Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Il contratto di prestazione occasionale (PrestO) si può usare se sei professionista, autonomo, impresa o associazione; vietato con ex dipendenti da meno di 6 mesi, imprese con oltre 5 dipendenti stabili, agricoltura/edilizia/appalti.
- Base legale: art. 54-bis del D.L. 50/2017 (convertito in L. 96/2017). Procedura e pagamenti passano dalla piattaforma INPS.
- Limiti annui: 5.000 euro per prestatore, 5.000 per utilizzatore, 2.500 per singolo binomio; minimo 9 €/h e 36 € al giorno.
- Divieti chiave: no uso con ex dipendenti negli ultimi 6 mesi; no per imprese con oltre 5 dipendenti a tempo indeterminato; esclusi edilizia, agricoltura (salvo eccezioni), appalti.
Cos’è il contratto di prestazione occasionale (PrestO)
PrestO è una forma semplificata di lavoro occasionale. Vale per attività saltuarie, di breve durata, con compensi contenuti. La base normativa è l’art. 54-bis del D.L. 50/2017, come convertito in L. 96/2017. Le regole operative le pubblica l’INPS nelle proprie circolari e messaggi.
Attenzione a non confonderlo con il lavoro autonomo occasionale. Il lavoro autonomo occasionale è una prestazione da libero professionista senza Partita IVA, regolata dall’art. 2222 del Codice Civile. In quel caso si emette una ricevuta con ritenuta d’acconto del 20% (art. 25, DPR 600/1973) e, se superi 5.000 euro annui, scattano i contributi alla Gestione Separata (art. 2, comma 26, L. 335/1995). Sono due mondi diversi per regole, adempimenti e tutele.
PrestO usa una piattaforma INPS. L’utilizzatore (datore) versa prima il denaro su un portafoglio elettronico. Comunica i dettagli della prestazione in anticipo. L’INPS paga il prestatore e versa contributi previdenziali e premi INAIL.
Chi può usarlo e chi no
Utilizzatori ammessi
Puoi attivare un contratto PrestO se rientri tra questi soggetti privati:
- Professionista o lavoratore autonomo senza dipendenti o con pochi dipendenti.
- Impresa, anche individuale.
- Associazione, fondazione o altro ente di natura privata.
- Cittadino privato (di norma con il Libretto Famiglia, ad esempio per baby-sitting o piccoli lavori domestici).
Le Pubbliche Amministrazioni possono usare PrestO solo in casi tassativi e con regole dedicate, sempre ai sensi dell’art. 54-bis. In genere parliamo di esigenze temporanee e per progetti specifici.
Divieti soggettivi
La legge impone divieti per ridurre abusi e lavoro grigio:
- Non puoi usare PrestO se hai più di 5 lavoratori subordinati a tempo indeterminato. Questa soglia vale in via generale per gli utilizzatori privati. Negli ultimi anni ci sono state deroghe settoriali e temporanee, in particolare per strutture alberghiere e ricettive, introdotte con leggi di bilancio. Verifica sempre le istruzioni INPS aggiornate e i testi su Normattiva.
- Non puoi usarlo con chi è stato tuo dipendente o collaboratore coordinato e continuativo nei 6 mesi precedenti. Questo serve a evitare mascheramenti di rapporti stabili.
Divieti oggettivi (settori e attività)
L’art. 54-bis esclude alcuni ambiti perché ad alto rischio elusivo o con regole proprie:
- Imprese del settore edile e affini: niente PrestO in cantiere.
- Imprese agricole: uso vietato, salvo specifiche eccezioni previste dalla norma e precisate da INPS per lavorazioni e periodi particolari.
- Appalti di opere o servizi: non puoi impiegare prestatori occasionali per attività oggetto di un appalto.
Questi divieti si applicano anche se rispetti gli altri limiti economici e orari. La natura dell’attività prevale.
Limiti economici, orari e compensi
I tre tetti annui
La legge fissa tre limiti, che si riferiscono all’anno civile:
- Per ciascun prestatore: massimo 5.000 euro complessivi, sommando tutti gli utilizzatori.
- Per ciascun utilizzatore: massimo 5.000 euro complessivi verso tutti i prestatori.
