comunicate via SDI entro i termini: sanzione di 2 euro per ogni operazione, con limite massimo di 400 euro per mese; riduzione alla metà se invii entro 15 giorni (art. 11, comma 2-quater, come aggiornato da DL 146/2021 convertito in L. 215/2021).
- Omaggi/autoconsumo senza autofattura quando dovuta: si applicano le sanzioni per omessa fatturazione e l’IVA diventa dovuta.
Per prevenire errori: usa una numerazione dedicata per i TD, presidia le scadenze del 15 del mese successivo, mantieni un registro di controllo per fornitori esteri e UE. Verifica sempre i riferimenti normativi su Normattiva e le specifiche tecniche aggiornate dell’Agenzia delle Entrate.
Forfettari e altri casi particolari nel 2026
I contribuenti in regime forfettario non addebitano l’IVA nelle vendite, ma devono adempiere sulle autofatture di acquisto. Quindi applicano e versano l’IVA su reverse charge e acquisti esteri, senza diritto a detrazione. È un costo.
Chi applica il pro-rata di detraibilità detrae solo in parte l’IVA delle integrazioni. Documenta la quota per evitare contestazioni. Per esportatori abituali, attenzione allo “splafonamento”: si usa TD27 per regolarizzare.
Per settori speciali (edilizia, elettronica, cessioni di rottami e oro), i casi di reverse charge sono tipizzati dall’art. 17 del DPR 633/1972 e da decreti attuativi del MEF. Controlla sempre l’inclusione del tuo codice attività.
| Scenario | Documento SDI (codice TD) | Requisiti normativi | Tempistiche operative |
|---|---|---|---|
| Reverse charge interno (subappalti edili, rottami, ecc.) | TD16 (integrazione) | Art. 17, DPR 633/1972; Provvedimenti AE su e-fattura | Invio entro il 15 del mese successivo all’operazione; registrazione IVA a debito/credito |
| Servizi acquistati da fornitore estero (UE/extra-UE) | TD17 (autofattura) | Art. 17, DPR 633/1972 | Invio entro il 15 del mese successivo alla ricezione/effettuazione; detrazione se ammessa |
| Beni acquistati da fornitore UE | TD18 (integrazione o autofattura) | Art. 46-47, D.L. 331/1993 | Se fattura manca dopo 1 mese: emetti entro i 15 giorni successivi; altrimenti integrazione standard entro il 15 del mese successivo |
| Fattura interna mancante oltre 4 mesi o errata non corretta | TD20 (regolarizzazione) | Art. 6, commi 8 e 9-bis, D.Lgs. 471/1997 | Entro 30 giorni dal decorso dei 4 mesi dall’operazione; versamento IVA dovuta |
| Acquisti da produttori agricoli esonerati | TD20 o schema dedicato con percentuali di compensazione | Art. 34, DPR 633/1972 | Emissione alla consegna/effettuazione; registrazione con percentuali di compensazione |
| Omaggi/autoconsumo con IVA detratta | TD21 (cessioni gratuite senza rivalsa) | Art. 2, comma 2, n. 4, DPR 633/1972 | Alla data di uscita del bene; imposta calcolata sul costo di acquisto/produzione |
| Splafonamento esportatore abituale | TD27 (autofattura da splafonamento) | Art. 8, DPR 633/1972; disciplina plafond | Appena rilevato lo splafonamento; versamento imposta e sanzioni ridotte se ravvedimento |
FAQ
Devo emettere autofattura se sono in regime forfettario?
Sì, nei casi previsti dalla legge sugli acquisti. Il regime forfettario riguarda le vendite: non addebiti l’IVA ai tuoi clienti. Ma sulle autofatture di acquisto (reverse charge interno, servizi da estero, beni UE) devi applicare e versare l’IVA italiana. Non puoi detrarla, quindi diventa un costo. Usa i codici TD16, TD17, TD18 a seconda del caso. Rispetta il termine del 15 del mese successivo per l’invio via SDI. La base normativa è l’art. 17 del DPR 633/1972 e il D.Lgs. 127/2015 sulla fatturazione elettronica. Verifica sempre su Normattiva e con le specifiche dell’Agenzia delle Entrate.
Non ho ricevuto la fattura da un fornitore italiano dopo 4 mesi: cosa faccio?
Devi regolarizzare. Entro 30 giorni dal decorso dei 4 mesi dalla data dell’operazione emetti un’autofattura elettronica con TD20. Calcoli e versi l’IVA dovuta. Questa procedura evita sanzioni più gravi per omessa fatturazione. La regola è nell’art. 6, comma 8, del D.Lgs. 471/1997. Se poi la fattura arriva, conservala insieme alla tua regolarizzazione per coerenza contabile. Se hai diritto a detrazione, potrai gestire il recupero secondo i termini generali del DPR 633/1972.
Perché si usa TD18 negli acquisti da fornitori UE e quando diventa autofattura “pura”?
TD18 serve per integrare con l’IVA italiana una fattura per acquisto di beni intracomunitari. Se la fattura del fornitore UE arriva nei tempi, tu la integri con TD18. Se non arriva entro un mese dall’operazione, devi emettere una tua autofattura “pura” entro i 15 giorni successivi, sempre con TD18, indicando imponibile, aliquota e IVA. Questa procedura deriva dall’art. 46, comma 5, del D.L. 331/1993, che tutela il gettito e garantisce la corretta applicazione dell’imposta in Italia.
Come tratto gli omaggi ai clienti e quando l’autofattura è obbligatoria?
Se regali beni che fanno parte della tua attività e hai detratto l’IVA all’acquisto, devi emettere autofattura TD21. La norma (art. 2, comma 2, n. 4, DPR 633/1972) considera la cessione gratuita come imponibile. L’imposta si calcola sul costo di acquisto o sul prezzo di produzione. Per beni di costo unitario fino a 50 euro valgono regole agevolate sulla detrazione. Se non hai detratto l’IVA all’acquisto, spesso non devi emettere l’autofattura perché manca l’effetto di recupero dell’imposta. Documenta sempre il criterio usato per il valore imponibile.
Quali sono le sanzioni se dimentico l’invio via SDI delle operazioni con l’estero?
Per le operazioni transfrontaliere non trasmesse via SDI entro i termini, la sanzione è di 2 euro per ciascuna operazione, con limite massimo di 400 euro per mese. Se invii entro 15 giorni oltre la scadenza, la sanzione è dimezzata. Questa regola è nell’art. 11, comma 2-quater, del D.Lgs. 471/1997, come modificato dal DL 146/2021 convertito in L. 215/2021. Attenzione: questa è una sanzione “formale”. Se l’errore comporta anche IVA non assolta (es. mancato reverse charge), si applicano le sanzioni sostanziali dell’art. 6 del D.Lgs. 471/1997, più pesanti. Per ridurre i rischi, presidia il termine del 15 del mese successivo e usa i codici TD corretti.
Quali fonti posso consultare per verificare codici TD, scadenze e basi normative?
Per le norme primarie usa il portale Normattiva (DPR 633/1972, D.L. 331/1993, D.Lgs. 127/2015, D.Lgs. 471/1997). Per prassi e specifiche tecniche consulta i Provvedimenti e le FAQ dell’Agenzia delle Entrate sulla fatturazione elettronica via SDI. Per ambiti settoriali e decreti attuativi, verifica le circolari dell’Agenzia e i decreti del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Queste fonti ti danno l’inquadramento completo: quando emettere l’autofattura, quale codice TD usare, entro quando inviarla e come registrarla nei registri IVA.