- Per ciascun binomio utilizzatore-prestatore: massimo 2.500 euro.
Alcune categorie di prestatori “pesano” meno sul tetto dell’utilizzatore. I compensi a studenti under 25, pensionati e disoccupati si conteggiano al 75% ai fini del limite dell’utilizzatore, come previsto dall’art. 54-bis e dalle circolari INPS di prima applicazione. Conviene verificare nelle istruzioni INPS più recenti la platea esatta aggiornata.
Minimi orari e costo totale
PrestO ha minimi economici nazionali:
- Compenso minimo orario: 9 euro al prestatore.
- Compenso minimo giornaliero: 36 euro (equivalente a 4 ore), anche se la prestazione dura meno.
- Oneri a carico dell’utilizzatore oltre al compenso: contributi alla Gestione Separata INPS (circa 33%), premio INAIL (circa 3,5%), oneri di gestione (circa 1%).
Il costo minimo orario per l’utilizzatore, includendo oneri, di solito è poco sopra 12 euro per ogni ora attivata. Gli importi precisi li pubblica l’INPS nelle tabelle operative aggiornate.
Durata, orari e calcolo dei limiti
La singola prestazione ha durata minima di 1 ora. Il limite da 2.500 euro per binomio, con 9 euro orari minimi, equivale a circa 280 ore annue con lo stesso prestatore. Oltre quel livello scatta l’irregolarità.
Regola d’oro: non programmare prestazioni continuative mese dopo mese. Se l’esigenza è stabile, valuta un’assunzione o una collaborazione ordinaria.
Procedura operativa su piattaforma INPS
Accreditamento e portafoglio elettronico
Utilizzatore e prestatore si registrano sul portale INPS con identità digitale. L’utilizzatore carica un portafoglio elettronico. Può versare con pagoPA o con F24 a elementi identificativi. Le modalità sono descritte nelle guide INPS.
Comunicazione preventiva
L’utilizzatore invia la comunicazione preventiva della prestazione almeno un’ora prima dell’inizio. Indica: dati del prestatore, luogo, data e orario, compenso pattuito, attività. Per il Libretto Famiglia il flusso è semplificato e la comunicazione può avvenire a consuntivo secondo le finestre INPS.
Pagamento e documenti
Terminato il lavoro, l’INPS paga il prestatore di norma entro il 15 del mese successivo. L’INPS versa anche i contributi previdenziali e i premi INAIL. L’INPS rilascia la Certificazione Unica. L’utilizzatore non effettua ritenute fiscali alla fonte.
Sanzioni e rischi di riqualificazione
Se usi PrestO fuori dai casi ammessi, scattano sanzioni amministrative per ogni giornata irregolare. L’importo varia in base all’art. 54-bis e alle prassi ispettive del Ministero del Lavoro.
Se superi i limiti economici o usi PrestO in settori vietati, l’Ispettorato può riqualificare il rapporto come lavoro subordinato a tempo indeterminato. In quel caso paghi differenze retributive, contributi e sanzioni. Le fonti di riferimento sono l’art. 54-bis, le circolari INPS e le note dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro.
Regola decisionale rapida
Dal dubbio alla scelta in 7 passaggi logici
- Definisci l’esigenza: è sporadica e breve? Allora PrestO può andare. Se è continuativa, valuta un’assunzione o una collaborazione standard.
- Controlla chi sei: professionista, impresa, associazione o privato? Se sì, prosegui. Se sei PA, verifica i casi tassativi.
- Conta i dipendenti: ne hai più di 5 a tempo indeterminato? Se sì, in generale non puoi usare PrestO. Verifica solo eventuali deroghe settoriali vigenti.
- Esamina il settore: edilizia, agricoltura (salvo eccezioni) o appalti? Se sì, niente PrestO.
- Verifica il prestatore: non deve essere ex dipendente o ex co.co.co. degli ultimi 6 mesi.
- Calcola i tetti: rispetta 5.000 euro per te, 5.000 per lui e 2.500 per la coppia. Ricorda il conteggio al 75% per alcune categorie.
- Gestisci gli adempimenti: registrazione INPS, portafoglio carico, comunicazione preventiva, minimi economici rispettati.
Se uno di questi passaggi fallisce, cambia strumento: lavoro autonomo occasionale, collaborazione o assunzione. Meglio correggere prima che subire sanzioni.
PrestO o lavoro autonomo occasionale: quando usare l’uno o l’altro
Quando scegliere PrestO
Scegli PrestO se vuoi tutele previdenziali e assicurative pronte, flusso digitale e costi predeterminati. Ti serve per mansioni semplici e saltuarie. Non emetti fatture. Non applichi ritenute. Tutto passa dall’INPS.
Quando scegliere il lavoro autonomo occasionale
Usa il lavoro autonomo occasionale se affidi un incarico puntuale a un professionista senza Partita IVA. Emette una ricevuta con ritenuta d’acconto del 20% (art. 25, DPR 600/1973). Se supera 5.000 euro annui, versa contributi alla Gestione Separata sulla parte eccedente (art. 2, comma 26, L. 335/1995). Qui non c’è la piattaforma INPS, ma rimangono oneri fiscali e ricevuta.
Se l’attività diventa abituale, serve la Partita IVA e un regime fiscale appropriato (ad esempio regime forfettario, cioè un regime semplificato con imposta sostitutiva e aliquote ridotte). La base legale del forfettario è nelle leggi di bilancio aggiornate, consultabili su Normattiva e sito dell’Agenzia delle Entrate.
Riferimenti normativi e prassi
Dove verificare le regole
- Normattiva: cerca l’art. 54-bis del D.L. 50/2017 e le modifiche successive.
- INPS: circolari e messaggi su contratto di prestazione occasionale e Libretto Famiglia, con tabelle di costi e istruzioni operative.
- Ministero del Lavoro: note e FAQ su lavoro occasionale e ispezioni.
- Per il lavoro autonomo occasionale: art. 2222 Codice Civile; art. 25 DPR 600/1973; art. 2, comma 26, L. 335/1995.
Tabella scenari, requisiti e tempistiche
| Scenario | Requisiti di accesso | Limiti economici e orari | Tempistiche e adempimenti |
|---|---|---|---|
| Professionista con 2 dipendenti che ingaggia un prestatore per evento di 2 giorni | Ammesso come utilizzatore privato; meno di 5 dipendenti a tempo indeterminato; attività non edile né in appalto | 9 €/h min; 36 €/giorno min; entro 2.500 € con lo stesso prestatore; entro 5.000 € annui complessivi | Registrazione INPS; ricarica portafoglio; comunicazione almeno 1 ora prima con date e orari; pagamento INPS entro il 15 del mese successivo |
| Struttura alberghiera con 7 dipendenti per picco stagionale | Verifica deroghe settoriali vigenti alla soglia dei 5 dipendenti; escluso se la deroga non è attiva nel periodo | Stessi minimi; rispetta i tetti annui; valuta conteggio al 75% per studenti/pensionati | Flusso INPS ordinario; attenzione a turni inferiori alle 4 ore perché vige il minimo giornaliero di 36 € |
| Associazione culturale senza dipendenti per supporto evento | Ammessa; nessun rapporto nei 6 mesi precedenti con il prestatore | Entro 2.500 € con singolo prestatore; entro 5.000 € totali per l’associazione | Comunicazione preventiva via INPS; INPS paga e rilascia CU; conservare ricevute |
| Cittadino privato per baby-sitting serale | Usa Libretto Famiglia; prestatore maggiorenne; attività domestica o assimilata | Minimi economici specifici del Libretto Famiglia; tetti annui identici (5.000/5.000/2.500) | Registrazione; comunicazione semplificata a consuntivo nelle finestre INPS; pagamento INPS |
| Impresa edile che vorrebbe personale per cantiere | Non ammessa: settore edile escluso dall’art. 54-bis | Non applicabili | Valuta assunzioni ordinarie, somministrazione o appalto regolare |
| Impresa che propone PrestO a ex dipendente cessato 3 mesi fa | Vietato: divieto per ex subordinati o ex co.co.co. nei 6 mesi precedenti | Non applicabili | Attendi 6 mesi o usa canali contrattuali ordinari |
FAQ
Qual è la differenza pratica tra PrestO e lavoro autonomo occasionale con ritenuta?
PrestO è un lavoro occasionale gestito e pagato tramite la piattaforma INPS. Tu, come utilizzatore, versi denaro sul portafoglio INPS. Comunichi la prestazione in anticipo. L’INPS paga il prestatore, versa contributi e premio INAIL, e rilascia la Certificazione Unica. Il compenso minimo è 9 euro l’ora, con minimo giornaliero di 36 euro, più oneri a tuo carico. La base normativa è l’art. 54-bis del D.L. 50/2017.
Il lavoro autonomo occasionale è un incarico libero-professionale saltuario senza Partita IVA. Il prestatore emette una ricevuta con ritenuta d’acconto del 20% (art. 25, DPR 600/1973). Non c’è piattaforma INPS. Scattano contributi alla Gestione Separata solo oltre 5.000 euro annui complessivi per il prestatore (art. 2, comma 26, L. 335/1995). Nessun minimo orario di legge, ma serve un compenso congruo e un incarico davvero episodico.
Come si calcolano i limiti dei 5.000 e 2.500 euro con più committenti o prestatori?
I limiti sono tre e si leggono così: il prestatore non deve superare 5.000 euro complessivi in un anno civile, sommando tutti i datori che lo hanno ingaggiato con PrestO. L’utilizzatore non deve superare 5.000 euro complessivi pagati a tutti i prestatori, nello stesso anno. Tra uno specifico utilizzatore e uno specifico prestatore vale inoltre il tetto di 2.500 euro.
Per il solo limite dell’utilizzatore, i compensi pagati a studenti under 25, pensionati e disoccupati contano al 75%. Questa agevolazione, indicata dall’art. 54-bis e chiarita dalle circolari INPS, non cambia i tetti del prestatore né il limite da 2.500 della singola coppia. Tieni aggiornati i conteggi e verifica le istruzioni INPS se cambiano le platee agevolate.
Posso usare PrestO per tre mesi di fila con turni regolari? Rischio qualcosa?
PrestO nasce per esigenze temporanee e non programmate a lungo. Se organizzi turni fissi per mesi, l’assetto somiglia a un rapporto stabile. Anche se rispetti i tetti economici, l’Ispettorato può leggere una continuità sostanziale e contestare la forma utilizzata.
Il rischio è la riqualificazione del rapporto in lavoro subordinato, con effetto retroattivo, più differenze retributive, contributi e sanzioni. L’art. 54-bis e le prassi del Ministero del Lavoro puntano a fermare usi elusivi. Se l’esigenza diventa strutturale, scegli un contratto di lavoro o una collaborazione ordinaria.
Chi paga i contributi e come vengono certificati i redditi da PrestO?
Paga tutto l’INPS con i fondi che versi nel portafoglio elettronico. Tu versi il compenso pattuito e gli oneri accessori (Gestione Separata, INAIL, costi di gestione). L’INPS trattiene gli oneri, paga il prestatore e accredita la contribuzione.
A fine anno, l’INPS rilascia la Certificazione Unica al prestatore e mette a disposizione la documentazione fiscale. Tu non effettui ritenute e non emetti CU. Conserva le ricevute delle comunicazioni e dei versamenti. Le istruzioni operative sono nelle circolari e nei messaggi INPS dedicati a PrestO e Libretto Famiglia.
PrestO copre infortuni e sicurezza? Quali obblighi ho come utilizzatore?
PrestO include la copertura INAIL, perché versi il relativo premio con ciascuna prestazione. Ma la sicurezza non si esaurisce con il premio. Restano gli obblighi minimi del datore sui luoghi di lavoro: informazione, eventuale formazione e dispositivi di protezione, in base ai rischi concreti dell’attività. Questo discende dalla normativa sulla salute e sicurezza applicabile a prescindere dalla forma contrattuale.
Se affidi mansioni rischiose o operi in settori esclusi (come edilizia o appalti), non usare PrestO. Oltre al divieto, aumentano i rischi ispettivi e assicurativi. Le esclusioni sono indicate nell’art. 54-bis del D.L. 50/2017 e nelle note del Ministero del Lavoro e dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro.
